Archivio per 25 aprile 2021

Felice domenica sera in poesia “Libero di amare” B. Bruno – arte F. Andreotti – canzone “La forza che ci muove”   Leave a comment

 



Federico Andreotti


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La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare,

così profondo è il mio amore: 

più te ne do, più ne ho, perché entrambi sono infiniti.

– William Shakespeare –


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Federico Andreotti


 
 
LIBERO DI AMARE
Baldo Bruno
 
Sei approdata nella mia isola
di fronde incolte
ove il sole s’immerge nel nulla
e la mia vita è sfuggita
agli sguardi torvi del vento.
Hai raccolto le mie foglie
sparse
con l’innocenza della tua anima
ed io amo le tue mani immerse
nel mio terrore del vuoto.
Abbraccio la tua tenera dolcezza
come fiume va incontro al mar
ove l’ acque si sfiorano piano
e s’uniscono in un cuore
sino a battere insieme
su sabbie sconosciute.


 
 
 

 Federico Andreotti



 
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a tutti da Tony Kospan





blu cuor

ARTE MUSICA POESIA HUMOUR ETC…

NEL GRUPPO DI FB




 

Federico Andreotti



 

IL TEST DEI PROFUMI – Veloce e simpatico test per conoscer meglio te stessa/o ed il profumo che va bene per te   Leave a comment








TEST SPRINT E FACILISSIMO


Ma anche interessante.. simpatico
e molto apprezzato da chi l'ha fatto in passato. 








Ti dirà qual è l’essenza più adatta a te
ma anche la principale caratteristica della tua personalità.







Come?
Basta sceglier una delle girandole
colorate qui sotto
annotando la lettera corrispondente.








Hai scelto la girandola ed annotato la lettera?

BENE!

Adesso leggi il tuo profilo cliccando qui giù e andando poi
alla lettera corrispondente alla girandola da te prescelta:








Fatto?

Visto com’è veloce?

Se ti va raccontaci… se ti riconosci o no.








Ciao dall’Orso… 





TEST DI © 1996 *PATRIZIA TESTA*










A. Rodin e Camille Claudel – Arte e amore passionale tra 2 grandi scultori ed i loro capolavori – I PARTE   Leave a comment



Tutta la vera storia di un grande, ma complicato, 

amore tra 2 grandissimi scultori

nella vivacissima ed affascinante Parigi di fine ‘800

solo da qualche decennio venuta alla luce.





 
 
 
RODIN E CLAUDEL
– STORIA D’ARTE.. AMORE E DOLORE –
Tony Kospan



Jean Beraud – Ballo al parco

 
 
 
 

Una storia d’amore… una storia di grande passione… tra 2 artisti… tra 2 grandi artisti della medesima arte… la scultura.
Un tipo di storia quindi non frequentissima ma anche una storia caduta nel massimo oblio benché all’epoca in cui si svolse fosse notissima nel mondo dell’arte e dei salotti culturali parigini.
Eppure questa è davvero una grande storia d’amore… seppur proibita… seppur tormentata… che durò ben 10 anni.
Possiamo ora raccontarla sia grazie alle cronache dell’epoca che grazie alle stesse opere dei 2 grandi artisti.
 
 
 
 
 

Auguste Rodin e Camille Claudel
 
 
 
 
 
Parleremo dunque della storia d’amore tra lo scultore Auguste Rodin, uno dei massimi artisti del suo tempo, e Camille Claudel sua allieva, sua musa ed a sua volta grande scultrice, dall’inizio fino al suo doloroso epilogo e ci soffermeremo anche sul come e perché questa storia, in anni recenti, sia tornata alla ribalta.
E’ il mondo dell’arte ed in particolare della scultura, dunque, il palcoscenico in cui è ambientato questo amore. 

 

LA STORIA D’AMORE

 

Siamo nel 1882 a Parigi… allora capitale della cultura europea e mondiale.



