Archivio per novembre 2021

Felice martedì sera in poesia “L’incontro” K. Mansfield – arte Enjolras – canzone “Canzone quasi d’amore” F. Hardy   Leave a comment



Delphin Enjolras
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Solamente quando abbiamo conosciuto l’amore
ci rendiamo veramente conto
di ciò che avremmo perduto
se non lo avessimo incontrato…
Leo Buscaglia
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Delphin Enjolras

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L’INCONTRO
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Katherine Mansfield
E iniziammo a parlare,
guardandoci un attimo, schivi, con imbarazzo.
La tristezza chiamava lacrime,
ma non piangevo; desideravo
prenderti la mano, ma un tremito diffuso
me lo impediva.
Contavi i giorni che mancavano
a un altro appuntamento,
ma entrambi sentivamo nel cuore,
che soli ce ne andavamo per sempre.
Il suono acuto di una campana riempì la stanza.
“Ascolta” dissi “batte forte come un cavallo
che galoppa su una strada deserta
e che si perde nella notte scura.”
Tacqui stretta tra le tue braccia
finché il rintocco vinse anche il battito dei nostri cuori.
“Non posso andarmene” dicesti,
“la mia vita è qui, in eterno.”
Ma te ne andasti.
Tutto era cambiato. Il rintocco giunse sopito,
debole, sempre più fioco.
Dissi alla notte: “Se smette devo morire”.

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Delphin Enjolras – Bouquet di fiori serale

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Delphin Enjolras
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Il faro – Poesia di Tony Kospan anche in video   Leave a comment

 

 




IL FARO 

Tony Kospan


 
A mò di quercia te ne stai..
tra le rocce… saldo
ai flutti accanto
con l’occhio tuo fanale
senza sosta il mar scrutando…
 
Faro…
seconda polar stella
ai naviganti… caro sempre…
faro…
pulsante…lucerna 
pur ai poeti… caro sempre
tu
metafora poi sei dell’esistenza nostra.
 
Nei momenti di gran babele
al tuo silenzio ci affidiamo…

Nei momenti d’oscuri assilli
il tuo chiarore ricerchiamo…
 
Metafora sei pur della mia vita
tu ideale di salvezza fermo e forte,
a te m’ispiro a volte,
per esser raggio pur’io di luce
per chi accanto a me l’anela…
 
A te però mi rivolgo anch’io
quando sperduto naufrago
tra i perigliosi gorghi della vita…
in cerca vado della giusta via…


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Ora ecco il bel video creato da una cara amica virtuale,

che ringrazio di tutto cuore, dedicato a questa mia modesta poesia.


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 frecq8h

 

 

Tony Kospan






 

 

Vendetta femminile – Mitica super barzelletta   3 comments


 

 

Vendetta Femminile

 

Dopo una lunga malattia,

una donna muore ed arriva al portone del Cielo.

Mentre aspetta San Pietro,  vede attraverso le grate   

suo padre, gli amici e tutti quelli che erano partiti  prima di lei,

seduti ad un tavolo, apprezzando un banchetto meraviglioso.

 

 

 

 

Quando San Pietro arriva, lei commenta:    

“Che posto tanto carino! E’ il Paradiso? Come faccio ad entrare”?

E San Pietro…


“Io le dico una parola.


Se lei la sillaba correttamente la prima volta, entra;


se la sbaglia, va direttamente giù all’…”

 

 


“OK, bene qual’ è la parola”?


 “AMORE”  

Lei la sillabò correttamente,

passò per i tutti vari portoni ed entrò in Paradiso.


Un anno dopo circa, San Pietro le chiese

la cortesia se per quel giorno poteva vigilare lei i portoni.


Lei allora si mise a alla porta principale per sostituire San Pietro…


Con sua grande sorpresa vide apparire suo marito.


 

 

 


“Ciao! Che sorpresa”! Disse lei. “Come stai?”


“Ah!,  sono stato molto bene da quando tu sei morta.


