Archivio per 29 marzo 2021

Buon lunedì sera in poesia “Aprile” De Steinkuehl – arte A. Cecile – canzone “Passione” Neffa   Leave a comment

 
 
 
 
 
Agnes Cecile


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tutto quel che c’era io l’ho visto, guardando te.
E sono stata ovunque, stando con te.
E' una cosa che non riuscirò a spiegare mai a nessuno.
Ma è così.
Sei il mio segreto più bello.
– A. Baricco. [Castelli di Rabbia] –

 




Agnes Cecile
 
 

A P R I L E
Monica De Steinkuehl

Vorrei ballare nuda
sotto la fresca pioggia primaverile
lasciarmi travolgere dalle gocce
che bagnano il mio corpo,
farmi inondare da ciò che il cielo mi manda,
così precipitosamente
senza lasciarmi nessun tempo,
senza accorgermi di niente
così semplicemente libera
in mezzo alla natura
così profondamente
dentro di me.

Vorrei annullare il tempo
per godere infinitamente di queste gocce
che scendono sul mio viso leggere
che lavano di ogni angoscia
che mi rendono semplicemente
libera di amare,
perché io amo la pioggia.

Amo il vento
che spettina i prati verdi
sperduti nel mondo,
che crea grandi onde
nel mare della mia vita,
che abbassa timidamente gli alberi
ed i miei occhi.


Mi lascio trasportare dal vento
che mi spinge inconsapevolmente
verso qualcosa
che non sa nemmeno lui
e che mi confonde
di emozioni provate.


 
 
 
Agnes Cecile
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
PSICHE E SOGNO

IL TUO GRUPPO DI SOGNO
P


 
 
 (Passione – Neffa)
Agnes Cecile


 
 
 

Il Passamura di Montmartre – Un’originalissima e sorprendente statua ma di origine… letteraria!   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Questa scultura assolutamente sorprendente,
si trova nel mitico quartiere parigino
un tempo il più affascinante ed artistico della città
diventato oggi, ahimè, solo una meta obbligata per turisti.
 
 
Quest’opera è quasi nascosta e non la si trova con facilità
ma è molto bella così come la storia della sua creazione
che ha a che fare con il suo nome…“Passe-muraille
(Passamura o attraversamura).
 
 
 
IL PASSAMURA DI MONTMARTRE
(per il blog IL MONDO DI ORSOSOGNANTE)
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
LA STORIA DELLA SCULTURA
 
 
 
L’origine infatti è… letteraria!
 
 
Infatti IL PASSAMURA è una novella dello scrittore Marcel Aymé
(abitante a Montmartre) pubblicata nel 1943 che è, tra le sue opere,
forse quella più amata e meglio rimasta impressa nella memoria dei lettori
al punto che gli vollero dedicare questa statua.
 
 
 
 


 

 LA TRAMA.. IN BREVE.. DELLA NOVELLA

CHE E’ ALL’ORIGINE DELLA SCULTURA

 

 

Il y avait à Montmartre, au troisième étage du 75bis de la rue d’Orchampt,
un excellent homme nommé Dutilleul qui possédait le don singulier de passer
à travers les murs sans en être incommodé.
 
 
Un giorno Monsieur Dutilleul, scopre di poter passare attraverso i muri,
inizialmente la cosa lo infastidisce e consulta il medico.
 
 
Poi però comprende le tante potenzialità di questa sua facoltà 
ed allora prima si vendica del suo capoufficio antipatico 
e si diverte a fargliene di tutti i colori,
poi però pian piano inizia ad esagerare facendo furti
che firma con lo pseudonimo di Garou-Garou
e si prende gioco della Polizia.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Un giorno però rimase incastrato nel muro di Rue Norvins.
 
 
La causa? L’amore per una bella ragazza.
 
 
La scultura, che descrive proprio questo momento,
è stata realizzata da Jean Marais nel 1989
ed è tra le più fotografate di Montmartre.
 
 
 
 
 
 
 
 
Anche la piazza antistante ha un riferimento
con la novella e con questa scultura…
infatti ora è chiamata “Marcel Aymé”
col nome cioè dell’autore della novella
che meriterebbe d’esser letta tutta
mentre siamo seduti di fronte alla scultura.

 
(Per inciso la novella fu scritta sotto l’occupazione tedesca e
vuol anche evidenziare, con uno sfogo criptico e simbolico, l’insofferenza
dei cittadini per gli assurdi ordini e regolamenti nazisti
che i parigini dovevano rispettare in continuazione)

 
 
 
 
 
 

Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
I N S I E M E
Gif Animate Frecce (39)

 
 
 

HANAMI.. FESTA DEI FIORI DI CILIEGIO – Conosciamo l’antica e bella tradizione primaverile giapponese   Leave a comment







In Giappone l’arrivo della primavera, e più precisamente il periodo che va dalla fine di marzo ai primi di aprile, coincide con l’antichissima usanza chiamata “HANAMI“.









