Archivio per giugno 2021

Oriana Fallaci – breve ricordo della scrittrice.. penna libera e sincera.. con 2 suoi brani ed alcuni aforismi   Leave a comment

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Sinceramente devo dire che questi 2 brani mi appaiono perfetti…

e davvero validi proprio per tutti… ed in tutti i tempi…

ma nel contempo idonei a farci intravedere 

le grandi qualità di Oriana Fallaci come scrittrice ed intellettuale.








Il primo affronta il nocciolo dei problemi degli organismi, partiti o enti

di qualunque tipo e colore e descrive la nostra società

senza una parziale o aprioristica visione…








Il secondo invece ci parla di un aspetto fondamentale nella vita di ogni persona

la dignità” ed è altrettanto profondo e condivisibile da tutti.









Quando una giornalista o una grande scrittrice, come in questo caso,

esprime le sue opinioni senza preconcetti è sempre da ammirare…

 ed Oriana è stata una campionessa dello scrivere senza vincoli o sudditanze.




(Firenze 29.6.1929 – Firenze 15.9.2006)




Dovremmo, anche noi tutti, sforzarci di guardare le cose

senza farci fuorviare dai bombardamenti mass-mediatici

ed andare al fondo della realtà delle cose e dei problemi…



Leggiamoli dunque… e diciamo, se ci va, cosa ne pensiamo.











IL PRIMO

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 In un’azienda, un’industria, il direttore generale e il consiglio di amministrazione

non sanno cosa farsene delle persone intelligenti e fornite di iniziativa,

degli uomini e delle donne che dicono no,

e questo per un motivo che supera perfino la loro arroganza:

pensando e agendo gli uomini e le donne che dicono no

costituiscono un elemento di disturbo e di sabotaggio,

mettono rena negli ingranaggi della macchina,

diventano sassi che rompono le uova nel paniere…


Cricche dentro la cricca, mafie dentro la mafia, chiese dentro la chiesa,

e con l’aggravante di una malattia che nei partiti senza dottrina

è contagiosa quanto la peste:

la corruttibilità e la corruzione degli yesmen.


In altre parole, se il partito dottrinario schiaccia coi suoi principii

chi protesta o disubbidisce,

il partito che non sa cosa vuole nè come lo vuole

rigetta come un corpo estraneo chi non si adegua alla sua assenza di principii,

cioè alle sue menzogne, alle sue ipocrisie, alle sue clientele…


da “Un uomo” di Oriana Fallaci










IL SECONDO



Cosa significa essere un uomo?

Significa avere coraggio, avere dignità.

Significa credere nell’umanità.

 Significa amare senza permettere a un amore di diventare un’àncora.

Significa lottare. E vincere.

Guarda, più o meno quel che dice Kypling

in quella poesia intitolata

“SE”.










CIAO DA TONY KOSPAN





Oriana Fallaci




Pubblicato 29 giugno 2021 da tonykospan21 in POETI E SCRITTORI GRANDI

Taggato con

E. B. Browning.. mini biografia e 2 sublimi poesie della grande poetessa inglese amica dell’Italia   Leave a comment




Una donna inglese dell’800 dalla vita difficile,
autrice di poesie davvero sublimi,
sostenitrice del nostro Risorgimento
ma anche dell’emancipazione delle donne
 

 
 
 
 
Elizabeth Barrett Browning
 
 
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ELIZABETH BARRET BROWNING

BREVE BIOGRAFIA E 2 GRANDI POESIE
a cura di Tony Kospan




(Durham 6.3.1806 – Firenze 29.6.1861)


 
 
Elizabeth Barret nacque in una ricca famiglia che però poi ebbe grossi problemi economici. 

Ben presto iniziò a scrivere e pubblicare con successo poesie e traduzioni dal greco. 

A 32 anni incappò in una grave malattia che le creò gravi difficoltà di deambulazione ma nello stesso periodo s’innamorò del poeta Robert Browning dopo una intensa corrispondenza.
 
 
 
 
 

Robert Browning

 
 
 
 
A causa dell’opposizione paterna lo sposò di nascosto e con lui scappò in Italia. 

A circa 43 anni a sua salute migliorò e divenne madre di un bimbo. 

Visse sempre a Firenze.

 

 

 

Firenze nell’800

 
 
 
 
 
Fu anche una sostenitrice del nostro Risorgimento ed in particolare di Camillo Benso di Cavour. 

La sua opera più ampia è il lungo poema Aurora Leigh, del 1857, in cui esalta in modo poetico la necessità dell’emancipazione femminile. 

