Archivio per 21 marzo 2021

BELLE EPOQUE e CAN CAN – Arte e Classica – Degas con le ballerine ed Offenbach col mitico ballo e 2 video   Leave a comment

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Edgar Degas – Ballerine in rosso
 
 
 
 
 
Edgar Degas è definito ilpittore delle ballerine
perché amava rappresentare i riti ed i miti dell’epoca
caratterizzata dalla nota atmosfera “bohemiènne
parigina mentre Offenbach 
è l’autore della musica del mitico Can Can.

 
 
 
(Parigi 19.7.1834 – Parigi 27.9.1917)




Questo post intende accostare dunque
il grande cantore della Belle Époque nell’arte
al trionfale e mitico Can Can ed alle danze
della favolosa Parigi d’allora.

 


  

Edgar Degas – Scuola di danza

 

 

 

Ci tufferemo dunque, 

attraverso immagini, dipinti e musiche, 

nelle mitiche ed allegre atmosfere

di fine ‘800 ed inizio ‘900 soprattutto parigine.






Edgar Degas – Danzatrici all’Opera
 
 
 
 
 


IL CAN CAN E… LE BALLERINE


 

 

 

 

 


OFFENBACH E DEGAS – CLASSICA ED ARTE


 
 
 
 
 
Il vero Moulin Rouge – La sala nel 1898



DUNQUE IL FAMOSISSIMO ALLEGRO CAN CAN
VERA COLONNA SONORA DELLA BELLE EPOQUE
SARA’ UNITO ALLE STUPENDE TELE DI DEGAS
DEDICATE ALLE SUE AMATE BALLERINE


 
 
 
 
 


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La liaison è dunque tra Degas
e Offenbach


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 Offenbach



Nel primo video abbiamo una bella,
ma recente, versione del celebre ballo.
(Il video inizia dopo alcuni secondi)




Degas



mentre nel secondo possiamo vedere,
dopo una partenza lenta della musica,
le immagini di un vero Can can d’epoca.

 
 
 
 



 
 
 
 
Buon ascolto e buona visione
da Orso Tony




Edgar Degas – Ballerine in rosso


Buona domenica sera in poesia “Mi strugge l’anima” C. Pavese – arte Vermeer – canzone “Mi ritorni in mente” Battisti   Leave a comment

 

 

 

Johannes Vermeer – La lettera

 

 

 

 

 

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135135

Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone,
leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e,
se possibile, dire qualche parola ragionevole.
Goethe
135135

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Vermeer – Giovane donna che legge una lettera davanti alla finestra (part.)
 
 
 
 
 
 

 

 

MI STRUGGE L'ANIMA

Cesare Pavese
 
 
Mi strugge l’anima perdutamente
il desiderio d’una donna viva,
spirito e carne, da poterla stringere
senza ritegno e scuoterla, avvinghiato
il mio corpo al suo corpo sussultante,
ma poi, in altri giorni più sereni,
starle d’accanto dolcemente, senza
più un pensiero carnale, a contemplare
il suo viso soave di fanciulla,
ingenuo, come avvolto in un dolore
e ascoltare la sua voce leggera
parlarmi lentamente, come in un sogno…

 

 

 

Johannes Vermeer  – La lattaia

 

 

 

 


 

 

 

 
Ripped Note

 

 

 

Johannes Vermeer  – Allegoria della pittura

 

Alda Merini.. grande poetessa del 900 – Breve ricordo.. alcune sue belle poesie ed un video   Leave a comment

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La sua è stata una vita molto difficile ma…

baciata dalla magia della grande… grande… poesia.

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Alda Merini – Lorenzo Maria Bottari


 


ALDA MERINI


Breve ricordo ed un omaggio con sue poesie

ad una delle più grandi poetesse del ‘900

a cura di Tony Kospan


 






– Un interessante articolo dedicato a lei,

5 sue poesie, belle e significative, ed infine 

un video-omaggio con sue immagini

e la canzone dedicatale da Vecchioni

sono a mio parere il modo migliore per ricordare

chi ci ha donato poesie indimenticabili ed eterne.


 







L’ARTICOLO DI GIANNI LEONE

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“I suoi versi sono bagnati di ardente “visionarietà”,

profondi come solo gli abissi dell’anima sanno essere…

versi a volte inquieti, a volte sommessi,

che raccontano le “ombre e luci della sua mente.”




Alda Merini era una poetessa di un’intensità straordinaria… una che “andava e veniva” dai manicomi, sempre prigioniera dei suoi problemi di salute… eppure quei problemi in un certo senso hanno reso Alda Merini libera… libera di raccontare se stessa, le cose che vedeva, le persone che l’aiutavano o l’amavano…

Nel febbraio del 2004 Alda Merini viene ricoverata all’Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. Un amico della scrittrice lancia un appello per richiedere aiuto economico.