Mi sposai con quella bella infermiera  che ti curò,

guadagnai alla lotteria e diventai milionario. 


Vendetti la casa dove vivevamo e comprai un castello.




 


 Viaggiai con mia moglie per tutto il mondo.  


    


 Eravamo giustamente in ferie quando decisi di andare a pescare.

ma la barca … ahimè si ruppe e sono annegato ora sto qui.


Come faccio a entrare“?


“Io ti dico una parola.


Se la sillabi la prima volta correttamente puoi entrare,

se no, vai direttamente all’inferno.”


 

 

 

 

“OK, qual’è la parola”?

 

“S C H W A R Z E N E G G E R”




 

 

dal web… rielab. e impagin. dell’Orso

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LA TUA PAGINA DI PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…
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DONNE IN RINASCITA – Un breve.. ma sublime omaggio al mondo femminile – Testo e video   Leave a comment

 

 

 

 

 

Un racconto, questo, di Jack Folla (Diego Cugia),
che è un vero e proprio omaggio al mondo femminile…
ed alla sua forza d’animo nei momenti difficili…
e non solo…
 
 
Questo brano è un vero e proprio “cult
che non ci si stanca mai di leggere ed ascoltare…
o di rileggere e riascoltare
 
 
Possiamo dunque ora leggerlo con calma
ed anche ascoltarlo poi, se vogliamo, in un magnifico video.
 
 
Tony Kospan








 

 


DONNE IN RINASCITA

 Jack Folla


 

 

 


 

 

 

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, finita mai, per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre:
“Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così”.
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima; ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c’è stato un momento che hai guardato già e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi.
E hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d’acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l’aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato. Quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?”
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima.
Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E’ un’avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere:
“Attenti: il cantiere è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse”.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
E’ primavera a novembre…
Quando meno te l’aspetti…
 
 
 
 
 
 
 

 
Qui giù… il video con voce ed immagini fantastiche…
 
 
 
 
 
 
 
  

 

Ciao da Tony Kospan



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Mark Twain.. brillante scrittore americano dell’800 – Breve ricordo anche con alcuni mitici aforismi ed un video   Leave a comment



Uno scrittore divenuto mitico
per il suo irresistibile… fine… elegante umorismo.

 
 
 
 
 

 
 

MARK TWAIN
BREVE RICORDO… CON ALCUNI AFORISMI
ED UN… VIDEO
 
 

 
Mark Twain è in realtà lo pseudonimo
di Samuel Langhorne Clemens.

 
 
 
 
 
 
 
 

UN  BREVE RICORDO
 
 
 
E’  stato un grande umorista e scrittore statunitense…
ma prima d’iniziar a scrivere
fu tipografo (da giovanissimo) e poi pilota di battelli sul Mississipi,
cercatore d’oro etc.

Tutte  queste attività gli consentirono
di conoscere il vero cuore dell’America profonda.
 
 
 
 
 
 
 

 

E‘ celeberrimo ancor oggi per libri come
Le avventure di Tom Sawyer, Le avventure di Huckleberry Finn,
Il principe e il povero,
Un americano alla corte di re Artù e Vita sul Mississippi.









Viene altresì considerato come uno dei primi grandi protagonisti
della letteratura americana.
 
 Dai suoi libri sono nati dei film e delle serie di cartoni animati. 
 
 
 
 
 
 
 

Ricordiamolo anche noi
con alcuni suoi originali graffianti e divertenti aforismi 
ed un video tratto da un film girato da un suo famoso libro.


 
 
 
 
 
 Mark Twain (Florida 30.11.1835 – Redding 21.4.1910)
 
 
 
 
 
 
 
ALCUNI AFORISMI
 
 
Non ho mai lasciato che la scuola interferisse con la mia educazione.
 