Morì a 54 anni ed è sepolta nel Cimitero degli Inglesi.




 
 
 
 

2 SUE POESIE SUBLIMI
 
 
 


Tornando alle poesie esse sono un inno sincero e profondo al suo amore per Robert. 

 

I suoi versi, come sempre accade quando una poesia è davvero sublime, ci inoltrano, con parole semplici ma precise e suggestive, in una dimensione assoluta e ultraterrena in cui il sentimento più bello che c’è… brilla d’immensità.
 
 
 
 
 
 

 

 

 

Il Vero Amore, ci dice Elizabeth, non può esser legato a fattori esterni o concreti o a nostre comodità… o interessi… ma si nutre di assoluta interiorità… al di là di ogni contingenza… ed in tal modo esso potrà non aver mai fine… 


 


 


John Everett Millais


 
Ma ora leggiamole… 
 
 
 

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SE DEVI AMARMI


Se devi amarmi,

per null’altro sia che per amore.

Mai non dire:

“L’amo per il sorriso, per lo sguardo,

la gentilezza del parlare,

il modo di pensare così conforme al mio,

che mi rese sereno un giorno”.

Queste son tutte cose che posson mutare.

Amore mio, in sé stesso o per te,

un amore così nato potrebbe poi morire.

E non amarmi per pietà di lacrime

che bagnino il mio volto.

Può scordare il pianto

chi ebbe a lungo il tuo conforto,

e perderti.

Soltanto per amore amami

per sempre e per l’eternità.




John Everett Millais





COME TI AMO?


Come ti amo? – Come ti amo?

Lascia che ti annoveri i modi.

Ti amo fino agli estremi di profondità,

di altura e di estensione che l’anima mia

può raggiungere, quando al di là del corporeo

tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.

Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,

alla luce del giorno e al lume di candela.

Ti amo liberamente,

come gli uomini che lottano per la Giustizia;

Ti amo con la stessa purezza con cui essi

rifuggono dalla lode;

Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze

e quella che fanciulla mettevo nella fede;

Ti amo con quell’amore

che credevo aver smarrito coi miei santi perduti,

– ti amo col respiro,

i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! – e,

se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.







Tony Kospan






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STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO
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Felice lunedì sera in poesia “L’amore non fa rumore” V. Navire – arte E. Sonrel – canzone “Whispering”   Leave a comment

 
 
 

Elizabeth Sonrel – Giochi d’estate
 
 
 
 

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fuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4e

Innamoratevi.
Almeno una volta nella vita,
non importa per quanto, come o di chi,
ma innamoratevi. 
E’ tutto un gran casino, ma è bellissimo. 
– Charles Bukowski –
fuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4e
 
 
 
 
 

 

Elizabeth Sonrel – Bellezza e fiori

 
 
 
 
L’AMORE NON FA RUMORE 
Vincent Navire
 
 
L’Amore non fa rumore:
vibra ad un canto impercettibile
per le orecchie,
suona la musica
dell’anima.
 
L’Amore si nutre:
con sguardi,
con silenzi,
con piccole carezze.
 
L’Amore si ripara:
dall’invidia,
dalla ferocia,
dall’indifferenza.
 
L’Amore non ha fretta:
vive nell’umido tepore
dell’attesa,
della presenza.

 
 
 
 
Elizabeth Sonrel
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI
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 Elisabeth Sonrel

 
 

Il bene ed il male coesistono dappertutto! Ma in noi cosa prevale? Breve riflessione.. una domanda ed una mia poesia   Leave a comment








L’esplosione nel mondo di una violenza totale e senza freni
che abbiamo visto in questi anni
ma che in realtà, anche se in forme diverse, c’è sempre stata,
mi porta a creare questo post composto da:

– Una piccola riflessione…
– una domanda… ed
– una poesia…











NELL’UMANITA’ PREVALE IL BENE O IL MALE?
O COESISTONO L’UNO E L’ALTRO?








La mia è forse una riflessione banale ma in realtà su questo tema si discute da millenni senza esito.

Nessun uomo, anche quello che compie le azioni più efferate, è malvagio al 100%.

Anch’egli ha le sue emozioni i suoi dolori le sue debolezze e perfino le sue bontà verso i figli gli amici etc.

Certo ha commesso azioni tremende ed esecrabili e deve pagare il suo debito alla giustizia completamente e senza sconti, a parer mio, ma da sempre l’umanità è questa come ci raccontano gli antichissimi miti di Caino ed Abele, Romolo e Remo, Angeli e Demoni etc.







