Archivio per 12 ottobre 2021

Buon martedì sera in poesia “La tua pupilla” G. A. Becquer – arte Reid – canzone “La nostra vita” Ramazzotti   Leave a comment

 
 
 
Robert Lewis Reid
 
 

 
 

 

 
 
 
 
 
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Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo 
mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere 
– Romano Battaglia –
 
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 ((La nostra vita – Ramazzotti)
Robert Lewis Reid
 
 
 
 
LA TUA PUPILLA 
Gustavo Adolfo Bécquer
 
 
La tua pupilla è azzurra quando ridi
 la sua dolce chiarezza mi ricorda
 il fulgore tremulo del mattino
 che si riflette nel mare,
 .
La tua pupilla è azzurra quando piangi
 le lacrime trasparenti la velano,
 come gocce di rugiada sopra una violetta.

.
 La tua pupilla è azzurra e se un’idea
 come un punto di luce in fondo brilla,
 mi sembra nel cielo della sera
 una perduta stella!

 
 
 
 

Robert Lewis Reid
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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Robert Lewis Reid 
 
 
 
 

2 mini leggende degli Indiani d’America – La creazione del cielo e quella degli animali   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
2 brevi ma carinissime leggende
degli Indiani d’America
 
 LA CREAZIONE DEL CIELO 


 

 



 

 



 

 


La Prima Donna dispose le stelle per aiutare la Luna a far luce.


Ad una ad una le ordinò per bene, in forma di animali luccicanti appesi alla notte.
 
 

Ma il Vecchio Coyote irruppe festoso, e sparse le stelle come oggi le vedi.



 


 




 

 


 
 
 


(Algonkin Blackfeet) tratta da: Canti degli Indiani d’America
 
 



33 LA  CREAZIONE DEGLI ANIMALI 33


 





In origine il Sole aveva un aiutante, che si chiamava Napi.

Un giorno, dopo aver terminato il suo lavoro, Napi trovò un grosso pezzo di argilla cominciò a lavorarla per trarne fuori qualcosa.
Era un bravo artigiano e riuscì a realizzare la prima figurina, con una bella forma simmetrica; successivamente ne realizzò delle altre e così realizzò le figurine di tutti gli animali della Terra.
Appena ne aveva completata una, vi soffiava sopra, le dava un nome e una destinazione.
La figurina si animava e cominciava a popolare la terra.


Con l’ultima rimanenza di argilla realizzò una figura nuova; la chiamò uomo e lo mandò a vivere con i lupi.
Gli animali si lamentarono perché non riuscivano ad adattarsi all’ambiente loro assegnato, perciò Napi assegnò a ciascuno l’habitat ideale.
Tutti gli animali furono soddisfatti, tranne l’uomo, che vaga ancora alla ricerca di un luogo soddisfacente.




(Testo dal web)


 

 
 Ciao da Orso Tony
 
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Breve ricordo di Pavarotti anche con “Nessun dorma” e “Chitarra romana” (con le bellezze d’Italia)   Leave a comment

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 .



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Oggi è l’anniversario della nascita del mitico Pavarotti
grandissimo e famosissimo interprete di tantissime liriche
ed orgoglio dell’Italia musicale, e non solo,
scomparso alcuni anni fa.
 
 
Non possiamo quindi non dedicargli qualche minuto
per ricordarlo ed omaggiarlo.

 .
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(Modena 12 10 1935 – Modena 6 9 2007)
 
 
 
 
 
Ma lo farò in un modo inconsueto che forse deluderà i melomani
ma che a me piaceper la sua leggerezza e simpatia
anche se alla fine non mancherà il video
di una delle sue più grandi interpretazioni classiche.
.
 
 

 
 
.





 
 
Infatti propongo di ascoltare il mitico Luciano Pavarotti
che canta Chitarra Romana
mentre dinanzi ai nostri occhi
scorrono tante bellissime immagini del nostro
BEL PAESE
dal nord al sud
ed alla fine nella sua mitica interpretazione del
NESSUN DORMA.
 
 

 
 







  
 
 

Il tutto ci farà dimenticare per un po’ le bruttezze quotidiane
consentendoci di abbandonarci ad un’atmosfera di sogno.
 
