Archivio per 14 agosto 2021

Buon sabato sera in poesia “Dove sei tu luce..” Pavese – arte A. Hacker – canzone “Rainbow”   1 comment

 
 

 
 
 
 
Arthur Hacker
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il cielo avrà il colore dei tuoi occhi…
 i fiori avranno il colore del tuo cuore.
 Non puoi sentire ciò che non è già dentro di te…
 Ciò che ti appartiene è l'unica cosa che …
 saprai trovare.
 Coltiva l'amore se puoi e del resto…
 sbarazzatene in fretta.
 – S. Littleword –
 

 
 
 
 
 
 
  
Arthur Hacker – L'innocenza
 
 
 
 
 
DOVE SEI TU, LUCE, E' IL MATTINO
Cesare Pavese
 

Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
è buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.

 
 
 
 
Arthur Hacker – Giovane donna

 
 
 

 


 
 

 
 

 
 
 

.
.
.
.

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E
Ripped Note

 
 
 
Arthur Hacker
 
 


 

AMORE E PSICHE – Il grande mito classico.. il suo significato e vari capolavori ad esso dedicati   Leave a comment






La storia, che leggeremo e che illustrerò con diversi capolavori, è giunta a noi attraverso “Le Metamorfosi“, opera di Apuleio scrittore latino, ma si pensa che abbia origini molto più antiche.
E’ una storia molto bella che ha affascinato tantissimi artisti nel corso dei secoli che ad essa si sono ispirati per le loro opere… di cui potremo ammirarne ora qui alcune tra le più note.
Conosceremo infine anche il suo più noto ed importante significato.



C. G. Kratzenstein-Stub

 

 
LA FAVOLA ANTICA DI AMORE E PSICHE



Psiche era una bellissima principessa, così bella da causare l’invidia di Venere.
La dea inviò suo figlio Eros perché la facesse innamorare dell’uomo più brutto e avaro della terra, in modo che Psiche poteva esser ricoperta dalla vergogna di una simile relazione. 
Ma il dio, Eros, si innamorò della bella mortale, e con l’aiuto di Zefiro (il dio del vento), la trasportò al suo palazzo, dove, imponendo che gli incontri avvenissero al buio per non incorrere nelle ire della madre Venere, la fece sua.
Ogni notte dunque Eros andava alla ricerca di Psiche ed ogni notte i due bruciavano la loro passione in un amore che mai nessun mortale aveva conosciuto.



Antoon van Dyck




Psiche era dunque prigioniera nel castello di Eros, legata da una passione che le travolgeva i sensi.
Una notte Psiche, istigata dalle sorelle, decise di vedere il volto del suo amante, pronta a tutto, anche all’uomo più orripilante, pur di conoscerlo.
Fu questa bramosia di conoscenza ad esserle fatale: una goccia cadde dalla lampada e ustionò il suo amante.
Allora Eros volò via e Venere scagliò la sua punizione sottoponendola a diverse prove.
Nella prima, dovette suddividere un mucchio di granaglie con diverse dimensioni in tanti mucchietti uguali e Psiche disperata, non provò nemmeno ad assolvere il compito che le era stato assegnato, ma ricevette un aiuto inaspettato da un gruppo di formiche, che intendevano ingraziarsi il suo innamorato.
 L’ultima e più difficile prova consistette nel discendere negli inferi e chiedere alla dea Proserpina (dea del regno dei morti) un po’ della sua bellezza.
Psiche meditò allora addirittura il suicidio arrivando molto vicino a gettarsi dalla cima di una torre. Improvvisamente, però, la torre si animò e le indicò come assolvere la sua missione.
Durante il ritorno, però Psiche mossa dalla solita curiositò a lei tanto cara, aprì l’ampolla (data da Venere) contenente il dono di Proserpina,.
Ma il dono in realtà  conteneva il sonno più profondo.
 
