Archivio per 13 agosto 2021

FERRAGOSTO – La bella storia (in breve) di una festa sia civile che religiosa e la canzone a lei dedicata   Leave a comment


 
 
 
 
Ma come… dove… e quando è nata questa
che è la festa regina dell’estate
e che ne rappresenta anche il momento culminante?

 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
LA STORIA DELLA FESTA DI FERRAGOSTO
E DELLA MADONNA DELL’ASSUNTA

di Antonia Bonomi

 

 

 
 
 
 

Il mese di agosto era il Capodanno per gli antichi Egizi, lo è tuttora per i Copti egiziani, lo fu anche per i greci che lo dedicarono ad Athena.

A Roma, poco dopo l’inizio del segno del Leone, sulle rive del Tevere si celebravano i Neptunalia, feste dedicate a Nettuno, mentre i celti il primo giorno d’agosto lo dedicavano al dio Lug, dio della luce e della resurrezione, mentre nell’antica Roma il 12 si festeggiava Ercole Invitto o Trionfatore, due anticipazioni di San Lorenzo, due miti per parlare delle stelle cadenti che “illuminano la notte, trionfano sulle tenebre”.

 

 

 

 

 

Il 13, sempre a Roma, si festeggiava Diana Aventina.

Servi e padroni si recavano insieme al tempio sull’Aventino e poi nei boschi per… pic nicante litteram.

Nello stesso giorno si festeggiava anche il dio Vortumno, colui che faceva maturare i frutti.

Il 17 si festeggiava Portuno, il dio dei porti e delle porte, contemporaneamente a Giano, il dio che guarda al passato e al futuro, il 19 le Vinali Rustiche dedicate a Venere, il 21 era dedicato a Conso, il dio dei raccolti, il 23 a Openconsiva, l’abbondanza agricola.




Augusto




Fino al 18 a.C., ma alcuni storici danno come data il 21 a.C., questo era il calendario romano.

Poi Augusto decise di riunire tutti i festeggiamenti alle Calende del mese sestile (non dimentichiamo che l’anno iniziava a marzo).

Queste festività furono chiamate Feriae Augusti (le feste di Augusto).

Da qui il nostro Ferragosto (Nome e festa n.t.k.).

 

 

 

 

Athena in Grecia, Diana a Roma, nel vicino Oriente nello stesso periodo era festeggiata un’altra Grande Madre, la siriana Atargatis, conosciuta come dea Siria anche nel mondo greco romano, considerata protettrice della fertilità e dei lavori dei campi.

Come si è arrivati all’Assunta? 

Maria, madre di Dio, non ha avuto molta storia nei Vangeli.

Sparisce con la discesa dello Spirito Santo, ma negli apocrifi si parla di lei con il Transito della Beata Vergine Maria attribuito a Giuseppe d’Arimatea, non databile, e nel VI secolo la Dormizione della Santa Madre ad opera di S. Giovanni il Teologo. 


 

 

Madonna dell’Assunta – Tiziano

 

 

E’ dunque, tra il IV e la fine del V secolo che il culto dell’Assunzione incomincia a diffondersi.

A Gerusalemme si cominciò a celebrarla all’inizio del VI secolo nella chiesa costruita da Eudossia sui Getsemani, dove si narrava che Maria fosse stata sepolta, perciò defunta. 

L’imperatore Maurizio ordinò che la celebrazione venisse estesa a tutto l’Impero e attorno all’anno Mille la si ritrova come ricorrenza nella quale si osserva il riposo.

Chiamata Transito o Dormizione, non esprimeva chiaramente di che cosa si trattasse: in qualche caso si parlava di corpo incorrotto, perciò morto, in altri di corpo che veniva avvolto dalla luce e assunto in cielo dagli angeli. Morta o addormentata? 

Il dibattito continuò per secoli e secoli, si formò il partito a favore dell’assunzione, si fecero petizioni popolari perché fosse proclamato il dogma.




Francesco Botticini – L’Assunzione




Nel 1950, dopo quattro anni di consultazioni, Pio XII lo confermò indicando che l’Assunzione è un fatto divinamente rivelato, che fonda sull’insieme delle indicazioni desunte dalla tradizione e dalle fede universale dei devoti, sicuro indice dell’intervento dello Spirito Santo.

La collocazione al centro del mese di agosto segue la solita prassi: sostituire le feste pagane con feste cristiane, per rendere più… facili le conversioni.

 

 

 

 

 

I neofiti erano allettati anche dal fatto di non perdere nessuna delle feste già codificate.

