Archivio per ottobre 2021

Buona domenica sera in poesia “Forse non vedi..” Solov’ëv – arte É. Stevens – canzone “Non ti dimentico”   Leave a comment

 

 

Alfred Émile Stevens

 

 

 

 


 

 

 

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Bimbo, mi chiedi cos’è l’amore?

Cresci e lo saprai!

Bimbo, mi chiedi cos’è la felicità? 

Rimani bimbo e lo saprai!

– Jim Morrison – 

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Alfred Émile Stevens – Saluto dal Lungomare – 1891

 

 

FORSE NON VEDI…

Vladimir Sergeevic Solov’ëv

 

Mia cara, forse non vedi

come tutto ciò

che appare ai nostri occhi

è soltanto riflesso

ombra di quel

che agli occhi è invisibile?


Mia cara, forse non odi come

lo stridente stridore del mondo

è un eco fallace

delle trionfanti armonie?


O forse, mia cara, non senti

che solo una cosa v’è al mondo:

ciò che un cuore

a un cuore confida

in un muto saluto?

 

 

Alfred Émile Stevens


 

 

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 a tutti da Tony Kospan



 

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 Alfred Émile Stevens
 
 
 

Ecco quale doveva essere il percorso della nostra vita secondo Woody Allen   Leave a comment




 
 
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SIMPATICISSIMA MEDITAZIONE DI WOODY ALLEN


 
 
 

 
 
 

 
 
 COME DOVEVA ESSERE LA NOSTRA VITA

La cosa più ingiusta della vita è come finisce.
Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo…
Cosa ottieni alla fine?
La morte.
Che significa !
Che cos’è la morte ?
Una specie di bonus per aver vissuto?
Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.
Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva subito il pensiero.
Poi in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perchè troppo giovani.
Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare e
per quarant’anni, fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione
Seguono, feste, alcool, erba ed il liceo.
Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità,
diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre,
passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisci il tutto con un bell’orgasmo !
 
Woody Allen


 



Ciaoooooooooo da

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Tony Kospan








“La donna del lago” di Rossini in un video dell’opera eseguita alla Scala insieme alla sua storia   1 comment




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BREVE STORIA DELL’OPERA
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La donna del lago” è un’opera lirica di Gioachino Rossini
su libretto di Andrea Leone Tottola.


Il soggetto deriva dal poema “La donna del lago”
(The Lady of the Lake) di Walter Scott, pubblicato nel 1810.


Pur essendo un capolavoro 
ha avuto nel corso degli anni alterne fortune.




Antonio Rossini (Pesaro 29.2.1792 – Parigi, 13.11.1868)



La prima rappresentazione avvenne il 24 ottobre 1819
al teatro San Carlo di Napoli, ma con scarso successo.

Andò meglio nelle repliche
riscuotendo consensi in vari teatri del mondo.







Ma ben presto, già nella 2° parte dell’800,
 scomparve dai loro repertori.

Ritornò sulle scene, ma rimaneggiata, 
nel 1958 a Firenze al Teatro della Pergola.






Successivamente, con la scoperta dell’edizione critica
e l’avvento del Rossini Opera Festival fu finalmente ripristinata.

La rappresentazione del 1981 a Pesaro diretta da Maurizio Pollini
secondo la versione ripristinata andò molto bene
e da allora l’opera è eseguita con buona regolarità.






LA DONNA DEL LAGO


Ma ora è giunta l’ora di ascoltarla e vederla…
in questo video nella sua versione completa eseguita
sotto la direzione del grande maestro Muti
al Teatro della Scala di Milano.





TONY KOSPAN



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IL GRUPPO DEDICATO ALLA STORIA AI RICORDI  ED ALLE ATMOSFERE DI UN TEMPO





Fellini – Breve biografia artistica del grande regista nei cui film trionfano l’arte.. il sogno e la poesia   1 comment

 
 
 
 
Federico Fellini e la moglie Giulietta Masini
 
 
 
 
 
FELLINI…
VERO MAGO DEL CINEMA DEL II NOVECENTO
 
 
 
 

(Rimini 20.01.920 – Roma 31.10.1993)
 
 
 

Vincitore di 4 premi Oscar e di tanti altri premi
è stato certamente uno dei massimi protagonisti
della storia del cinema… mondiale… del 900
per la sua capacità di coniugare

l’arte cinematografica
alla poesia… alle emozioni… al sogno.