 
Il paradiso lo preferisco per il clima, l’inferno per la compagnia…
 
 
Che privilegio aveva Adamo!
Quando diceva qualcosa di buono,
sapeva che nessuno l’aveva detta prima
 
 
Ognuno di noi è una luna:
ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro
 
 
Non è vero che i mariti, appena vedono una bella donna,
dimenticano di essere sposati.
Al contrario: proprio in quei momenti
se lo ricordano dolorosamente
 
 
Mai rimandare a domani ciò che puoi fare benissimo dopodomani
 
 
L’umanità senza la donna sarebbe scarsa.
Terribilmente scarsa.
 
 
Tra tutti gli animali l’uomo è il più crudele.
è l’unico a infliggere dolore per il piacere di farlo.
 
 
La cosa più facile che io abbia mai fatto in vita mia
è smettere di fumare:
dovrei ben saperlo,
perché l’ho fatto un migliaio di volte
 
 
Non sapevano che fosse impossibile, allora l’hanno fatto
 
 
L’umorismo è una gran cosa, è quello che ci salva.
Non appena spunta, tutte le nostre irritazioni,
tutti i nostri risentimenti scivolano via,
e al posto loro sorge uno spirito solare
 
 
Cerchiamo di non essere troppo esigenti:
è meglio possedere diamanti di seconda scelta
che non possederne affatto
 
 
Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo,
mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.
 
 
Il letto è il posto più pericoloso del mondo:
vi muore l’80% della gente
 
 
L’uomo è l’unico animale che arrossisce.
O che ne abbia bisogno

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 BREVE VIDEO

 
 
 
E’ la scena iniziale del cartoon
nato da uno dei suoi libri più noti
 
 
 

 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan



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F. PESSOA – Mini biografia anche con aforismi e belle poesie del poeta del sogno e dell’introspezione   Leave a comment

 



 
FERNANDO PESSOA…
POETA DEL SOGNO E DELL’INTROSPEZIONE

 

 
 
Lisbona 13.6.1888 – Lisbona 30.11.1935

  

 

BREVE BIOGRAFIA

 

Fernando António Nogueira Pessoa nasce a a Lisbona il 13 giugno del 1888 ma, all’età di 5 anni, va a vivere con la madre a Città del Capo in Sudafrica…

Impara così benissimo l’inglese e scriverà poesie ed altre opere anche in questa lingua.
 
Nel 1905 torna a Lisbona dove lavorò tutta la vita come “corrispondente commerciale”.
 
Svolse da giovane un’intensa attività nei circoli culturali portoghesi e fondò e diresse diverse riviste letterarie.
 
 
 
 


 
 
 
 
 
Viene considerato il creatore della corrente “modernista ” portoghese.
 
Dedicò molti suoi studi all’esoterismo ed alle concezioni mistiche orientali condividendo anche le teorie sulla reincarnazione.
 
Per comprendere la complessità del suo pensiero basti pensare che nelle sue opere si firma con 3 nomi diversi… ma non per gioco…
 
Ogni firma… Alberto Caerio, Alvaro de Campos e Ricardo Reis rappresenta davvero una visione diversa della vita rispetto alle altre 2…
 
La personalità di Alvaro de Campos è quella vicina alle teorie futuriste… ma ciascuno dei tre “eteronimi” meriterebbe una singola analisi ed un lungo discorso a sé stante.
 
La sua “poetica” è ricca di immaginazione, sensibilità e sogni nell’ambito di una personalità certo sottilmente introversa.
 
Egli è infatti in perenne ricerca di un equilibrio e molti suoi testi lo testimoniano.
 
Gli viene universalmente riconosciuta una lucida e grande capacità di esplorazione del mondo del dolore umano… cosa questa che gli consente di rimanere sempre attuale.

 
 
 



 
 .
.
 
 
Poche delle sue opere, parte in inglese e parte in portoghese, furono pubblicate in vita… e tutte hanno riscosso un grande successo solo dopo la sua morte… che avvenne il 30 novembre 1935.
 
