Archivio per 12 aprile 2021

Buon lunedì sera in poesia “Non lasciarmi” Tagore – arte Tiziano – canzone “Pazza idea” P. Pravo   Leave a comment

 

 

 


Tiziano – Amor sacro ed amor profano

 

 

 

 

 

Il cuore vive finché ha qualcosa da amare,
così come il fuoco finché ha qualcosa da bruciare.
– Victor Hugo –
 

 


 

Tiziano – La bella gatta

 

 

NON LASCIARMI

Tagore
 


Non lasciarmi, non andartene,

perché scende la notte.

La strada è deserta e buia,

si perde tortuosa. La terra stanca

è tranquilla, come un cieco senza bastone.

Sembra che io abbia aspettato nel tempo

questo momento con te

così accendo la lampada

dopo averti donato fiori.

Con il mio amore ho raggiunto stasera

il limite del mare senza spiaggia,

per nuotarci dentro e perdermi in eterno.

 
 

Tiziano – L’estate

 .

.

        mini fleurmini fleurmini fleurmini fleurmini fleurmini fleurmini fleurmini fleur        

 

 
 DA TONY KOSPAN

 
 
 

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Tiziano – Giovane donna allo specchio



 
 

 

L’ATTEGGIAMENTO NOBILE – Ecco un antichissimo e saggio principio che oggi sembra proprio… rivoluzionario   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

Molto interessante questa riflessione

che ci giunge dall'antica Cina (II sec. a. C.)

attraverso un libro che era

nel contempo di saggezza e di divinazione.

 

 

 

 

 

 

 

L'ATTEGGIAMENTO NOBILE


 

 

 

 

 

 

La volontà di perseverare è più che mai necessaria quando sembra di dover compiere un atto che ci allontana dalla meta.
 
 
Questo indirizzo interiore che non si lascia deviare reca alla fine salute.
 
 
L’impedimento temporaneo è di grande valore per la formazione della personalità.
 
 
Questo è l’aspetto positivo delle avversità.
 
 
Difficoltà e impedimenti fanno ripiegare l’uomo su se stesso.
 
 
Mentre però l’ignobile ricerca la colpa al di fuori, negli altri uomini, e accusa il destino,
il nobile cerca gli errori in se stesso,
e con questa introspezione l’impedimento esteriore diventa per lui uno stimolo per arricchirsi e formarsi interiormente.
 
 

 
 
 

 
 
 
da: I Ching – Libro dei Mutamenti

 
 
 
j
Giuliano Piancastelli – La passeggiata di Lord Fingal
 


 

Personalmente sono d’accordissimo con il concetto espresso
e cioè che è troppo facile prendersela con il destino cinico e baro
(anche se però  talvolta pure lui spesso ci mette del suo…)
mentre dobbiamo prima analizzare i nostri comportamenti…
comprendere i nostri errori e poi… riprendere
 il nostro cammino cercando di non ripeterli.

 

 

 


Ciao da Orso Tony

 

 

 

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PER CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI






 

 

 

Il mitico… BAUHAUS – Ecco cosa era e cosa ha rappresentato per l’arte e la cultura europea   2 comments




Sono passati più di 100 anni dalla fondazione 
del Movimento Bauhaus,
un movimento che ha scritto la storia nell’arte e non solo.

Google lo ha festeggiato l’anno scorso
 con questo doodle tutto colorato.







Che cosa era il Movimento Bauhaus?


Era una scuola d’arte sperimentale nel campo del design e dell’architettura,
fondata il 12 aprile 1919 in Germania, a Weimar e poi trasferita a Dessau.






La tematica della scuola si estese in modo significativo
poi a tutte le arti, grazie agli insegnanti
che erano tutti grandi personaggi della cultura europea.







In quella scuola si sono formati grandi innovatori delle arti figurative
tra cui i pittori Paul Klee e Wassily Kandiskij.






Il Bauhaus, in poche parole, intendeva costituire una sintesi 
tra un’accademia d’arte ed una scuola di arti varie e mestieri
ed eliminare ogni confine tra pittura, architettura e scultura.





La scuola fu chiusa nel 1933 dai nazisti… 
che odiavano la libertà di espressione anche nell’arte
ma la sua chiusura favorì la diffusione del mito del Bauhaus.






Il governo tedesco, nel centenario della fondazione,
 ha deciso nel 2019 la coniazione di una moneta
da 20 euro per ricordare questa grande scuola d’arte e cultura.






Ciao da Tony Kospan




IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
I N S I E M E
Ripped Note








LA VEDOVA ALLEGRA – Storia.. trama e video della famosa ed affascinante operetta e la storia di questo genere musicale   Leave a comment

 

 


 

 

 

COS’E’ L’OPERETTA?
 
La domanda se rivolta ai più giovani sicuramente
rimarrebbe senza risposta…
ma chi ha qualche annetto in più ricorda
certamente le magnifiche ed allegre serate
a guardar le operette alla TV e sa bene quindi cosa sono.

