Archivio per 24 luglio 2021

Buon sabato sera in poesia “Il volto dell’amore” Prevert – arte Ritman – canzone “Piccolo uomo” Mia Martini   Leave a comment






Louis Ritman


 
 
 
 
 
 

 
 
 

  
La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe.
Ciascuno ne prese un pezzo
e vedendo riflessa in esso la propria immagine,
credette di possedere l’intera verità
~ Rumi – Sec. XIII ~
   

 

 

 (Mia Martini – Piccolo uomo)

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IL VOLTO DELL’AMORE

Jacques Prévert


Il tenero e rischioso

volto dell’amore

m’è apparso la sera

di un giorno troppo lungo

Forse era un arciere

con l’arco

o forse un musicista

con l’arpa

io non so più

Io non so nulla

Tutto quel che so

è che m’ha ferita

forse con una freccia

forse con un canto

Tutto quel che so

è che m’ha ferita

e ferita al cuore

scottante oh scottante

ferita dell’amore



Louis Ritman




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D’ARTE POESIA MUSICA HUMOUR ETC.
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Louis Ritman




 

Piccola antologia delle canzoni che ci ricordano le estati di un tempo – IV – La mitica “LAMBADA” (1989)   Leave a comment





 
 
 
 
Riprendiamo la nostra piccola antologia dei tormentoni estivi.
 
Quello di cui parleremo ora è davvero notissimo…

Infatti ha  impazzato in tutto il mondo alla fine degli anni 80
(in Italia però giunse nel 1989).

 
 
 
 
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I V

LA LAMBADA – 1989
LE CANZONI DELL’ESTATE
by Tony Kospan

 
 
 

 
 
 
 
 

 

Dunque parleremo della notissima… dirò di più… della mitica


LAMBADA
travolgente ballo sudamericano giunto un Europa
per merito del gruppo musicale Kaoma.

 
 
 
 
Kaoma

 
 
 
La canzone-danza, grazie al ritmo caldo e coinvolgente
ed alla sensualità del ballo,
divenne perfino un autentico fenomeno di costume,
come succederà anni dopo anche con “Asereje”.

 
 
 
 
 
 
 
 
Alle origini della Lambada v’è una danza indigena
che da secoli veniva praticata nella zona amazzonica del Brasile,
il carimbò.
 
 
Questo ballo, molto sensuale e libero, di derivazione africana
si accompagna al ritmo ipnotico di alti tamburi ,
ed è caratterizzato soprattutto
da giravolte del corpo e rotazioni del capo,
in cui la donna cerca di coprire l’uomo con la propria gonna.

 
 
 
 
 
 
 
 

La contaminazione del carimbò con altri stili,
provenienti soprattutto dai Caraibi (salsa, reggae e merengue)
e dal Nord Est del Brasile, comportò la nascita di questo nuovo ballo
contraddistinto dal contatto ravvicinato di corpi,
con oscillazione di anche e spalle in un movimento estremamente sensuale.





 

 


 

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Ma ora è giunto il momento di ascoltar e… veder 

o… riascoltar e riveder

la LAMBADA

e lo faremo con il video ufficiale dei Kaoma del 1989


 

 

 
 
 
 
 
 

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A. Rodin e Camille Claudel – Arte e amore passionale tra 2 grandi scultori ed i loro capolavori – III PARTE   Leave a comment

 
 
 

La fine della storia ed il suo oblio totale.

Poi all’improvviso la riscoperta da parte della nipote.

 
 
 
 
 
La Vague (L’Onda) – Claudel
 
 
 
 

RODIN E CLAUDEL
– STORIA D’ARTE AMORE E DOLORE… –
a cura di Tony Kospan
 
 
 
III PARTE
 
 
 

 
 
 



Ho scelto la scultura della Vague (l’Onda), nota e bella opera di Claudel,
come immagine iniziale di questa 3° ed ultima parte
perché mi appare come il simbolo (profetico o reale) del travolgere degli eventi.

 
 
 
 
Claudel al lavoro
 
 
 
 

Dunque dopo aver raccontato nella 1° parte 
l’amore travolgente e la passione trionfante,
e nella 2° l’insorgere dei contrasti 
e delle incomprensioni tra i 2 grandi artisti
(sempre in un tripudio di grandi sculture e veri capolavori)
parleremo ora delle ultime vicende di Claudel.
 
