Archivio per 18 luglio 2021

Buona domenica sera in poesia con “Per amarti” Jimenez – arte A. B. Casale – canzone “Le cose che vivi” L. Pausini   Leave a comment

 
 
 
 
 
Angela Betta Casale 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
La gelosia ha da entrar nell’amore,
come nelle vivande la noce moscata.
Ci ha da essere, ma non si ha da sentire.
~ Francesco Algarotti ~
 
 

 

 

Angela Betta Casale

 
 
 
 
PER AMARTI
~ Juan Ramòn Jiménez ~
 
Per amarti, ho ceduto
il mio cuore al destino.
Non potrai più liberarti
– non potrò più liberarmi! –
dal destino dell’amore!
Non lo penso, non lo senti;
io e tu siamo tu ed io,
come il mare e come il cielo
sono cielo e mare, senza amore.
Come la brezza, mi ricordi
il vento;
come il ruscello, mi ricordi
il mare;
come la vita, mi ricordi
il cielo;
come la morte, mi ricordi
la terra.
 
 
 
 
Angela Betta Casale

 
 
 
 
 

 

 


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Ripped Note

 

 

 

 

Angela Betta Casale

Ssssss… non lo diciamo a nessuno! Siamo pronti per un’avventura? Test… birichino ed impertinente!   Leave a comment










Ecco un test inusuale… direi… 
anche simpaticamente impertinente 








Beh lo facciamo qui tra noi per giococome sempre…
e come sempre possiamo dire cosa ne pensiamo…

Personalmente l’ho testato… e devo dire che non è male…

(Non dirò cosa mi ha detto eh eh)




Ma veniamo al test…


SIETE/SIAMO PRONTI PER UN’AVVENTURA?




Se ci va… se ci fa poiacere… diciamo il ns risultato


Ciao dall’Orso





IL SALOTTO CULTURALE DI FB?

LA TUA PAGINA D’AMORE PSICHE E SOGNO

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“EROS” – La stupenda scultura del Canova che fece innamorare l’Europa – Storia ed immagini   Leave a comment




Può una statua esser oggetto di culto… e perfino d’amore?
No? 
Ed invece sì… leggete e… guardate qua!
 
 

 

 

 

La statua del principino Henryk Lubomirski,

ritratto nelle vesti di Eros, capolavoro del Canova,

è, per la sua estrema bellezza,

da secoli un vero oggetto di culto in Europa.




 EROS (AMORE)


LA STATUA DEL CANOVA OGGETTO DI… AMORE






“Nel mirarti, ed ammirarti, o vezzoso fanciullo,

che con sì bella leggiadrìa te ne stai,

bellissimo di volto, e di membra,

io sento correre con rapido movimento

spinta dal cuore la mano a careggiare quel tuo vago,

e delicatissimo visetto, modellato dalle Grazie”.



Versi di totale rapimento, quelli della poetessa veneziana Isabella Teotochi Albrizzi che cadde vittima – ma non fu la sola – del fascino abbagliante del principino tredicenne Henryk Lubomirski, immortalato nel bianco e prezioso marmo da Antonio Canova alla fine del Settecento.

 

La scrittrice, il cui ricercatissimo circolo lagunare era frequentato da letterati e artisti come Pindemonte, Alfieri, Byron, Foscolo e lo stesso Canova, fu sedotta platonicamente da quelle labbra “alquanto umidette”, come ebbe a scrivere, e “dal bellissimo corpicciolo e dall’acerba fanciullezza che traspare in quelle membra composte”.

 

Una visione di grazia e di squisita mollezza di tocco, con cui Canova concepì la testa piegata dolcemente verso destra, con i capelli acconciati i vezzosi riccioli scapigliati, con i grandi occhi contagiati da un velo di malinconia e con la chiacchieratissima bocca minuta.




 

 



Quello realizzato dal grande scultore veneto non fu un semplice ritratto diplomatico.


Dietro il singolare ritratto, diventato oggetto di culto in tutta Europa, c’era una committenza illustre,

la bella e colta principessa Elzbieta Lubomirski che, vedova,

aveva eletto questo incantevole giovinetto, lontano parente del suo defunto marito, come sue inseparabile pupillo.


L’opera fu ordinata al Canova nell’autunno del 1785 quando la principessa Elzbieta faceva tappa a Roma con il nipote Henryk durante il suo Grand Tour dell’Italia. 

Fu un viaggio in carrozza come numerosi intellettuali, aristocratici e studiosi facevano da tutta Europa verso l’Italia, a partire dal Seicento. 

E per i polacchi, in particolare, che nella seconda metà del XVIII secolo partivano in massa per visitare principalmente Roma. 

Un viaggio che consentiva l’acquisto di gran quantità di opere d’arte per soddisfare i loro gusti personali e per aumentare il prestigio delle loro collezioni e delle loro famiglie.



 

Henryk Lubomirski



La principessa era legata al principino Henryk, che il 24 maggio 1807 sposerà sua nipote Teresa Czartoriska, da una lontana parentela e da un’autentica infatuazione per la sua insolita bellezza, tanto che le più importanti imprese artistiche da lei promosse furono volte ad eternare le sembianze del fanciullo. 

Oltre che da Canova, l’efebo polacco fu infatti effigiato nello stesso torno d’anni da Angelica Kauffmann, Elisabeth Vigée-Lebrun e Mary Cosway.

 

L’eccentrica attenzione della principessa diede adito a discussioni e perplessità, tanto che un contemporaneo ebbe a scrivere: “A Lancut sul soffitto vola come un angelo-nudo; sta in piedi come Ercole; lancia la freccia come Apollo; sospira come Adone; soffia come Zeffiro”.




Canova  (Possagno 1.11.1757 – Venezia 13.10.1822)




L’artista ne fece un Tadzio ante litteram, anticipando in arte quella bellezza efebica che Thomas Mann celebrerà nelle pagine di “Morte a Venezia“. 

Henryk fu, per Canova, un modello leggiadro quanto ritroso. 

Per la timidezza del ragazzo, l’artista riuscì a modellare dal vero solo il volto, mentre per il corpo nudo dovette prendere spunto da una statua antica. 

Per la sua esecuzione l’artista modellò un ritratto, eseguì un modello in gesso e scolpì un marmo preziosissimo. 

Fu subito grande ed entusiastica passione per questo inedito “Amore”.






Copie in marmo e gesso vennero commissionate, a caro prezzo, da nobiluomini di diversi paesi. 

Il Principe Henryk Lubomirski si inserisce in una delicata stagione artistica di Canova, dibattuto tra le teorie classiciste di Winckelmann, la creatività di Raffaello Mengs e una buona dose di invidia e di rivalità che non mancava mai nel complicato, felpato e raffinato ambiente artistico romano.

 

Quando l’opera rientrò in Polonia nel Castello Lubomirski, fu collocata in una sorta di santuario. Sullo sfondo del marmo era appesa una stoffa cinese con la rappresentazione della Fenice a cui tutti gli uccelli rendono omaggio, proprio come tutti i visitatori del palazzo erano pronti a rendere omaggio alla bellezza di Henryk.

E quella che scatenò in tutta Europa fu una vera e propria erosmania.




Copia romana – Musei Capitolini




Il colonnello inglese John Campbell, visitando nel 1787 lo studio romano di Canova, cui aveva commissionato l’Amore e Psiche, rimase affascinato dalla statua del Lubomirski e ne chiese una copia che fu terminata nel 1789 e pagata 600 zecchini. 

L’opera giunse a Londra nel 1790 – prima opera di Canova ad arrivare in Inghilterra – e il colonnello lo trasferì nella sua casa diStackpole Court nel Galles, certo com’era che quell’opera avrebbe fatto “sospirare più di qualche ragazza“.

 

Il successo fu tale chenel 1792, il principe viennese d’Auersperg volle una copia del busto dell’Amorino per le sue collezioni, mentre un’altra replica in marmo dell’Amorino fu commissionata per 550 zecchini per il figlio diciassettenne del banchiere irlandese David La Touche, John. Il ragazzo, in viaggio in Italia, rientrato a Roma, aveva visitato lo studio canoviano e vedendo l’Amorino lo aveva giudicato “exellent”.


L’amorino alato – Canova




Nel 1794, Canova escogitò la scultura dell’Amorino alato, una replica del Lubomirski ma dotato di grandi ali.

 

La commissione era arrivata dal principe russo Nikolaj Jussupov per 700 zecchini.




Apollo – Canova




Infine, nel 1797, Canova realizzò per il francese Juliot una replica in marmo con alcune varianti dell’Amorino che Canova chiamò Apollo e che giudicò migliore di tutti gli altri Amorini, pagata 700 zecchini e passò, in seguito, nella proprietà di Sommariva, a Parigi.

 

LAURA LARCAN – Repubblica.it – 2007 con mini modifiche 

Impaginazione, ricerche e coordinamento T. K. 



In onore (e per amore) di questa scultura si sono fatte mostre anche in Italia.



CIAO DA TONY KOSPAN

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IL GRUPPO DI CHI AMA
VIVER L’ARTE –  E NON SOLO –
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NON CERCARE MAI DI DIRE IL TUO AMORE – W. Blake con questa poesia ci svela un non inconsueto aspetto dell’amore   Leave a comment


 
 
 
 

 
 
 
 
 

Davvero tremendo quel momento in cui,

rivelando il nostro amore,

non solo non otteniamo la risposta sognata

ma addirittura

l’oggetto del nostro amore se ne va e…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
… se ne va con una persona qualunque
e quasi certamente nemmeno innamorata.

 
 
E proprio quest’ultima vivrà, al posto nostro,

l’incantesimo, il magico momento,

 che tanto attendevamo, sognavamo..
 
 
 
 
 
 
 
 

 


Non è da credere che sia una situazione rara… anzi.






 
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Certo fa male, molto male, ma rientra ahimé
nell’ahimè.. “normale mistero dell’amore”
e nei giochi talvolta “malvagi” del “destino”.
 
