Archivio per 28 giugno 2021

Felice lunedì sera in poesia “L’amore non fa rumore” V. Navire – arte E. Sonrel – canzone “Whispering”   Leave a comment

 
 
 

Elizabeth Sonrel – Giochi d’estate
 
 
 
 

.
 
 
 
 
 
 

fuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4e

Innamoratevi.
Almeno una volta nella vita,
non importa per quanto, come o di chi,
ma innamoratevi. 
E’ tutto un gran casino, ma è bellissimo. 
– Charles Bukowski –
fuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4efuoc art ea4e
 
 
 
 
 

 

Elizabeth Sonrel – Bellezza e fiori

 
 
 
 
L’AMORE NON FA RUMORE 
Vincent Navire
 
 
L’Amore non fa rumore:
vibra ad un canto impercettibile
per le orecchie,
suona la musica
dell’anima.
 
L’Amore si nutre:
con sguardi,
con silenzi,
con piccole carezze.
 
L’Amore si ripara:
dall’invidia,
dalla ferocia,
dall’indifferenza.
 
L’Amore non ha fretta:
vive nell’umido tepore
dell’attesa,
della presenza.

 
 
 
 
Elizabeth Sonrel
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI
frebiapouce.gif





 Elisabeth Sonrel

 
 

Il bene ed il male coesistono dappertutto! Ma in noi cosa prevale? Breve riflessione.. una domanda ed una mia poesia   Leave a comment








L’esplosione nel mondo di una violenza totale e senza freni
che abbiamo visto in questi anni
ma che in realtà, anche se in forme diverse, c’è sempre stata,
mi porta a creare questo post composto da:

– Una piccola riflessione…
– una domanda… ed
– una poesia…











NELL’UMANITA’ PREVALE IL BENE O IL MALE?
O COESISTONO L’UNO E L’ALTRO?








La mia è forse una riflessione banale ma in realtà su questo tema si discute da millenni senza esito.

Nessun uomo, anche quello che compie le azioni più efferate, è malvagio al 100%.

Anch’egli ha le sue emozioni i suoi dolori le sue debolezze e perfino le sue bontà verso i figli gli amici etc.

Certo ha commesso azioni tremende ed esecrabili e deve pagare il suo debito alla giustizia completamente e senza sconti, a parer mio, ma da sempre l’umanità è questa come ci raccontano gli antichissimi miti di Caino ed Abele, Romolo e Remo, Angeli e Demoni etc.







Tanto per citare un esempio “neutro” anche il truffatore più spietato può amare ed avere un grande affetto verso la sua donna, i suoi figli… etc. ed esser con loro ed altri buono e generoso.


Infatti seppur ritengo una favola mitologica la storia di Caino ed Abele tuttavia essa è come dire una favola vera e saggia perché riconosce una sacrosanta verità:
da sempre in tutta l’umanità ma attenzione… anche in ognuno di noi… c’è un Abele ed un… Caino.






Cioè in tutti noi esiste una “naturale“, consapevole o meno, pulsione verso il bene e nel contempo un’altra verso il male.

Come sappiamo le filosofie orientali esprimono concetti simili ad es. con i noti principi yin e yang.






Certo in alcuni fa capolino di più Caino… in altri di più Abele.

Ciascuno di noi è infatti del tutto uguale ma nel contempo del tutto diverso dagli altri.






LA DOMANDA


Ciò detto la domanda non può che essere:

Cosa ne pensate?







LA MIA POESIA


Sono così convinto dell’esistenza di questo eterno dualismo,
in noi e fuori di noi, che mi nacque questa poesia… forse non facile…
in cui il tema è visto però in forma molto allegorica.
.
.
.
.
COSMOGONIA



Ciao da Tony Kospan








.
.
.
.

L’incredibile love story tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – II Parte   Leave a comment

 

 

LA CONCLUSIONE DELL’INCREDIBILE STORIA…
L’INTERVISTA ALL’AUTORE DEL LIBRO
ED UN VIDEO DAL FILM.