Diversi scrittori e critici letterari (in particolare il premio nobel Octavio Paz) affermano che la sua vita, per nulla eccezionale, fa da incredibile contrasto all’eccezionalità delle sue opere
 
Personalmente lo ritengo uno dei grandissimi…
  
 
 

 
 
 
 

ALCUNI MITICI AFORISMI (O MINI POESIE)
 
 
 

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Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d’essere niente.
A parte ciò,
ho in me tutti i sogni del mondo.

 
 
E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna,
pensieri che qualcuno pensa?
 
 
Ripassa domani, realtà!
Basta per oggi, signori!
 
 
La mia anima è una misteriosa orchestra;
non so quali strumenti suoni e strida dentro di me:
corde e arpe, timpani e tamburi.
Mi conosco come una sinfonia.

 
 
Amo come l’amore ama.
Non conosco altra ragione di amarti che amarti.
Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo,

se ciò che ti voglio dire è che ti amo?



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ALCUNE TRA LE SUE PIU’ BELLE POESIE
 
 
 
 
 

 

 

NULLA

 

Gli angeli vennero a cercarla
La trovarono al mio fianco,
lì dove le sue ali l’avevano guidata.
Gli angeli vennero per portarla via.
Aveva lasciato la loro casa,
il loro giorno più chiaro
ed era venuta ad abitare presso di me.
Mi amava perché l’amore
ama solo le cose imperfette.
Gli angeli vennero dall’alto
e la portarono via da me.
Se la portarono via per sempre
tra le ali luminose.
É vero che era la loro sorella
e così vicina a Dio come loro.
Ma mi amava perché
il mio cuore non aveva una sorella.
Se la portarono via,
ed è tutto quel che accadde.

 
 
 
 
 
 
 
 
E’ L’AMORE CHE E’ ESSENZIALE
 

E’ l’amore che è essenziale.
Il sesso è solo un accidente.
Può essere uguale
o differente.
L’uomo non è un animale
è una carne intelligente,
anche se a volte malata.
 
 
 
 







CONTEMPLO

 

Contemplo il lago silenzioso
che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto
o se tutto mi dimentica.
Nulla il lago mi dice
né la brezza cullandolo.

Non so se sono felice
né se desidero esserlo.
Tremuli solchi sorridono
sull’acqua addormentata.
Perché ho fatto dei sogni
la mia unica vita?


 


.

.

LA POESIA

Nella mia mente è sopita una poesia
che esprimerà la mia anima intera.
La sento vaga come il suono e il vento
eppure scolpita in piena chiarezza.
Non ha strofa, né verso né parola.
Non è neppure come la sogno.
E’ un mero sentimento, indefinito,
una felice bruma intorno al pensiero.
Giorno e notte nel mio mistero
la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,
e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso
come per librarsi nella sua vaga compiutezza.
So che non sarà mai scritta.
So che non so che cosa sia.
Ma sono contento di sognarla,
e una falsa felicità,
benché falsa, è felicità.


 





 
 
 
TONY KOSPAN



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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB
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Pubblicato 30 novembre 2021 da tonykospan21 in POETI E SCRITTORI GRANDI

Beniamino Gigli – Breve ricordo e “Non ti scordar di me” sua mitica canzone del ’35   Leave a comment







BENIAMINO GIGLI
e
NON TI SCORDAR DI ME
a cura di Tony Kospan


Gigli è stato un tenore, un attore
e tra i più celebri cantanti del XX secolo.




 
Recanati 20.3.1890 – Roma 30.11.1957


Prima di passare alla canzone vediamo queste altre immagini
che ci possono dare un’idea dell’atmosfera di quell’anno…




 
Marlene Dietrich in “Il diavolo è donna” – 1935




Guerra di Etiopia




 
Elsa Schiaparelli – stilista dell’epoca



Roma nel 1935 



La canzone, un valzer lento con echi di melodramma,
scritta da due autori napoletani Domenico Furnò ed Eugenio De Curtis
fu lanciata da Beniamino Gigli nel film omonimo.