La Merini, nonostante sia una delle più grandi poetesse del Novecento vive in povertà. 

E così accade di morire in semi-povertà, dopo che per un’intera vita si è arricchito il mondo di poesia… la poesia di una donna dal modo scontroso ma straordinariamente dolce di esistere e comporre versi…

Capita che in un paese come l’Italia, una grande artista muoia quasi nel silenzio… semisconosciuta… ci sono “altri artisti” da celebrare… l’Italia è intenta a celebrare i decerebrati dei reality, i protagonisti del pallone miliardario e le tante veline cialtrone della tv… e così in questa domenica d’autunno, sono nel mio studio, con uno dei miei cinque gatti, Gastone, addormentato sulla scrivania accanto alla tasteria del computer.

Guardo Gastone, ascolto musica, rifletto e scrivo questo pezzo… e penso come Alda Merini sia stata capace di accarezzare le parole fino a piegarne il suono, per farne poesia…

La Merini era veramente unica… una di quelle creature capaci di brillare di luce propria, irradiando bellezza, come se fosse una stella appena nata, nello sterminato universo.

Povera e pazza… per lei però questa due parole non sarebbero state offensive ma una condizione da rivendicare…

Quello che la vita le aveva negato, lei lo prendeva a mani nude, folle e incurante, se ne fregava di tutto, posseduta com’era dal suo Daimon poco socratico e molto dionisiaco.

(Da Mondo Raro)









LE 5 POESIE

 

Amore,
vola da me
con l’aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l’ingegno del tuo sentimento.
Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d’albero più alta
per darti frescura e riparo.
Fa’ delle due braccia
due ali d’angelo
e porta anche a me un po’ di pace
e il giocattolo del sogno.
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.


2u6in4i


I miei poveri versi
non sono belle, millantate parole,
non sono afrodisiaci folli
da ammannire ai potenti
e a chi voglia blandire la sua sete.
I miei poveri versi
sono brandelli di carne
nera disfatta chiusa,
e saltano agli occhi impetuosi;
sono orgogliosa della mia bellezza;
quando l’anima è satura dentro
di amarezza e dolore
diventa
diventa incredibilmente bella
e potente soprattutto.
Di questa potenza io sono orgogliosa
ma non d’altre disfatte;
perciò tu che mi leggi
fermo ad un tavolino di caffè,
tu che passi le giornate sui libri
a cincischiare la noia
e ti senti maestro di critica,
tendi il tuo arco
al cuore di una donna perduta.
Li mi raggiungerai in pieno.


 2u6in4i


A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l’acre vapore del vino
indenne,
meglio l’ubriacatura del genio,
meglio sì meglio
l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d’oro.

2u6in4i


Riottosa a ogni tipo di amore
sei entrato tu a invadere il mio silenzio
e non so dove tu abbia visto le mie carni
per desiderarle tanto.
E non so perché tu abbia avuto il mio corpo
per poi andartene
con il grido dell’ultima morte.
Se mi avessi strappato il cuore
o tolto l’unico arto che mi fa male
o scollato le mie giunture
non avrei sofferto tanto
come quando tu un giorno insperato
mi hai tolto la pelle dell’anima.

2u6in4i

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti….
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
 

2u6in4i

 



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IL VIDEO



Ed infine un video in suo omaggio




 




Cara Alda…

ancora grazie per tutte le grandi emozioni che ci hai regalato

e continuerai a regalarci ogni volta che leggeremo i tuoi versi.


Tony Kospan
 

 

 

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Oggi è la giornata mondiale della POESIA! Festeggiamola anche noi con aforismi.. poesie e non solo.   Leave a comment








La casa della poesia non avrà mai porte.
Alda Merini



 
 
 

E’ PRIMAVERA
MA E’ ANCHE
LA FESTA DELLA POESIA

 
 
 
 

 





Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo.
E’ il logico che cerca di mettere il cielo
dentro la propria testa.
Ed è la sua testa che si spacca.
Gilbert Keith Chesterton



 
 
 
SCRIVER Penna che scrive
 
 
 
Con l’arrivo della stagione più amata
oggi si festeggia anche
la giornata mondiale della Poesia.

 
SCRIVER Penna che scrive
 
 
 


L’Unesco desidera imporre all’attenzione di tutti,
e soprattutto dei giovani,
(ma in fondo – dentro – noi lo siamo tutti vero?)
LA POESIA

 
 


Infatti, fin dal 1999,
ha dichiarato il primo giorno di primavera,
e tradizionalmente il 21 marzo,
Giornata Mondiale della Poesia.


Festeggiamola allora anche noi…
con qualche pensiero… qualche aforisma
ed una mini poesia.
 





 
 

 

Cos’è dunque la poesia?