 
 
 
Edda a Lipari sdraiata tra i fiori
 
 
 

L’IMPENSABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
II PARTE

 
 
 
 

 

 
 
  
LA CONCLUSIONE DELLA STORIA
 
 
 
Nell’estate del 1946, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell’amnistia firmata da Togliatti, lascia l’isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe:
“Mio carissimo e unico comunista”, Edda scrive a Leonida “vi amo assai”.
 
 
 
 
 
 
Edda Ciano e lo scultore Francesco Messina accanto al volto scolpito di Edda

 

 

Si continuano a scrivere, tra gelosie e colpi di testa.

Lei si raperà a zero per protesta contro la nuova fidanzata, e futura moglie, di Leonida, Angela Cusolito, soprannominata “Chevelue” per i capelli ricci, e gli manderà una ciocca con un messaggio: «E’ tutto ciò che resta d’una razza che s’è spenta.

 
Qualcosa di simile all’ultimo dei Moicani, si incontrano però di nuovo a Lipari per tre settimane, fanno un viaggio clandestino al Nord…
 
 
 
 
 

Leonida negli anni ’50

 
 
 
 
 
Il loro è amore vero forte, ma i percorsi di partenza ed arrivo sono del tutto diversi.
 
 
Le opposte storie di vita, personali, familiari ed ambientali alla fine schiacciano questo amore pur pervicace.
 
 
 
 
 

Edda e Leonida – Un incontro diversi anni dopo la fine del confino


 
 
 
 
Lui non avrebbe mai lasciato la sua isola, lei non sarebbe mai andata a vivere laggiù.

 
 
 
 

Il muro fatto erigere da Leonida Buongiorno con i versi dell’Odissea


 
 
 
Del loro amore resta un muro, scolpito nel 1971, a pochi metri dal ristorante “Filippino”, con i versi del canto XII dell’Odissea, in cui Circe indica a Ulisse due rotte impossibili per tornare a Itaca.

 
 
 
 

Ristorante Filippino – Lipari

 
 

 

Questa storia d’amore un po’ folle ma sincera, appassionata e forse pirandellianamente vissuta nell’ambiguità fra il teatro e la vita,
sfuma pian piano in un’amicizia dolce, malinconica, appesa a un raggio di sole ma che continua fino al tramonto.
 
 
 
 

Edda Mussolini negli anni ’50



cuore 00001cuore 00001

 
 
 
 

 

ORA LA PAROLA…
ALLO SCOPRITORE ED AUTORE DEL LIBRO
MARCELLO SORGI

 
 
 

Marcello Sorgi

 
 
 
 
Il libro:
“Edda Ciano e il comunista. L’inconfessabile passione della figlia del duce” .
 
Si tratta di un saggio storico, edito da Rizzoli, che fa luce su una vicenda storico-sentimentale che per oltre sessant’anni é stata custodita gelosamente dagli eoliani, con questa intervista.
 
 
 
 

 

 

 

D: Questa storia è rimasta un segreto isolano per più di 60 anni, cosa l’ha spinta a rompere il “muro del silenzio” e soprattutto come ci è riuscito?
 
