Archivio per 6 maggio 2021

Buon giovedì sera in poesia “Il piccolo fiore” Tagore – arte C. Alexandre – canzone “Farfallina” L. Carboni   Leave a comment




Catherine Alexandre









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“Quando si diventa forti?” chiesi.
Ed ella con un delicato sorriso rispose:
“Quando imparerai a non fare del male a nessuno.”
Alejandro Jodorowsky

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Catherine Alexandre




IL PICCOLO FIORE
R. Tagore

Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere. 

Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda,
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano – e coglilo. 

Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l’ora dell’offerta. 

Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore
finché c’è tempo – e coglilo.




Catherine Alexandre







PER CHI AMA L’ARTE…
IL GRUPPO DI FB
Ripped Note



frebiapouce.gif musicagif-104.gif        Farfallina – Luca Carboni
Catherine Alexandre – Effetto farfalle



Maggio.. mese delle rose.. nella tradizione poetica e musicale napoletana ed in dipinti floreali.   Leave a comment

 

 

 

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Non possiamo non dedicar a questo mese,

che ci fa sognare stabile bel tempo

ed in cui v’è un vero trionfo di fiori,

diversi dipinti, che associano la bellezza femminile alle rose,

nonché una poesia ed alcune classiche canzoni

della tradizione musicale napoletana che inneggiano a questo mese.

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C. C. Curran


 

  

MAGGIO MESE DELLE ROSE E DELL’AMORE
NELLA POESIA E NELLA MUSICA NAPOLETANA


 
 
 
 
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Per chi ama la poesia e la canzone napoletana classica…
ecco allora una poesia e 3 canzoni dedicate a questo mese.
 




Emile Vernon
 
 
 
 
 
La poesia prescelta è
E’ TRASUTO MAGGIO…
di Ciro Borrelli, in arte Massenzio Caravita,
qui in originale e con mia traduzione
ma anche l’ultima canzone
ERA DE MAGGIO
è una sublime poesia
di Salvatore Di Giacomo poi divenuta canzone. 





G. F. Harris



E’ TRASUTO MAGGIO…

(E’ entrato maggio – trad, T.K.)

 

Io ca d’ ‘e sciure so’ n’amante,
Io che dei fiori sono amante
quanno t’affacciave ‘a fenesta
quando t’affacciavi alla finestra
t’ammiravo comme n’incanto…
t’ammiravo come un incanto
pe’ cchesto te facevo sempe festa,
per questo ti facevo le feste
e cu ‘e vviole e ‘e ciclamine
con violette e ciclamini…
p’ ‘a gioja me mettevo abballà,
e per la goia mi mettevo a ballare…
cu ‘e mmargarite… ‘a matina
e la mattina… con le margherite
me mettevo a ridere e a pazzià.
mi mettevo a ridere e giocare.
è trasuto ‘o mese ‘e Maggio!
E’ arrivato il mese di maggio!
schioppano tutt’ ‘e sciure…
sbocciano tutti i fiori…
‘e sciure ‘e ll’ammore.
i fiori dell’amore
Fuje ‘e ‘stu mese addiruso
Fu in questo mese profumato
ca ‘e te… m’annummaruje!
che di te mi innamorai!
Tu bella comme na rosa…
Tu bella come una rosa
tu…na margarita cianciosa…
tu margherita leggerina
tu… c’‘o prufumo d’ ‘a viola…
tu profumata di viola…
tu ‘a cchiù bella, ire na cosa sola:
tu… la più bella… eri una cosa sola:
“Nu sciore ‘e Maggio”
“Un fiore di Maggio”
Sì!…è trasuto Maggio!
Sì è arrivato maggio!
Schioppano ‘e sciure
sbocciano i fiori…
‘e sciure ‘e ll’ammore.
i fiori dell’amore
Fuje ‘e ‘stu mese addiruso
Fu in questo mese profumato
ca ‘e te… m’annummaruje!
che di te mi innamorai!
e dimme tu…c’aggia fa’…
e… dimmi tu… che posso fare…
si chisti sciure j’
se questi fiori io
nun te faccio maje mancà?
non riesco a farteli mancare?

