Archivio per 23 maggio 2021

Buona domenica sera in poesia “Ripenso il tuo sorriso” Montale – arte H. M. Turner – canzone “Autogrill” Guccini   Leave a comment

  
 
 
Helen M. Turner
 
 
 
 
 
 
 

 
 
ro roro roro ro

Ora ascolta: ovunque io sia, riconoscerò le tue risate,
vedrò il sorriso nei tuoi occhi, sentirò la tua voce.
Il semplice fatto di sapere che tu sei da qualche parte
su questa terra sarà, nell’inferno, il mio angolo di Paradiso. 
Marc Levy, Sette giorni per l’eternità 
ro roro roro ro
 

 
 

  

 

RIPENSO IL TUO SORRISO…


– Eugenio Montale –

 

 

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida

scorta per avventura tra le pietraie d’un greto,

esiguo specchio in cui guardi un’ellera e i suoi corimbi;

e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.

 

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,

se dal tuo volto si esprime libera un’anima ingenua,

vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

 

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie

sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,

e che il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia

schietto come la cima di una giovane palma…

 

 

 

Helen M. Turner – Gigli, lanterne e serenità – 1923

 

 

 

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PER CHI AMA VIVER L’ARTE…
I N S I E M E
Ripped Note
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Helen M. Turner 




IL FUTURISMO.. LA PITTURA – Manifesto.. linee guida e dipinti – II PARTE   6 comments

 


Come accennavamo nel primo post dedicato al 
Manifesto fondante del Futurismo 
la corrente si estende in tutte le discipline artistiche.
 
Iniziamo da quella principale… la pittura, 
che ebbe anch’essa un suo manifesto,
anzi, più manifesti.



 
Visualizza immagine di origine

Carrà – Il cavaliere rosso

 
 
 

LA PITTURA FUTURISTA
MANIFESTO E CARATTERISTICHE

 
 
 
Il primo, dell’11 febbraio 1910, fu redatto da Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini e Giacomo Balla che poi furono tra i più grandi pittori futuristi.
 
Ecco sulla pittura, certo la regina delle arti futuriste, quanto a numero ed importanza di opere, qual è il programma che i manifesti annunciano:
un assoluto rifiuto del tradizionale modo di dipingere per giungere ad un ampio rinnovamento sia mediante nuove tecniche (come ad esempio il collage molto usato ad es. dal Boccioni), che con l’esaltazione del movimento, delle macchine e della modernità in genere.

 
 
 
 

 Balla – Trasformazione forma spirito

 
 
 


Leggiamo però proprio su questo aspetto un significativo passo del manifesto del 1911:

“Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente. Per la persistenza delle immagini nella retina, le cose in movimento si moltiplicano, si deformano, susseguendosi, come vibrazioni, nello spazio che percorrono.
Così un cavallo da corsa non ha quattro gambe: ne ha venti, e i loro movimenti sono triangolari.”
 
Il tutto, per la “filosofia” della corrente, deve avvenire nell’ambito di una ricerca che anticipi il futuro.
 
In verità la nascente pittura futurista risente molto di quella della corrente cubista, anch’essa nata anch’essa Parigi (Mont Martre) solo 2 anni prima (1907).

 
 
 


Luigi Russolo – La rivolta – 1911

 
 

Ma mentre Il cubismo scompone un oggetto e poi lo ricompone in una nuova forma o prospetto il futurismo interseca diverse cose tra loro.
Inoltre mentre il tempo nel cubismo è statico nel futurismo è accelerato… veloce.
 
 
 
Per chi pattina sul ghiaccio sottile, la sicurezza è nella velocità.
Ralph Waldo Emerson

 
 
 
Ed è proprio la velocità… simbolo della modernità… il principale carattere che gli artisti vogliono dare alle loro opere.
 
Come?
 
Molto bella, a mio parere, questa spiegazione del prof. Morante del Liceo Artistico di Benevento (http://www.francescomorante.it/cap_V/V.4.htm).