R: Mi ha spinto la curiosità, sono un giornalista e quindi è inevitabile che, se uno viene a conoscenza di una bella storia, cerca di ricostruirla.
E’ rimasta segreta stranamente perché io ho trovato anche un articolo del Corriere della Sera, che ho riportato nel libro, di quando Edda riceve la notizia che il suo confino è stato revocato. 
L’articolo racconta la vita di Edda Ciano a Lipari fra cui il fatto che lei faceva delle passeggiate con le amiche, andava nei ristoranti e “non disdegnava la compagnia di un noto esponente di un noto partito politico, l’aitante Leonida Buongiorno“. 
Lo stile giornalistico allora era un po’ più paludato di quello di oggi, il gossip non esisteva ancora però l’indizio c’era.
Alla fine della storia Leonida farà erigere un muro in memoria della sua storia con Edda Ciano: la ragione per cui è rimasto un segreto a Lipari è che il muro riporta una dedica a “Ellenica”, che è il soprannome che lui le aveva dato, ma non tutti sapevano a Lipari che Ellenica in realtà era Edda Ciano. 
Anche lui aveva dei soprannomi, lei lo chiamava Baiardo come il cavallo dell’Orlando Furioso o Lecret, che è il cognome di un generale che fece la guerra di liberazione di Cuba nell’800.
Leonida fa erigere questo muro anche per spiegare perché questa storia era finita: il muro contiene i versi del canto XII dell’Odissea in cui la maga Circe, che era innamorata di Ulisse, per trattenerlo gli dice che se parte qualunque rotta prenderà per tornare a Itaca, affonderà anche se prende la rotta più vicino a Lipari. 
Con un pizzico di interpretazione è abbastanza facile capire che se Circe era Edda e se Ulisse era Leonida, lui l’ha lasciata perché ha capito che comunque con lei sarebbe affondato. 
E’ stata una scelta di saggezza e prudenza perché poi lui ha potuto riprendere una vita normale, ha sposato una donna di Lipari, ha avuto un figlio, ha lavorato tutta la vita a Lipari. 
E’ stata anche una scelta dettata dalla paura perché a volte le storie d’amore troppo impegnative fanno anche paura.
 
 
 
 
 

Edda Ciano negli anni 60 circa

 
 
 
 
D: Dal punto di vista storico questa vicenda è inquadrata nelle complesse vicende del tramonto del fascismo e della famiglia del Duce: quali elementi aggiunge il suo libro alle conoscenze storiche preesistenti?
 
R: Intanto aggiunge un capitolo inedito nella storia della vita di Edda; di Edda si sanno tante cose, lei stessa aveva fatto una sorta di autobiografia durante una lunga intervista televisiva che da cui è stato ricavato un libro, ma questo capitolo del confino e della sua storia con Leonida non si conosceva: è un inedito assoluto e aggiunge un pezzo che mancava alla sua biografia. 
Il libro aggiunge qualcosa anche al ritratto dell’Italia quando il fascismo è caduto: in quell’Italia lì Edda viene mandata al confino e, pur avendo lei delle responsabilità oggettive perché era la moglie di Ciano e la figlia di Mussolini, viene trattata con scarso rispetto dei diritti umani. 
Viene confinata a Lipari in un modo peggiore di quello con cui oggi vengono trattati i detenuti di Guantanamo; per usare i termini della madre di Edda, donna Rachele, “la gettano in un lurido tugurio“.
 
 
 
 
 


 
 
 
Se lei non avesse conosciuto Leonida e non fosse stata “adottata” dalla sua famiglia, forse non sarebbe sopravvissuta al confino.
Parliamo di una persona che era uscita da una malattia nervosa, una depressione molto molto pesante, che era stata anche in manicomio in Svizzera e all’arrivo pesava 42 chili ed era quindi in uno stato di cattiva salute di cui non è stato tenuto conto prima di mandarla al confino.
E poi le accuse: lei era andata al confino con un’ordinanza che l’accusava di aver provocato la seconda guerra mondiale. 
C’è un eccesso di retorica, ovviamente: se Edda avesse provocato la seconda guerra mondiale avrebbe meritato il tribunale di Norimberga, non il confino di Lipari
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Accanto all’aspetto sentimentale della storia poi c’è un aspetto politico in questa storia: ciò che trattiene Leonida dal legarsi completamente a Edda è anche il fatto di essere comunista. 
Lui ha perfettamente presente il dubbio di mettersi con la figlia del Duce, capisce che la sua coscienza politica entra in contraddizione.
Lei invece è divertita, lo prende in giro perché considera il comunismo una sciocchezza, lo usa per intestare le lettere “mio caro e unico comunista ti amo assai“, e ancora “mio caro fidanzato non pensate che l’amore sia molto più importante della politica“.
Lei lo sfotte abbastanza anche perché ha alle spalle un’esperienza politica incredibile: ha conosciuto il Fuhrer e Churchill, è stata una donna che ha girato nelle cancellerie di mezza Europa mentre c’era la seconda guerra mondiale.
E’ abituata a misurare la realtà e la politica con un metro completamente diverso dalle illusioni di un giovane che ha fatto il partigiano, sogna la rivoluzione e che pensa che in Italia la sinistra vincerà e si farà una specie di partito socialista, c’è una distanza incredibile tra lei e lui.
Anche in questo senso il libro ci dà un’idea del clima politico dell’epoca.