Ora però lo spiegherò a chi non può saperlo
e lo ricorderò invece a chi le ha conosciute.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’operetta è una commedia, in parte recitata e in parte cantata,
che, per l’importanza delle parti musicali,
viene in genere considerata come una filiazione del teatro musicale
e, in particolare, dell’operà-comique francese
 
 
Quella che ora leggeremo e ricorderemo
è una tra le più classiche e più amate di sempre.


 
 
 
 
 
 

 
 
 
 


LA VEDOVA ALLEGRA

a cura di Tony Kospan

 
 
 

 
 
 
LA STORIA


 
 
La Vedova Allegra  di Franz Lehár è da sempre considerata
il primo e più importante titolo della storia dell’operetta.


 
 
 
Il titolo originale dell’operetta in tre atti è “Die lustige Witwe“.
 
Fu fu musicata da Lehàr su libretto di Victor Léon e Leo Stein basato sulla trama della commedia “L’attaché d’ambassade” di Henri Meilhac.
 
Debuttò con immediato grande successo il 30 dicembre 1905 al Theater an der Wien di Vienna.
 

Ha attraversato tutto un secolo di cambiamenti profondi, eppure il suo successo non si è mai appannato ed è sicuramente destinato a rinnovarsi nel terzo millennio.
 
Basti pensare che quest’operetta è a tutt’oggi uno dei titoli più rappresentati nelle Stagioni Teatrali di tutto il mondo.

 
 
 
 

 
 
 
 
LA TRAMA
 
 
 
All’ambasciata del Pontevedro a Parigi, c’è grande fermento.
Sta arrivando la Signora Anna Glavari , giovane vedova del ricchissimo banchiere di corte.
L’ambasciatore, il Barone Zeta, ha ricevuto l’incarico di trovare un marito pontevedrino alla vedova e questo per conservare i milioni di dote della signora, in patria. Infatti se la signora Glavari passasse a seconde nozze con un francese, il suo capitale lascerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e per il Pontevedro sarebbe la rovina economica.
Njegus, cancelliere dell’ambasciata, é un po’ troppo pasticcione per una simile impresa ma c’é il conte Danilo che potrebbe andare benissimo. Njegus e Zeta tentano di convincerlo ma lui non ne vuole sapere. Tra Danilo e Anna c’era stata una storia d’amore finita male a causa della famiglia di Danilo. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per farlo ingelosire. Frattanto si snoda un’altra storia d’amore che vede protagonisti Valencienne, giovane mogliettina di Zeta, e Camillo de Rossillon, un diplomatico francese che la corteggia con assiduità . I due si danno convegno in un chiosco. Li sta per sorprendere il barone Zeta quando Njegus riesce a fare uscire per tempo Valencienne ed a sostituirla con Anna.
 
 
 
 

 

 

 
La vedova sorpresa con Camillo! Tutti sono sconvolti, Danilo furioso abbandona la festa. Tutto ormai sembra compromesso ma Njegus, vero Deus ex-machina, riesce a sciogliere gli equivoci e a far confessare ad Anna e Danilo il loro reciproco amore. La patria é salva. D’ora in poi la signora Glavari non sarà  più “La vedova allegra” ma la felice consorte del conte Danilo Danilowitch.
 
 
 
 

 
 
 
 
 
IL VIDEO – LA VEDOVA ALLEGRA 
 
 
 
Questo video ci consente un vero e proprio tuffo
nell’atmosfera e nelle note magiche di questa operetta
con una brillante Raffaella Carrà
che ci riporta ai bei programmi televisivi di una volta.
 
 
 
 
 
 

 
 

FONTI: VARI SITI WEB –  IMPAG. T.K.

 

 
 
BUONA VISIONE… E BUON ASCOLTO…
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN 

 
 
 
 


LA TUA PAGINA DI SOGNO PER  COLORARE LE TUE ORE
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Pietro Metastasio poeta del ‘700 – Breve biografia.. alcune arie e la musica di Vivaldi su suo libretto   2 comments

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Questo poeta, librettista, drammaturgo e sacerdote 

è considerato l’innovatore del melodramma italiano.


E’ ricordato però oggi soprattutto per le sue simpatiche “arie”,

mini poesie simpatiche e scherzose,

oltre che per dei suoi testi musicati da grandi compositori.





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BREVE BIOGRAFIA

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Ragazzo prodigio fu notato da 2 gentiluomini di cultura

che restarono affascinati dai suoi versi e

che gli consentirono di poter far studi classici

ed uno dei due, il Gravina, gli diede il nome di Metastasio

mentre il suo vero nome era 

Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi



Il suo estro e la velocità nel comporre erano proverbiali.


Già a 12 anni infatti aveva tradotto l’Iliade in ottave

e qualche anno dopo aveva scritto una tragedia.


