Archivio per 23 giugno 2021

Felice mercoledì sera in poesia “Quando mi chino” Jimenez – arte C. Larsson – canzone “Una canzone per te”   Leave a comment

 

 

Carl Larsson

 

 

 

 

 

 

 
Le persone sono come le vetrate.
Scintillano e brillano quando c’è il sole,
ma quando cala l’oscurità rivelano la loro bellezza
solo se c’è una luce dentro
– Elisabeth Kubler Ross –
 

 

 

 

 Carl Larsson

 
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QUANDO MI CHINO SULLA TUA ANIMA
Juan Ramòn Jiménez
 
 
Quando mi chino sulla tua anima
mentre dormi
e ascolto col mio orecchio sul tuo petto nudo
il tuo cuore tranquillo, mi sembra
di cogliere,
nel suo battito profondo,
il segreto del centro del mondo.
 
Mi sembra
che legioni d’angeli,
su cavalli celesti
 
– come quando a notte
fonda ascoltiamo,
senza respiro
e con l’orecchio a terra,
un lontano trotto che mai arriva –
 
che legioni d’angeli
vengano per te, da lontano
 
– come i Re Magi
alla nascita eterna
del nostro amore –
 
vengano per te, da lontano,
a portarmi, nel tuo sogno,
il segreto del centro del cielo.

 
 
 
 
 

Carl Larsson – Lettore

 

 

 

 

 

a tutti…  da Tony Kospan

 

 

POESIA ARTE MUSICA ETC
IN ARMONIA ED AMICIZIA

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Carl Larsson – Lettura


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La mitica Cappella Sansevero e le sue magiche ed enigmatiche opere d’arte – Le incredibili macchine anatomiche – V PARTE   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
LA CAPPELLA SANSEVERO 
– LE INCREDIBILI MACCHINE ANATOMICHE – 
(V PARTE)
 
 
 
Dopo aver descritto la biografia del Principe ed aver esaminato le più importanti ed incredibili opere d’arte della sua mitica e misteriosa Cappella Sansevero (Cristo Velato, Pudicizia e Disingannocontinuiamo la sua visita e veniamo a conoscere altre opere che non possono certo definirsi arte… ma che certamente fanno parte dei molteplici, e spesso arcani, interessi del Principe.
 
 
 
 
 
 
 
 
Nella cripta della cappella si conservano in un armadio e sono visibili due scheletri, uno di sesso maschile e l’altro di sesso femminile, molto particolari definiti… ‘macchine anatomiche‘.
 
In realtà sono modelli anatomici che mostrano con ottima precisione tutto l’apparato circolatorio umano.
 
 
 
 
 
 
 
 
Benché le loro immagini siano molto diffuse e facilmente visibili nel web consiglio alle persone molto sensibili di non procedere oltre per evitare turbamenti.
 
 
 
 
 
 
 
 
Chi le ha “costruite”?
 
Sull’autore delle “macchine” non ci sono dubbi, è il medico palermitano Giuseppe Salerno.
 
Si ignorano però le circostanze del loro arrivo nella Cappella.
 
Ci sono infatti 2 versioni: una parla di un loro acquisto fatto dal principe e l’altra di un incarico dato al Salerno per la loro realizzazione.
 
 
 
 
 
 
 
Cosa sono?
 
L’aspetto un po’ inquietante delle “macchine” ha fatto sorgere nel tempo una marea di congetture popolari molto fantasiose ed alcune, come quella della loro creazione con l’iniezione (ma le siringhe non erano ancora state inventate) di metalli liquidi nelle vene di 2 persone vive, presentano addirittura aspetti un po’ macabri.
 
Altre congetture affermavano che esse erano il risultato di una fallita mummificazione che avrebbe lasciato visibili solo arterie e vene.
 
Prima di darvi la corretta (e scientifica) soluzione sulle modalità della loro creazione osserviamole nei particolari.
 
 
 
 
 
 
 
 
Si tratta di due corpi umani, meglio dire scheletri, dei quali si possono osservare arterie, vene e capillari.
 
Lo scheletro della donna ha il braccio destro alzato ed i bulbi oculari interi ed oltre al fittissimo sistema arterioso e venoso presenta anche gli organi più importanti. 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il cuore è intero e nella bocca si possono vedere persino i vasi sanguigni della lingua. 
 
La donna era incinta: si può notare la placenta aperta ed un tempo era presente anche il feto, che però è stato rubato.
 
 
 
 
 
 
 
 
Il corpo dell’uomo ha più o meno le stesse caratteristiche. Le braccia, però, in questo caso scendono lungo il tronco.
 