Gigli, all’epoca 45enne, e già molto noto…
interpretava (ovviamente)
la parte di un tenore che riconquistava l’amata
grazie alla sua voce e proprio con questa canzone.




Beniamino Gigli




Il film piacque moltissimo e ci fu perfino qualche punta di fanatismo
(un’ammiratrice scrisse al “suo” Beniamino di aver visto il film 76 volte in un mese!!!)
anche perché molta gente non aveva mai visto il cantante,
che all’epoca aveva ereditato il “trono” di Caruso.




 
Crociere – 1935




Tuttora la pellicola è una dalle più apprezzate,
dagli ammiratori del cantante.

La canzone ebbe un grande successo che non è mai tramontato
ed è stata interpretata da molti altri tenori e diversi grandi cantanti.








NON TI SCORDAR DI ME
E. De Curtis – Furnò

 Partirono le rondini
dal mio paese freddo e senza sole,
cercando primavere di viole,
nidi d’amore e di felicità
La mia piccola rondine partì
senza lasciarmi un bacio
senza un addio partì
Non ti scordar di me;
la vita mia legata e a te
io t’ amo sempre più
nel sogno mio rimani tu
Non ti scordar di me
la vita mia legata e a te
c’è sempre un nido
nel mio cuor per te
Non ti scordar di me!
Non ti scordar di me!




Ascoltiamola ora nella versione cantata dal grande Beniamino…
in un’affascinante versione d’epoca… proprio quella del film
che ci consente anche di rivivere le atmosfere dell’epoca.







Ciao da Tony Kospan




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Felice lunedì sera in poesia “Stella” R. Perin – arte Leighton – canzone “Lei” Adamo   Leave a comment




Frederick Leighton – Luna di miele

 

 

 

 

 

 

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 Con tutto l’oro del mondo

non si può comprare il battito del cuore,

né un lampo di tenerezza.

– Alphonse de Lamartine –

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Frederick Leighton - Tristano e Isotta
 
 
 
 
 S T E L L A
Perin 
 

Ho trovato un mondo dove giocare.

Ho trovato un mondo dove vivere.

Ho trovato un mondo dove sognare,

con le bolle color grano,

saltare i riflessi di cielo nelle acque vive.

Ho trovato dove correre in sella alla libertà,

mentre cerco di allineare la linea dell’orizzonte.

Penso che questa non può essere realtà.

Ho sciolto i nodi dei miei pensieri,

ho liberato al vento i desideri in questo mondo magico.

Una mano mi stringe, mi prende, è la tua mano.

La mano di chi mi ha fatto sognare

con il suo amore.

 

 

 

Frederick Leighton – Avvolgimento della matassa
 
 
 
 
 
 
.
.
 
 

 

da Tony Kospan

 

 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)
 
 
 
 
 
 
Frederick Leighton


 

“L’ASINO ED IL LEONE” SAGGIA FAVOLETTA DI TOLSTOJ   1 comment








Sagge sì…
ma anche molto simpatiche le favolette
del grande scrittore russo.

Stavolta ci parla di qualcosa
che quasi certamente sarà capitata anche a voi.








Ci sono persone che si danno molte arie
e si pavoneggiano a più non posso
mostrandosi per quel che non sono…
ma prima o poi commettono qualche errore
e vengono smascherate… (T.K.)









L’ASINO


 Leone Tolstoj




Un asino si mise addosso la pelle di un leone e andava attorno
seminando il terrore fra tutte le bestie.

Vide una volpe e volle provarsi a far paura anche a lei.

Ma quella, che per caso aveva già sentito la sua voce un’altra volta, gli disse:
 – Sta pur sicuro che, se non ti avessi mai sentito ragliare,
avresti fatto paura anche a me -.

 Cosi ci sono degli ignoranti che, grazie alle loro fastose apparenze,
sembrerebbero persone importanti, se la smania di parlare non li tradisse.