 
 
 
 
 
 
 

BREVE BIOGRAFIA
 
 
 
La sua carriera ebbe inizio nel ’29 come…  
disegnatore satirico
dopo esser giunto a Roma dalla natia Rimini…
 
 
Negli anni ’40 passò alla collaborazione
nella stesura di sceneggiature teatrali
ma nel ’45, con la conoscenza di un grande regista
come Rossellini, s’avvicinò al mondo della celluloide.
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel 1950 la sua prima regia (insieme con Lattuada)
con “Luci del varietà” mentre il debutto come unico regista
avvenne con “Lo sceicco bianco“.
 
 
Qui la sua vena artistica, che possiamo definire
un misto di sogno e realtà che dona suggestioni magiche
inizia a manifestarsi, ma non trova consensi
nè dalla critica… nè dal pubblico.
 
 
 
 

Sordi in una mitica immagine da “I vitelloni”

 
 
 
 
Nel ’53 il suo primo grande successo con “I Vitelloni
con il quale vinse il Leone d’argento alla Mostra di Venezia
 
 
Il successo si confermò subito dopo,
anche a livello internazionale
con “La strada“.
 
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Mastroianni e Anita Ekberg ne “La dolce vita”
 
 
 
 
Ormai era diventato un regista affermato…
 
La sua carriera da quel momento è stata un susseguirsi
di successi di pubblico e di premi nei vari Festival del Cinema… con…
Le notti di Cabiria, 8 e mezzo, La dolce vita, Satyricon, Roma,
Amarcord, La città delle donne, Ginger e Fred.
 .
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 .
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L’ultimo suo film è stato “E la nave va” nel 1990.

Oltre ai 4 premi Oscar vinti
gli fu poi conferito nel 1993
anche l’Oscar alla carriera.







  
Come ricordarlo ora al meglio se non con una scena,
 tratta da un suo mitico film,
che mette in evidenza il suo stile poetico e sognante?

  La passerella finale di Otto e mezzo (musica di Nino Rota)


 

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
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Ff.

Jan Vermeer.. genio della luce – Biografia e capolavori del mitico pittore olandese del ‘600   1 comment








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Il pittore olandese del ‘600

è ormai consacrato come uno dei grandi

dell’arte mondiale.



Qui potremo dar uno sguardo alla sua vita,

alla sua arte ed anche alle modalità

con le quali è stato riscoperto e tolto

dall’oblio in cui era caduto per oltre 2 secoli.

.

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La ragazza con l’orecchino di perla

 

 

 

JAN VERMEER – IL GENIO DELLA LUCE

Tony Kospan

 

 

 

Jan Vermeer  (Delft 31.10.1632 – Delft 15.12.1675)




Questa qui sopra è considerata dagli storici

l’unica immagine attendibile di Vermeer

ed è un dettaglio del suo dipinto “La mezzana” del 1656









BREVE BIOGRAFIA



Secondogenito di un mercante d’arte di Delft (Olanda)

attraverso la frequentazione di artisti e collezionista

si appassiona al mondo dell’arte

ed inizia già giovanissimo la sua formazione artistica.



A 19 anni sposa una ragazza cattolica

dalla quale avrà 11 figli e, nello stesso anno,

diventa maestro nella corporazione dei pittori della città.



 

* La stradina

 

 

Grazie alle attività ereditate dal padre… mercante d’arte

ma anche taverniere… poté mantenere tranquillamente

la sua numerosa famiglia fino all’invasione francese del 1672.

 

 

 

Giovane donna che legge una lettera davanti alla finestra aperta

 

 

 

Per le mutate condizioni socio-politiche,

per la morte del principale committente delle sue opere

e per le esagerate spese di… moglie e suocera

fu travolto dai debiti

e, probabilmente ammalatosi per il dolore

di non poter più far fronte alle esigenze familiari,

morì ancor giovane nel dicembre del 1675 a soli 43 anni.

 

 

 

Allegoria della Pittura

 

 

 

IL PITTORE

 

 

Per l’estrema cura e precisione con cui dipingeva,

ciascun quadro gli prendeva moltissimo tempo,

ed è forse per questo 

che le sue opere a noi giunte sono solo circa 40.





.

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 Il suo stile fu influenzato inizialmente da Rembrandt

per poi avvicinarsi alle tematiche dei seguaci del Caravaggio.