 

 John William Waterhouse 
 
 

Ancora una volta però venne in suo aiuto Eros (Amore) che la risvegliò dopo aver rimesso a posto la nuvola del sonno  che era uscita dall’ampolla.
Solo alla fine, lacerata nel corpo e nella mente,
Psiche ricevette l’aiuto di Giove. Mosso da compassione il padre degli dei fece in modo che gli amanti si riunissero.
Psiche divienne anche lei una dea e sposò Amore.




Burne Jones
 
 

La favola termina con un grande banchetto al quale parteciparono tutti gli dei, alcuni anche in funzioni inusuali: per esempio, Bacco fece da coppiere, le tre Grazie suonarono e il dio Vulcano si occupò di cucinare il ricco pranzo.

Al termine del banchetto i due giovani bruciarono per tutta la notte la loro incontenibile passione e da questa unione nacque un figlio, Piacere, identificato dai latini con il termine Voluttà (Voluptas).



Jacques Louis David



IL SIGNIFICATO


Uno dei più importanti significati, che proverò a descrivere secondo il mio vedere, è che il mito ci vuol rivelare che viviamo in un continuo dinamico dualismo.
La luce ed il buio, in particolare.
Psiche è la creatura del giorno, Amore è presente solo di notte.
Eros rappresenta l’amore fisico e Psiche l’amore del cuore.
Entrambi dovranno superare molte prove nel mondo reale per raggiungere l’agognata fusione tra corpo e anima… e solo allora si raggiungerà quello che la favola definisce Piacere o Voluttà ma che potremmo anche definire Estasi o Fusione con l’Infinito.





Lo spagnolo



F I N E



Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

PER LE NOVITA’ DEL BLOG
SE TI PIACE… ISCRIVITI





Canova



Sedurre è un’arte e tu… sì tu (uomo o donna) che artista sei? – Simpatico test   Leave a comment

 
 


Sedurre è un’arte?
 
Certamente sì
e in ciascuno di noi vive un potenziale grande artista!

 
 
 
 

SAI SEDURRE?

CHE TIPO DI SEDUTTORE/SEDUTTRICE SEI?
 

 
 
 
Per sedurre però, oltre ad avere una sensualità innata,
è necessario anche avere delle capacità
che derivano dall’esperienza.
 
 

  

.


 Mettiamo alla prova le nostre conoscenze in materia con questo test 

e verifichiamo che tipo di seduttori siamo. 


Ricordo sempre però di prendere i test soprattutto come gioco.

.



 

 

 

Clicca allora qui giù sul primo o secondo link

(I per maschi e II per femmine)

e, se ti va, fai il test.

 

 

I

 

TEST SEDUZIONE PER LUI

 




II

 

TEST SEDUZIONE PER LEI





Se ti va… facci sapere il tuo stile di seduzione… eh eh


Ciao da Tony Kospan







 

IL TUFFATORE DI PAESTUM – I misteri del dipinto di 2.500 anni fa che nessuno avrebbe dovuto vedere e le varie ipotesi   2 comments








IL MISTERO DEL TUFFATORE DI PAESTUM








Sono ormai passsati oltre 50 anni dalla sua scoperta (1968) in una tomba risalente al decennio compreso tra il 480 e il 470 a.C, a circa 2 km dai famosi Templi di Paestum, ma il mistero sul suo significato è più fitto che mai.

Insieme agli altri presenti nella tomba rappresenta l’unica testimonianza di pittura greca figurativa realizzata con la tecnica dell’affresco.

Innanzitutto il dipinto non era destinato ad esser visto da alcuno se non dai parenti del defunto per qualche giorno prima della chiusura della tomba.

Questo però era normale nell’antichità.








Il dipinto era in una delle 5 lastre trovate nella tomba, in particolare su quella di copertura della tomba, ed è l’unico che fin da subito suscitò interrogativi dato che gli altri rappresentano invece normali scene di vita quotidiana classica del mondo greco.

Nella tomba poi fu trovato un semplice corredo formato da 1 vaso allungato ed una “lyra” (strumento musicale) fatta con un guscio di tartaruga.









Questo strumento musicale è visibile negli altri dipinti della tomba (nelle scene dei banchetti) per cui è evidente il collegamento con la vita del defunto che quasi certamente amava suonarlo.

Torniamo al dipinto.

Le analisi e gli studi hanno escluso la presenza di artigiani etruschi e rimandano alle maestranze locali, forse le stesse che erano impegnate all’epoca nella costruzione dei templi.

Quel corpo maschile nudo ed agile che si lancia dal trampolino di mattoni squadrati, quell’albero stilizzato e quello specchio d’acqua colpirono fin da subito non solo gli archeologi ma anche personaggi ed intellettuali come Montale, Fellini ed altri… che in qualche modo ne ricavarono anche spunti per le loro opere.








Cosa significa dunque questo dipinto?

Le teorie principali sono 2:

L’archeologo che per primo si occupò dell’esame della tomba ritenne che il dipinto rientrasse tra i messaggi orfico pitagorici… mentre un altro vi vedeva solo lo stesso tema delle altre pareti, ovvero scene di vita quotidiana.


Per comprendere meglio la tesi del primo dobbiamo ricordare che nel 6° secolo a. C. nel mondo greco e nella Magna Grecia, anche grazie ai filosofi Parmenide e Pitagora, iniziavano a diffondersi tra le sette iniziatiche le idee di una vita oltre la morte, e si sa, per testimonianze scritte ed altra documentazione, che all’epoca a Paestum c’erano i pitagorici.




Il gioco del cottabo




Dunque il mistero è destinato a rimanere ma una cosa è certa, se questo dipinto è legato ai culti misterici, non potremo mai saperne di più proprio perché essi erano notoriamente segretissimi.

Personalmente ritengo che se il dipinto fosse stato in una lastra laterale, allora poteva essere considerato certamente una scena di vita, ma lì in alto sul soffitto, appare posizionata in modo che il defunto potesse “vederla” ed allora in me prevale la tesi misterica.


Tony Kospan




PER CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI DEL PASSATO









De Nittis.. elegante pittore italiano dell’800 – Breve biografia e vari capolavori   Leave a comment

 
 
 
 
 
Nonostante la precoce scomparsa (a soli 38 anni!)
il suo è stato un grande percorso nel mondo dell’arte
riuscendo ad affermarsi come uno dei più grandi
e famosi pittori italiani dell’800.
 
 
 
De Nittis – Autoritratto (partic.)
(Barletta 25.2.1846 – Saint-Germain-en-Laye 21.8.1884)
 
 
 
BREVE RICORDO DI GIUSEPPE DE NITTIS
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
BREVE BIOGRAFIA
 
 
Gli inizi della sua formazione artistica
avvennero presso l’Istituto delle Belle Arti di Napoli
dal quale però fu espulso per indisciplina.

 
 
 
De Nittis – Giornata d’inverno
 
 
 
Insofferente nei confronti dello stile verista ma formale,
allora dominante negli ambienti artistici napoletani,
entrò a far parte della “Scuola di Portici” nella quale
il “verismo” si diradava in toni e colori più sfumati
e diventando, come ebbe a scrivere, “maestro di se stesso”.
 
 

 

De Nittis – Appuntamento al bosco di Portici

 

 
 
Il maestro A. Cecioni, suo grande ammiratore
per la spontanea eleganza dei suoi dipinti,
lo prese sotto le sue ali
e divenne anche la sua guida.
 
 
 
 
 
 
 
 
Si trasferì poi per un po’ a Firenze
dove ebbe contatti, influenze… ma anche contrasti,
 con gli ambienti dei Macchiaioli.
 

 

 
 
 
 
De Nittis – Colazione in giardino 
 

 

 
 
Dopo aver girato per varie parti d’Italia
si trasferì infine a Parigi dove avvenne poi la maggior parte
della sua grande produzione artistica
e dove ebbe notevoli successi
sia da parte del pubblico che della critica.
 
 
 

 

De Nittis – Effetto neve

 

 
 
Fu anche amico, tra gli altri, degli impressionisti Manet e Degas
e si inserì molto bene nei salotti eleganti ed aristocratici della città.
 
Fu anche acquarellista ed acquafortista.
 
 
 

 

De Nittis – Sul lago dei 4 Cantoni

 

 
 
 
Morì improvvisamente a causa di un ictus.
 
E’ sepolto a Parigi, nel cimitero di Père-Lachaise.
 
 
 
De Nittis – Avenue du Bois in Boulogne – 1874
 
 
 
 
IL SUO STILE
 
 
Pur influenzato dai Veristi, dai Macchiaioli e dagli Impressionisti
il grande pittore barlettano mantenne però sempre un suo stile indipendente.
 
La sua è unanimemente considerata una pittura elegante e “poetica”.
 
 
 
De Nittis – Donna con cappello e veletta
 
 
 
I suoi soggetti preferiti sono i paesaggi naturali…
agresti o cittadini, i salotti eleganti e le donne affascinanti.
 
Ha in comune con Renoir, nato pure lui il 25 febbraio,
il piacere di dipingere la gioia, la bellezza e l’eleganza.
 
 
 
 
De Nittis – Ritorno di nascosto dal ballo
 
 
 
F I N E
 
 
 
 
 

 

 
 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
Ripped Note

 

.

.

.

 

De Nittis – Donna in barca – 1876

.

.

.

 

 

Pubblicato 14 agosto 2021 da tonykospan21 in ARTE

Taggato con

B. Brecht con “L’analfabeta politico” ci ricorda che la democrazia ha senso solo se c’è consapevole partecipazione   Leave a comment

.

.

.



 
Una riflessione quasi filosofica che sembra scritta oggi…
e che ci fa comprendere quanto sia importante
non trascurare il nostro impegno civile..
nell’interesse di tutta la società…

Tirarsi fuori dalla realtà sociale in cui viviamo
per assoluto disinteresse per la nostra comunità
o con la facile scusa di criticare tutto e tutti…
è molto facile… e forse comodo…
ma non ci porta da nessuna parte









Il grande scrittore vuol rimarcare il fatto
che così facendo non solo si viene meno
ad un impegno civile ma addirittura
si danneggia la Società perché la si priva
di un nostro consapevole contributo…






Questa poetica riflessione dall’alto valore sociale…
cerca di combattere un male presente in molte nazioni
ma che ultimamente dilaga in Italia.

Aggiungerei solo che la democrazia oggi,
nel mondo ed in Italia,
sta soffrendo per la preponderanza delle influenze evidenti
che TV, social e Media in genere
stanno avendo nella formazione dell’opinione pubblica
al punto da rendere importanti cose che non lo sono
e trascurando i veri problemi.







Questi evidenti condizionamenti 
ci avviano adverso un pericolosissimo pensiero unico
per cui vanno trovati strumenti di analisi e di riflessione
per aiutare i cittadini oggi spesso obnubilati
dai bombardamenti mass-mediatici.





.

.

.

Nel riproporre questo noto brano
non intendo affrontare in questa sede “culturale
nessun discorso relativo alla politica degli schieramenti
(ciascuno ovviamente avrà le sue idee)
ma solo quello della necessità, per il bene comune,
di difendere i nostri ideali
e di dare un vero e sincero contributo
nel tentativo (difficile) di migliorare la società…

Ma ora leggiamolo…









L’ANALFABETA POLITICO
Bertoldt Brecht *

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico.

Egli non ascolta, non parla nè partecipa agli avvenimenti politici.

Non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’ affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche.

Un analfabeta politico è tanto animale che si inorgoglisce e gonfia il petto nel dire che odia la politica.

Non sa l’imbecille che dalla sua ignoranza politica proviene la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore ed il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, ingannatore e corrotto, leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali.


 





*Bertoldt Brecht
– Augusta, 10 febbraio 1898 – Berlino, 14 agosto 1956
è considerato il più influente drammaturgo, poeta.
e regista tedesco del XX secolo.


TONY KOSPAN




PER LE NOVITA’ DEL BLOG… 
SE… TI PIACE… ISCRIVITI






%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: