Archivio per 24 ottobre 2021

Buona domenica sera in poesia “La traversata” Spaziani – arte Goya – canzone “Io vorrei” Battisti   Leave a comment

 

 

Danza in Andalusia – Goya


 

  

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Noi non siamo solo quel che mangiamo e l’aria che respiriamo.

Siamo anche le storie che abbiamo sentito,

le favole con cui ci  hanno addormentati da bambini,

i libri che abbiamo letto,

la musica che abbiamo ascoltato

e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato.

Tiziano Terzani

 

 

Goya – La lattaia di Bordeaux






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LA TRAVERSATA DELL’OASI 
Maria Luisa Spaziani


 Ibernati, incoscienti, inesistenti,
proveniamo da infiniti deserti.
Fra poco altri infiniti ci apriranno
ali voraci per l’eternità.
Ma qui ora c’è l’oasi, catena
di delizie e tormenti. Le stagioni
colorate ci avvolgono, le mani
amate ci accarezzano.
Un punto infinitesimo nel vortice
che cieco ci avviluppa. C’è la musica
(altrove sconosciuta), c’è il miracolo
della rosa che sboccia, e c’è il mio cuore.




Goya

 
 

 da Tony Kospan

 

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Goya – La Maya vestita


SENZA – Una poesia di Tony Kospan anche in video   Leave a comment






S E N Z A


Tony Kospan





Parlare senza parlare

parole… parole… ali del silenzio

 
Guardare senza guardare

sguardi… sguardi… segni di un incontro

 
Sentire senza sentire

sensazioni… sensazioni… lampi di dialogo

 
Piangere senza piangere

pianti… pianti… ricerca di liberazione

 
Sorridere senza sorridere

sorrisi… sorrisi… squarci d’aurora

 
Sognare senza sognare

sogni… sogni… visioni del cuore

 
Amare senza amare

amore… amore… ricerca del divino

 

Essere senza essere


sono… sono… profilo di un umano







A questa mia poesia

 l‘amica Maria Antonietta, che ringrazio,

ha voluto dedicare il video qui giù…












LA PIANTA DELLA PAZIENZA – Un racconto simpatico e… saggio   Leave a comment




Un suggestivo e saggio racconto che ci parla di una virtù
che ai giorni nostri appare sempre più trascurata
se non addirittura del tutto sconosciuta.

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LA PIANTA DELLA PAZIENZA
Favoletta di saggezza






Un uomo duramente provato dalla vita, il quale aveva saputo mantenere sempre integra la sua serenità e il suo coraggio, sentendo avvicinarsi la fine chiamò intorno a sé i figlioli, le nuore, i nipoti e i pronipoti e disse loro:
“Voglio svelarvi un segreto. Venite con me nel frutteto”.
Tutti lo seguirono con curiosità e tenerezza, poiché sapevano quanto il vecchio amasse le piante.
Con le poche forze rimaste e rifiutando ogni aiuto, l’uomo cominciò a zappare in un punto preciso, al centro del verziere.
Apparve un piccolo scrigno.
Il vecchio lo aprì e disse:
“Ecco la pianta più preziosa di tutte, quella che ha dato cibo alla mia vita e di cui tutti voi avete beneficiato”.
Ma lo scrigno era vuoto e la pianticella che l’uomo teneva religiosamente fra le dita era una sua fantasia.
Nonostante tutto nessuno sorrise.
“Prima di morire”, proseguì l’uomo, “voglio dare ad ognuno di voi uno dei suoi inestimabili semi”.
Le mani di tutti si aprirono e finsero di accogliere il dono.
“E’ una pianta che va coltivata con cura, altrimenti s’intristisce e chi la possiede ne è come intossicato e perde vigore.
Affinché le sue radici divengano profonde, bisogna sorriderle;
solo col sorriso le sue foglie diventano larghe e fanno ombra a molti.
Infine, i suoi rami vanno tenuti sollevati da terra;
solo con l’aiuto di molto cielo diventano agili e lievi a tal punto da non farsi nemmeno notare”.
Il vecchio tacque.
Passò molto tempo ma nessuno si mosse.
Il sole stava per tramontare, quando il figlio maggiore rispose per tutti loro:
“Grazie, padre, del tuo bellissimo dono; ma forse non abbiamo capito bene di che pianta si tratti”.
“Sì che lo avete capito.
Mentre mi ascoltavate e mi stavate intorno, ognuno di voi ha già dato vita al piccolo seme che vi ho consegnato.
 
E’ la Pianta della Pazienza“.









TESTO DAL WEB... IMPAG. T.K.







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John Patrick O’Brien.. pittore americano definito realista romantico – Breve ricordo e vari dipinti sognanti   Leave a comment






John P. O’Brien è stato un pittore americano molto interessante per il suo stile intriso di dolcissima e poetica malinconia.
La sua pittura è stata definita dai critici “realismo romantico contemporaneo“.

