Archivio per 20 settembre 2021

Buon lunedì sera in poesia “Per il mio cuore” Neruda – arte De Nittis – canzone “A chi” F. Leali   Leave a comment

 
 
 
 
Giuseppe De Nittis
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

E da allora sono perché tu sei, 
e da allora sei, sono e siamo, 
e per amore sarò, sarai, saremo. 
– Pablo Neruda –

 
 
 






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Giuseppe De Nittis
 
 
 
 
PER IL MIO CUORE
Pablo Neruda
 
Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino al cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.
è in te l’illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l’orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l’onda.
Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.
Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.
 
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Giuseppe De Nittis







 
 
 
 
 


 


IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE

I N S I E M E


Ripped Note 

 

 
 
 
 
 
 
Giuseppe De Nittis – Pranzo a Posillipo


 
 

“Festa in un giardino d’Albaro” – Breve analisi di un sorprendente dipinto del pittore ligure del ‘700 A. Magnasco   Leave a comment




A volte l’arte anticipa i movimenti della storia
interpretando le disfunzioni sociali di un’epoca.

Questo pittore genovese, Alessandro Magnasco,
vissuto a cavallo tra il ‘600 ed il ‘700
è stato un artista davvero particolare
e soprattutto lontano dalle mode e dai temi dei suoi tempi.




Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)



Il suo stile, di genere popolaresco,
è caratterizzato da pennellate dai colori contrastanti
che creano immagini in chiaroscuoro e personaggi distorti
per cui è ritenuto anche un antesignano dell’Espressionismo.

I suoi dipinti mostrano spesso una critica chiara
dei costumi “allegri” del clero (soprattutto tra frati e suore)
e di quelli decadenti della società del suo tempo.





La dissipazione e l’ignoranza distruggono le arti e le scienze




Emblematico di queste sue tematiche è il suo dipinto più famoso
“Trattenimento in un giardino d’Albaro” del 1740
creato al suo ritorno a Genova dopo il periodo milanese.


Il dipinto ci mostra 2 diversissime scene divise da un muro diroccato.




Trattenimento in un giardino d’Albaro




La prima in alto e molto ampia
è una bella e completa veduta della valle del torrente Bisagno
mentre la seconda, in basso un giardino della collina d’Albaro.
Se nella prima ampia scena paesaggistica, che occupa ampiamente
il dipinto nella parte alta, sembra dominare lo spirito illuminista
nella seconda in basso, quasi nascosta, scopriamo
persone della nobiltà e del clero rilassarsi amabilmente.









E’ proprio qui che vien fuori lo spirito del Magnasco
di forte critica al “paradiso dorato” di ecclesiastici e nobili
mentre la massima parte del popolo è in sofferenza.

L’autore, che deve accontentare il ricco committente,
riesce comunque ad inserire la sua critica
senza darlo molto a vedere.


Ma la critica c’è eccome!




Il muro




Colpisce in modo forte infatti la separazione
tra la legggerezza del paesaggio e del tema
un “allegro” intrattenimento tra nobili e prelati,
con la tensione dura che è invece data
dai colori oscuri ed intensi con cui vengono dipinte
le persone in basso che sembrano divertirsi.

I soggetti poi appaiono per lo più vecchi,
quasi mummie imparruccate dedite al relax
e con i classici atteggiamenti formali del bel mondo.








Essi,  chiusi nei loro grandi privilegi,
manifestano un assoluto disinteresse
per quel che avviene nel mondo oltre quel muro.

Ma ecco che in questo mondo falso ed artificiale
appare una scena viva e reale.









Un ragazzo del popolo, chiaramente vestito poveramente,
sta scavalcando coraggiosamente quel muro scalcinato
pur esso emblema di un mondo vecchio che sta per finire.

Il ragazzo rappresenta la forza della realtà
ed annuncia a tutti che quel mondo dorato e falso sta per finire.









Cinquanta anni dopo quel muro diroccato crollerà
sotto i colpi di una rivoluzione che cambierà la storia
dell’Europa e del Mondo dando inizio ad una nuova epoca.


Tony Kospan



Copyright Tony Kospan

Vietata la copia del post senza indicazione dell’autore e del blog




IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
INSIEME
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Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)


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Pubblicato 20 settembre 2021 da tonykospan21 in ARTE

Taggato con

LA PALIZZATA – Breve ma simpatico racconto di saggezza per grandi e piccoli   Leave a comment

 

 

Davvero un bel raccontino da far leggere a grandi e piccoli

in un’epoca come la nostra

che sembra aver proprio perso la bussola del viver civile.

 

 

 

 

 

 

LA PALIZZATA

Raccontino di saggezza

 

 

C’era una volta un ragazzo con un pessimo carattere.

Suo padre gli diede un sacchetto pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nella palizzata del giardino ogni volta che bisticciava con qualcuno.