Pubblicato 29 novembre 2021 da tonykospan21 in FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

RAINER MARIA RILKE… “POETA DELLE ROSE” – Mini biografia ed alcune belle poesie… anche in video.   Leave a comment




Rainer Maria Rilke scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema,
è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo




Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926



Nato a Praga nel 1875 in una modesta famiglia
divenuto giovanetto fuggì dalla carriera militare
alla quale era stato destinato esi dedicò agli studi incoraggiato dalla madre
prima all’Universitè di Praga e poi a Linz, a Monaco ed a Berlino.

Già a 21 anni già dal 1896 collabora con riviste bavaresi
pubblicando racconti, saggi, ballate e drammi.







Al completamento della sua formazione contribuì la stretta relazione
con Lou Andreas-Salomé.. amica e frequentatrice di Nietzche e di Freud.

Viaggiò in tutta Europa… In Russia conobbe Lev Tolstoi
ed in Francia collaborò (come segretario) col grande scultore Auguste Rodin.






Ben presto le sue pubblicazioni ottennero un gran successo
e già nel 1910 era considerato uno dei più noti autori di lingua tedesca.

Un matrimonio fallito e diversi fallimenti amorosi gli crearono
non pochi problemi psicologici.

Notevole appare in tutta la sua produzione la vicinanza agli aspetti
della Natura che decanta con grande e quasi religiosa sensibilità.









Rilke per questo è definito “il poeta delle rose
ed infatti ecco cosa volle fosse scritto sulla sua tomba…

“Rosa, oh, contraddizione pura!
Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


Come sempre il modo migliore per conoscere un poeta ed uno scrittore
(anche se in breve) è però quello di leggere alcune sue opere…
e per questo ho selezionato alcune sue poesie.






INTERIORITÁ DI ROSE

Ove è di questo interno
l’esterno? Simile bisso
è fascia a quale infermo?
A qual cielo è specchio lo schermo,
lacustre abisso,
di queste aperte rose,
non pensierose; oh arcano!
ariose fra altre ariose
cose, quasi che mano
tremula dissiparle non possa.
Non sanno, no, temperanza:
a sazietà inclini,
spazio par tracimi
dai grembi, in esuberanza,
per saturarne i giorni
vieppiù ad ogni vespro opimi
finché tutta l’estate formi
una stanza, in sogno, una stanza.




A LOU

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma esisto per amor tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.




SOGNO

O penso: e vedo (o sogno?) 
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli. 
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve. 
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca. 
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse. 
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto. 
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.



AI SOSPIRI DELL’AMATA

Ai sospiri dell’amata
la notte intera s’innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell’universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l’amore smarrito.




SERA D’ESTATE

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole. 
La sera d’estate, divampa; 
riarde di febbre nel volto. 
Sospira di schianto: « Vorrei…. »; 
ma quindi ripete – « Son stanca… » 
Sussurran preghiere i cespugli. 
Nel folto, una lucciola splende 
(eterna fiammella) a mezz’aria. 
Recinge ogni candida rosa, 
vermiglia raggiera – il tramonto.




CONVEGNO


M’è dolce indugiarti d’accanto 
in questo raccolto tepore. 
Rintoccano trepide l’ore 
siccome un lontano 
rimpianto 
Ripeti parole d’amore; 
ma piano… ma piano… 
che duri l’incanto. 
Non so dove sbocchi (che importa?), 
ma certo in effluvii di fiori 
(non senti?) la porta. 
sui vetri protesa, vermiglia, 
origlia 
la tacita Sera. Siam qui. 
Restiamo in silenzio. Là fuori, 
nessuno ci pensa così. 




VEGLIA

Già dormono i prati. Non veglia 
se non il mio cuore. Null’altro. 
La sera ammaìna nel porto 
le rosse sue vele di già. 
0 veglia sognante, beata! 
Incede la Notte su l’erba. 
Fiorisce – sbocciandole in mano – 
un pallido giglio: la luna. 






Infine in questo video la sua nota poesia
CANTO D’AMORE






LA TUA PAGINA DELLA CULTURA CON LEGGEREZZA







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