Archivio per 19 Maggio 2021

Felice serata in poesia con “Voglio te” Tagore – arte W. Czachórski – canzone “A Blue Shadow”   Leave a comment

 

 

 

 

Wladyslaw Czachorski

 

 

 

 

 

 

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Le uniche cose che ti appartengono davverosono i tuoi sogni


e la libera volontà di vivere la vita nel modo in cui desideri farlo. 


Tutto il resto lo prendiamo soltanto in prestito.


Sergio Bambaren

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Wladyslaw Czachorski – Momento di riflessione

 

 

 

 


VOGLIO TE

 

Tagore


 


Voglio te, solo te!
Lascia che il mio cuore
lo ripeta senza fine.

Tutti i desideri che mi distraggono
di giorno e di notte
in sostanza sono fasulli e vani.

 

 

Come la notte tiene nascosta nel buio
l’ansia di luce
così nel profondo del mio cuore
senza ch’io me ne renda conto
un grido risuona:

Voglio te, solo te!

 

 

Come la tempesta cerca la quiete
mentre ancora lotta contro la quiete
con tutte le sue forze
così io mi ribello e lotto
contro il tuo amore
ma grido che voglio te, solo te.

  

 

 

 

Wladyslaw Czachorski 

 

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PER CHI AMA VIVER L’ARTE INSIEME

Ripped Note

 
 
 
 
Wladyslaw Czachorski


 
 

Il cerchio è l’altare della natura per i nativi americani – La spiegazione del perché ed il rituale   Leave a comment

 

 

 

 

I nativi americani usano il cerchio di pietra

per insegnare i cicli e i segreti della natura.

 

 

 

 

 


RAPPRESENTAZIONE DELLA FIGURA DEL CERCHIO


Il cerchio oltre alle

quattro stagioni,

con la sua divisione indica i quattro punti cardinali,

Nord, Est, Sud, Ovest,

ma anche

l’acqua, l’aria, il fuoco, la terra

ed infine il suo centro rappresenta

lo spirito.

 

  

 

 

 

 

L’ALTARE DELLA NATURA


– IL CERCHIO –


Rituale e spiegazione del suo significato

 

 IL RITUALE


Ciascuno, in un angolo della sua casa, può creare con dei sassolini un piccolo cerchio di pietra e orientarlo verso il nord.

Per completare il proprio altare della natura in ogni stagione si possono deporre accanto al cerchio degli oggetti naturali tipici di ciascun periodo come foglie, semi, fiori, frutti selvatici, erbe, e quant’altro si ritiene rappresentativo del luogo dove si vive.

 

 

 


 

 IL SUO SIGNIFICATO PER I NATIVI AMERICANI


Ecco alcune spiegazioni del loro amore e della loro fede per il cerchio    

 

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Tutto ciò che il Potere del Mondo fa, lo fa in circolo.

Il cielo è rotondo, e ho sentito dire che la terra è rotonda come una palla, e che così sono le stelle.

Il vento, quando è più potente, gira in turbini.

Gli uccelli fanno i loro nidi circolari, perché la loro religione è la stessa nostra.

Il sole sorge e tramonta sempre in circolo.

 


 


 

 

 

La luna fa lo stesso, e tutt’e due sono rotondi.

 

Perfino le stagioni formano un grande circolo, nel loro mutamento,

e sempre ritornano al punto di prima.

 

 

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La vita dell’uomo è un circolo, dall’infanzia all’infanzia, e lo stesso accade con ogni cosa dove un potere si muove.

 

Le nostre tende erano rotonde, come i nidi degli uccelli, e inoltre erano sempre disposte in circolo, il cerchio della nazione, un nido di molti nidi, dove il Grande Spirito voleva che noi covassimo i nostri piccoli.




 

 


Ciao da Tony Kospan


 

 

Testo dal web con mini modifiche – impaginaz. T.K.

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IL TUO SALOTTO DI FB

Frecce2039






Van Gogh e Gauguin – La loro amicizia ed il mistero dell’orecchio tagliato – Le ipotesi.. alcuni capolavori e la canzone Vincent   Leave a comment

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Diamo uno sguardo nelle pieghe della storia dell’arte.


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Ripercorriamo la storia dell’amicizia

tra 2 dei più grandi pittori di sempre, Van Gogh e Gauguin,

ed esaminiamo le ultime ipotesi su questo giallo della storia dell’arte.




Gauguin e Van Gogh

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IL GIALLO DELL’ORECCHIO TAGLIATO DI VAN GOGH

a cura di Tony Kospan



I 2 AMICI PITTORI AD ARLES





Che cosa furono le nove settimane (novembre – dicembre 1888) 

in cui Van Gogh e Gauguin vissero fianco a fianco ad Arles?




Van Gogh  (Zundert 30.3.1853 – Auvers-sur-Oise 29.7.1890)





Un disastro! 

Eppure un trionfo, la follia a braccetto del genio, la gioia di creare e la nevrosi di fallire. 

Si conclusero con il primo che rincorreva il secondo con un rasoio, 

con il secondo che saggiamente se ne andava a dormire in albergo, 

con l’orecchio di Van Gogh tagliato dalla sua stessa mano e offerto come dono a una prostituta locale. 

Questa è la nota e classica interpretazione di questo drammatico episodio.




Gauguin (Parigi 7.6.1848 – Hiva Oa 8.5.1903)




Di lì poi il ricovero in clinica, un mesto saluto, un non più rivedersi. 

Vincent morirà due anni dopo, nel 1890, dopo essersi sparato un colpo di pistola al petto, 

in quella Provenza che lo aveva così tanto segnato. 