  
 
Renoir 




Lo scultore Auguste Rodin  ha iniziato ad avere bei successi con le sue opere… ed ad avere incarichi di vario genere tra cui quello di dare lezioni all’Accademia d’Arte “Colarossi”  la sola, all’epoca, aperta anche alle donne… 
 
 
 
 

 

Rodin da giovane lavora al busto di Padre Eymard

 

 

Rodin è un uomo di 42 anni dalla taglia forte ed un po’ tarchiata, capelli chiari e barba rossiccia, un naso “importante” ed occhi da miope che però sembrano osservare tutto, e con la massima attenzione ma con un modo di fare che sembra timido e silenzioso.
Camille Claudel è una studentessa di 18 anni che da poco frequenta l’Accademia ed è desiderosa di apprendere i rudimenti dell’arte.
 
 
 
 
 

Claudel Camille – (Fère-en-Tardenois, 8.12.1864 – Montfavet, 19.10.1943)


 

E’ una giovane donna splendida, dal viso armonioso, dalla bocca grande e sensuale, dagli occhi di un azzurro inteso, dallo sguardo vivace, dai lunghi capelli castani e con un corpo tutto ben proporzionato.
Il fratello Paul Claudel, celebre poeta dell’epoca e diplomatico, così descrive la sorella Camille:
“Un front superbe, surplombant des yeux magnifiques, de ce rare bleu si rare à rencontrer ailleurs que dans les romans.” (Fronte superba su occhi magnifici di un blu così raro che non si trova che nei romanzi).







Scatta inesorabile il colpo di fulmine tra il professore e l’allieva che ben presto inizia a frequentare lo studio dello scultore  posando anche come modella.
Rodin ben presto diviene il suo maestro personale ed il grande amore della sua vita.
Intanto Rodin, che per la  gran mole di incarichi ha bisogno di assistenti, si rende anche conto che questa sua allieva ha un grande talento e può aiutarlo.
 
 
 
 
 
 
 Auguste Rodin – (Parigi, 12.11.1840 – Meudon, 17.11.1917)

 
 
 
Dirà di lei: “le ho insegnato a scoprire l’oro dentro la materia, ma l’oro era dentro di lei”.
Camille a sua volta si consegna a lui totalmente venendo incontro a tutti i suoi desideri anche i più incredibili.
Il loro rapporto è nel contempo d’amore e d’arte… ed è proprio lei che scolpisce in quegli anni le mani ed i piedi delle opere del suo Maestro.
 
 
 
 
 
 
Camille posa come modella
 
 
 
 
 
Attività non da poco ma di grande valore artistico al punto che Delacroix affermò: “E’ dai piedi e dalle mani che si riconosce un grande artista”.
Camille lavora in modo instancabile dalle 7 di mattina alle 7 di sera in perfetta simbiosi artistica con il maestro.
Simbiosi dunque ma anche assoluta “fusione stilistica” come la critica ha evidenziato nell’esame delle loro opere di quel periodo.


 
Claudel Camille – “Jeune femme aux yeux clos” – 1885
 
 
 
 

Tuttavia non possono non notarsi delle leggere differenze… apparendo che Rodin “avvolga” i corpi, mentre Camille “fonda” gli animi.

I corpi di Rodin mostrano la loro sensualità attraverso tratti potenti… mentre quelli di Camille, attraverso forme in movimento.

In quel periodo, Rodin non è ancora quello dell’Esposizione Universale dei Parigi del 1900 ma è già un artista che si sta affermando sempre di più.




Danaid




Ma anche Camille aspira al successo e pertanto si inserisce nei circoli culturali, prende contatti con galleristi e compratori e cerca anche di ottenere delle commesse da strutture pubbliche.
Per giungere a vivere di luce propria ella stessa dice alle sue amiche di lavorare come un uomo.
Siamo nel 1886 quando Rodin le offre un singolarissimo contratto in cui sono mischiati ancora una volta amore ed arte.
Infatti egli le scrive “ti proteggerò e ti introdurrò nella cerchia di amici potenti…ed eleverò le tue capacità artistiche” e si impegna anche a lasciare la sua convivente promettendola di sposarla.
 
 
 
 
 
Camille Claudel – La valse
 
 
 
 
 
In realtà Rodin non lascerà mai Rose Beuret, la “sartina di bell’aspetto” che quand’era giovane era stata la sua modella preferita e che gli aveva anche dato un figlio solo di qualche anno più giovane di Camille. 
 
 
Il loro rapporto tormentato e passionale è raccontato dallo scultore in decine e decine di disegni, ora conservati al Museo Rodin di Parigi, anche nei risvolti erotici, come del resto fece Camille nelle sue sculture, dando vita ad un kamasutra artistico ispirato al famoso poema indiano.

Nel 1888 Rodin scolpisce quella che viene considerata una delle sue maggiori opere… e certamente quella che oggi imperversa in modo assoluto nel web… IL BACIO.



  
Rodin – Il bacio – 1891 –  (il suo più noto capolavoro ) – (partic.)
 
 
 
 
 
Inizialmente la scultura era intitolata Francesca da Rimini e raffigura l’unione tra Paolo e Francesca, (V Canto della Divina Commedia) e per questo doveva essere inserita nel battente sinistro della Porta dell’Inferno ma poi, per la sublime e plastica esaltazione della passione, ci si rese conto che essa contrastava con la sobrietà degli altri battenti e quindi rimase un’opera a parte prendendo anche il titolo “Il bacio“.
 

Sembra poi certo che sia stata proprio Camille Claudel la modella della figura di Francesca.
 
 
 
 
 
 

Camille Claudel


 

In questo periodo la loro passione è al massimo e la loro fusione intellettuale e creativa è vivissima, al punto che Rodin le scrive ancora:
“…tu che mi dai dei godimenti così elevati, così ardenti, vicino a te, mia anima, nel furore dell’amore mantengo sempre il rispetto per la tua persona e per il tuo carattere, mia Camille, non mi trattare senza pietà, io ti chiedo così poco…”.



FINE I PARTE
 
 
 
 
 
 
TONY KOSPAN – CONTINUA
 
 
 
copyright t.k.



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LA PAGINA DELLA CULTURA VARIA CON LEGGEREZZA





SFATATO IL MITO DEL CAVALLO DI TROIA? FORSE ERA UNA… NAVE – LA SPIEGAZIONE E LE PROVE   Leave a comment








SFATATO IL MILLENARIO MITO DEL CAVALLO DI TROIA?



Debbo dire che fin da piccolo la storia del Cavallo costruito su idea di Ulisse per far entrare i Greci (gli Achei) nella città di Troia mi lasciava molto perplesso e mi sembrava una soluzione bislacca.

Ma tutta la storiografia (o quasi) fin dall’antichità dava credito a questa versione per cui mi ci ero adagiato anch’io.

Oggi però con gli studi comparati e coordinati tra testi letterari antichi e la conoscenza delle tecnologie e della nautica dell’epoca, il velo su quanto abbia davvero inteso scrivere Omero, sembra che sia stato squarciato.

Tuttavia pare permanere, soprattutto in Italia, una certa resistenza ad affrontare con mente libera le nuove scoperte da parte di vecchi e fermi settori umanistici.

Ecco allora, in completa ma sintetica analisi, quanto è stato comunicato dall’archeologo navale italiano Francesco Tiboni, dottore di ricerca dell’Università di Marsiglia (e non solo) a seguito di sue approfondite ricerche.









IL CAVALLO DI TROIA? ERA UNA NAVE!
La tesi del dr. Francesco Tiboni



Come può essere avvenuto questo equivoco millenario?

Esso sarebbe sorto fin da tempi antichissimi per un errore dei primi traduttori dell’Iliade ed avvalorato poi da quelli successivi come anche quello che aiutò Virgilio per la sua Eneide.