cuore 00001cuore 00001
 
 
 
 
 
IL VIDEO
 
 
Segnalo infine che dal libro è stata tratta una fiction della RAI
di cui possiamo vedere alcune scene in questo video.
 
 

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
F I N E
 
 
 
FONTI WEB – COORDINAM. IMPAGINAZ. E ADATTAM. T. K.
 
 
 
 
stella pentaclestella pentacle
Chi desidera legger la prima parte
di questa inimmaginabile
affascinante storia.
frebiapouce.gif
 
 
 
 
 

LA TUA PAGINA DI CULTURA PSICHE E SOGNO
Gif Animate Frecce (117)


 
 
 
 
 
Un angolo dell’isola di Lipari (immagine d’epoca)

 
 
 
 

Rubens.. grande pittore fiammingo – Breve biografia.. alcuni capolavori.. il tema dei Satiri e la poesia della Szymborska sulle forme delle sue donne   Leave a comment


Il Giudizio di Paride



Breve ricordo del grandissimo Pittore fiammingo del ‘600

soprattutto con un accenno alla sua duplice personalità,

religiosissima in privato ed erotica nell’arte,

e poi ad uno dei temi da lui amati, i Satiri.


Infine una poesia della poetessa Premio Nobel, Wislawa Szymborska,

dedicata alle mitiche e formose donne dei suoi dipinti.


 .

.

Rubens – Il giardino dell’amore

 

 

RUBENS
I SATIRI… E LA PITTURA SENSUALE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
Sir Pieter Paul Rubens
(Siegen 28 giugno 1577 – Anversa 30 maggio 1640)

 
 
 
Rubens è certamente tra i massimi pittori fiamminghi del XVII secolo.
 
La sua pittura è definita di genere barocco francese e nord europeo.



Autoritratto al Circolo con gli amici

 


Desidero però parlare qui soprattutto di un bel contrasto, davvero eclatante, che si manifestò soprattutto nelle opere della sua maturità.
 
 
 
 

RubensBorea rapisce Orizia

 
 
 
Mi riferisco al contrasto tra
– il personaggio morigerato, compassato, ossequioso verso la religione (andava a messa tutti i giorni) studioso delle opere classiche e dalla vita matrimoniale assolutamente felice e senza intoppi
e
– l’artista che è stato capace di creare opere di una sensualità unica in cui il fuoco dell’erotismo e la tempesta dei sensi sono, in modo evidente, assolutamente sovrani.
 
 
 
 

Rubens – Il ratto delle figlie di Leucippo

 
 
 
Molte delle sue opere hanno fatto parlare perfino di Sindrome di Rubens per la loro, presunta per alcuni e certa per altri, capacità di scatenare impulsi erotici in chi le osserva.

 
 
 

Rubens – Venere allo specchio

 
 
 
Ricordiamo che i temi classici e mitologici erano per gli artisti il migliore e però forse anche l’unico modo per superare i limiti espressivi imposti dalle severe leggi censorie del tempo e dar così libero sfogo al loro estro.
 
In particolare Rubens scelse per far questo soprattutto il tema dei Satiri e Sileni.
 
Il Satiro è il compagno di Pan e Dioniso abitante dei boschi ed impersonifica la fertilità e la forza vitale della natura mentre i Sileni sono anche loro divinità dei boschi, presenti nella mitologia greca, ma caratterizzate dal carattere selvaggio e lascivo.
 
