Archivio per 19 giugno 2021

Buon sabato sera in poesia “Ancora la vita” G. Maugeri – arte K. A. Buehr – canzone “Un senso” V. Rossi   Leave a comment

 
 

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Karl Albert Buehr



 

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L’amore è come una clessidra:
quando si riempie il cuore, si svuota il cervello.
Jules Renard
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Karl Albert Buehr
 
 
 

ANCORA LA VITA 
Giusy Maugeri



Ancora… la vita
… generosa maestra
che plasma,
modella l’essenza
e insegna a lottare,
a crescere dentro,
mi invita a trovare spiragli
nel buio,
a superare me stessa.
Lo sguardo si perde
nel cielo d’inverno,
accarezza le nubi di panna montata,
un riverbero scorge,
un sussulto nel raggio di sole
che filtra,
tiepido…
timido…
Riscalderà ancora
quel piccolo fiore
bagnato di brina?

 
 
 
 
Karl Albert Buehr
 

 

 



 

 
 
 
 
 
 
 
 


IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE… 
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Karl Albert Buehr



Che valore ha il primo sguardo? Questo studio psicologico ci parla della prima impressione   Leave a comment





Uno studio dell’American Psychological Association
ci aiuta a chiarire diversi dubbi sul valore  e l’importanza della…
PRIMA IMPRESSIONE









QUANTO VALE DAVVERO IL PRIMO SGUARDO?



Il fenomeno degli speed-dating ha riportato alla ribalta il valore della “prima impressione”.

Ma si può davvero valutare una persona alla prima occhiata?

Gli esperti dicono di sì e un esperimento proverebbe che abbiamo addirittura una “seconda vista“!







L’intuizione ha qualcosa di magico, ma è un dono che tutti possiedono. Chi più, chi meno.
 
Questa straordinaria abilità – che forse deriva dall’ancestrale istinto destinato a salvarci la vita di fronte alla necessità di prendere una rapida decisione –
è diventata oggetto di studio da parte degli psicologi, desiderosi di comprenderne i meccanismi, soprattutto quelli connessi alla valutazione “immediata” delle altre persone.

Tanto che la rivista Monitor, dell’American Psychological Association, le ha recentemente dedicato un intero numero. 

Chiarendo qualche dubbio.









Secondo Seymour Epstein, psicologo dell’University of Massachusetts, l’intuizione potrebbe essere definita come «La cosa che abbiamo imparato senza renderci conto di averla imparata. E che alle volte risulta utile, alle volte è invece disadattiva». Cioè inutile.

L’utilizzo dell’intuizione per valutare gli altri a prima vista è diventato oggi di moda con il fenomeno, di importazione americana, degli “speed-dating”, incontri organizzati da apposite agenzie, nei quali single aspiranti a incontrare l’anima gemella parlano per due-tre minuti con una sfilza di persone, indicando quelle che intuitivamente valutano più compatibili con se stessi.

Alla base del fenomeno c’è la reale esistenza di strumenti di valutazione impressionistici e non verbali.










Diverse ricerche sperimentali hanno infatti dimostrato che è abbastanza facile rilevare alcune caratteristiche psicologiche degli altri, come il livello di estroversione e l’abilità nel socializzare.

Secondo Nalini Ambady, psicologo sociale della Tuft University, la personalità è fatta a strati, un po’ come una cipolla, e non c’è da meravigliarsi se l’estroversione e la capacità di socializzare risultano essere qualità facilmente rilevabili. «Gli strati vicino alla superficie – dice lo psicologo – sono i più facili da cogliere».






ASPETTI NASCOSTI


Altri aspetti di un individuo, anche decisivi per la possibilità di instaurare un rapporto duraturo, possono invece essere quasi impossibili da rilevare e c’è per forza bisogno di tempo perché possano emergere.

Senza contare che caratteristiche personali, come un aspetto fisico gradevole o il carisma personale (in gran parte fatto proprio di estroversione) possono rendere ancora più difficile andare in profondità utilizzando solo lo strumento dell’intuizione.

Infine, bisogna considerare le variabili collegate a chi valuta. 

Alcune persone sono più dotate della cosiddetta “intelligenza sociale” e hanno antenne affinate che consentono loro di cogliere aspetti della personalità altrui.

Altre sono meno dotate.







Poi conta anche lo stato d’animo in cui ci si trova. 

Secondo i risultati delle ricerche di Nalini Ambady, più una persona si trova in uno stato d’animo allegro, maggiore è la sua capacità di intuire le caratteristiche degli altri; più il suo umore è depresso, maggiore sono le indecisioni e i tentennamenti.

Un’altra difficoltà può sorgere in chi è decisamente entusiasta della propria capacità di giudicare “a prima vista”: quando si vuole utilizzare l’intuizione bisogna infatti essere pronti a farla funzionare, ma, nello stesso tempo, a sottoporla a valutazione critica.



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“E se ci diranno” – La bella canzone di protesta di Luigi Tenco con testo e video   Leave a comment

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Penso che questa non sia solo una canzone
ma anche una poesia… anche se intrisa  di impegno civile

 
 
 
 
 

Annie Louisa Swynnerton

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Essa infatti vuol dirci tante… tante cose…


Per questo ho inserito anche il testo…
che non contiene, a parer mio, 
solo l’idea di ripudiare la guerra
ma anche tanto altro….