In effetti con il nome “Hippos” veniva normalmente chiamata una nave fenicia che aveva come polena (decorazione lignea sulla prua) proprio una testa di cavallo.

In verità insieme all’enorme diffusione del mito del cavallo già nel nel II sec. d.C. c’era anche chi, come Pausania, ne dubitava e scriveva:
«Che quello realizzato fosse un marchingegno per abbattere le mura e non un cavallo lo sa bene chiunque non voglia attribuire ai Frigi un’assoluta dabbenaggine. Tuttavia la leggenda dice che è un cavallo».








LE PROVE


Innanzitutto da un semplice punto di vista logico era molto più agevole nascondere in una doppia stiva di un’imbarcazione un piccolo gruppo di guerrieri greci.

Inoltre, nel descrivere il trasporto del cavallo dentro le mura di Troia, Omero nell’Odissea parla chiaramente di “alaggio” ovvero del sistema di rotolamento delle navi su rulli di legno usato nell’antichità per spostarle al coperto alla fine del periodo in cui era possibile navigare.

Omero, che dalle sue perfette descrizioni di navi appare un ottimo conoscitore della materia, parlando di “Hippos” intendeva dunque indicare questo tipo di nave fenicia mentre per i primi traduttori, digiuni di cose marinaresche, era solo un cavallo vero e proprio. 

Le navi del genere “Hippos” erano poi di solito usate per trasporti di cose preziose per cui anche questo poteva ingolosire molto i Troiani.

Infine, sostituendo il “cavallo” di Troia con una nave, tutta la vicenda assume contorni meno fantasiosi e ben più realistici.







UNA BREVE CONSIDERAZIONE



La scoperta è frutto di un’indagine interdisciplinare che non si è fermata alla sola lettera dei testi ma li ha interconnessi con dati storici e tecnici (marinari) in una visione molto più ampia e precisa.

Personalmente questa tesi mi trova favorevole… anche se comprendo lo sconcerto di tantissimi… nel dover riconsiderare questo mito plurimillenario.



Tony Kospan








Tubes fée et compagnon...

STORIA E RICORDI DEL PASSATO?






Guglielmo Marconi – Breve ricordo dell’inventore della radio e pioniere delle moderne telecomunicazioni   1 comment

 



 
 
 

IL GRANDISSIMO SCIENZIATO ITALIANO
FU INSIGNITO
ANCHE DEL PREMIO NOBEL PER LA FISICA

 

 



GUGLIEMO MARCONI
Bologna 25/4/1874 –  Roma 20/7/1937
 
 
 
 
 

DOPO DI LUI… LE COMUNICAZIONI
NON FURONO PIU’ LE STESSE
ED OGGI… GRAZIE A LUI
PERMEANO
OGNI ASPETTO DELLA NOSTRA VITA…


 
 
 
 

Tutto questo non sarebbe stato possibile, in questi termini,
senza le sue invenzioni e quelle di altri scienziati dell’epoca
e soprattutto senza la sua altrettanto
grande capacità manageriale di diffonderle.

 
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Sviluppò per primo un efficiente mezzo di comunicazione,
telegrafia senza fili, utilizzando le onde radio
e creando così il radiotelegrafo che egli promosse
e diffuse in tutto il mondo anche commercialmente.



Marconi con l’ufficiale telegrafista della nave Elettra Adelmo Landini



L’evoluzione di quella invenzione
 ci ha donato man mano la radio, la televisione 
e successivamente ha reso possibile la realizzazione
 di tutti gli attuali sistemi di comunicazione di massa.

Questa invenzione
gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1909.

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Ecco in questo breve video tante immagini d’epoca
sulla sua più grande invenzione… la radio.
 

 

 
 

 
 
 
 
 

In quest’altro invece possiamo conoscere
tutta la storia, scientifica e non solo,
delle sue invenzioni ed in diversi punti
è egli stesso a parlarcene…

Con quest’ultimo video
intendo rendere omaggio al suo genio.
 