 
 
 

Rubens – Ninfe e Satiri  1635

 
 
 
Tuttavia la sensualità delle sue opere non emana solo da dipinti con immagini esplicite ma spesso in modo chiaro e forte  anche in quelle in cui non appaiono per quel che esse lasciano invece immaginare.
 
 
Si pensi infatti ad esempio a quest’opera che ha molti ammiratori e che fa molto parlar di sé.

 
 
 
 
 
Rubens – Il satiro e la fanciulla – Collez. Principe del Liechtenstein
 
 
 
 
In questo dipinto, anche se non appare nulla di sensuale in modo esplicito, tuttavia appare evidente che per l’ingenua giovinetta il destino pare ormai tracciato, e certo nessun padre gradirebbe un genero di tal fatta.
 
 
Infatti se esaminiamo con attenzione notiamo:
 
– lo sguardo sì simpatico ma davvero inequivocabile del satiro
– il sorriso mefistofelico da brividi
– il suo corpo nudo benché accostato al cesto “caravaggesco” che pur cerca di attutire un po’ la forza di queste impressioni
 
– la scena poi parla… da sola…
 
 
Ci sono poi diverse altre sue opere in cui il tema dei Satiri è affrontato in modo quasi prepotente come ad esempio la seguente.

 
 
 
 

Rubens – Due Satiri



In realtà le rotondissime forme dei suoi personaggi non riguardavano solo le donne… come ad esempio il dipinto qui giù.



 

Gesù e Giovanni Battista bambini con 2 angeli

 

 

Prima di esporre una mia conclusione mi fa piacere riportare una bella poesia della poetessa Premio Nobel Wislawa Szymborska dedicata proprio alle sue donne…
 
 
 
 
LE DONNE DI RUBENS
 
 
Ercolesse, fauna femminile,
nude come il fragore di botti.
Fanno il nido in letti calpestati,
nel sonno la bocca si apre al chicchirichì.
Le pupille rovesciate all’indietro
Penetrano dentro le ghiandole
da cui i lieviti stillano nel sangue.

Figlie del barocco, l’impasto si gonfia,
vaporano i bagni, s’arrossano i vini,
nel cielo galoppano porcelli di nuvole,
le trombe nitriscono l’allarme carnale.

O cucurbitose, o esorbitanti,
e raddoppiate dal cader dei veli
e triplicate dalla violenza della posa,
grasse pietanze d’amore!

Le loro magre sorelle si alzarono presto,
prima che nel quadro facesse giorno.
E nessuno le vide incamminarsi in fila
dal lato non dipinto della tela.

Esiliate dello stile. Costole contate,
mani e piedi d’uccello.
Provano a volare sulle scapole sporgenti.

Il Duecento gli avrebbe dato un fondo d’oro.
Il Novecento – uno schermo d’argento.
Ma il Seicento non ha nulla per chi è piatto.

Giacché perfino il cielo è convesso
convessi gli angeli e convesso il dio ―
Febo baffuto che su un destriero
sudato irrompe nell’alcova ribollente.
 

 

 


 
Rubens – Le tre Grazie – 1635

 
 
 
Concludo con un accenno ad un altro aspetto della pittura di Rubens la modernità…
 
A mio parere non tanto per la tecnica ma per gli atteggiamenti, i movimenti, la plasticità dei corpi, la naturalezza e la forza delle espressioni davvero sorprendenti dei soggetti dipinti, Rubens anticipa movimenti artistici che si affermarono solo nei secoli successivi.
 
 
 
 

Rubens – Venus frigida

F I N E

 
 

Categoria “Arte” del blog IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
Copyright Tony Kospan



Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2
IL GRUPPO DEGLI AMANTI DELL’ARTE (SU FB)
Gif Animate Frecce (117)



 
 
 

Rubens – I 4 Continenti


 
 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: