Archivio per 7 settembre 2021

Buona serata in poesia “Se solamente” Neruda – arte Hughes – canzone “Voglio vederti danzare” Battiato   Leave a comment

 
 
 

Hughes Arthur


 
 

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Il più delle volte un abbraccio è…
staccare un pezzettino di sé per donarlo all’altro
affinché possa continuare il proprio cammino meno solo.
– Pablo Neruda –
 
 
 
 
 

Hughes Arthur – Giovane poeta


 
 
 
SE SOLAMENTE
Pablo Neruda
 
Se solamente mi toccassi il cuore,
se solamente mettessi la tua bocca sul mio cuore,
la tua bocca sottile, i tuoi denti,
e mettessi la tua lingua come una freccia rossa
lì dove il mio cuore polveroso martella,
se soffiassi nel mio cuore, vicino al mare,
piangendo,
suonerebbe con rumore scuro,
con suono di ruote di treno assonnate,
come acque vacilllanti,
come l’autunno in foglie,
come sangue,
con un rumore di fiamme umide che bruciano il cielo,
suonando come sogni o rami o piogge
e sirene di un porto triste,
se tu soffiassi nel mio cuore vicino al mare,
come un fantasma bianco,
al bordo della schiuma,
in mezzo al vento,
come un fantasma scatenato,
in riva al mare,
piangendo…

 

 

 
 

 

 

 
 
 

 

 
 
da Orso Tony
 
 
 
 

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Hughes Arthur

 
 
 
 

Io te voglio bene assaje – Questa prima canzone napoletana classica (1835) era già dolce e poetica   Leave a comment

  
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Stavolta andremo molto a ritroso nel tempo…
addirittura nella prima metà dell’800… 
con questa storica mitica canzone…

 
  
 

 
 
 
 
 
 
 
Questa canzone fu presentata infatti
la prima volta il 7  settembre 1835 
alla Festa di Piedigrotta


 
 
 

 Festa di Piedigrotta – Antica stampa



Con essa comincia ufficialmente, per gli studiosi,  
la storia moderna della  grande canzone napoletana.



 

 IO TE VOGLIO BENE ASSAJE 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

a cura di Tony Kospan  

 

 

 

 

 

 

LA STORIA  DELLA CANZONE
 
 
La nascita di questa canzone è molto controversa ma la tradizione,
condivisa dal grande poeta Salvatore Di Giacomo,
attribuisce la musica a Gaetano Donizetti, bergamasco,
grande estimatore delle canzoni napoletane… che all’epoca,
prima metà dell’ottocento, erano cantate ed apprezzate dappertutto.
 
 
Il motivo di ciò era la sublime bellezza della musica
ma in realtà sembra ormai accertato
che invece fu Filippo Campanella,
musicista ed amico da sempre dell’autore del testo.
 
 
 
 
 
 
 
 

La leggenda vuole che la canzone fosse cantata una sera
ad una festa tra amici che ne furono così entusiasti
che se la misero subito a cantare tutti insieme.
 

Il successo della canzone fu immediato e travolgente
al punto che veniva cantata e fischettata dappertutto
diventando quasi un tormentone
a tal punto che il Cardinale dell’epoca rimproverò,
più o meno bonariamente, il paroliere Roberto Sacco 
per aver dedicato la canzone all’amore umano.
 
 
 
 

 
 


 
LA MUSICA ED IL SIGNIFICATO DEL TESTO
 
 
Questa canzone ha in sé davvero qualcosa di magico.
 
 
La semplicità del testo… la freschezza del suono
la rendono una vera e propria opera d’arte poetica e musicale.
 
 

Essa ricorda per molti aspetti
anche grandi musiche classiche…
 

 
Il testo parla di un amore non corrisposto ma
lo fa in modo dolcemente e quasi allegramente coinvolgente
perché, com’è noto, a Napoli non è rara l’ironia
e l’autoironia sulle proprie disgrazie…

 
 
 

 
 
 


LA CANZONE
 
 

Ma eccola… ascoltiamola… cantata
dal grande Murolo insieme a Mia Martini

 
 
 




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Piccola antologia delle canzoni che ci ricordano le estati di un tempo – VII – LA BOMBA… MOVIMIENTO SEXY (2000 e 2001)   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 

Questa nostra piccola antologia delle canzoni
che hanno segnato le nostre estati
prosegue con questa canzone di anni più recenti.
 