Paul gli sopravviverà  per un decennio e poco più, e morirà in un’isola delle Marchesi 

dove la sua fuga dalla civiltà lo aveva portato. 

Trentasette anni aveva l’uno, cinquantacinque l’altro.



 

La Casa gialla – Van Gogh




Questo loro sodalizio di amicizia e arte ci viene raccontato ne “La Casa Gialla” 

da Martin Gaylord in una biografia parallela tra i 2 grandi artisti. 

Questo però è solo l’antefatto storico-artistico.

che ci porta a conoscere una nuova ipotesi sulla mutilazione all’orecchio di Van Gogh.




LA NUOVA IPOTESI SULL’ORECCHIO TAGLIATO DI VAN GOGH



Vincent Van Gogh – Autoritratto con l’orecchio tagliato – (1889)




Un accordo segreto, ma anche la prova tangibile di un’amici­zia 

al tempo stesso profonda e complicata tra due giganti dell’arte. 

Il saggio di Hans Kaufmann e Rita Wildegans 

(L’orecchio di Van Go­gh, Paul Gauguin e il patto del silenzio) 

ora propo­ne un’interpretazione inedita di un fatto notissimo. 

Non sarebbe stato Van Gogh a tagliarsi l’orecchio nella notte tra il 23 e il 24 dicembre 1888, 

ad Arles, ma sarebbe in­vece stato Gauguin a ferire l’amico al ter­mine di un litigio, 

forse non per motivi ar­tistici, ma piuttosto per colpa di «una cer­ta Rachele».








Il saggio con­ferma anche il legame tra Vincent e Paul e quella tensione, 

mista a gelosia, che accomunava i due. 

Una tensione che il critico Flavio Ca­roli definisce 

«ben avvertibile già a partire dall’inverno del 1886, che sembrava nasce­re 

dalla gelosia di Van Gogh per l’amico più ‘forte’ 

e che vedeva come terzo inco­modo il giovane Émile Bernard». 

Secondo Caroli l’interpretazione di Kaufmann e Wil­degans «è possibile», 

anche perché di quell’evento non ci sono documenti certi: 

«Se non quelli ufficiali del sindaco di Ar­les, 

la petizione dei cittadini che non vole­vano quel pittore così scomodo 

e il reso­conto della polizia di un Van Gogh che si presenta in un bordello 

con il suo orec­chio avvolto nella carta di giornale». 

I due ricercatori tedeschi sostengono che 

«l’automutilazione di Van Gogh non è mai stata provata» 

e che, di fatto, «l’unica testimonianza accertata è quella di Gau­guin ». 





Paul Gauguin – Ritratto di Van Gogh mentre dipinge i girasoli


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Infatti Gauguin ce ne parla ampiamente nel libro Avant et après del 1903 e, 

forse non per caso, dopo l’incidente sarebbe precipi­tosamente ritornato a Parigi per poi fuggi­re a Tahiti. 

Gauguin avrebbe mozzato il lo­bo dell’orecchio di Van Gogh con una scia­bola, 

che poi avrebbe gettato nel Rodano, al termine di un litigio «su una prostitu­ta », 

Rachele appunto (e non su problemi d’arte) mentre l’amico 

avrebbe taciuto per proteggerlo (più tardi i due si sarebbero anche scritti). 

La mattina del 24 la polizia avrebbe poi trovato un uomo con il volto insanguinato 

e l’avrebbe fatto ricoverare in ospedale. 

Scrivono Kaufmann e Wildegans: 

«La versione tradizionale, quella finora accre­ditata, 

è basata solo su affermazioni senza prove e sul racconto di Gauguin pieno di contraddizioni e di punti oscuri. Non esiste un’inchiesta uffi­ciale e nemmeno un testimone indipen­dente. Van Gogh, per parte sua, non ha mai confermato niente». 

Questa tesi dunque smentirebbe un’au­tomutilazione 

che avrebbe anticipato il suicidio di Van Gogh 2 anni dopo.




Gauguin – I girasoli


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ALCUNE CONSIDERAZIONI



Dunque, nessuna nuova prova.

Eppure questa lettura può essere convincente. 
Dice Marco Goldin «Sono stupito, ma può essere una lettura co­me un’altra.  
Certo, il fatto che quel litigio non fosse legato all’arte, ma a una donna, era abbastanza noto». 
Vittorio Sgarbi conferma: 

«Quella dell’automutilazione è una leggenda, per cui anche quest’altra ipotesi può essere valida». 

In ogni caso proprio in quella Casa gialla, che fungeva da casa e da studio per i 2 amici, 

furono creati quei capolavori che ammiriamo e che troviamo nei musei di tutto il mondo. 

Nonostante la loro difficile amicizia i 2 in quelle intense settimane 

cambiarono la Storia dell’Arte con le loro intuizioni e sperimentazioni.




 

Camera da letto dell’artista – Van Gogh





L’AMICIZIA TRA I 2 GRANDI ARTISTI CANTATA DA VECCHIONI

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La loro vera e forte amicizia ha fatto nascere questa stupenda mitica poetica canzone scritta da Don McLean e cantata in Italia da Vecchioni col titolo VINCENT.

Consiglio di ascoltarla ammirando nel contempo diversi dipinti dei 2 grandissimi artisti.





fre bia pouce  music+121





TONY KOSPAN

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– Post copiatissimo!!!! 


– Fonti: immagini e testi da vari siti web


– Impaginazione, libere rielaborazioni e coordinamento.. di Tony Kospan
 


– Per chi copia tutto il post… è vietato tralasciare il nome del blog e l’autore del post.







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Van Gogh – Giardino ad Auvers – 1890




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