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Le canzoni napoletane accostate a questo mitico mese sono

Torna Maggio, ‘Na sera ‘e maggio e Era de maggio

 
 
 
 
 
A. Mucha

 
 
 
 
Passiamo ora ad ascoltarle…

 
 
 
 
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TORNA MAGGIO
Russo – Di Capua (1900)
 
 


S. G. Anderson
 
 
 
 
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‘NA SERA’ E MAGGIO
Pisano – Cioffi (1937)

 
 
 
D. F. Gerhartz

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ERA DE MAGGIO
Di Giacomo – Costa (1885)

 
 
F. Vinea

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Ciaoooooooo da Tony Kospan



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C. D. Ward


 
 



IL ROSSETTO – Storia.. significato.. e vari aspetti del cosmetico più usato al mondo   Leave a comment







Anche la cura del corpo e la cosmetica… hanno una loro lunga storia… che risale alla notte dei tempi.
Oggi il rossetto è il cosmetico più usato in tutto il mondo.








STORIA SIGNIFICATO ED ASPETTI DEL
ROSSETTO




Elizabeth Taylor





IL ROSSETTO NELLA STORIA DELLA BELLEZZA


Il rossetto è sinonimo di seduzione, sensualità e sex appeal e ben l’80% delle donne ne fa uso ogni giorno. 
Non c’è poi vip o star che non gareggi per il titolo di labbra più sensuali del mondo esponendo rossi infuocati e bocche a prova di bacio.









LA NASCITA


Ma quando è nato veramente il rossetto?
La storia della cosmesi colloca la data del suo ingresso ufficiale nella società della bellezza intorno alla fine dell’ottocento (1883 per l’esattezza), anche se l’abitudine di tingersi le labbra è una delle piacevolezze più antiche della storia dell’umanità come vedremo in seguito.
Ma la data di nascita dello stick portarossetto, con il formato che noi conosciamo è molto più recente e risale al 1915 quando fu inventato da un americano di nome Maurice Levy.








Il rossetto veniva usato dalle donne della Mesopotamia per abbellire le labbra e occasionalmente gli occhi, ben 5000 anni fa.
I primi a fare uso quotidiano del rossetto e, in generale, dei cosmetici sono stati gli antichi Egizi attorno al 4000 a.C.. ed usato con profitto da Cleopatra.









Anche gli Antichi Greci e gli Antichi Romani facevano uso di cosmetici.
In particolare utilizzavano cosmetici contenente un elemento tossico come il mercurio.
Ma il rossetto divenne popolare solo nel 1500, durante il regno della regina Elisabetta d’Inghilterra, che usava una miscela di una speciale cera e di un colorante vegetale.
Nel XIX secolo la Regina Vittoria, definì il trucco una maleducazione.








Veniva considerato come qualcosa di volgare e usato solo da attori e prostitute. 
In Oriente, perlopiù in Giappone, le geishe utilizzavano un rossetto prodotto dai petali del cartamo o zafferanone (nome comune di una pianta che cresce spontanea in quei luoghi) schiacciato non solo per truccare la bocca ma anche il taglio degli occhi e le sopracciglia.








Dalla Seconda guerra mondiale in poi la diffusione dei cosmetici si fece capillare in tutto il mondo occidentale.
L’uso nella forma attuale fu diffuso soprattutto grazie alla cinematografia, cioè ai films prodotti, soprattutto dagli USA, proprio durante il secondo conflitto.








IL SIGNIFICATO DEL ROSSETTO


Ma che significato ha il rossetto nella nostra cultura?
Da sempre simbolo di seduzione le labbra sono il punto del viso che più di ogni altro viene inconsciamente associato alla carica di femminilità di una donna, complici rossetti e matite che ne enfatizzano il fascino. 
Secondo gli antropologi, le labbra piene ed estroflesse delle donne, avrebbero infatti la funzione di richiamo sessuale.








Siccome l’essere umano non esibisce le proprie regioni genitali quando è eccitato (come fanno i nostri cugini primati), trasmette lo stesso messaggio attraverso qualcosa di simile. 
Le labbra della bocca non solo somigliano a quelle dei genitali femminili, ma quando la donna è sessualmente stimolata, queste arrossano e inturgidiscono. 