E’ una canzone che più estiva e leggera non può essere
ma che è stata proprio un classico tormentone
direi… un super… musicalissimo.
 tormentone.
 
 
 
 

 
 
 
 

LE CANZONI DELL’ESTATE
by Tony Kospan

 
 
 

LA BOMBA – KING AFRICA – 2000/2001
 
 
VII 

 

                                                                                                 

 
  

E’ una canzone-dance che, pur senza un testo minimamente valido,
per la sua musica coinvolgente e travolgente 
è stata ai primi posti
nella Hit Parade delle estati 2000 e 2001 
impazzando dappertutto, radio, spiagge, discoteche, villaggi… etc…
sia in Italia che in tutto il mondo.

 

 
 

 
 
 
 


Parliamo de LA BOMBA meglio nota come MOVIMIENTO SEXY
del cantante argentino King Africa



 
 
 
 

 
 


King Africa è un cantante molto noto in America Latina
per la sua musica dance e per la sua voce intensa
ma che poi non è riuscito a bissare questo enorme successo.


 
 
 
 
 
 
 
 


La canzone era (ed è ancora) soprattutto
utilizzata per scatenati e simpatici balli di gruppo
in verità più divertenti che sexy.
 
Ma ora è giunto il momento di ascoltarla.
 
 
 
 
 
 
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Ciaooooooooooo a tutti

da

Tony Kospan





 

 

 


 
 

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La “Primavera” del Botticelli – Ecco tutti i personaggi mitologici (e allegorici) ma resta il mistero del dipinto   Leave a comment

 

 

 

 

Un mitico dipinto, molto chiaro, perfino semplice…

ma che tuttavia, secondo lo stile dell’epoca,

nasconde tanti simboli ed il mistero del suo significato.


 “Osserviamolo attentamente e…  da… vicino”

 

 

 

 

 

L’ENIGMA DELLA PRIMAVERA DEL BOTTICELLI

a cura di Tony Kospan

 
 
STORIA DEL DIPINTO
 

 

Raramente un dipinto che ha un oggetto così chiaro…, come questo…, nasconde invece tanti segreti interpretativi…

 

 

Commissionata al pittore fiorentino intorno al 1478, “La Primavera” è il più celebre dipinto mitologico del Quattrocento, ed è anche una delle creazioni più belle e più misteriose del Rinascimento.

 

 

Ancor oggi, nonostante i tantissimi studi da parte dei più grandi esperti d’arte, ci sfuggono sia la genesi precisa che tutti i suoi veri significati

 

 

Nel 1498, pochi anni dopo la sua realizzazione, adornava il letto del giovane Lorenzo di Piefrancesco de’ Medici, nipote del Magnifico.

 

 

Sessant’anni più tardi, avendola vista nella villa medicea di Castello, Giorgio Vasari ce ne parla in un passo del suo celebre “Le Vite” ed in pratica ci consegna il titolo dell’opera “… un’altra Venere, che le Grazie la fioriscono, dinotando la Primavera: le quali da lui (Botticelli) con grazia si veggono espresse“.

 

 

 

 

AMBIENTAZIONE E PERSONAGGI RAPPRESENTATI

 

 

Nell’opera sono rappresentati 9 personaggi posti in un boschetto ombroso, che si presentano allineati su un prato tappezzato da decine di fiori di vario genere.

 

 

 

 

L’ambientazione ricorda gli arazzi fiamminghi, noti come “millefiori“, all’epoca molto diffusi nelle case aristocratiche fiorentine.

 

L’identità delle nove figure sembra però ormai definitivamente accertata.


 

 

Venere 

 

 

Al centro della composizione c’è Venere (per altri potrebbe essere invece Giunone per la sua posa serena).

 

 

 

 

Accanto a lei le tre Grazie: Talia la prosperità, Eufrosine la gioia e Aglaia lo splendore

 

 

 

 

 

 Sia la dea che le altre figure femminili 

appaiono chiaramente incinte.