 
Il video è opera di stranieri e questo ci fa comprendere come siano 
apprezzate all’estero le nostre bellezze (forse più che da noi).

 
 
 
 
 
 
 
 
Il video (una pps divenuta anche video)
è davvero simpatico ed imperdibile…
per chi ama Luciano e l’Italia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ora invece torniamo al Pavarotti… simbolo mondiale dell’Italia musicale
con il video di NESSUN DORMA che ha superato l’eccezionale  numero
di oltre 34.000.000 di visualizzazioni.





 




Buon ascolto-visione
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 

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Mini ricordo del grande poeta Eugenio Montale… la sua tematica… ed alcune sue mitiche poesie   6 comments

 


E' stato tra i massimi poeti dello scorso secolo

e Premio Nobel per la letteratura nel 1975.



(Genova 12.10.1896 – Milano 12 .9.1981) 

 


EUGENIO MONTALE

IL SUO MONDO POETICO ED ALCUNE SUBLIMI POESIE

 .

.

 

 

.


. BREVE ACCENNO ALLA SUA POETICA



  


Consapevole che la conoscenza umana non può raggiungere l'assoluto,

nemmeno tramite l'amata poesia, Montale però a quest'ultima affida un compito

d'analisi della condizione umana in generale.



Egli riconosce solo l'esistenza del dovere e dell'amore

come elementi positivi da perseguire e da vivere

ma questo nell'ambito di una visione completamente

disillusa ed amara… del senso della vita.




 



Aleggia, nei suoi versi intrisi di disillusione però,

l'immagine di una donna (reale… irreale?)

che a lui appare come un ponte tra la dura realtà e la metafisica.



Pur senza essere filosofica, dunque, la sua poesia

appare un raffinato strumento

di conoscenza ed approfondimento della condizione umana.



  

  


Ricordiamolo ed omaggiamolo

con alcune sue poesie scelte tra le più note.


 

 

Foto di Ugo Mulas… per Ossi di seppia

 

 

 

ALCUNE POESIE

 

 

 

 

FELICITA' RAGGIUNTA

 

Felicità raggiunta, si cammina

per te sul fil di lama.

Agli occhi sei barlume che vacilla

al piede, teso ghiaccio che s'incrina;

e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
 

Se giungi sulle anime invase

di tristezza e le schiari, il tuo mattino

è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.

Ma nulla paga il pianto di un bambino

a cui fugge il pallone tra le case.

  


 

 

SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO

 

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgoglia,

era l'incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi; fuori del prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.



Federico Zandomeneghi – Malinconia

 

 

LA BELLE DAME SANS MERCI


Certo i gabbiani cantonali hanno atteso invano

le briciole di pale che io gettavo

sul tuo balcone perché tu sentissi

anche chiusa nel sonno le loro strida.


Oggi manchiamo all'appuntamento tutti e due

e il nostro breakfast gela tra cataste

per me di libri inutili e per te di reliquie

che non so: calendari, astucci, fiale e creme.


Stupefacente il tuo volto s'ostina ancora, stagliato

sui fondali di calce del mattino;

ma una vita senz'ali non lo raggiunge e il suo fuoco

soffocato è il bagliore dell'accendino.

 

 

Renoir

 

 

RIPENSO IL TUO SORRISO…


Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida

scorta per avventura tra le pietraie d’un greto,

esiguo specchio in cui guardi un’ellera e i suoi corimbi;

e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,

se dal tuo volto si esprime libera un’anima ingenua,

vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie

sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,

e che il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia

schietto come la cima di una giovane palma.

.




 

 

HO SCESO, DANDOTI  IL BRACCIO


Ho sceso, dandoti il braccio,

almeno un milione di scale

E ora che non ci sei

è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve

il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora,

né più mi occorrono

Le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale

dandoti il braccio

Non già perché con quattr'occhi

forse si vede di più.

Con te le ho scese

perché sapevo che di noi due

Le sole vere pupille,

sebbene tanto offuscate,

erano le tue.

 

 

 

E qui giù infine, in formato video 

e letta dallo stesso Montale

la notissima…

 

MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN





 

  

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