 

 

 

La lattaia




Molto si è discusso sull’uso della “camera ottica

un particolare aggeggio che consentiva

la visione capovolta degli oggetti…

ma forse gli serviva solo per esaminare in modo diverso

i particolari dell’opera che stava dipingendo.




Il bicchiere di vino


 


I suoi dipinti, a parte 2 vedute esterne,

la mitica Veduta di Delft e Stradetta,

sono tutti ambientati in interni.



 

* Ragazza con cappello rosso



 

Grazie alle sue conoscenze di materiali e tessuti,

Vermeer è eccezionale nell’utilizzo della luce

e riesce a dar vita agli oggetti, rendendoli quasi toccabili,

ma anche ai visi ed ai corpi…

come si evince osservando i suoi dipinti più popolari

come “La Lattaia” e “Ragazza con turbante”.

 

E’ proprio questo suo uso personalissimo e geniale della luce

che gli fa raggiungere le più alte vette artistiche del secolo.



 

 

Lezione di musica



STORIA DELLA RISCOPERTA


Era ormai stato del tutto dimenticato quando un giornalista francese,

Étienne-Joseph-Théophile Thoré, nel visitare nel 1842 il Museo dell’Aia

rimase incuriosito da un “paesaggio superbo e molto singolare“.

 Non sapendo di chi fosse lesse sul catalogo:


“Veduta della città di Delft, dal lato del canale, di Jan van der Meer”.

 

 

 

Veduta di Delft



Iniziò allora a cercar altri dipinti di questo artista misterioso

che soprannominò “la mia Sfinge

dato che più lo conosceva e più enigmi gli poneva.

 
Ma chi lo ha portato poi davvero ad una conoscenza universale

è stato Marcel Proust

con la sua descrizione estasiata sempre della “Veduta di Delft“.

 

 

 

* Giovinetta con bicchiere di vino

 

 

 

DOVE SONO I SUOI DIPINTI?


Sono in varie parti del mondo ma nessuno in Italia.

E’ dunque difficilissimo poterli ammirare da vicino

ma… per fortuna…

 

 

 

* Giovanetta con liuto



sono comunque spesso in giro per il mondo per mostre 

e qualche anno fa sono stati anche a Bologna

dove hanno riscosso enorme successo.

 

 

 

* Donna in piedi davanti alla spinetta



 Il suo dipinto simbolo, assurto ad icona mondiale,

è però il piccolo dipinto… qui sotto

“La ragazza con l’orecchino di perla”

cliccando sul quale, volendo,

possiamo scoprirne tutta l’affascinante storia.


 

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 .


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Tony Kospan

Copyright – Tony Kospan

 

 

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IL MONDO DELL’ARTE
E DEGLI ARTISTI
NEL GRUPPO DI FB
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Ripped Note

 

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Buon sabato sera in poesia “L’amore” Neruda – arte Godward – canzone “Almeno tu nell’universo” Mia Martini   Leave a comment


 

 

John William Godward 

 

 

 
 
 
 
 
003

L’arte della vita sta nell’imparare a soffrire
e nell’imparare a sorridere 
H. Hesse
003
 
 
 
 
  Almeno tu nell’universo

 

 

 
22
 
 
 
 
John William Godward

 
 
 
L’AMORE
Pablo Neruda
 
Che hai, che abbiamo,
che ci accade?
Ahi il nostro amore è una corda dura
che ci lega ferendoci
e se vogliamo
uscire dalla nostra ferita,
separarci,
ci stringe un nuovo nodo e ci condanna
a dissanguarci e a bruciarci insieme.
Che hai? Ti guardo
e nulla trovo in te se non due occhi
come tutti gli occhi, una bocca
perduta tra mille bocche che baciai,
più belle,
un corpo uguale a quelli che scivolarono
sotto il mio corpo senza lasciar memoria.
E che vuota andavi per il mondo
come una giara di color frumento,
senz’aria, senza suono, senza sostanza!
Invano cercai in te
profondità per le mie braccia
che scavano, senza posa, sotto la terra:
sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi,
nulla,
sotto il tuo duplice petto sollevato,
appena
una corrente d’ordine cristallino
che non sa perchécorre cantando.
Perché, perché, perché,
amore mio, perché?
 
 
 
 
John William Godward

 

fiori 0009

 

 

 

da Orso Tony



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John William Godward




La statua più terrificante del mondo è nel “Victoria’s Way Meditation Garden”   Leave a comment

 



I nostri giardini classici presentano quasi sempre,

nei viali e tra alberi ed aiuole,

statue inneggianti alla bellezza ed all’armonia

secondo i canoni greci e latini.