Infatti se ci guardiamo davvero intorno…
se osserviamo attentamente la realtà dei nostri giorni…
senza farci abbagliare
dalle apparenze, dalle mode, dai pensieri urlati
e dai “rumors” orchestrati televisivi…
direi che essa, pur scritta nel 1966, 
è in pratica attualissima
e rivela lo spirito ed il clima della gioventù dell’epoca
che poi sfociò nel famoso.. 68!




 
 
 
 
 
 
E SE CI DIRANNO
 Luigi Tenco
 
 
E se ci diranno che per rifare il mondo
c’è un mucchio di gente da mandare a fondo.
Noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare
per poi dire troppo tardi che è stato un errore
noi risponderemo, noi risponderemo
NO NO NO NO NO NO NO NO
 
 
E se ci diranno che nel mondo la gente
o la pensa in un modo o non vale niente
noi che non abbiamo finito ancora di contare
quelli che il fanatismo ha fatto eliminare
noi risponderemo, noi risponderemo

NO NO NO NO NO NO NO NO
 
 
E se ci diranno che è un gran traditore
chi difende la gente di un altro colore
noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara
fare cose di cui ci dovremmo vergognare
noi risponderemo, noi risponderemo
NO NO NO NO NO NO NO NO
 
 
E se ci diranno che è un destino della terra
selezionare i migliori attraverso la guerra
noi che ormai sappiamo bene che i più forti
sono stati sempre i primi a finir morti
noi risponderemo, noi risponderemo
NO NO NO NO NO NO NO NO







Ma ora è giunto finalmente il momento
di ascoltarla…
 
 
 
 
 
 
 


Ciao da  Tony Kospan
 
grande fan di Tenco… oggi come allora.
 
 
 
 



   

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Ahi ahi.. povera lingua italiana – Frasi storpiate e cartelli che fanno piangere – Non possiamo far altro che riderci su!   1 comment

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NON CREDIATE CHE SIANO SOLO BARZELLETTE…
QUESTA E’ AHIME’ LA NUOVA LINGUA ITALIANA…






POVERO DANTE (SI STARA’ RIVOLTANDO NELLA TOMBA)
E… POVERI NOI… In lacrime
PERO’ … NON POTENDO FAR ALTRO…
FACCIAMOCI 2 SALUTARI RISATE 






Mi può DISINNESCARE la segreteria telefonica? (ordigni moderni…?)

Soffro di vene VORTICOSE. (sarà un ballerino…)

Di fronte a queste cose rimango PUTREFATTO! (che schifo!)

Quando muoio mi faccio CROMARE. (Ottimo per rimanere per sempre… luccicante!)

Ecco sta arrivando il treno, hai BLATERATO il biglietto? (biglietto… vocale?)






Come faccio a fare tutte queste cose simultaneamente? Dovrei avere il dono dell’OBLIQUITA’! (Giusto… solo S. ANTONIO ha il dono dell’ubiquità) 

Un’onda ANONIMA ha travolto i surfisti. (l’onda portava una maschera?)
 
Basta! Vi state COAGULANDO contro di me! (questi nemici sono proprio sanguinolenti ma… troppo densi)

E’ nel mio carattere: quando qualcosa non va, io SODOMIZZO! (=somatizzo … ma non si sa mai… stategli lontani!!)
Anche l’occhio VA dalla sua parte… (Si chiama strabismo…)






Non so a che santo RIAVVOLGERMI. (una videocassetta devota…?)

Avete i nuovi telefonini GPL? (il nuovissimo telefonino a… gas!)

Il cadavere presentava evidenti segni di DECESSO (ma va?!)

Prima di operarmi mi fanno un’AUTOPSIA generale (non vedo più la necessità dell’operazione)

Vorrei un pacco di cotone IDRAULICO (cotone… che perde acqua?)

Abbiamo mangiato la trota SALMONELLATA (auguri ma… tenete aperta la porta del bagno!!!)








Vorrei un’aspirina in SUPPOSTE EFFERVESCENTI (ohibò… ma non voglio immaginare gli effetti)

Devo andare dall’OTORINOLALINGUAIATRA (speriamo che non ti inguaia)

Almeno l’italiano… SALLO! (ohibò…)

Ho visitato palazzo degli INFISSI a Firenze (che begli infissi)

Vorrei una pomata per l’IRPEF (herpes è difficile…)

Se lo sapevo glielo DIVO! (accorciare le parole che bello!)








Usare il DDT fa diventare più grande il buco nell’ORZORO. (addio colazione)

Tu non sei proprio uno STERCO di santo. (meno male…)

Tu l’hai letto il fu Mattia BAZAR? (libro… musicale?)

E’ andato a lavorare negli EVIRATI arabi. (mi domando… se lì l’hanno lasciato tranquillo… o…)

Lo scontro ha causato 5 feriti e 10 CONFUSI. (contusi al… cervello?)