LA FESTA DEI CILIEGI… RITO GIAPPONESE DELLA PRIMAVERA



Si tratta di una millenaria tradizione che vede milioni di cittadini andare fuori città ad ammirare lo spettacolo bellissimo e suggestivo della fioritura dei ciliegi (in giapponese “sakura”.









E’ un gigantesco rito che consiste nell’andare in parchi e giardini (in modo simile alla nostra Pasquetta) a fare pic-nic ed a bere insieme il “sake” (bevanda alcoolica tradizionale ottenuta dalla fermentazione del riso) .










La parola “HANAMI” è composta da “hana” cioè fiori e “mi” guardare. 

Quindi, letteralmente, la parola “hanami” significa proprio “osservare i fiori”. 










In verità il termine “fiori” che è certamente generico può ben essere sostituito da “fiori di ciliegiodato che nella quasi totalità sono questi i fiori che vanno ad ammirare.









Questa tradizione millenaria è densa di antiche simbologie dato che i fiori di ciliegio rappresentano:
la bellezza, i cicli della vita e l’annuale ritorno della primavera.









Questo rito è ancor oggi molto amato e, nonostante l’attuale società ipertecnologica, sempre seguitissimo 
(non so però quest’anno col virus in giro se e come la festa avrà luogo).








E’ comunque sorprendente questa festa perché spinge tante persone a sospendere i frenetici ritmi quotidiani giapponesi per andare ad ammirare insieme… la nascita dei fiori di ciliegio.

Tony Kospan






PSICHE E SOGNO











Fratelli miei – Ecco il canto con cui gli Indiani d’America esaltano la Primavera e la Natura   Leave a comment



 
 
 
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Ancora una volta la genuina saggezza
e la profonda comunione con la natura degli Indiani d’America
si manifesta in questo canto,
donandoci ancora una volta
 lieto stupore e infinita ammirazione…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FRATELLI MIEI
 
 
Guardate, fratelli miei, la primavera è arrivata;
la terra ha ricevuto l’abbraccio del sole
e noi vedremo presto i risultati di questo amore!
 
Ogni seme si è svegliato.
 


E così anche tutta la vita animale.
 

E grazie a questo potere che noi esistiamo.
 

Noi perciò dobbiamo concedere ai nostri vicini,
anche ai nostri vicini animali,
il nostro stesso diritto di abitare questa terra.
 
 

 

 

 

 

da: “Il Grande Spirito parla al nostro cuore”

Ed. Red

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UN MODO DIVERSO DI VIVER LA POESIA E LA CULTURA
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Enzo Jannacci mito del cabaret e “re” della canzone “originale” – Breve ricordo e 2 suoi grandi successi   Leave a comment

 
 
 
 
 Enzo Jannacci
famoso artista e medico (cardiologo)
ha lasciato un grande vuoto qualche anno fa,
 oltre che nella sua famiglia e nell’ambiente medico,
anche in tutto il mondo dello spettacolo,
dato che era amatissimo
per le sue originalissime canzoni e non solo…

 
 
 
Vincenzo Jannacci detto Enzo (Milano 3 6 1935 – Milano, 29 3 2013)
 
 


BREVE BIOGRAFIA 
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Di madre pugliese e padre lombardo era però milanesissimo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ha svolto con intensità e successo
la sua attività di cantante e cabarettista
nel corso degli ultimi 50 anni.
 
 
Ha inciso circa 30 album
ed è considerato, per la scelta del rock,
uno degli innovatori della musica italiana
insieme a  Celentano, Tenco, Little Tony e Gaber.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Con quest’ultimo ci fu un sodalizio artistico durato moltissimi anni
e terminato solo con la morte di Gaber.
 
 
Entrambi erano gli appassionati cantori di una Milano a misura d’uomo,
dove ancora potevi trovar in giro
poeti e personaggi caratteristici,
che stava scomparendo
per diventare una grande (ma anonima) metropoli.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Era bravissimo nell’analizzare la realtà
con intelligente satira ed amore per il paradosso.
 
 
I suoi maggiori successi come cantante furono
Vengo anch’io, no tu no
che lo portò alla grande notorietà… e 
Ci vuole orecchio“.

 
 
 
 
 
 
 
 
Ha lavorato molto anche nei teatri ed ha partecipato a diversi film
come attore o compositore ed a spettacoli televisivi.
 
 
Ricordiamolo e salutiamolo con la sua mitica canzone
Vengo anch’io

 
 
 

 
 
Ciao Enzo… il tuo ricordo rimane sempre vivo
nei nostri cuori.
 
 
 
 
 
  
 
 

Tony Kospan





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