 

 

 

 

 LA STATUA PIU’ TERRIFICANTE DEL MONDO

ED IL VICTORIA WAY MEDITATION GARDEN


 

 


Altrove però c’è nei parchi una più ampia tipologia di statue…

e così può accadere di trovarsi di fronte

a sculture originali… sorprendenti… e talvolta inquietanti.


Entriamo allora in questo giardino molto, ma molto, molto… particolare.

 

 

 

 

 

 

Siamo dunque nel Victoria’s Way Meditation Garden in Irlanda.


Ed ecco allora cosa possiamo all’improvviso vedere girando nei viali.


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La scultura, che sembra emergere da una specie di piccola palude,

ha un aspetto che incute paura

e, per molti versi, appare davvero mostruosa.




   

 

 

 


La scultura sembra rappresentare in effetti uno zombie, 

o un fantasma reincarnato, che sta uscendo fuori dallo stagno

e può far venir un colpo ad un distratto visitatore che se la trovasse davanti.

 

 

 

 

 

 

E’ certo così… ma è da apprezzare comunque la fantasia dell’autore,

(che non sono riuscito ad individuare)

che ha anche ben incastonato la terrificante scultura nell’ambiente paludoso


donandoci così un effetto davvero originale e sorprendente.


 


 

 

 

 

Non dobbiamo infine dimenticare che oltre a questa statua

nel parco c’è anche tanto altro, sempre di assoluta originalità,

per cui chi entra…  si può attendere… di tutto!







 

 Tony Kospan



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Mojmir Jezek… il pittore dei.. cuori.. ed i suoi originali e simpatici dipinti   Leave a comment




E’ un artista notissimo per i suoi cuori simpatici ed originali
che qui possiamo ora ammirare… in una bella galleria.

 
 
 
 
 
 
 
 


I CUORI DI MOJMIR JEZEK
ARTE E FANTASIA –


 
 
 
 
 
 
 
 

Mojmir Jezek  è pittore – illustratore italiano

nato a Roma da padre ceco e madre italiana. 





 

 




Nel 1978 inizia la collaborazione con la Repubblica

divenendone in breve vignettista e illustratore

per le varie rubriche e magazine.

 

 

Successivamente ha collaborato anche con altri giornali.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ famoso per i suoi cuori dipinti soprattutto

per la rubrica “Questioni di cuore” di Natalia Aspesi

sul “Venerdì” di Repubblica.

 

 

Personalmente, ma posso sbagliare,

definirei la sua

una “fantasy art” dedicata al… cuore.

 

 

Ecco ora una bella carrellata…

e come si può vedere ogni cuore

sembra “narrarci” una storia.


 

 
 
 

 

 

 

 

 

 
  


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
     
     
     
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel video qui giù, infine,
se ci fa piacere, possiamo conoscer meglio lui…
la sua storia, il suo pensiero ed anche veder
altri cuori…
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
Un saluto di… tutto…
cuore
immagine di cuori
da Tony Kospan




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Ecco la storia.. poco nota.. del momento in cui l’Italia entrò nell’era di Internet   Leave a comment




Una storia che ci riguarda proprio da… vicino






LA STORIA DELLA NASCITA DI INTERNET IN ITALIA
Tony Kospan


La nascita di Internet da noi avvenne in totale silenzio
 anche a causa dell’enorme effetto mediatico
del tremendo disastro di Chernobyl di quei giorni.






Era il 30 aprile del 1986
quando partì il segnale da un Istituto del CNR di Pisa, il CNUCE,
che, passando per un cavo telefonico dell’allora SIP
e poi per la stazione di Italcable di Frascati,
giunse al centro Telespazio di Fucino (Abruzzo) da dove fu “sparato”
verso il satellite INTELSAT IV e da qui dirottato 
alla stazione satellitare di Roaring Creek in Pennsylvania.






Da noi, come dicevo su, non se ne accorse proprio nessuno
eppure in quel momento l’Italia
si poneva ai primi posti nel mondo in questo campo.

Fu in verità emesso anche un Comunicato Ufficiale qualche giorno dopo
che però non fu preso in gran considerazione da nessun giornale.