Il Principe, appassionato tra l’altro di anatomia e di occultismo come abbiamo visto nelle parti precedenti, così le descrisse in una nota stampata nel 1766:
si veggono due Macchine Anatomiche, o, per meglio dire, due scheletri d’un Maschio, e d’una femmina, ne’ quali si osservano tutte le vene, 
e tutte le arterie de’ Corpi umani, fatte per iniezione, che, per essere tutt’intieri, e, per la diligenza, con cui sono stati lavorati, si possono dire singolari in Europa.
 
Già queste sue parole “macchine ” e “diligente lavorazione” possono darci dei suggerimenti sulla loro composizione.
 
 
 
 
 
 
 
I risultati degli accertamenti scientifici.
 
2 recenti analisi, quella del 2008 dell’University College London e quella del 2014 di un gruppo di medici dell’Ospedale San Gennaro di Napoli hanno affermato che si tratta sì di scheletri autentici ma che il sistema circolatorio è fittizio e costituito da filo metallico, cera colorata e fibre di seta con le tecniche artigianali usate dagli studiosi di anatomia dell’epoca.
 
Se poi pensiamo che lo scheletro della donna era in principio su una pedana girevole che ne consentiva la visione completa questo ci fa capire come il Principe avesse voluto queste “macchine anatomiche”, così da lui stesso definite, sia come oggetto di studio scientifico che per il suo piacere di destare meraviglia nei visitatori della Cappella.
 
Proseguiremo in altro post la conoscenza del Principe e della Cappella con l’elenco delle sue invenzioni e scopriremo i suoi rapporti con un altro famoso principe dell’alchimia del ‘700.
 
 
 
 
FINE V PARTE
 
 
 
 
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“Mille lire al mese” – La storica canzone (testo e video) ed un breve ricordo della cara.. vecchia moneta   Leave a comment

,

,


.

I ricordi addolciscono la realtà del percorso di vita della Lira,

che non fu affatto sempre cosparso di rose e fiori, anzi,

ma in ogni caso le vogliamo bene,

perché è stata nostra compagna di vita*

fin dalla nostra nascita… per diversi decenni…

*Ovviamente vale solo per chi è nato nel secolo scorso







La lira è stata la nostra moneta ufficiale 

dal conseguimento dell’unità nazionale nel 1862 


fino all’introduzione dell’euro nel 1999.


Il suo simbolo era e le sigle erano L. o Lit


.

.





Ma veniamo alla mitica canzone…

scritta da Carlo Innocenzi e Alessandro Sopranzi

di cui è lei… la Lira… la grande protagonista…

.

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“Se potessi avere mille lire al mese” cantava Umberto Melnati

nel film nato a seguito del successo della canzone

Mille lire al mese – del 1939




Alida Valli nel film




MILLE LIRE AL MESE

.

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

.

a cura di Tony Kospan



La canzone ebbe gran successo…


Successo che è poi proseguito fino ai nostri giorni…







Oggi certo non ci bastano neanche lontanamente 1000 lire al mese

(poco di più di cinquanta centesimi attuali)

anzi non ci bastano per nulla nemmeno 1000 euro al mese…







Questa qui giù è l’ultima versione della banconota



di mille lire prima dell’avvento dell’euro..







Oggi questa simpatica canzone rimane

piacevole e storico simbolo dell’aspirazione dell’italiano medio

ad una vita di tranquillo… benessere.







Leggiamo ora il testo…


MILLE LIRE AL MESE


Che disperazione, che delusione dover campar

Sempre in disdetta, sempre in bolletta

Ma se un posticino domani cara io troverò

Di gemme d’oro ti coprirò

Se potessi avere mille lire al mese

Senza esagerare, sarei certo di trovare

Tutta la felicità

Un modesto impiego, io non ho pretese

Voglio lavorare per poter alfin trovare

Tutta la tranquillità

Una casettina in periferia

Una mogliettina giovane e carina

Tale e quale come te

Se potessi avere mille lire al mese

Farei tante spese, comprerei fra tante cose

Le più belle che vuoi tu

Ho sognato ancora, stanotte amore l’eredità

D’un zio lontano, americano

Ma se questo sogno non si avverasse, come farò?

Il ritornello ricanterò

Se potessi avere mille lire al mese

Senza esagerare

Sarei…








e poi ascoltiamola in questo video…

 dove vi sono diverse bellissime immagini 

sia di quel tempo… che della mitica… Mille Lire






Ciao da Tony Kospan




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LA PAGINA DELLA POESIA E DELLA CULTURA VARIA
CON LEGGEREZZA




Anna Achmatova.. grande e passionale poetessa russa – Breve ricordo ed alcune sue belle poesie d’amore   Leave a comment

 
 
  



Personalità forte ma complessa…
ed una vita avventurosa.