Frantisek Kupka – Rossetto – 1908



Colorarle con il rossetto rievocherebbe questa condizione.
La psicologa Monica Moore della Webster University, ha per altro osservato che talvolta l’atto di mettere il rossetto di fronte ad uomo è un segnale di disponibilità all’approccio.
E’ innegabile del resto che la fisionomia del volto dipenda in maniera diretta dall’aspetto, dal movimento e dal colore delle labbra, uno degli strumenti più seducenti del fascino femminile. 
Con la bocca si sorride, si bacia, si parla. 
E labbra turgide e piene, morbide e vellutate, carnose e rosse sono inevitabilmente sinonimo di bellezza e salute. 
Ben lo sanno le donne che ricorrono al bisturi per ritoccarsele.








Le labbra ideali? 
Secondo l’editore Harlequin Enterprises, che ha condotto tempo fa un sondaggio piacciono soprattutto quelle morbide e umide e dal sapore di fragola.
Va bene il rossetto per il 37% degli uomini del campione, ma nature al momento clou soprattutto in Francia dove il 63% apprezza il look naturale, come del resto il 60% dei tedeschi e il 52% degli olandesi.








IL TRAMONTO DELLE LABBRA AL SILICONE


Definitivamente tramontata l’era delle labbra al silicone come rivela una ricerca Astra Demoskopea, secondo la quale il 70% degli uomini italiani non amano le labbra rifatte, o “a cerotto”, e preferiscono baciare e ammirare labbra tutte naturali, più “desiderabili” se sane, preferibilmente carnose e possibilmente sensuali.
Non piace l’eccessivo make-up, con una leggera approvazione nell’utilizzo di lucidalabbra e trucco leggero.








CONCLUSIONI


Non è insomma sempre vero che ricorrere al rossetto sia l’unico modo per accentuare la luminosità del proprio volto.
Spesso ci sono labbra già naturalmente colorite e luminose, che non hanno bisogno di alcun intervento.
Per scegliere la tonalità di rossetto giusta bisogna tenere presenti il colore della pelle e quello dei capelli.









Per cui una bionda sceglierà un rosa avorio, una nera con la pelle chiara il rosso vivo.
Nella nostra cultura la scelta del colore per le labbra è anche una decisione che sembra dover riflettere la nostra personalità. 
Superati i tempi in cui il rosso rappresentava il colore delle prostitute e qualsiasi donna “per bene” se ne sarebbe tenuta lontana; oggi l’industria cosmetica propone una tale varietà di tinte di rosso, che è impossibile non trovare quello che soddisfi realmente in ogni occasione e stato d’animo.
Ma al di là di tutto, scegliere il rossetto vuol dire per la donna mettere in rilievo la propria personalità, la voglia di mettersi in gioco e di parlare di sé.
Secondo alcuni psicologi infatti, il rossetto usato può influire sul proprio modo di porsi nei confronti dell’altro.








FINE





Testo dal Web con varie modifiche  – impaginaz. Orso

Tony Kospan






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TAGORE… POETA DELL’AMORE E DELL’ARMONIA – Un breve ricordo e diverse sue bellissime poesie   Leave a comment

 
 
 







Tagore è stato un grande poeta indiano (India),
ma anche drammaturgo, scrittore e filosofo.
 

Le sue poesie sono tuttora amatissime nel web
(e da me pubblicate spessissimo).


 
 
 

Calcutta 6.5.1861 – Santiniketan 7.8.1941

 
 
 
Nato in una ricca famiglia indiana studiò in Inghilterra
ed al suo ritorno in India si dedicò alla cura
delle sue proprietà ed alle sue passioni artistiche.
 
Tagore… è stato baciato dal genio poetico,
universalmente riconosciuto,
nonostante una vita travagliata da tragici lutti.


 
 
 
 
 
 
Definito poeta dell’Armonia e del Sogno
vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1913
ed è stato amatissimo dalla cultura occidentale.