A forza di andare di corpo mi sono quasi DISINTEGRATA (disidratata no??? ma forse andava di corpo in modo… esplosivo!)








Mia nonna ha il morbo di PAKISTAN (Parkinson… queste malattie… esotiche)
 
La mia auto ha la marmitta PARALITICA (sarà una catalitica… particolare)

Verrà in ufficio una STRAGISTA per il tirocinio (si salvi chi può!)

Sono momentaneamente in stand-BIKE (l’attesa in bicicletta…?)

Che lingua si parla in Turchia? Il TURCHESE (però è colorata)

Davanti alla sua prepotenza resto ILLIBATO (allibito… ma… puro?)








CIAO DA TONY KOSPAN



   

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LA CISTA FICORONI – ECCEZIONALE ED ARTISTICO OGGETTO ETRUSCO CHE CI PARLA DELL’ITALIA DI 2400 ANNI FA   Leave a comment







LA CISTA FICORONI

Spesso la conoscenza della vita e delle abitudini dei popoli antichi non ci giunge da documenti scritti ma da oggetti di uso comune e talvolta anche artistici come nel caso di cui ora parlerò.
Non solo, l’osservazione di questo eccezionale manufatto ci fa anche comprendere quali fossero all’epoca le relazioni tra le città in questa parte d’Italia oltre 23 secoli fa.




Una parte dei fregi esistenti sulla cista




L’OGGETTO… LA CISTA

E’ un cofanetto metallico di forma cilindrica alto 77 cm., cesellato in modo raffinato e con un coperchio sormontato da 3 piccole sculture.
Rappresenta un contenitore molto in uso presso gli Etruschi e quasi certamente utilizzato per la conservazione di gioielli, ornamenti e/o cosmetici.








E’ uno dei reperti etruschi meglio conservati in quanto non ha subito, 

se non in modo lieve, l’usura del tempo.

Prese il nome Ficoroni dall’antiquario che nel 1738 ne venne in possesso 
dopo il ritrovamento avvenuto in Prenestina, comune vicino Roma.

Attualmente si trova nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.




Prima scena – 2 uomini tra anfore




LA STORIA E LA… FIRMA!

La Cista, del 4° secolo A.C.,  presenta anche un’iscrizione che ci consente di conoscere da chi, dove e perché fu creata.
L’iscrizione in latino arcaico “DINDIA MACOLNIA FILEAI DEDIT NOVIOS PLAUTIOS MED ROMAI FECID” (Dindia Macolnia (mi) donò alla figlia / Novio Plauzio mi fece a Roma) ci dice infatti che fu creata a Roma per una ricca matrona prenestina, forse come dote per la figlia, da un artista-artigiano quasi certamente di origini napoletane o campane.
L’origine greca dell’autore si desume oltre che dal nome, dal complesso delle immagini del mito classico cesellato sulla superficie della Cista.
Bisogna ricordare che all’epoca Napoli, Neapolis, era allora una città della Magna Graecia.








LE SCENE ISTORIATE E QUELLA PIU’ SORPRENDENTE

Le 3 scene presenti sono quasi certamente la riproposizione di una serie di opere pittoriche greche perdute e riguardanti il ciclo del mito degli Argonauti.
Ma soffermiamoci un attimo sulla scena che appare più sorprendente che non solo è di una raffinatezza unica ma che ci colpisce anche per la sua simpatica ironia.
Sembra una scena presa pari pari da uno dei classici film in cui la boxe è protagonista.
Vediamo infatti un uomo dal fisico prestante che dà dei pugni ad un sacco sospeso… mentre gli è accanto un altro basso e grasso che, in modo ridicolo, imita l’altro… lanciando pugni in aria.
Sorprendono, su di un oggetto in fondo non molto grande, la vastità, la complessità e la precisione delle scene istoriate, a cui si debbono poi aggiungere le 3 piccole sculture in alto, i rilievi posti sopra i piedini oltre a vari altri decori.
Tutto questo, unito alla qualità e bellezza del risultato,  mostra l’elevata perfezione raggiunta dai disegnatori e cesellatori greci.




La simpaticissima scena




QUALCHE CONSIDERAZIONE SU QUESTO CAPOLAVORO DI 2400 ANNI FA

L’opera, creata a Roma da un artigiano di Neapolis per una famiglia etrusca, ci dice una cosa che spesso non prendiamo in considerazione.
All’epoca Roma era solo una città in fase di forte espansione, Prenestina, come tutta l’Etruria, era in difficoltà rispetto ai tentativi di annessione operati dalla città capitolina e più giù, sulla costa era ancora viva e vivace la cultura della Magna Graecia.
Dunque ci troviamo al cospetto di 3 mondi molto diversi (se non in conflitto) ma che, nonostante le difficoltà “politiche”, interagivano tranquillamente… nei periodi in cui non c’erano guerre.
Tuttavia, quest’ultimo aspetto non è esclusivo anzi.
Si può infatti ritenere con certezza che analoghe relazioni sociali, economiche e culturali avvenivano con tutti gli altri popoli vicini, laziali e non solo.

Tony Kospan 




Rilievo sul piede della cista















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