 
Infatti in quei momenti ci appare assurdo
che la grandezza e la forza del nostro amore
possa non esser condivisa dalla persona amata,
eppure…


 




William Blake (1757/1827)




Questa poesia dunque, del tutto inconsueta
ma profonda ed amaramente vera,
di William Blake grande poeta e pittore inglese
è  piaciuta a molti
ed anche al nostro grande poeta Ungaretti,
che, non a caso, ha voluto tradurla da par suo.

 
 
 
 
 

 
William Blake – Oberon e Titania danzano in tondo con le fate

 
 
 
 
 
NON CERCARE MAI DI DIRE IL TUO AMORE


William Blake
Non cercare mai di dire il tuo amore,
amore che non può essere mai detto;
il gentile soffio si muove
in silenzio, invisibile.


Dissi il mio amore, già dissi il mio amore,
il cuore le apersi;
tremando, gelando, in orrenda tema,
ah! lei, lei se ne andò.


Appena mi lasciò,
un viandante passò,
in silenzio, invisibile:
gli bastò un sospiro, la prese.


 


 
(Traduzione di Giuseppe Ungaretti)










E voi che ne pensate?

 

Ciaooooooooo da Tony Kospan





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Caravaggio.. mago della luce – Breve ricordo del geniale artista e le immagini dei suoi massimi capolavori   Leave a comment


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Proviamo a conoscere in breve
Michelangelo Merisi da Caravaggio meglio noto come Caravaggio.

Lo faremo soprattutto guardando i suoi dipinti
ed analizzando la sua mitica arte.

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(Milano, 29 settembre 1571 – Porto Ercole, 18 luglio 1610) – Autoritratto
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E’ uno dei più celebri pittori italiani di tutti i tempi
nonostante sia morto molto giovane.
La sua formazione avvenne tra Milano e Venezia.

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Il baro
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La maggior parte delle sue opere
fu invece creata a Roma, Napoli, Malta e in Sicilia.
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Il suo stile pittorico,
lontano dalle mode accademiche del tempo,

ebbe poi grande influenza sulla pittura barocca e non solo.

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Bacco
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I suoi dipinti con un potente uso della luce
e con l’innovativa idea di dipinger il… vero
analizzano la condizione umana 
sia da un punto di vista fisico che emozionale.
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Per questo,
ma anche per la sua capacità di vedere le cose
con la massima indipendenza e libertà di pensiero,
la sua arte appariva all’epoca rivoluzionaria.

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Concerto di giovani
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Asse centrale della sua ispirazione artistica
è per lui la necessità di dare un senso all’esistenza.
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Al contrario dei pittori della sua epoca
egli non cerca di portar l’uomo ad esaltare il divino 
bensì tende a cercare il divino
nella complessità e varietà della realtà umana.

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Il suonatore di liuto
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Di questa importante tematica della sua arte, e di altre,
ho parlato in modo più approfondito
analizzando la “Madonna dei Pellegrini“,
le “7 opere di misericordia” e “La Natività
opere per molti aspetti davvero molto sorprendenti.

Cliccando sui titoli 
è possibile leggere le analisi delle opere suelencate.

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Narciso

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Ammiriamolo ora anche in questo video
che pure ci evidenzia quanto “rivoluzionaria”
sia stata la sua arte.
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Tony Kospan
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IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
 INSIEME

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Ragazzo con frutta
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Gino Bartali – Mito del ciclismo ma anche silenzioso eroe (da poco è stato dichiarato “Giusto tra le Nazioni”)   Leave a comment

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Mitico e leggendario avversario di Fusto Coppi

la sua fama era sempre rimasta

nel campo del grande ciclismo di un tempo.




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Gino Bartali agli esordi



Soprannominato Ginettaccio

ha infatti rappresentato con Fausto Coppi

un’epoca leggendaria del ciclismo italiano.




Risultato immagine



Famosissima, direi ormai mitica,

è la foto in cui i 2 si passarono la borraccia

ed ancor oggi non si sa per certo chi fu… dei due.







Per aver salvato diverse famiglie ebree dai lager nazisti

ha ricevuto nel 2005 dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi

la medaglia d’oro al valor civile (postuma).


Egli aveva fatto delle “corse” segrete… (durante gli allenamenti)

nascondendo nei tubolari della bici falsi documenti

per accreditare una loro diversa identità.


E’ da notare che tutto questo è stato coperto dal silenzio

per circa 50 anni e che mai Bartali ne aveva parlato in pubblico

e solo da una decina d’anni è stato accertato.

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(Ponte a Ema 18.7.1914 – Firenze 5.5.2000)



Il 23 settembre 2013 è stato dichiarato

‘Giusto tra le nazioni’

dallo Yad Vashem”  (Wikipedia)


Ricordiamolo ed omaggiamolo infine

con questo video…

 
 
 
 
 
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La sua stella è tra quelle che nel cielo brillano di più…
e non solo per il ciclismo.
 
 
 
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