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John Patrick O’Brien  2 giugno 1951 – 24 ott 2004



In esso non secondario è l’influsso dell’arte europea… soprattutto francese ed italiana da lui amatissima.






E’ mancato a soli 53 anni per un brutto male ma è indubitabile l’eleganza pittorica, la cultura, la poesia e la dolce malinconia che traspaiono con forza dai suoi dipinti.



Veduta veneziana




I suoi temi sono in genere interni di appartamenti eleganti, strade e villaggi europei… e quartieri di città con pub.





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Non è un artista molto noto, di lui si hanno poche immagini e poche notizie, ma in compenso i suoi romantici dipinti sono spessissimo postati in siti… blog e social network e qualcuno penso che lo riconoscerete certamente.







Nel dipinto qui sotto, che suscitò la mia curiosità e che mi spinse ad approfondire la sua conoscenza, egli si diverte ad inserire note opere d’arte nelle finestre del quartiere… ma questo non è proprio una rarità per lui..







Tony Kospan





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Veduta veneziana



Gilbert Bécaud – – Mini biografia del grande chansonnier e la sua mitica canzone-poesia “Et maintenant” in 2 versioni   Leave a comment

 

 

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E’ considerato uno dei più grandi chansonnier di sempre

ed ha fatto cantare, a partire dal dopoguerra, tutta la Francia.


Conosciamolo… ascoltiamolo.

 

 

Tolone 24.10.1927 – Parigi 18.12.2001

 

 

BREVISSIMA BIOGRAFIA

 

 

La sua carriera iniziò presto ma ebbe la svolta decisiva agli inizi degli anni 50

grazie alla collaborazione con la mitica Edith Piaf.

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Per le emozioni “elettrizzanti” che dava agli spettatori gli fu dato il soprannome,  

dopo uno favoloso spettacolo all’Olimpia, di “monsieur 100.000 volts“.

 

 

 

 

 

 

Ha avuto una lunghissima carriera artistica densa di tantissimi successi e riconoscimenti, in Francia e in tutta Europa.

Non solo come cantante ma anche come attore di cinema.

Nel 1974 gli fu assegnata l’onorificenza della Legion d’onore. 

A Parigi ha vissuto nella sua casa galleggiante sulla Senna. 

Si è sposato due volte ed ha avuto cinque figli.

La canzone che lo consacrò come un grandissimo artista è certamente “Et maintenant“.

E’ del 1961 ed è con essa che mi fa piacere ricordarlo.


 

 

 

 

 

 

ET MAINTENANT 
LA STORIA – IL SIGNIFICATO – IL TESTO E… L’ASCOLTO
 

 

 

Una canzone… una poesia… un mito!

 

Sublime poetica e musicale descrizione

del perdimento di sé per la fine di un grande amore.


 

 


 

 

 

STORIA DELLA CANZONE

 

La canzone è del 1961… autori Pierre Delanoë e Gilbert Bécaud.

E’ stato (ed è ancora) uno dei più grandi successi della storia della musica leggera francese ed è stato interpretato tra gli altri, da Frank Sinatra e Judy Garland nella versione tradotta in inglese di What now my love… ed in italiano soprattutto da Battiato con il testo tradotto da lui.

La passionalità e la durezza quasi drammatica di Becaud nell’interpretazione di Battiato è sostituita da quella malinconica dolcezza che caratterizza il pensiero direi anche filosofico… del nostro grande cantautore…

 

 

 

 

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

 

Sono magiche le parole disperate di quest’uomo, ormai solo in una Parigi che gli appare estranea.

Parole magiche che insieme alle note parlano ai nostri cuori…

Sente d’aver perso tutto perdendo il suo amore…e si chiede:

E adesso cosa farò?

Notti e giorni si susseguono ormai senza senso…

Gli è rimasto il mondo… tutto il mondo…

Ma tutto il mondo… è nulla senza di lei…

 

 

 

 

IL TESTO


ET MAINTENANT


Traduz. di… Franco Battiato


 

 

 

 


E ADESSO


E adesso cosa farò
di tutto questo tempo cosa sarà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perché per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perché
e ora cosa farò
verso quale niente scivolerà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perché per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perchè
che batte troppo forte, troppo forte.
e ora cosa farò
verso quale nulla scivolerà la mia vita
tu mi hai lasciato tutta la terra
ma la terra senza te è piccola.
Voi, amici miei, siate gentili
sapete bene che non si ci si può far nulla
anche Parigi muore di noia
tutte le strade mi uccidono
e ora cosa farò
riderò per non piangere
brucerò notti intere
al mattino ti odierò
e una sera nel mio specchio
vedrò la fine del mio cammino
non un fiore e non una lacrima
al momento dell’addio
non ho veramente più niente da fare
Non ho veramente più niente…

 

 

 

 

Ma ora ascoltiamola….

prima nella versione originale di Becaud…

 

 

 

 

 

e poi in quella di Battiato…

 

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN







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