 
 
 
 

Boccioni – La città che sale – (New York – Museum of Modern Art)
 
 



“Nei quadri futuristi, la velocità si traduceva in linee di forza rette che davano l’idea della scia che lasciava un oggetto che correva a grande velocità.
Mentre in altri quadri, soprattutto di Balla, la sensazione dinamica era ricercata come moltiplicazione di immagini messe in sequenza tra loro.
Così che le innumerevoli gambe che compaiono su un suo quadro non appartengono a più persone, ma sempre alla stessa bambina vista nell’atto di correre («Bambina che corre sul balcone»).”
 
 

 

Balla – Bambina che corre sul balcone

  
 

LA STORIA DELLA PITTURA FUTURISTA
(ed in buona sostanza di tutta la corrente)


 
 
La prima mostra si tenne nel 1912 sempre a Parigi… all’epoca capitale mondiale di tutte le avanguardie.
 
L’attività del gruppo dei pittori futuristi aveva però la sede a Milano.
 
La mostra evidenziò la necessità di uniformare le diverse tecniche e tematiche dei vari artisti… che decisero di accogliere in parte la tecnica di scomposizione del cubismo per poter meglio rendere il movimento dei corpi e degli oggetti.
 
Non più, dunque,  precisione di prospettiva e di proporzioni del soggetto dipinto ma l’esigenza di giungere a dare, mediante sequenze di parti ripetute e l’accavallamento o la separazione degli spazi,  la percezione del movimento.
 
La pittura futurista così come fu influenzata da altre avanguardie ebbe a sua volta molta influenza sulle altre correnti artistiche contemporanee…
 
All’estero ebbe molti seguaci soprattutto in Russia.


 
 
 
Natalija Gončarova – Il ciclista
 
 
 
 
 
IL SECONDO FUTURISMO

 
 
A seguito della morte di Boccioni nel 1916 ed il distacco da parte di Carrà e Severini attratti dal cubismo il gruppo, insieme a nuovi artisti,  si trasferì a Roma accanto a Marinetti fondatore del Futurismo.
 
Nasceva così nel 1918 il secondo futurismo che ebbe 2 fasi… la prima legata al postcubismo ed al costruttivismo e la seconda al surrealismo.
 
La novità artistica più importante di questa fase è senz’altro l’Aeropittura.

 
 
 

Tullio Crali 

 


Il gruppo all’arrivo del fascismo si divise tra fautori ed oppositori ma la maggior parte aderì (ricevendone favori)  anche se poi i gerarchi trattarono sempre il futurismo con sufficienza.
 
Pian piano il Futurismo declinò… ma pur senza assurgere ai vertici artistici iniziali ha vissuto alterne vicende ed in realtà non è mai davvero scomparso.
 
Per gli autori che ancor oggi si ispirano al futurismo si parla di Terzo Futurismo.

 
 
 

Enzo Benedetto – Ciclista – 1926

 
 

I PIU’ NOTI DIPINTI FUTURISTI

 
 
Osserviamo ora alcune tra le opere più importanti dei più famosi pittori della corrente.


 
 
GINO SEVERINI

 
 

 
Ballerina blu
 
 
 
 
Geroglifico dinamico del Bal Tabarin – 1912 – Metropolitan Museum (New York)
 
 
 

 
Il treno blindato – 1915 – collezione Zeisler, New York 
 
 
 
 

GIACOMO BALLA
 
 
 
 
 
Rondini in volo – 1913 – New York – Museum of Modern Art
 
 
 
 

Dinamismo di unc ane al guinzaglio – 1912 – Albright-Knox Art Gallery (Buffalo)
 
 
 
 
 

CARLO CARRA’


  

Funerali dell’anarchico Galli (1911)




 
Lo spirito del cavaliere occidentale
 
 
 
 

UMBERTO BOCCIONI

 
 
 
Pessimismo e ottimismo – 1923

 
 
 
Dinamismo di un ciclista

 
 
 

La risata – 1911




I rumori della strada invadono la casa – 1911


 
 
 
FINE II PARTE
 
 
 
 
Copyright Tony Kospan per il Mondo di Orsosognante


Il post proseguirà affrontando l’esame delle altre espressioni artistiche futuriste.


 
 

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Chi desiderasse conoscere la I PARTE del post
relativa alla nascita della corrente
ed al manifesto fondante del Futurismo
può cliccare qui giù.
 
 

 
 
 
 
 


IL MONDO DELL’ARTE E DEGLI ARTISTI
NEL GRUPPO DI FB
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Ripped Note

 
 
 
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Gino Severini – La ballerina





 

Il grande botanico del ‘700.. Linneo e la sua meridiana (un vero orologio composto da fiori)   Leave a comment








Carl Nilsson Linnaeus, noto da noi come Linneo,
è stato un grande medico, botanico e naturalista svedese,
geniale ideatore della classificazione scientifica
“binomica” degli organismi viventi che ha consentito
l’enorme progresso della loro conoscenza.






Linneo, considerato il fondatore della moderna botanica,
scrisse anche numerosi libri sui suoi studi,
sulle ricerche fatte nei suoi viaggi di studio
per il mondo ed ebbe grandi riconoscimenti in vita.




(Råshult 23.5.1707 – Uppsala 10.1.1778)



Qui però parlerò di una sua particolare creazione…
la MERIDIANA DEI FIORI.


Cos’è? Un modo originale di sapere che ora è!

Cioè solo guardando i fiori…


Essi infatti aprono e/o chiudono i loro petali

in ore diverse durante il giorno.







Le più mattiniere sono le rose

che in primavera si aprono alle cinque.


Poi, man mano si aprono gli altri fiori:

l’erba gatta alle sei, le margherite africane alle otto,

le genziane alle nove, i papaveri alle dieci,

la lattuga selvatica a mezzogiorno e i garofani alle tredici.


Fino ad arrivare alle sedici,

quando si sbottona una pianta particolarmente pigra,

la bella di notte.







Di pomeriggio, comunque,

è più frequente invece che i fiori si richiudano:

alle 14 le primule rosse,

alle 15 i denti di leone,

alle cinque della sera le ninfee.


Il meccanismo di apertura e chiusura dei petali

avviene soprattutto per consentire l’impollinazione

da parte delle diverse specie di insetti

o per difenderla da agenti (sempre insetti)

estranei che potrebbero danneggiarla.







Questo vero e proprio orologio vegetale

è una creazione di Linneo

che lo brevettò anche.


Il naturalista svedese lo creò anche materialmente

facendo fare in un prato un’aiuola rotonda

col quadrante diviso in dodici spicchi colorati

costituiti da piante diverse.







Il margine d’errore della Meridiana non è grande…

al massimo può arrivare a mezz’ora…


Tuttavia bisogna far attenzione alla geografia

in quanto i ritmi biologici delle varie specie di piante

cambiano a seconda della latitudine in cui si trovano…





Della storia e del funzionamento di questa meridiana

e di altre originali particolarità di piante e fiori

ce ne parlò in modo esauriente e dotto lo studioso della natura

Giorgio Celli nel suo ultimo libro

Le piante non sono angeli – Dalai Editore





Tony Kospan




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Giovanni Falcone – Breve ricordo del giudice.. martire del dovere.. nell’anniversario della strage di Capaci   2 comments



 
 
 
 
 

Il 23 maggio del 1992 la Strage di Capaci
colpì il giudice, che era il simbolo della lotta alla Mafia,
insieme a sua moglie ed agli uomini della sua scorta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ancora oggi non tutto è chiarissimo.
 
 
Ci sono zone d’ombra che non si riescono ad illuminare,
ma quel che è certo è che un giudice in prima linea
nella lotta alla criminalità organizzata
era il bersaglio che doveva essere eliminato
ad ogni costo.

 
 
 
 
 
 
Il giudice Falcone
 
 
 
 

Desidero ricordarlo
insieme a tutti coloro che con lui condivisero
giorni, affetti, ideali ed ahimè la fine
come la moglie e gli uomini della scorta.

 
 

Falcone con Borsellino.. collega ed amico anche lui vittima di strage poco dopo 

 



Desidero farlo con 3 sue citazioni ed un video…
perché in un momento in cui ancora imperano…
 velinismo e prostituzione intellettuale…
e si vedono insensati attacchi alla magistratura…
il suo esempio,  le sue parole ed il suo sacrificio
non siano dimenticati.

  
 



Palermo 18.5.1939 – Palermo 23.5.1992
 
 
 
 
 
Questi suoi brevi ma significativi pensieri
ci mostrano la grande statura dell’uomo e del magistrato.
 