Ma parlerò anche del modo in cui questa storia
sia del tutto scomparsa dalla memoria collettiva
ed infine del come e perché sia poi tornata alla luce.

Infine un mio modesto parere su questa incredibile storia.

 
 
 
 
 
L’abbandono – Claudel
 
 
 
 

GLI ULTIMI ANNI DI CLAUDEL
 
 
 
 
In quel manicomio Claudel visse 30 anni di lucida tremenda consapevolezza della forzata prigione del suo genio creativo interrotti solo da inutili continui e drammatici appelli per un suo ritorno alla libertà.
 
 
Ritorno che, benché la sua guarigione fosse certificata dai medici, fu sempre rifiutato dall’arcigna madre e dai fratelli.
 
 
In una lettera del 1935 scriveva ad un amico che la sua vita era stata:

“un romanzo… un’epopea come l’Iliade e l’Odissea. Ci vorrebbe Omero per raccontarla, sono caduta dentro un baratro, vivo in uno strano mondo… dal sogno che è stata la mia vita, ora è rimasto solo l’incubo…”.
 
 
 
 
 
L’ultima foto di Claudel
 
 
 

Morì nel 1943.  Rodin era morto molto tempo prima, nel 1917.

 
 
 
 
 
Rodin al lavoro in tarda età
 
 
 
 

Suo fratello Paul noto scrittore ed intellettuale cattolico ma certo non esempio di brillante coraggio ed umanità nonché complice insieme agli altri della sua famiglia dell’amara fine di Claudel scrisse con una certa impudenza:
 
“Mia sorella Camille aveva una bellezza straordinaria, ed inoltre un’energia, un’immaginazione, una volontà del tutto eccezionali. E tutti questi doni superbi non sono serviti a nulla; dopo una vita estremamente dolorosa, è pervenuta a un fallimento completo”.

 
 
 
 
Collage di opere di Camille Claudel…
 
 
 
 

LA RISCOPERTA DI C. CLAUDEL


 

Ma quello che la sua famiglia le tolse, una persona della stessa famiglia glie lo ha ridato dopo la morte. 

Negli anni 80 infatti proprio una pronipote ventenne, Reine-Marie Paris, ha scritto la sua biografa.



 

 

 

La famiglia di Camille ne aveva cancellato ogni traccia considerandola una pecora nera per cui quando Reine-Marie chiese informazioni della zia ecco cosa accadde. 


Ce lo racconta lei stessa:

“cercando per la mia tesi di laurea dettagli su mia zia, si scatenò un silenzio imbarazzante. 
Camille mi apparve come un personaggio “maledetto” all’interno della famiglia”.  
Scoprì quindi tutta la storia e divenne la ricercatrice e la curatrice delle opere di Camille con lo scopo  di creare un museo in cui potessero essere conservate le sue opere e di riabilitare completamente la sua figura.

 

 

 



 
 
 

Ha poi anche creato un sito in suo onore…

 

 


Reine-Marie Paris

 

 

IL FILM

 

Tornata la storia alla ribalta, grazie alla nipote, divenne anche un soggetto cinematografico.


Il fascino, rosso di passione e nero di dolore, di questa storia è stato quindi raccontato in un film con Gerard Depardieu di cui possiamo vedere una bella scena che testimonia anche l’enorme interesse che suscitò la vicenda in Francia ed in tutto il mondo.
 
 
 

 
 
 
 
 
 IN CONCLUSIONE UN MIO PENSIERO


 

Sono davvero contento d’aver conosciuto ed approfondito questa incredibile storia d’amore e d’arte… ma anche un po’ triste per aver con evidenza constatato quanto immenso dolore possa dare viltà e crudeltà oltretutto nell’ambito familiare.
 
Tornando alla storia d’amore… debbo dire che ci troviamo dinanzi ad una coppia di artisti Claudel/Rodin – davvero geniali (Rodin è riconosciuto quale uno dei massimi esponenti della scultura d’ogni tempo) uniti da una passione assoluta e travolgente ma anche da una complicatissima “convivenza”.