Intellettuale libera e moderna
ma nel contempo
molto legata alle tradizioni di Santa Madre Russia

Donna e madre passionale 
capace, senza timore alcuno, di rivelare 
i suoi sentimenti più segreti e le sensazioni più intime
nelle sue fantastiche poesie.
 
 
 

 
(Bol’soj Fontan, 23 giugno 1889 – Mosca, 5 marzo 1966)
 
 
 
 

BREVE BIOGRAFIA
 
 

Nata in una nobile famiglia ben presto iniziò a scrivere poesie
che furono apprezzate negli ambienti letterari (ma non dal padre)  e pubblicate…
 
 
Nel 1912 fece un viaggio a Parigi dove conobbe Modigliani
con cui strinse una buona amicizia e che la ritrasse più volte.

 
 
 
 
Ritratta da Modigliani
 
 
 



Tornata in Russia fu vista con diffidenza
dalle nuove Autorità post-rivoluzionarie.



Donna passionale ebbe diverse ma complesse
relazioni sentimentali in un alternarsi di gioie e dolori.










 
 


Nel 1921 il marito fu fucilato per attività controrivoluzionarie,
nonostante i suoi tentativi di salvarlo,
e poi al tempo delle cd. purghe staliniane le fu incarcerato il figlio
per esser condannato a morte
cosa che per fortuna non avvenne
anche se dovette subire la deportazione.
 
 

 
LA SENTENZA

E sul mio petto ancora vivo
piombò la parola di pietra
Non fa nulla, vi ero pronta,
in qualche modo ne verrò a capo.
Oggi ho da fare molte cose:
occorre sino in fondo uccidere la memoria,
occorre che l’anima impietrisca,
occorre di nuovo imparare a vivere.
Se no….
Oltre la finestra l’ardente
fremito dell’estate come una festa.
Da tanto lo presentivo:
una giornata radiosa
e la casa deserta.




..



Espulsa dall’Unione degli Scrittori per estetismo e disimpegno politico
fu però riabilitata nel 1955.
 
 
Fu una grande lettrice ed estimatrice di Dante Alighieri
per il quale aveva un vero e proprio culto.




 

 
 




LA SUA POETICA.



 La sua poetica appare un mix di misticismo, sentimentalismo e psicologia…
ma dopo la rivoluzione di ottobre le sue poesie furono soggette a censura…
perché e si facevano espressione della sofferenza di un intero popolo
e dunque erano animate da impegno sociale
non apprezzato dalla autorità post rivoluzionarie.

In essa è viva una religiosità semplice ma genuina
insieme a valori della Grande Madre Russia
visti però con nuovi occhi e nuove speranze per il futuro.




Con suo figlio nel 1925



Ma è soprattutto la sua capacità di svelare apertamente

nei suoi versi ogni più intimo aspetto del suo cuore

che fa di lei un caso davvero unico nella letteratura russa.

.







Anche il primato della coscienza e dell’indipendenza di pensiero
appare sempre con evidenza nelle sue poesie
nonostante il suo carattere apparentemente sottomesso.

Personalmente apprezzo soprattutto le sue poesie d’amore
per la loro intrinseca forza espressiva unita a sofferta originalità.
 

 
 
 
 
Narhan Altman – Ritratto di Anna Achmatova



ALCUNE SUE POESIE

 


 Leggiamo ora alcune sue poesie, a parer mio significative,

che ci consentono di conoscer meglio

la sua poetica… ed il suo cuore…

 

 


 

 
NE’ MISTERO NE’ DOLORE
 
Né mistero né dolore
né volontà sapiente del destino:
sempre quell’incontrarci ci lasciava
l’impressione di una lotta.
Ed io, indovinato dal mattino
l’attimo del tuo arrivo,
percepivo nei palmi socchiusi
il morso leggero di un tremito.
Con dita arse sgualcivo
la variopinta tovaglia del tavolo…
Capivo fin da allora
quanto è angusta questa terra.




 
 
 
ULTIMO BRINDISI
 
Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.



 
 
 
 

AH TU PENSAVI
 
Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.
O prenda a chiedere alle maghe
radichette nell’acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.
Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso,
sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
mai più tornerò da te.
 
(Da Anno Domini)





 
 
 

C’E’ NELL’INTIMITA’ DEGLI UOMINI UN CONFINE
 
C’è nell’intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.
Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.
Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia…

Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.




 
 
 

IL CUORE BATTEVA
 
Il cuore batteva e tremava,
come per un dolore.
I pallidi fiori dondolavano la corolla,
di nuovo sognavo
quella lontana libertà
quel paese dove sono
stata con te.

.

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Ultime immagini di Anna Achmatova
 
 
 
 
F I N E



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