Non scandalizzatevi: tutte le feste religiose cristiane sono perfettamente sovrapposte alle antiche pagane e, qualche volta, i santi in esse celebrate hanno, stranamente, attributi degli dei che li hanno preceduti.
 
 
 
 
 

Festa dell’Assunta

 

 

L’Assunzione ha una grande eco in Spagna, dove le feste durano una settimana.

In Italia erano e sono celebrate tutt’oggi, in tantissime località, imponenti processioni religiose per la festa dell’Assunta.

 

 

 

Festa dell’Assunta



 

Tra le più importanti manifestazioni, ci sono quelle che si svolgono a Palermo dove le “barette” con la statua della Madonna sono portate da ragazzi o quelle a Sassari dove i “candelieri” di cartapesta, in forma di palma, fanno il giro della città; a Tivoli (Roma) “l’inchinata” della statua della Vergine incontra la statua di Gesù.  

 

 

 

 

 

Per tutti… comunque… 

laici e religiosi questa è la grande festa dell’estate

da vivere dove… con chi… e come si vuole.

(Se si può)

 
 
 

 

  

A voi quindi… dovunque siate… giunga… il… mio…

 

    (Notte di Ferragosto – Gianni Morandi)

 

 

Tony Kospan

 

 

Testo in molti siti web… 

Impaginazione e qualche mini modifica by T. K.




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Buon weekend in poesia “Poesia d’amore” A. Gatto – arte Zandomeneghi – Canzone “Scrivimi”   Leave a comment



Federico Zandomeneghi – Coppia al caffè – 1885


Cari amici, nonostante sia il momento clou delle vacanze,

ho pensato di inviarvi comunque il mio consueto “poetico” saluto.







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Le persone,
se qualcuno gli fa un brutto tiro
lo scrivono nel marmo
ma se qualcuno gli usa un favore
lo scrivono sulla sabbia.
– Tommaso Moro –
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POESIA D’AMORE
– Alfonso Gatto –

Le grandi notti d’ estate
che nulla muove oltre il chiaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.
Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l’ anima.
E baci perdutamente
sino a che l’ arida bocca
come la notte è dischiusa
portata via dal suo soffio.
Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch’ esisti è vero.
Da quanto t’ ho cercata.
Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.
E il bacio che cerco è l’ anima.



Federico Zandomeneghi – La passeggiata



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Federico Zandomeneghi – Pettegolezzi



Lorenzo Lotto… artista controcorrente – Il pittore.. lo stile.. le opere ed una breve analisi – II PARTE   Leave a comment


 
 
Madonna con Bambino tra i santi Caterina d’Alessandria e Tommaso – 1530





Per comprendere quanto si diceva nella 1° parte del post
e cioè il suo diverso modo di interpretare la vita e la pittura,
rispetto ai conformismi dell’epoca,
può essere davvero emblematica l’analisi dal sito “Strange art”
dell’ Elemosina di Sant’Antonino.

 

 
 
 
Ritratto di orefice in 3 posizioni
 
 
 
 

LORENZO LOTTO
IL GENIO INQUIETO
 
 
 
II PARTE


 
 

Trionfo della castità



Consiglio davvero di leggerla con attenzione
perché potremo notare cose davvero sorprendenti

che ad una prima vista possono sfuggire.



Cristo e l’adultera


 

 
 
 
L’ELEMOSINA DI SANT’ANTONINO

 

 
 

 

 

 

 

ANALISI DEL DIPINTO


Dal sito “Strange art”

 
 

L’elemosina di Sant’Antonino di Lorenzo Lotto rappresenta un tema che dovrebbe, dico dovrebbe, esaltare la bontà di un santo, la sua capacità di assistere i deboli e gli ultimi, il suo grande cuore e il suo amore per il prossimo.

Guardando con attenzione però il dipinto di Lorenzo Lotto non posso fare a meno di vedere un certo disincanto, quantomeno una certa ironia nel raffigurare il santo dedito appunto all’elemosina.

Più che un atto d’amore il dipinto sembra raffigurare un apparato in cui il santo vescovo è solo un grigio burocrate che decide chi aiutare e chi no.

Proviamo a leggere l’opera partendo dalla parte bassa a destra (percorso di lettura anomalo ma illuminante).








I poveri e i bisognosi consegnano le loro suppliche e le loro richieste al chierico che le raccoglie: notiamo il tocco realistico dell’uomo che mentre parla con una donna sotto di lui, fa cenno con la mano di aspettare a qualcuno al di fuori del quadro che richiama la sua attenzione.

Sant’Antonino è seduto più in alto in trono e legge le carte che gli passano i due chierici.

Il suo aspetto dimesso ed annoiato trasmette l’idea di una routine quotidiana, di una cosa fatta senza passione alcuna.

Due angeli parlano nelle orecchie a Sant’Antonino e gli suggeriscono le decisioni da prendere e a chi dare l’elemosina.

Il chierico più in basso infine esegue gli ordini del suo vescovo e distribuisce i soldi alle persone da lui indicate.

Tutto funziona come un meccanismo, come una macchina per le elemosina e non c’è spazio per le emozioni.

Siamo quindi di fronte ancora una volta ad un dipinto in cui il tema iconografico viene sviluppato dall’artista in modo parzialmente – o totalmente a seconda dei casi – contrastante rispetto alle intenzioni della committenza.

 

 


 
 
 
 

Concludo questo breve discorso su Lorenzo Lotto
mostrando 2 sue famose pale
e con un’analisi complessiva sulla sua arte.

 
 


 
Pala di Santa Cristina





Crocifissione





 

 

VISIONE CRITICA DELL’ARTE DI LORENZO LOTTO


 

Raramente un artista sente la creazione come totale impegno interiore, così come il Lotto.

Uomo indubbiamente colto — e soprattutto nelle cose di religione — il suo racconto non è soltanto fatto illustrativo, ma evento vissuto totalmente, come fenomeno della coscienza.

La sua arte solo raramente è contemplativa, essendo invece inquieta ed inquietante : tale, ossia, da non permetterne una visione distaccata, ma invece da provocare un colloquio che rimane aperto, oggi ancora, fra l’artista e noi stessi.

Voglio intendere che la sua pittura non chiede, per poterci entrare, un passaporto qualsiasi: neppure il nostro adeguarsi alla coscienza estetica del tempo. Essa ci viene incontro da sola, ci turba la serenità, ci pone dei problemi che sono vivi ed attuali.

La sua arte è azione interiore, è impegno morale, senza soluzione temporale.








 

P. Zampetti – Lorenzo Lotto – Libro di spese diverse

Impaginazione Tony Kospan


F I N E

 

 

 

Ciao da Tony Kospan


 

 

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PER LEGGER LA I PARTE DEL POST





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Chi poi vuol leggere l’analisi

della sua sorprendente 

Annunciazione

 

 

 

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VIVER L’ARTE.. INSIEME

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Lucina Brembati
 
 
 

Morire d’amore – Questa poesia Sufi ci spiega il perché di questo consueto modo di dire   1 comment

 
 
 


 
 

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Nel nostro linguaggio usuale usiamo o ascoltiamo spesso
l’espressione “morire d’amore“.
 
 
Molto nobile ed universale è però la sua origine e qui…
in pochi versi
ci viene poeticamente e genialmente spiegata.
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MORIRE D’AMORE
GRANDE POESIA SUFI D’AMORE
 
 
 
L’Amore… il vero Amore… non è spensieratezza…
ma assoluta dedizione… di sé… ed oltre sé.
 
 
E’ la totale intima unione di anima e corpo degli Amanti
 (nel senso di coloro che si amano)
ed assoluta reciproca dedizione… donazione…
al punto che essi diventano una cosa sola.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’inizio dell’Amore, infatti, non è forse ansia, paura,
perdimento di sé?
 
 
E la fine dell’Amore… non ci appare forse
come la perdita di una parte di noi… come un morire?

 
 
 
 
 
 
 
 

Se non sei pronto a morire per il tuo amore…
allora… il tuo è… proprio Amore?
 

Una verità assoluta e profonda, 
un insegnamento universale ed eterno
dunque ci giunge dai versi rivelatori e folgoranti di questo 

poeta mistico di quasi mille anni fa.

 
 
 
 
 
 


MORIRE D’AMORE


Ibn al-Fàrid (1181-1235) 
 

 
 
E’ Lui l’amore! Vive solitario perché
 
il suo riposo è fatica, un male il suo
 
inizio e la sua fine una morte.
 
Se vuoi vivere felice, sii martire d’amore
 
se no lascia l’amore a quelli che sanno
 
amare. Chi non muore davvero del suo amore
 
di vivere d’amore non avrà la ventura.



 
 
 
 
 
 
 
 

Come sempre…
mi piacerebbe conoscere il vs pensiero… 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 


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UN MODO DIVERSO DI VIVER
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