 

 

 

 

 

 Sulla destra c’è Zefiro, la ninfa Cloris che si trasforma in Flora dalla splendida veste bianca decorata di corolle.


 

 

Cupido

 

 

In alto poi c’è Cupido


 

 

Mercurio 

 

 

e sull’estrema sinistra Mercurio.

 

 

LETTURA DEL DIPINTO

 

Va fatta, contrariamente al solito, da destra verso sinistra.

 

 

Zefiro Cloris e Flora (da dx verso sin)

 

 

Zefiro, vento primaverile agguanta la ninfa Cloris che poi si trasforma in Floradea della Primavera… e dei fiori. 

 

 

 

Flora

 

 

Flora, pur non essendo il personaggio centrale, spicca però per la sua bellezza… e dà anche il nome al dipinto.

 

 

 

 

 

Accanto a Flora, al centro dipinto, la dea Venere (o Giunone) con un atteggiamento sereno saluta con la mano le tre Grazie che danzano in cerchio un ballo dell’epoca coperte solo di veli trasparenti.

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Dall’alto Cupido alato scocca uno strale infuocato, mentre Mercurio, assorto, volgendo le spalle agli altri personaggi, tocca (indica? disperde?) le nuvole col caduceo (bastone con due serpenti attorcigliati intorno a esso). 



I DUBBI 

 

 

L’aver individuato tutti i soggetti presenti non ha tuttavia risolto la spiegazione del senso complessivo del dipinto ed infatti si è molto discusso sui seguenti punti: 

 

– Qual è il vero significato dell’opera e cosa accomuna le nove figure? 

– Perché la dea e le altre figure femminili sono tutte incinte? 

 

 

 

 

 


ALCUNE TRA LE SPIEGAZIONI PIU’ ACCREDITATE

 

 

Il primo che tentò di risolvere il problema fu lo studioso tedesco Aby Warburg che ipotizzò anche un titolo più preciso per il dipinto “Regno di Venere”. Questo perché appaiono riunite figure mitologiche che generalmente sono associate alla dea, la quale è anche la divinità della primavera.

 

 L’inglese Charles Dempsey, invece, ritenne che il quadro fosse la raffigurazione non solo della stagione primaverile, ma anche dei tre mesi di cui essa è composta: il mese dei venti, marzo, sarebbe simboleggiato da Zefiro-Cloris-Flora; Venere, Cupido e le Grazie alluderebbero ad aprile, il mese dell’amore; mentre Mercurio rappresenterebbe maggio, dato che il nome di tale mese derivò anticamente da quello di Maia, madre di Mercurio.

 

 Altri studiosi hanno cercato figure storiche nascoste sotto i panni mitologici e così sono stati fatti i nomi di dame fiorentine per Flora e le tre Grazie.

 

 Altri ancora hanno ipotizzato spiegazioni di tipo filosofico.

 

 Il critico d’arte tedesco Erwin Panofsky, per esempio, ricordando i diversi tipi di Amore e le relative Veneri del Neoplatonismo, ha contrapposto la Venere celeste raffigurata nella “Nascita di Venere” – altro capolavoro del Botticelli – alla Venere terrena de “La Primavera”.

 

 Lo storico dell’arte austriaco Ernst Gombrich, invece, ha interpretato il quadro come la raffigurazione della Venus-Humanitas, figura che il filosofo Marsilio Ficino raccomandava come guida spirituale in una lettera al giovane Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, probabile destinatario del quadro.

 

 “La Primavera”, dunque, è la visualizzazione di un dogma filosofico?

 

 E’ la rappresentazione di un ideale paradiso umanistico, immerso nella natura e abitato da un’umanità eternamente giovane e bella?

 

 E’ la raffigurazione di un complesso messaggio simbolico?

 

 Oppure rappresenta semplicemente – secondo un’opinione oggi poco seguita – una mascherata di giovani fiorentini in una festa dell’epoca?

 

 Il mistero intorno a questo straordinario dipinto è ancora fitto.


 

 

UNA PERSONALE INTERPRETAZIONE


 

 

Botticelli 

 

 

Riguardandolo ora di nuovo tutto insieme, a mio parere, il dipinto appare in modo evidente un inno al sorgere ed all’affermarsi della Primavera come quella bella stagione che, rompendo le rigidità e le oscurità invernali con il sorgere dei fiori e la rinascita della natura, prepara il trionfo dell’estate.

 

 

 

 

 

 

Nel rappresentar ciò il Botticelli utilizza i simboli della mitologia classica e, a conferma della mia interpretazione, attraverso l’immagine delle donne incinte egli esalta la primavera quale momento di “gestazione della natura” che darà presto tutti i suoi frutti… al sole dell’estate. 

 

 

TONY KOSPAN

 

FONTI: VARI SITI WEB

 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
INSIEME

 

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“La ballata delle donne”.. testo di E. Sanguineti e musica di M. D’ambrosio.. è un vero e bell’omaggio al mondo femminile   Leave a comment

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Un piccolo ma ormai classico
e poetico omaggio al mondo femminile






IL TESTO E’ TRATTO DA UNA POESIA DI SANGUINETI


LA BALLATA DELLE DONNE
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Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso alla gioia
pensare al maschio, pensarci mi annoia.


Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso alla pace
pensare al maschio, pensarci non piace.


Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.


Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra
ed è la terra, in cui fui seminato,
vita vissuta che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.


Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, la prendo per mano.







Le parole del testo furono poi musicate 
da Massimiliano D’Ambrosio con ottimi risultati.

Possiamo ora ascoltarla in questo video
che ripropone immagini di donne storiche 
e delle loro battaglie (ahimé non terminate)
per un’effettiva parità.




frecq8h   


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UNO SPAZIO VIRTUALE COMUNE D’ARTE
POESIA MUSICA SOGNI RACCONTI
RIFLESSIONI BUONUMORE ETC
NEL GRUPPO…
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Giuni Russo.. la magica “voce” della canzone italiana – La donna.. l’artista ed i video di 2 suoi grandi successi   Leave a comment

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Giuni Russo, nome d'arte di Giuseppa Romeo, 
nacque a Palermo in un quartiere popolare
ed in una famiglia semplice 
ma in cui si respirava in pieno la musica essendo la madre
un soprano naturale…

Fin da piccola si esercitò nel canto.
 
 
 
 


(Palermo 7.9.1951 – Milano 14.9.2004)
 
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Grandissima cantante per la critica e per gli amanti del bel canto
per la sua mitica voce,
pur avendo avuto parecchi successi
fin da giovanissima con la
vittoria a Castrocaro
tuttavia non entrò mai nel cuore del grande pubblico
se non con qualche canzone come
Un'estate al mare” e “Mediterranea“.
 
 
 

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Avrebbe in realtà meritato molto… ma molto di più…
per la perfezione, armoniosità e bellezza del suo canto
che colpiva diretto al cuore


ma fu amata e stimata soltanto e soprattutto
 dai cultori della bella musica di qualità e d'élite.

Lei voleva, e senza dubbio poteva, volare alto…
ma le fu impedito… da un amaro destino.



 
 
 
 
 
 
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In verità lei stessa non solo non amava lo star system
ma preferiva uno stile di vita abbastanza riservato…

Inoltre era molto esigente nella scelta dei brani musicali
ed appariva una persona intrisa di grande spiritualità.

E' ancor oggi molto amata e le sue canzoni
vengono spesso ascoltate ed apprezzate dagli amanti dell'arte musicale
grazie alle modalità che il web ci offre.

 

 
 
 
 
 
 
 
La sua voce (come possiamo ascoltare in questi 2 video)
 per timbro, forza e tonalità era infatti davvero straordinaria ed unica,
al punto che è giudicata tra le più belle di sempre della canzone italiana.

Per questo è stata considerata  “La voce” della canzone Italiana. 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E' stata anche molto amica di Franco Battiato
ed ha lavorato con tanti grandi artisti del suo tempo…

 

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Un brutto male ci ha privati di lei
e della sua affascinante voce… a soli 53 anni…
 
 
A lei va il nostro grato ricordo per le forti emozioni
che ci ha donato e che possiamo rivivere
con i 2 brani musicali che corredano questo post

 

 

 

 

 

 

Ora la sua stupenda voce starà certo deliziando

gli abitanti delle… stelle.

 

 

 

 

 

 

Tony Kospan




cuorecuorecuorecuorecuorecuorecuore
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