Luciano Lenzini con al suo fianco, a sinistra, Bob Kahn e Vinton Cerf «padri» di Internet



In verità nemmeno gli autori dell’evento ne capirono l’enorme portata
dato che non si fecero neanche una foto né brindarono insieme
in quanto il direttore del CNUCE, Stefano Trumpy
(noto per il lancio del primo satellite italiano SIRIO)
 quel giorno non era in ufficio
e Luciano Lenzini, vero mago delle reti,
che era poi quello che più si era impegnato per la realizzazione
era sì in ufficio ma impegnato in altre cose.






In verità il tutto nasceva qualche mese prima grazie al regalo di un “Computerone“,
il Butterfly Gateway, fattoci dagli americani
per consentirci di unirci alla rete creata dalle Università americane
per scambiarsi dati… informazioni etc. utilizzando un protocollo
progettato da Vint Cerf e Bob Kahn nel 1973
che poi in breve avrebbe collegato tutto il mondo
e che oggi conosciamo come… INTERNET.






Quel regalo però non fu casuale 
ma nacque da una richiesta del Lenzini agli americani
in quanto lui… mago delle reti.. in viaggio a Boston
fu “folgorato” dalla constatazione
che quel sistema di connessione delle Università USA
funzionasse bene indipendentemente dai mezzi e dalla rete utilizzati.








Dunque quel giorno alle 6 del pomeriggio Antonio Blasco Bonito

il mago dei computer che aveva preso in consegna il “computerone”
scrisse “PING” e una persona dall’America rispose “OK
qualche secondo dopo.








L’Italia entrava così nell’era di Internet…
che oggi vede connessi nel mondo oltre 3 miliardi di persone
tra cui… noi stessi.


Tony Kospan







Halloween – Ecco i pro ed i contro di questa discussa festa di importazione   1 comment

 

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Come è noto questa è la festa più controversa di tutte e ci sono accanite schiere di favorevoli e contrari… 

Esaminerò i lati positivi e negativi… secondo le opposte visioni… cercando il massimo di obiettività… ma alla fine esprimerò comunque il mio pensiero.
 
 
 
 

    

PRO

– Ci sarebbero vaghe… lontane origini contadine europee 
– Piace ai bambini
– Aiuta l’economia… consentendo alle aziende di produrre e vendere di più
– Aiuta a superare la paura della morte
– Bisogna viverla solo come un gioco… ed è una festa come tante altre

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONTRO


 – Festa solo di importazione.. nata in piccole zone nordamericane


– E’ caratterizzata  soprattutto dall’esaltazione di un horror più o meno finto anche se edulcorato da giocose modalità  infantili… tipo “Dolcetto scherzetto etc…”  

– Festa lontanissima dalle nostre tradizioni

– Festa senza alcun significato reale… e solo consumistica

– Alcuni fanatici  di Halloween vanno a caccia dei gatti neri per sacrificarli perché amici delle streghe (Quando venivano bruciate le streghe si bruciavano anche i gatti neri).
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– Con la scusa di Halloween poi molti si abbandonano a comportamenti folli… pericolosi… vietati… vandalici… come ci dice la cronaca… al punto che alcuni comuni vietano i mascheramenti ed ogni anno la cronaca nera ci racconta di spiacevoli episodi.
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– Il culto dei morti viene trasformato in una carnevalata

– Per i cattolici infine con i giochi ed i riti finto-satanici (ma ahimè alcuni gruppi li fanno davvero) si aprirebbe la porta al Demonio 
  
 


 
 



IL MIO PENSIERO

 

Premesso che anche quest’anno, vista la pandemia, la “festa” sarà ridotta a qualche dolciume da mangiare a casa, tuttavia non possiamo sottacere che è una festa dalle modalità molto lontane dalle nostre idee e dalle nostre  tradizioni (ma che la globalizzazione ha portato in giro per il mondo e dunque anche da noi) e le sue origini appaiono consistere, alla fin fine, in una deformazione celtica della nostra festa del 1° Novembre (Ognissanti).

Però chi vuole festeggiare lo faccia pure… ma usando la zucca… nel senso però di cervello eh eh.
Infine è un’occasione senz’altro accettabile per i bambini che possono mascherarsi e passare bei momenti di gioco.
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E VOI COSA NE PENSATE?

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Concludo augurando… buona festa  (a chi festeggia) e buona e serena serata-notte del 31 ottobre… a tutti gli altri   
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Tony Kospan




 
 

 

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