Tanto per citare un esempio “neutro” anche il truffatore più spietato può amare ed avere un grande affetto verso la sua donna, i suoi figli… etc. ed esser con loro ed altri buono e generoso.


Infatti seppur ritengo una favola mitologica la storia di Caino ed Abele tuttavia essa è come dire una favola vera e saggia perché riconosce una sacrosanta verità:
da sempre in tutta l’umanità ma attenzione… anche in ognuno di noi… c’è un Abele ed un… Caino.






Cioè in tutti noi esiste una “naturale“, consapevole o meno, pulsione verso il bene e nel contempo un’altra verso il male.

Come sappiamo le filosofie orientali esprimono concetti simili ad es. con i noti principi yin e yang.






Certo in alcuni fa capolino di più Caino… in altri di più Abele.

Ciascuno di noi è infatti del tutto uguale ma nel contempo del tutto diverso dagli altri.






LA DOMANDA


Ciò detto la domanda non può che essere:

Cosa ne pensate?







LA MIA POESIA


Sono così convinto dell’esistenza di questo eterno dualismo,
in noi e fuori di noi, che mi nacque questa poesia… forse non facile…
in cui il tema è visto però in forma molto allegorica.
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COSMOGONIA



Ciao da Tony Kospan








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L’incredibile love story tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – II Parte   Leave a comment

 

 

LA CONCLUSIONE DELL’INCREDIBILE STORIA…
L’INTERVISTA ALL’AUTORE DEL LIBRO
ED UN VIDEO DAL FILM.


 
 
 
Edda a Lipari sdraiata tra i fiori
 
 
 

L’IMPENSABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
II PARTE

 
 
 
 

 

 
 
  
LA CONCLUSIONE DELLA STORIA
 
 
 
Nell’estate del 1946, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell’amnistia firmata da Togliatti, lascia l’isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe:
“Mio carissimo e unico comunista”, Edda scrive a Leonida “vi amo assai”.
 
 
 
 
 
 
Edda Ciano e lo scultore Francesco Messina accanto al volto scolpito di Edda

 

 

Si continuano a scrivere, tra gelosie e colpi di testa.

Lei si raperà a zero per protesta contro la nuova fidanzata, e futura moglie, di Leonida, Angela Cusolito, soprannominata “Chevelue” per i capelli ricci, e gli manderà una ciocca con un messaggio: «E’ tutto ciò che resta d’una razza che s’è spenta.

 
Qualcosa di simile all’ultimo dei Moicani, si incontrano però di nuovo a Lipari per tre settimane, fanno un viaggio clandestino al Nord…
 
 
 
 
 

Leonida negli anni ’50

 
 
 
 
 
Il loro è amore vero forte, ma i percorsi di partenza ed arrivo sono del tutto diversi.
 
 
Le opposte storie di vita, personali, familiari ed ambientali alla fine schiacciano questo amore pur pervicace.
 
 
 
 
 

Edda e Leonida – Un incontro diversi anni dopo la fine del confino


 
 
 
 
Lui non avrebbe mai lasciato la sua isola, lei non sarebbe mai andata a vivere laggiù.

 
 
 
 

Il muro fatto erigere da Leonida Buongiorno con i versi dell’Odissea


 
 
 
Del loro amore resta un muro, scolpito nel 1971, a pochi metri dal ristorante “Filippino”, con i versi del canto XII dell’Odissea, in cui Circe indica a Ulisse due rotte impossibili per tornare a Itaca.

 
 
 
 

Ristorante Filippino – Lipari

 
 

 

Questa storia d’amore un po’ folle ma sincera, appassionata e forse pirandellianamente vissuta nell’ambiguità fra il teatro e la vita,
sfuma pian piano in un’amicizia dolce, malinconica, appesa a un raggio di sole ma che continua fino al tramonto.
 
 
 
 

Edda Mussolini negli anni ’50



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ORA LA PAROLA…
ALLO SCOPRITORE ED AUTORE DEL LIBRO
MARCELLO SORGI

 
 
 

Marcello Sorgi

 
 
 
 
Il libro:
“Edda Ciano e il comunista. L’inconfessabile passione della figlia del duce” .
 
Si tratta di un saggio storico, edito da Rizzoli, che fa luce su una vicenda storico-sentimentale che per oltre sessant’anni é stata custodita gelosamente dagli eoliani, con questa intervista.
 