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Il coraggioso muore una volta,
il codardo cento volte al giorno.
Gli uomini passano, le idee restano.
Restano le loro tensioni morali
e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

La mafia non è affatto invincibile.
è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio,
e avrà anche una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto
che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave
e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini,
ma impegnando in questa battaglia
 tutte le forze migliori delle istituzioni.

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VIDEO OMAGGIO DEDICATO A FALCONE
 
 
 
 
 
Non possiamo non ringraziare Falcone,
la moglie, anche lei magistrato, la loro scorta  
e tutte le altre vittime della mafia…
per il loro immenso sacrificio in nome
della legalità, dell’onestà… e della vera libertà
che non può mai esser disgiunta dal diritto.



indaco zen19

Beata la nazione che non ha bisogni di eroi…
Brecht

indaco zen19



Purtroppo non è il caso dell’Italia
anche se lui è stato un eroe “normale”
in quanto voleva fare solo il suo dovere
nel miglior modo possibile
e questo da noi, ahimè, è spesso
una cosa… straordinaria… e perfino pericolosa.
 
 
 
 
Tony Kospan








Paolo Poli – Breve ricordo di un grande e raffinato cabarettista anche con video   Leave a comment








Un grande cabarettista che ha attraversato con i suoi spettacoli quasi tutto il secolo scorso e l'inizio di questo.




Paolo Poli (Firenze, 23.5.1929 – Roma, 25.3.2016)




In verità è stato anche attore, regista teatrale e cantante… ma è impossibile staccarlo, nei nostri ricordi, dai suoi spettacoli teatrali comici, brillanti, surreali e spesso “en travesti” certo, ma sempre caratterizzati da un evidente substrato poetico e culturale che li rendeva unici nel panorama dello spettacolo italiano.








Inoltre adorava col suo spirito libero e controcorrente e con il suo sottile. ma graffiante e satirico umorismo… scandalizare i “bempensanti” parrucconi.









Lo conobbi in gioventù a Latisana. dove tenne uno spettacolo teatrale… che ancora ricordo con piacere…, in cui faceva a modo suo una rilettura della storia della letteratura italiana del '900 in una chiave davvero divertentissima e sorprendente… ma anche colta.













Umberto Bindi – Breve ricordo anche con “Il nostro concerto” il suo maggior successo   Leave a comment

 
 
 

 
 
 




Bindi, pur facendo parte della schiera dei grandi cantautori liguri del secondo ‘900


che hanno lasciato una grande impronta nella storia della nostra musica leggera…,


(forse era il più preparato musicalmenteebbe tuttavia una carriera molto diversa


per l’emarginazione che visse a causa della sua omosessualità.








Le canzoni di Bindi sono spesso vere poesie…


ed in ogni caso esse ci donano con stile e delicatezza


vere profonde emozioni.





Umberto Bindi

(Bogliasco 12 maggio 1932 – Roma 23 maggio 2002)



Spesso bistrattato in vita,
di recente è stato rivalutato alla grande
per la bellezza e l’eleganza dei testi e delle musiche.
 
 
Quella che ora leggeremo ed ascolteremo
possiamo definirla la sua canzone più bella
e risulta quella la più cliccata nel web.
 
 
Certamente indimenticabile m’appare
questo verso… che colpisce al cuore…
 
“Ovunque sei, se ascolterai
accanto a te mi troverai”



 
 



Legggiamo ora prima il testo di questa canzone
e poi possiamo ascoltarla…



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IL NOSTRO CONCERTO…

~ Umberto Bindi~

 

Sull’eco del concerto
Che insieme ci trovò
Ripeterò ancor la strada
Che mi porta a te

Ovunque sei, se ascolterai
Accanto a te mi troverai
Vedrai lo sguardo
Che per me parlò
E la mia mano
Che la tua cercò


Ovunque sei, se ascolterai
Accanto a te mi rivedrai
E troverai un po’

 di me
In un concerto dedicato a te

Ovunque sei, ovunque sei
Dove sarai mi troverai
Vicino a te






Ed ora è giunto il momento d’ascoltarla.




 



Ciao da Tony Kospan
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