Il primo giorno ne piantò 37 di chiodi nella palizzata del giardino.

Le settimane seguenti, imparò a controllarsi e i numeri dei chiodi piantati nella palizzata diminuirono di giorno in giorno: scoprì che era più facile imparare a controllarsi che piantare i chiodi.

Finalmente, arrivò il giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo nella palizzata.

Allora andò dal padre e gli disse che oggi non aveva avuto bisogno di piantare nessun chiodo.

Suo padre allora gli disse di levare un chiodo dalla palizzata per ogni giorno che riusciva a non perdere la pazienza.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo disse al padre che aveva levato tutti i chiodi dalla palizzata.

 

 

 

 

 

 

Il padre lo condusse davanti alla palizzata e gli disse:
” Figliolo, bravo, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi hai lasciato nella palizzata. 

Non sarà mai come prima.

Quando litighi con qualcuno e gli dici delle cose cattive, gli lasci delle ferite come queste.

Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.

Una ferita verbale spesso fa più male di una fisica.

Una ferita fisica può guarire completamente senza lasciare traccia, quella verbale invece ti segna molto profondamente portando la  tristezza nel cuore.

Ricordati che ci vuole un attimo per dire una cosa cattiva ad una persona, ma una volta detta non è  più possibile cancellarla, anche se non si pensava veramente ed era solo la rabbia di un momento, quelle parole segneranno il suo cuore di tristezza per sempre.” 

 

 

 

 

 

Testo dal Web

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

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LA PAGINA DELLA POESIA E DELLA CULTURA VARIA

CON LEGGEREZZA










 
 

I RICORDI – ECCO COME NE PARLANO LE POESIE.. L’ARTE.. GLI AFORISMI E LE CANZONI   Leave a comment


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Cosa sono i ricordi?
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Non si possono sentire nè toccare… 
ma albergano in noi 
e spesso sono così grandi
da essere indistruttibili.
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John Patrick O'Brien
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I RICORDI 
IN POESIA.. AFORISMI.. DIPINTI.. E CANZONI 
by Tony Kospan

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Sono belli e sono brutti per tutti 
ma nel contempo sempre utili, anche i più dolorosi 
in quanto possono aiutarci a comprendere il presente
ed a evitar di ripetere gli errori del passato.
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I ricordi più belli possono poi, insieme ai sogni,
aiutarci a superare i momenti più difficili
ed a non perdere la rotta della nostra vita.

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Dunque sono da conservare sempre
perché la loro perdita 
ci lascerebbe
senza difese e senza capacità di discernimento.
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Prima di passare alle poesie ed alle canzoni 
ecco sul tema qualche aforisma
che ritengo interessante.

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Tutti i grandi sono stati bambini una volta. 
(Ma pochi di essi se ne ricordano). 
Antoine de Saint Exupery
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Il ricordo del piacere non è più piacere. 
Il ricordo del dolore è ancora dolore. 
George Byron
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Chi non ricorda, non vive
Giorgio Pasquali
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Agisci in modo che ogni tuo atto 
sia degno di diventare un ricordo. 
Immanuel Kant
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A che serve passare dei giorni
se non si ricordano? 
Cesare Pavese

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Passiamo alle poesie prescelte sul tema.

Come sempre sarà bello leggere sul tema
poesie vostre o di altri, 
ma anche commenti… riflessioni,
o tutto quel che vi va di esprimere.

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Mi ritorni in mente – Battisti

John Patrick O'Brien

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IN ME IL TUO RICORDO 
Vittorio Sereni
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In me il tuo ricordo è un fruscio
solo di velocipedi che vanno
quietamente là dove l'altezza
del meriggio discende
al più fiammante vespero
tra cancelli e case
e sospirosi declivi
di finestre riaperte sull'estate.
Solo, di me, distante
dura un lamento di treni,
d'anime che se ne vanno.
E là leggera te ne vai sul vento,
ti perdi nella sera.

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 Gocce di memoria – Giorgia

Chagall – Io ed il villaggio

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NEL FUMO 
Eugenio Montale

Quante volte t’ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi, ultima. E’ un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.

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La giostra della memoria -Enrico Ruggeri

Claude Theberge

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NON HO DIMENTICATO

Charles Baudelaire

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Non ho dimenticato, accanto alla città,
La nostra bianca casa, piccola ma tranquilla,
La sua Pomona in gesso e la vetusta Venere
Che in un boschetto stento celavan nudità,
E il sole che la sera, sfavillante e superbo,
Dietro il vetro su cui si frangeva il suo raggio,
Sembrava contemplare – occhio aperto sul cielo –
Il nostro silenzioso e lungo desinare,
Spandendo con dovizia bei riflessi di cero
Sulla sobria tovaglia e le tende di seta.

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 Pooh – Solo cari ricordi

Magritte – Ricordo

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ELEANOR 
Hermann Hesse
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Le sere d'autunno mi ricordano te.
I boschi giacciono bui, il giorno si scolora
ai bordi dei colli in rosse aureole.
In un casolare vicino piange un bimbo.
Il vento se ne va a passi tardi
attraverso i tronchi a raccogliere le ultime foglie.
Poi sale, abituata ormai da lungo ai torbidi sguardi,
l' estranea solitaria falce di luna
con la sua mezza luce da terre sconosciute.
Se ne va fredda, indifferente, per il suo sentiero.
La sua luce avvolge il bosco, il canneto, lo stagno e il sentiero
con pallido alone melanconico.
Anche d' inverno in notti senza luce
quando alle finestre vorticano danze di fiocchi
e il vento tempestoso, ho spesso l' impressione di guardarti.
Il piano intona con forza ingannevole
e la tua profonda e cupa voce di contralto
mi parla al cuore. Tu la più crudele delle belle donne.
La mia mano afferra alle volte la lampada
e la sua luce tenue posa sulla larga parete.
Dalla antica cornice la tua immagine oscura guarda
mi conosce bene e mi sorride, stranamente.
Ma io ti bacio mani e capelli.

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 Amedeo Minghi – Ricordi del cuore (Edera)

Casorati – Persone – 1910

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RICORDO COM’ERI
Pablo Neruda
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Ricordo com’eri l’autunno scorso.
Eri il basco grigio e il cuore quieto.
Nei tuoi occhi lottavano i bagliori del crepuscolo.
E le foglie cadevano sull’acqua della tua anima.
Aggrappata alle mie braccia come un rampicante,
le foglie raccoglievano la tua voce lenta e calma.
Falò di stupore in cui la mia sete bruciava.
Dolce giacinto azzurro curvato sulla mia anima.
Sento vagare il tuo sguardo e l’autunno è lontano:
basco grigio, voce d’uccello e cuore famigliare
dove migravano i miei desideri profondi
e cadevano i miei baci allegri come braci.
Cielo dalla nave.
Campo dai colli.
Il tuo ricordo è di luce, di fumo e di stagno quieto!
Oltre i tuoi occhi ardevano i tramonti.
Foglie secche d’autunno giravano nella tua anima.

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Auguro a tutti tanti giorni felici 
da ricordare poi con… gioia.

Orso Tony




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Mia Martini.. gioie e dolori- Mini ricordo della grande cantante e 4 sue canzoni di successo   Leave a comment








Grande cantante dalla forte personalità e dalla grande sincerità…
ha sofferto molto, ad un certo punto della sua bellissima carriera,
per una lunga, assurda e vergognosa campagna di calunnie
nata negli ambienti del suo stesso mondo musicale.




Bagnara Calabra 20.9.1947 – Cardano al Campo 12.5.1995




Nella sua non lunga, ma prestigiosissima, carriera
italiana, ma anche europea,
Mia Martini ha avuto grandi sostenitori in campo musicale

come Califano, Aznavour, Cocciante, Gianni Bella, Bruno Lauzi,

Renato Zero, Enzo Gragnaniello, Roberto Murolo etc….

ma anche acerrimi “amici” che, con ingiustificabili azioni,

hanno sparso su di lei assurde voci rovinandole la vita.


A lungo andare, quella che viene unanimemente considerata
uno dei geni della musica italiana,
restò del tutto isolata e dimenticata.








La cosa le causò enormi indicibili sofferenze
che la portarono ad una prematura fine
 
 
Mi fa piacere ricordarla con alcuni suoi grandi successi…
senza però dimenticare l’inqualificabile comportamento
di alcuni noti personaggi di cui non rivelo il nome
per carità di patria.
 
 
 
 
 
 
 
 
 



ALCUNE SUE MITICHE CANZONI

 
La prima canzone La nevicata del 56
è di Franco Califano
ed è stata un suo grande successo.









Questa canzone, per la bellezza del testo
e per l’aria dolce e rarefatta che essa fa respirare,
vinse il Premio della Critica
al Festival di Sanremo del 1990.




 



La seconda è Minuetto, anch’essa di Califano,
(scritta forse proprio per lei ed ispirata da lei)
possiamo ora ascoltarla nel video leggendone anche il testo.








Minuetto è stato il 45 giri di Mia più venduto.








La terza è la mitica Almeno tu nell’universo

scritta da Bruno Lauzi e portata al successo da Mia nel 1989.








Con questa canzone Mia ritornò in auge dopo un periodo buio.








La quarta è infine Cu’mme,
dolcissima canzone napoletana scritta nel 1992
da Enzo Gragnaniello, ma portata al successo
da Roberto Murolo e Mia Martini.








Murolo e Mia




CANDELA GIF 8c




Scusa Mia l’enorme dolore che ti è stato causato


dall’ignobile comportamento di alcuni tuoi “amici”

Orso Tony




   VERD fiorimd              VERD fiorimd







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