 
 
 
 


Fugit amor – Rodin

 

 

Le grandi difficoltà furono causate sia dalle loro notevoli diversità caratteriali che dall’intrinseco conflitto tra la grande modernità di pensiero, unita però a forte intransigenza caratteriale di Claudel, e la ricerca delle “convenienze” del classico “quieto vivere” da parte di Rodin, a sua volta dotato di altrettanto forte personalità.
 
 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
copyright t.k.
 
 
 
F I N E
 
 
 

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SE SI DESIDERA LEGGERE L’INIZIO DELLA STORIA


 
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SE SI DESIDERA LEGGERE LA SECONDA PARTE

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IL GRUPPO DEGLI AMANTI DELL’ARTE 

 
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La Rosa e la mendicante – Raccontino ispirato al poeta delle rose.. R. M. Rilke.. ed alcune sue poesie   1 comment

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Un bel raccontino poetico e delicato,

direi di più… da brividi per il cuore,

che ha come protagonista il… 

Poeta delle rose“…

Rainer Maria Rilke 




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L A    R O S A

 


George Dunlop

 
 
 
 
Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi.
Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.
Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti.
La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta:
– Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta? –
– Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d’inatteso:
la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò.
Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per un’intera settimana nessuno la vide più.
Ma otto giorni dopo,la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.
Silenziosa e immobile come sempre.
– Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
– Della rosa – rispose il poeta.
 

Testo senza il nome dell’autore presente in vari siti web.

 
 
 
 
 

J. W. Waterhouse

 



La rosa, di cui parla Rilke nelle sue poesie, forse però non è solo un fiore,
come mi segnalava un lettore del blog in una precedente versione del post,
ma anche e forse soprattutto l’allegoria del mistero della natura… della vita.



“Rosa, oh, contraddizione pura!

Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


 

Questo è infatti l’epitaffio autografo voluto dal poeta sulla sua tomba.

  

 


Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926

 

 

Se ci fa piacere ecco ora in questo video

alcune sue poesie dedicate dal poeta alla rosa

 

 

 

 

 

 

F I N E

 

 

Racconto e video dal Web – Presentazione ed impaginazione T.K


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La “Religione dell’amore” – Poesia Sufi nota e misteriosa – Forum sui suoi significati   Leave a comment

 

 

 

 

Conobbi anche questa poesia, in verità all’epoca poco nota,
attraverso la trasmissione culturale notturna di RAI 2…
INCONSCIO E MAGIA di Gabriele la Porta… ormai scomparsa…
 
 
 
 
 
 
 
 
E’ una poesia non semplice
che ha tante arcane chiavi di lettura…
dalle più semplici alle più complesse…
 
 
Ci sono infatti diverse ipotesi
dei tanti simboli nescosti nei versi…
 
 
 
 
 
 
 
 
La mia più immediata riflessione fa riferimento
all’esistenza di qualcosa che va oltre le religioni…
oltre le filosofie… oltre le ideologie.
 
 
 
E questo “qualcosa” è
L’AMORE UNIVERSALE
che dovrebbe affratellarci tutti…
 
 
 
Amore universale che va visto però come vera sintesi
sia della complessità che degli apparenti contrasti della natura 
e delle nostre quotidiane ingarbugliate realtà.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Ma provateci, proviamoci insieme,
a scoprire qualche altra chiave nascosta 
con semplicità e senza problemi
così come la “sentite” così come la “sentiamo”…
nel cuore e nella mente.

 
 
 
 

 
 
 

LA RELIGIONE DELL’AMORE
IBN’ ARABI
 
 
Miracolo della natura!
Una gazzella velata indica un giuggiolo
e sbatte le ciglia.
 
Il suo pascolo giace tra le costole e le interiora,
miracolo,
un giardino in mezzo alle fiamme.
 
Il mio cuore può assumere ogni foggia:
Pascolo per le gazzelle,
Convento per i monaci,
Tempio degli idoli,
Caaba dei pellegrini,
Tavole della Torà,
Esemplare del Corano.
 
Credo nella religione dell’amore
ovunque si dirigono i suoi destrieri,
poiché l’amore è la mia religione e la mia fede.

 
 
 
 

 

 

 

Tony Kospan





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