 
 
 

 

 

 

D: Questa storia è rimasta un segreto isolano per più di 60 anni, cosa l’ha spinta a rompere il “muro del silenzio” e soprattutto come ci è riuscito?
 
R: Mi ha spinto la curiosità, sono un giornalista e quindi è inevitabile che, se uno viene a conoscenza di una bella storia, cerca di ricostruirla.
E’ rimasta segreta stranamente perché io ho trovato anche un articolo del Corriere della Sera, che ho riportato nel libro, di quando Edda riceve la notizia che il suo confino è stato revocato. 
L’articolo racconta la vita di Edda Ciano a Lipari fra cui il fatto che lei faceva delle passeggiate con le amiche, andava nei ristoranti e “non disdegnava la compagnia di un noto esponente di un noto partito politico, l’aitante Leonida Buongiorno“. 
Lo stile giornalistico allora era un po’ più paludato di quello di oggi, il gossip non esisteva ancora però l’indizio c’era.
Alla fine della storia Leonida farà erigere un muro in memoria della sua storia con Edda Ciano: la ragione per cui è rimasto un segreto a Lipari è che il muro riporta una dedica a “Ellenica”, che è il soprannome che lui le aveva dato, ma non tutti sapevano a Lipari che Ellenica in realtà era Edda Ciano. 
Anche lui aveva dei soprannomi, lei lo chiamava Baiardo come il cavallo dell’Orlando Furioso o Lecret, che è il cognome di un generale che fece la guerra di liberazione di Cuba nell’800.
Leonida fa erigere questo muro anche per spiegare perché questa storia era finita: il muro contiene i versi del canto XII dell’Odissea in cui la maga Circe, che era innamorata di Ulisse, per trattenerlo gli dice che se parte qualunque rotta prenderà per tornare a Itaca, affonderà anche se prende la rotta più vicino a Lipari. 
Con un pizzico di interpretazione è abbastanza facile capire che se Circe era Edda e se Ulisse era Leonida, lui l’ha lasciata perché ha capito che comunque con lei sarebbe affondato. 
E’ stata una scelta di saggezza e prudenza perché poi lui ha potuto riprendere una vita normale, ha sposato una donna di Lipari, ha avuto un figlio, ha lavorato tutta la vita a Lipari. 
E’ stata anche una scelta dettata dalla paura perché a volte le storie d’amore troppo impegnative fanno anche paura.
 
 
 
 
 

Edda Ciano negli anni 60 circa

 
 
 
 
D: Dal punto di vista storico questa vicenda è inquadrata nelle complesse vicende del tramonto del fascismo e della famiglia del Duce: quali elementi aggiunge il suo libro alle conoscenze storiche preesistenti?
 
R: Intanto aggiunge un capitolo inedito nella storia della vita di Edda; di Edda si sanno tante cose, lei stessa aveva fatto una sorta di autobiografia durante una lunga intervista televisiva che da cui è stato ricavato un libro, ma questo capitolo del confino e della sua storia con Leonida non si conosceva: è un inedito assoluto e aggiunge un pezzo che mancava alla sua biografia. 
Il libro aggiunge qualcosa anche al ritratto dell’Italia quando il fascismo è caduto: in quell’Italia lì Edda viene mandata al confino e, pur avendo lei delle responsabilità oggettive perché era la moglie di Ciano e la figlia di Mussolini, viene trattata con scarso rispetto dei diritti umani. 
Viene confinata a Lipari in un modo peggiore di quello con cui oggi vengono trattati i detenuti di Guantanamo; per usare i termini della madre di Edda, donna Rachele, “la gettano in un lurido tugurio“.
 
 
 
 
 


 
 
 
Se lei non avesse conosciuto Leonida e non fosse stata “adottata” dalla sua famiglia, forse non sarebbe sopravvissuta al confino.
Parliamo di una persona che era uscita da una malattia nervosa, una depressione molto molto pesante, che era stata anche in manicomio in Svizzera e all’arrivo pesava 42 chili ed era quindi in uno stato di cattiva salute di cui non è stato tenuto conto prima di mandarla al confino.
E poi le accuse: lei era andata al confino con un’ordinanza che l’accusava di aver provocato la seconda guerra mondiale. 
C’è un eccesso di retorica, ovviamente: se Edda avesse provocato la seconda guerra mondiale avrebbe meritato il tribunale di Norimberga, non il confino di Lipari
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Accanto all’aspetto sentimentale della storia poi c’è un aspetto politico in questa storia: ciò che trattiene Leonida dal legarsi completamente a Edda è anche il fatto di essere comunista. 
Lui ha perfettamente presente il dubbio di mettersi con la figlia del Duce, capisce che la sua coscienza politica entra in contraddizione.
Lei invece è divertita, lo prende in giro perché considera il comunismo una sciocchezza, lo usa per intestare le lettere “mio caro e unico comunista ti amo assai“, e ancora “mio caro fidanzato non pensate che l’amore sia molto più importante della politica“.
Lei lo sfotte abbastanza anche perché ha alle spalle un’esperienza politica incredibile: ha conosciuto il Fuhrer e Churchill, è stata una donna che ha girato nelle cancellerie di mezza Europa mentre c’era la seconda guerra mondiale.
E’ abituata a misurare la realtà e la politica con un metro completamente diverso dalle illusioni di un giovane che ha fatto il partigiano, sogna la rivoluzione e che pensa che in Italia la sinistra vincerà e si farà una specie di partito socialista, c’è una distanza incredibile tra lei e lui.
Anche in questo senso il libro ci dà un’idea del clima politico dell’epoca.



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IL VIDEO
 
 
Segnalo infine che dal libro è stata tratta una fiction della RAI
di cui possiamo vedere alcune scene in questo video.
 
 

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
F I N E
 
 
 
FONTI WEB – COORDINAM. IMPAGINAZ. E ADATTAM. T. K.
 
 
 
 
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Chi desidera legger la prima parte
di questa inimmaginabile
affascinante storia.
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LA TUA PAGINA DI CULTURA PSICHE E SOGNO
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Un angolo dell’isola di Lipari (immagine d’epoca)

 
 
 
 

Rubens.. grande pittore fiammingo – Breve biografia.. alcuni capolavori.. il tema dei Satiri e la poesia della Szymborska sulle forme delle sue donne   Leave a comment


Il Giudizio di Paride



Breve ricordo del grandissimo Pittore fiammingo del ‘600

soprattutto con un accenno alla sua duplice personalità,

religiosissima in privato ed erotica nell’arte,

e poi ad uno dei temi da lui amati, i Satiri.


Infine una poesia della poetessa Premio Nobel, Wislawa Szymborska,

dedicata alle mitiche e formose donne dei suoi dipinti.


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Rubens – Il giardino dell’amore

 

 

RUBENS
I SATIRI… E LA PITTURA SENSUALE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
Sir Pieter Paul Rubens
(Siegen 28 giugno 1577 – Anversa 30 maggio 1640)

 
 
 
Rubens è certamente tra i massimi pittori fiamminghi del XVII secolo.
 
La sua pittura è definita di genere barocco francese e nord europeo.



Autoritratto al Circolo con gli amici

 


Desidero però parlare qui soprattutto di un bel contrasto, davvero eclatante, che si manifestò soprattutto nelle opere della sua maturità.
 
 
 
 

RubensBorea rapisce Orizia

 
 
 
Mi riferisco al contrasto tra
– il personaggio morigerato, compassato, ossequioso verso la religione (andava a messa tutti i giorni) studioso delle opere classiche e dalla vita matrimoniale assolutamente felice e senza intoppi
e
– l’artista che è stato capace di creare opere di una sensualità unica in cui il fuoco dell’erotismo e la tempesta dei sensi sono, in modo evidente, assolutamente sovrani.
 
 
 
 

Rubens – Il ratto delle figlie di Leucippo

 
 
 
Molte delle sue opere hanno fatto parlare perfino di Sindrome di Rubens per la loro, presunta per alcuni e certa per altri, capacità di scatenare impulsi erotici in chi le osserva.

 
 
 

Rubens – Venere allo specchio

 
 
 
Ricordiamo che i temi classici e mitologici erano per gli artisti il migliore e però forse anche l’unico modo per superare i limiti espressivi imposti dalle severe leggi censorie del tempo e dar così libero sfogo al loro estro.
 
In particolare Rubens scelse per far questo soprattutto il tema dei Satiri e Sileni.
 
Il Satiro è il compagno di Pan e Dioniso abitante dei boschi ed impersonifica la fertilità e la forza vitale della natura mentre i Sileni sono anche loro divinità dei boschi, presenti nella mitologia greca, ma caratterizzate dal carattere selvaggio e lascivo.
 
 
 
 

Rubens – Ninfe e Satiri  1635

 
 
 
Tuttavia la sensualità delle sue opere non emana solo da dipinti con immagini esplicite ma spesso in modo chiaro e forte  anche in quelle in cui non appaiono per quel che esse lasciano invece immaginare.
 
 
Si pensi infatti ad esempio a quest’opera che ha molti ammiratori e che fa molto parlar di sé.

 
 
 
 
 
Rubens – Il satiro e la fanciulla – Collez. Principe del Liechtenstein
 
 
 
 
In questo dipinto, anche se non appare nulla di sensuale in modo esplicito, tuttavia appare evidente che per l’ingenua giovinetta il destino pare ormai tracciato, e certo nessun padre gradirebbe un genero di tal fatta.
 
 
Infatti se esaminiamo con attenzione notiamo:
 
– lo sguardo sì simpatico ma davvero inequivocabile del satiro
– il sorriso mefistofelico da brividi
– il suo corpo nudo benché accostato al cesto “caravaggesco” che pur cerca di attutire un po’ la forza di queste impressioni
 
– la scena poi parla… da sola…
 
 
Ci sono poi diverse altre sue opere in cui il tema dei Satiri è affrontato in modo quasi prepotente come ad esempio la seguente.

 
 
 
 

Rubens – Due Satiri



In realtà le rotondissime forme dei suoi personaggi non riguardavano solo le donne… come ad esempio il dipinto qui giù.



 

Gesù e Giovanni Battista bambini con 2 angeli

 

 

Prima di esporre una mia conclusione mi fa piacere riportare una bella poesia della poetessa Premio Nobel Wislawa Szymborska dedicata proprio alle sue donne…
 
 
 
 
LE DONNE DI RUBENS
 
 
Ercolesse, fauna femminile,
nude come il fragore di botti.
Fanno il nido in letti calpestati,
nel sonno la bocca si apre al chicchirichì.
Le pupille rovesciate all’indietro
Penetrano dentro le ghiandole
da cui i lieviti stillano nel sangue.

Figlie del barocco, l’impasto si gonfia,
vaporano i bagni, s’arrossano i vini,
nel cielo galoppano porcelli di nuvole,
le trombe nitriscono l’allarme carnale.

O cucurbitose, o esorbitanti,
e raddoppiate dal cader dei veli
e triplicate dalla violenza della posa,
grasse pietanze d’amore!

Le loro magre sorelle si alzarono presto,
prima che nel quadro facesse giorno.
E nessuno le vide incamminarsi in fila
dal lato non dipinto della tela.

Esiliate dello stile. Costole contate,
mani e piedi d’uccello.
Provano a volare sulle scapole sporgenti.

Il Duecento gli avrebbe dato un fondo d’oro.
Il Novecento – uno schermo d’argento.
Ma il Seicento non ha nulla per chi è piatto.

Giacché perfino il cielo è convesso
convessi gli angeli e convesso il dio ―
Febo baffuto che su un destriero
sudato irrompe nell’alcova ribollente.
 

 

 


 
Rubens – Le tre Grazie – 1635

 
 
 
Concludo con un accenno ad un altro aspetto della pittura di Rubens la modernità…
 
A mio parere non tanto per la tecnica ma per gli atteggiamenti, i movimenti, la plasticità dei corpi, la naturalezza e la forza delle espressioni davvero sorprendenti dei soggetti dipinti, Rubens anticipa movimenti artistici che si affermarono solo nei secoli successivi.
 
 
 
 

Rubens – Venus frigida

F I N E

 
 

Categoria “Arte” del blog IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
Copyright Tony Kospan



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IL GRUPPO DEGLI AMANTI DELL’ARTE (SU FB)
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Rubens – I 4 Continenti


 
 

Boccaccio narra il suo primo incontro con Fiammetta nella Basilica di S. Lorenzo Maggiore a Napoli   Leave a comment






Della mitica triade Dante, Petrarca e Boccaccio che ha illuminato e creato la lingua italiana… conosciamo i nomi delle donne da loro amate (Beatrice, Laura e Fiammetta) e la loro importanza… anche letteraria.







Ora possiamo leggere, scritte proprio da lui, le modalità del primo magico incontro dell’autore del Decamerone con Fiammetta, ed il luogo in cui avvenne.

Vedremo poi anche chi era e come era in realtà Fiammetta.

Infine, dopo una breve analisi del testo, la descrizione dell’unica Basilica gotica partenopea ed una riflessione sulla Napoli, sulla Francia e sull’Europa del ‘300.






L’INCONTRO DI GIOVANNI BOCCACCIO CON FIAMMETTA 
(NELLA PARTE PIU’ SIGNIFICATIVA DEL TESTO ORIGINALE)

Avvenne un giorno (…) (che*) io, della presente opera componitore, mi ritrovai in un bel tempio in Partenope, (…) e quivi con canto pieno di dolce melodia ascoltava l’uficio che in tal giorno si canta, celebrato da’ sacerdoti successori di colui che prima la corda cinse umilemente esaltando la povertade e quella seguendo (San Francesco).
Ove io dimorando (…) apparve agli occhi miei la mirabile bellezza della prescritta giovane (Fiammetta) venuta in quel luogo a udire quello ch’io attentamente udiva.






Testo dal “Filocolo” del Boccaccio
Brano: Incontro di Boccaccio con Fiammetta
Luogo: Napoli – Basilica (francescana) di San Lorenzo Maggiore
Data: Sabato Santo del  1331
(che) nota ai soli fini esplicativi



Dante Gabriel Rossetti – Fiammetta



CHI ERA FIAMMETTA?

Di Boccaccio sappiamo o dovremmo sapere quasi tutto ma di Fiammetta molti vorrebbero sapere chi era.
Fiammetta era in realtà Maria d’Aquino che da giovane era bella, bionda e dagli occhi azzurri cielo.
Era la figlia illegittima del Re Roberto d’Angiò e della sua amante la nobile francese (provenzale) Sibila Sabran, moglie del conte Tommaso IV d’Aquino.






QUALCHE BREVE OSSERVAZIONE STORICO-ARTISTICA

Boccaccio ci racconta, non senza un ampio numero di metafore storiche, culturali e religiose il suo indimenticabile incontro con Fiammetta.
Forse la luce che illuminava il volto e gli occhi della giovane e che sconvolse lo scrittore era arricchita dai mille colori della vetrata all’epoca istoriata dell’abside gotico simile a quello di Notre Dame.
L’edificio è stato restaurato dopo i bombardamenti della 2° guerra mondiale ma si sono persi diversi elementi originari.
Tuttavia sono rimasti invariati gli elementi architettonici.
La chiesa, caso unico nell’architettura delle chiese napoletane, con la sua abside di stile gotico francese testimonia che anche nella Napoli degli Angioini era diffusa e presente la cultura francese ed in genere europea, anticipando così l’idea di un futuro destino comune.

Tony Kospan



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Felice domenica sera in poesia “La libreria del mare” M. G. Nigi – arte C. Theberge – canzone “Venezia” Guccini   Leave a comment

 
 
 
 
Claude Theberge
 
 
 
 
 
 
 
 
 musica emusica emusica e
Un abbraccio vuol dire “tu non sei una minaccia.
Non ho paura di starti così vicino.
Posso rilassarmi, sentirmi a casa.
Sono protetto, e qualcuno mi comprende”. 
(Paulo Coelho)
 musica emusica emusica e
.
.
.
 
    
 
 
 
Claude Theberge

 
 
 
 
 
LA LIBRERIA DEL MARE 
Maria Grazia Nigi
 
Tutte le mie parole
portate via dal vento
cadranno in mezzo al mare.
Disperse in mezzo ai flutti,
salite e ridiscese per
nuotare.
Le leggeranno i pesci
letterati.
Le piccole conchiglie
innamorate.
La Società Anonima dei
pescicani.
Per tramare, per rimanere
a galla per mangiare,
tentando con i denti
di strappare… quelle
parole care.
Per leggere e imparare,
è tutta trasparente
aperta notte e giorno,
la Libreria del Mare.

 
 
 
 
Claude Theberge

 
 
 
 

 

da Orso Tony

 

 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
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Ripped Note

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Claude Theberge




 
 

I BAMBINI VIOLATI… IN UN MONDO CHE PROPRIO NON VA   Leave a comment

 
 


Certo non c’è contrasto più stridente
tra l’innocenza e la speranza dei bambini
e la realtà che ci… li… circonda.


 
 
 
 
 

 
 
 

INNOCENZA VIOLATA… E NOI…
 
 
 
Bambini uccisi, feriti,
bambini costretti a fare i soldati,
bambini violentati,
bambini privati dei giochi, dei sogni.
perfino dell’infanzia,
e… bambini uccisi!
 
 
Non c’è limite,
non c’è fine,
all’orrore
in tante parti del mondo…
e anche dietro l’angolo di una casa vicina alla nostra.

 
 
 
 
 
 
 
 
Penso che tragedie così orribili
non siano poi così lontane da tanti comportamenti 
di persone normali… come noi…
o intorno a noi.

Spesso purtroppo persino persone che dovrebbero essere d’esempio,
per nascoste deviazioni o per malcelati  interessi,
diventano capaci di ogni bassezza, di ogni viltà,
nascondendo dure verità pur di salvare i loro privilegi.

 
 
 
 
 
 
 
 


Allora vien da chiedersi quando arriverà il momento
di una rinascita morale che porti
a sostanziali modifiche nei comportamenti
individuali, di gruppo e dei governi delle nazioni.

Penso ad esempio alla necessità seria e non di facciata
di privilegiare l’essere e non l’avere
la moralità e non il business a tutti i costi
la salvaguardia e non l’inquinamento del Pianeta… etc.

 
 
 
 
 
 
 
 

Ma questo radicale cambiamento comportamentale
 non dobbiamo pretenderlo solo dagli altri…
(sarebbe troppo facile… ed ingenuo)
ma anche e soprattutto da noi stessi
perché possa creare, col tempo e con l’esempio,
reali modifiche di abitudini e di cultura
e dunque auspicabili buoni frutti.

 
 
 
 

 
 
 
 

Ma se mi guardo intorno, ahimè, la vedo dura
ed allora nel mio piccolo elevo un urlo accorato!


I bambini,
 che sono il futuro dell’Umanità,
 ci guardano 
e si aspettano qualcosa da noi.
 
 
Svegliamoci! Muoviamoci!
 
 
 
Ciao da Orso Tony



 
 
 
 

“Inno all’amore” di Edith Piaf.. mitica.. poetica canzone nata da una triste “love story”   Leave a comment


 
 
 
 
 
 
 
 



Questa, da un recente sondaggio, risulta,
ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

Quasi tutte le canzoni di Edith Piaf sono un mito
ed ognuna di esse  segna una tappa della sua vita.
ma questa contiene anche 
tutta la struggente ed enorme sofferenza
per la perdita del suo amato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

INNO ALL’AMORE – 1949 – E. PIAF –



LA STORIA LA POESIA E LA CANZONE



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 ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO


a cura di Tony Kospan 
 




 
 
 
 
 
 

LA STORIA

 
 
Il testo di questa  canzone è tutto della Piaf
mentre la musica è della musicista classica Marguerite Monnot
sua amica e collaboratrice anche in altre canzoni.


 
 
 
 
 
 
 


Edith scrisse questa canzone
dopo la morte dell’amato pugile marocchino Marcel Cerdan,
morto mentre volava verso di lei da New York
per un incidente aereo nelle Azzorre.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

BREVE ANALISI DELLA CANZONE

 
 
Tutto, in questa canzone, dalle parole alla musica ,
è un forte, intenso, inno all’amore
proprio come indica il titolo.

La voce di Edith esprime tutte le sfumature
dell’assoluto dolore per un amore dal tragico destino
ma anche il permanere di una passione sublime
che nemmeno la morte può cancellare.




 
 
 
 
 



IL POETICO TESTO
 
 
INNO ALL’AMORE
Edith Piaf 



Il cielo blu su noi può crollare
 E la terra può sprofondare bene.
 Mi importa poco se mi ami
 Me ne frego del mondo intero
 
Purché l’amore innondera le mie mattine
 Purché il mio corpo rabbrividirà sotto le tue mani
 Mi importano poco i problemi
 Il mio amore, poiché mi ami
 
Andrei fino alla fine del mondo
 Mi farei tingere in bionda
 Se me lo chiedessi
 
Andrei a sganciare la luna
 Andrei a rubare la fortuna
 Se me lo chiedessi
 
Rinnegherei la mia patria
 Rinnegherei i miei amici
 Se me lo chiedessi
 
Si può ridere bene di me
 Farei qualsiasi cosa
 Se me lo chiedessi
 
Se un giorno la vita te strappa da me
 Se muori, che sia lontano da me
 Mi importo poco se mi ami
 Perché io morrei anche
 
Avremo per noi l’eternità
 Nel blu di tutta l’immensità.
 Nel cielo, non ci sono più problemi
 Il mio amore, credi che si amiamo?
 
Dio riunisce quelli che si amano!





 
 
 



IL VIDEO
 
 
 

Ecco ora la sua sentita interpretazione
di questa mitica… ma per lei sofferta… canzone



 
 
 
   
 
 
 


Buona visione e buon ascolto…
.
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CIAO DA TONY KOSPAN




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