A 16 anni prese i voti di abate… voti necessari

per far qualunque carriera a Roma ma poi trovò impiego

come collaboratore di un noto avvocato a Napoli.


Intanto cresceva il suo aspetto romantico…

il fascino personale e la sua eleganza

che gli consentivano d’esser ben accolto ovunque.


Mentre lavorava per l’avvocato continuava a scrivere

con successo in occasione di matrimoni ed altre importanti feste

e soprattutto, pur non volendo apparire col suo nome,

creò, su incarico del Viceré una serenata “Gli orti esperidi”

che ebbe enorme successo.

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La primadonna dell’opera, entusiasta,

si impegnò con tutte le sue forze 

e riuscì a scoprire l’autore.




(Roma 3 gennaio 1698 – Vienna 12 aprile 1782)




La Romanina, questo il nome dell’artista, lo convinse allora

a rinunciare alla carriera legale ed a dedicarsi al dramma musicale.


Lei col marito lo accolse nella sua casa e lo viziò e lo coccolò

mentre lui iniziava a studiare anche la musica ed a scrivere diversi drammi

che, musicati da altri, venivano rappresentati con successo.


Guadagnava bene ma si sentiva un po’ troppo legato

alla grande cantante che ormai iniziava ad invecchiare.

Allora accettò un’allettante offerta come poeta di Corte a Vienna.


La Romanina con dispiacere lo lasciò partire perchè raggiungesse la gloria

e continuò anche ad aiutare la sua famiglia.




L’Olimpiade




Giunto a Vienna nel 1730 visse i primi 10 anni

che, se furono proficui da un punto di vista artistico 

per la notevole produzione di opere di successo 

non lo furono altrettanto per la sua vita sociale dato che,

non essendo nobile, era escluso da molti ambienti.

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Per fortuna poi l’aiutò molto l’amicizia con Niccolò Martines

maestro di cerimonie che aveva conosciuto a Napoli.


Inoltre, forse anche per ovviare alla difficoltà di rapporti sociali,

intraprese una lunga ed intensa relazione molto passionale

con la contessa Marianna Pignatelli di Althann

al punto che molti pensavano che si erano sposati segretamente.





Metastasio riceve il Cordone da Maria Teresa d’Austria (Archivio Salvat)




La Romanina però non l’aveva dimenticato e voleva rivederlo.

.

Lui rispose in modo non affettuoso ad una sua lettera

e lei partì da Roma per andare da lui ma morì nel viaggio.



Al Metastasio toccavano tutti i suoi beni 

ma forse per il rimorso rinunciò all’eredità.



Con la morte anche della contessa Pignatelli 

egli si ritirò in disparte e pur scrivendo diverse cantate 

(di gran successo fu “Ecco quel fiero istante”)

la vena poetica ormai andava sempre più scemando.



Svolse, ormai anziano, anche l’attività di insegnante 

della giovane arciduchessa Maria Antonietta

futura e sfortunata regina di Francia.



Morì a 84 anni lasciando una notevole fortuna

ai figli dell’amico Martines.




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ALCUNE SUE NOTE “ARIE”



I



Non so dir se sono amante;


ma so ben che al tuo sembiante


tutto ardore pena il core,


e gli è caro il suo penar.


Sul tuo volto, s’io ti miro,


fugge l’alma in un sospiro,


e poi riede nel mio petto


per tornare a sospirar.

.

.

XIII



è in ogni core


diverso amore.


Chi pena ed ama


senza speranza;


dell’incostanza


chi si compiace:


questo vuol guerra,


quello vuol pace;


v’è fin chi brama la crudeltà.


Fra questi miseri


se vivo anch’io,


ah non deridere


l’affanno mio,


che forse merito


la tua pietà!

.

.


XIV



è follia se nascondete,


fidi amanti, il vostro foco:


a scoprir quel che tacete


un pallor basta improvviso,


un rossor che accenda il viso,


uno sguardo ed un sospir.


E se basta così poco


a scoprir quel che si tace,


perché perder la sua pace


con ascondere il martìr?




.

.



XXII



Sogna il guerrier le schiere,


le selve il cacciator;


e sogna il pescator


le reti e l’amo.


Sopito in dolce obblio


sogno pur io così


colei, che tutto il dì


sospiro e chiamo.

.

.


XXIX



Se a ciascun l’interno affanno


si leggesse in fronte scritto,


quanti mai, che invidia fanno,


ci farebbero pietà!


Si vedria che i lor nemici


hanno in seno; e si riduce


nel parere a noi


felici ogni lor felicità.





Metastasio giovanetto


.


LA MUSICA DI VIVALDI DA UN SUO LIBRETTO



Termino questo ricordo del Metastasio,

sulla cui vita ulteriormente indagherò

dato che ci sono diversi aspetti che mi lasciano perplesso,

con questo brano tratto dall’opera di Vivaldi

 “L’Olimpiade” (1734) musicata su suo libretto.





CIAO DA TONY KOSPAN




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