Siamo noi tutti poeti?
 

 
 

 

 

Certo non siamo né Dante, né Leopardi, né Neruda,
 né Lorca, né Montale, né Dickinson, né Merini… etc…
ma, se vogliamo,
tutti noi possiamo provare a scriver versi
ed in tanti ci provano, ci proviamo,
e direi spesso con bellissimi risultati
e qualcuno tra noi anche di più.

 
 

 
Johann Baptist Reiter


 
 
 

Il grande Giuseppe Parini diceva:


.

“la poesia non è necessaria come il pane,

né utile come l’asino;

tuttavia, se usata bene,

può rendere felice l’uomo”.


 



 

 

 

 
Ora inneggiamo con questo video, all’amata… 
Poesia.



 
 
 
 

 


e poi leggiamo una significativa mini-poesia 
che amo molto… e che a mio parere, 
è un piccolo… grande… inno alla poesia



 
 


 
POESIA SULLA POESIA
Enrico Dignani


E… se non vi piace la poesia
allora il mondo tenetevelo
così com’è:
scemo e faticoso!


 
 


Auguro quindi infine…

 
 
 

 

in salute, in armonia ed in… poesia.

Tony Kospan




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Luigi Tenco.. grande cantautore degli anni ’60 – Breve ricordo anche con 2 sue.. canzoni-poesie   Leave a comment

 

 

 

 

 

Nato il 21 marzo 1938 a Cassine (Alessandria) crebbe artisticamente a Genova frequentando grandi cantautori come Bruno Lauzi, Gino Paoli e Fabrizio De André.

 

Il suo grande amore musicale era il jazz… ed infatti la sua prima band si chiamava “Jelly Roll boys jazz band”.


 

 

Luigi Tenco (Cassine, 21.3.1938 – Sanremo, 27.1.1967)

 


 
I suoi esordi con il nome d’arte Gigi Mai (ne userà poi diversi altri) non furono baciati dal successo nè di pubblico nè di critica.

 

Dal 1959 iniziano i suoi successi soprattutto con “Mi sono innamorato di te” e “Io sì”… poi nel 1964 con “Ho capito che ti amo” e nel 1966… con “Un giorno dopo l’altro” e “Lontano, lontano
 

 

 


 

 


Nel 1967 partecipa al festival di Sanremo già attanagliato da problemi psicologici con “”Ciao amore, ciao”  cantata in coppia con Dalida e nel vederla bocciata dalla giuria a favore di altre canzoni di scarso valore si tolse la vita…

 

E’ stato un cantautore davvero “autentico” in quanto non cedette mai a pressioni commerciali o si abbassò a volgarizzazioni della sua vena poetico-musicale.

 

 

 

 

 

 

Milioni di giovani dell’epoca (tra i quali il sottoscritto) lo amavano per questo e rimasero sconvolti quando appresero della sua morte.

 

Per me, ma non solo per me, le sue erano quasi tutte “canzoni poesie“.


 
 
 

 
 
 

Ed è proprio con questa canzone poesia IO SI’ che mi fa piacere iniziare a ricordarlo e rendergli omaggio…

 
 
La canzone è tutta sua… testo e musica… ed appare a me…, ma non solo…, come una delle sue canzoni più incisive… più sensuali… più romantiche ed intriganti…
 
 
Direi che per questi aspetti rappresenta un vero e proprio unicum tra le sue canzoni…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
.
Prima ascoltarla però… leggiamo il testo… per apprezzarne il valore “poetico”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

IO SI’
 – Tenco – 

Io sì,
che t’avrei fatto vivere
una vita di sogni
che con lui non puoi vivere
 
Io sì,
avrei fatto sparire
dai tuoi occhi la noia
che lui non sa vedere
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei detto il mio amore
cercando le parole
che lui non sa trovare
 
Io sì,
t’avrei fatta invidiare
dalle stesse tue amiche
che di lui ora ridono,
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei fatta arrossire
dicendoti “ti amo”
come lui non sa dire
 
Io sì,
da te avrei voluto
quella tua voce calda
che a lui fa paura
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei fatto capire
che il bello della sera
non è soltanto uscire
 
Io sì,
t’avrei insegnato
che si incomincia a vivere
quando lui vuol dormire,
ma ormai…
 
Io sì,
che t’avrei insegnato
qualcosa dell’amore
che per lui è peccato
 
Io sì,
t’avrei fatto sapere
quante cose tu hai
che mi fanno impazzire
ma ormai…

 

 

 
 
 
 Ascoltiamola dunque cantata dall’autore…
 
 

 
 
 
 
 

e, se ci va, ascoltiamo anche quest’altro suo successo
che pure amo molto
ma che è invece di genere introspettivo.

 
 


 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan


 
 
 

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