A differenza di Gandhi egli si impegnò molto
nel tentativo di conciliare la cultura del suo paese
con quella del mondo anglosassone.


 
 
 
 
 
 

Visse purtroppo il dolore della perdita
di diversi familiari a lui carissimi.

Nelle sue poesie Tagore esprime i suoi sentimenti
sempre tesi verso il sogno, l’armonia e la bellezza…
nonostante le tante difficoltà
e gli enormi dolori che la vita gli riservò…


 
 
 
 
 
 

E’ stata davvero ammirabile la sua capacità di metabolizzare,
senza perdere mai il suo amore per la vita,
le grandi tragedie che lo colpirono.
 
Questo è avvenuto grazie ad una grandissima forza d’animo
illuminata dalla magica luce del suo stupendo mondo poetico.


 
 
 
 
 


Egli ha una incredibile e rara capacità di…
volare alto… e di farci volare con lui…
con parole semplici e naturali.
 

Ritengo che non ci possa esser miglior omaggio
ad un poeta che ricordarlo attraverso alcune sue poesie.
belle, dolci e delicate… come farfalle.

 
 
 

 
 
 
 

 
 
 

BARCHE DI CARTA
 

Ogni giorno faccio galleggiare
le mie barche di carta a una a una
giù per la corrente del fiume.
Su di esse scrivo il mio nome
e il nome del villaggio dove vivo
in grandi lettere nere.
Io spero che un giorno qualcuno
in qualche paese straniero
le trovi, e sappia chi sono.
Carico le mie barchette con fiori
 di shiuli, colti dal nostro giardino,
e spero che quei fiori del mattino
sian portati nel paese della notte.
Io varo le mie barchette di carta
e osservo nel cielo le nuvolette
che spiegano le loro bianche vele.
Non so quale mio compagno di giochi
su in cielo le mandi giù per l’aria
a gareggiare con le mie barchette! 
 Quando scende la notte affondo la faccia
nelle braccia, e comincio a sognare
che le mie barchette di carta
galleggiano sotto le stelle.
In esse viaggian le fate del sonno,
e il carico è cesti pieni di sogni.
 
 
 
 



 
 
 
TU SEI LA NUVOLA DELLA SERA
 
Tu sei la nuvola della sera
che vaga nel cielo dei miei sogni.
Io ti dipingo e ti modello
con i miei desideri d’amore.
Tu sei mia, solo mia,
l’abitatrice dei miei infiniti sogni!
I tuoi piedi sono rosso-rosati
per la vampa del mio desiderio,
spigolatrice dei miei canti
al tramonto!
Le tue labbra sono dolci-amare
del sapore del mio vino di dolore.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei solitari sogni!
Ho oscurato i tuoi occhi
con l’ombra della mia passione,
frequentatrice della profondità
del mio sguardo!
T’ho presa e ti stringo, amore mio,
nella rete della mia musica.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei immortali sogni!
 
 
 
 

 


 

Emile Vernon

 
 


FIORE D’AMORE
 
Qualcuno mi ha segretamente
lasciato in mano un fiore d’amore.
Qualcuno mi ha rubato il cuore
e l’ha sfogliato in cielo.
Io non so se l’ho trovato
o se vado a cercarlo ovunque
e se c’è tremore di gioia o pena

 
 
 


 




 
 
 

TALVOLTA LA MIA GIOIA
 

Talvolta
la mia gioia
ti spaventa
amore mio
nasce dal nulla
e si nutre di poco
di larve invisibili
che il vento trasporta
di frammenti di paura
che si fondono in tepore
di briciole di serenità
cadute
dalla mensa dei poveri
di un raggio di sole
che risveglia lucciole
addormentate
in gocce di rugiada
se mi ami
amore mio
perdona la mia gioia

 
 
 


 
 
 



 
 
 

IL MIO CUORE
 

Il mio cuore, uccello del deserto,
ha trovato il suo cielo nei tuoi occhi.
Essi sono la culla del mattino,
essi sono il regno delle stelle.
I miei canti si perdono nella loro profondità.
Lascia che io squarci le sue nuvole
e stenda le ali al suo sole.




 
 
 



Tony Kospan

 
 
 
 
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