 
 

 

 
 
 
 
 
TONY KOSPAN




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25 Aprile… 76° anniversario – Liberazione e Libertà – Ricordo e breve riflessione   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Certo parlar del 25 aprile può sembrar una fuga dalla difficile realtà di un Paese che in questo momento sta vivendo una situazione simile ad una guerra.

Tuttavia un Paese, una Nazione e dei Cittadini (con la C maiuscola) possono definirsi tali solo se hanno il senso della Storia e della memoria collettiva.

 
 
 
 

 
 
 
 
 
25 APRILE
– FESTA DELLA LIBERAZIONE E… DELLA LIBERTA’ –
UNA BREVE RIFLESSIONE
Tony Kospan

 
 
 
 
In qualunque modo si voglia vederla… questa festa (siamo giunti al 76° anniversario), dovrebbe esser una festa di tutti.


Festa di tutti, anche di quelli che fecero scelte diverse e che però ora non possono non apprezzare, vivendolo anche loro, l’alto valore della libertà.


Liberta dall’oppressore e libertà di pensiero.

 
 
 
 
 

 

 
 

Oggi la libertà infatti è un patrimonio comune e condiviso anche se appare, in forme coperte e subdole, spesso minacciata non tanto nella forma quanto nella sostanza sia nei mass media tradizionali che, ahimè ma soprattutto nei social network.
 


Ma se essa ancora esiste e… resiste… è proprio perché gli ideali di coloro che combatterono e morirono per essa sono oggi patrimonio irrinunciabile per la maggior parte di noi.


 
 
 
 

 
 
 
 

Dopo tanti anni, a mente fredda, serena e senza preconcetti dobbiamo riconoscere che, se la Nazione ha avuto tanti anni… oltre 70.. di pace(sostanziale) COSA MAI AVVENUTA PRIMA NELLA LUNGA STORIA DEL NOSTRO PAESE… NE’ PRIMA NE’ DOPO L’UNITA’ – il merito va proprio a coloro…

SEMPLICI CITTADINI… PARTIGIANI E MILITARI… UOMINI E DONNE 

che in varie forme ci riscattarono agli occhi del mondo mettendo a rischio, o ahimè perdendo, la loro vita… combattendo gli orrori del nazifascismo… sia insieme agli Alleati che nell’attesa del loro arrivo.

 
 
 
 

1945 – Sfilata di partigiane e partigiani a Venezia – Gioventù… fierezza… consapevolezza

 

 

 

Essi con il loro impegno, e spesso sacrificio, indubitabilmente ci hanno donato una patria libera nella quale tutti, proprio tutti, oggi possono riconoscersi (anche se ancora resistono sacche di inguaribili antistorici nostalgici della dittatura che però poi approfittano della libertà per fare propaganda). 
 
Tuttavia queste considerazioni non ci esimono dal riconoscere anche gli errori, anche gravi e tragici, commessi da ambo le partidurante questa terribile e fratricida lotta (cosa ahimè del tutto naturale in una guerra civile)  ed anche dall’ammettere la buona fede di tanti che fecero una scelta opposta a quella della Resistenza.

 
 
 
 
 

Festa di popolo

 

 
 
 
La vera libertà non è di parte…


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Questa festa quindi aiuti a mantenere vivi questi ricordi e l’amore per la vera libertà a dispetto di coloro che tentano di annacquare, camuffare, raggirare la storia facendola vedere come una melassa informe e oscura in cui non si distinguono più i ruoli e le ragioni delle parti ed addirittura spesso ribaltandoli.
 
Spero infine che il tornar con la mente a quei giorni di unità nazionale nel contempo eroici ed euforici ci faccia riscoprire, in questo tremendo momento di pandemia, l’orgoglio, la voglia di rialzare la testa, di rimboccarci le maniche,  di riprendere il cammino e di ritornare ai fasti di un tempo.
 
 
T. K.






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