Archivio per 12 marzo 2021

Buon weekend in poesia “Bianche nubi” H. Hesse – arte U. Oppi – canzone “Almeno tu nell’Universo” Mia Martini   Leave a comment

 
 
 
 
Ubaldo Oppi
 
 
 
 
 

  

 
 
 
 
 

 

L’amore è un sogno che non ci abbandona mai
anche quando sappiamo che non si potrà più realizzare.
Natalia Aspesi

 

 
  
 
 
Ubaldo Oppi – ll pittore con la moglie




Passiamo un buon fine settimana
anche se dobbiamo stare a casa 
per la nostra e l’altrui salute…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

BIANCHE NUBI
Herman Hesse
 
O guarda, si librano di nuovo
come sommesse melodie
di belle dimenticate canzoni
verso il cielo blu!
Nessun cuore le può capire
al quale durante un lungo viaggio
non si è aperto il sapere
di tutte le pene e gioie del cammino.
Le amo così bianche e sciolte
come il sole, il mare, il vento,
perché sono sorelle ed angeli
di quelli senza casa e patria.

 
 
 
 

Ubaldo Oppi – Donna alla finestra
  
 

 

 

 
 
A TUTTI DA… ORSO TONY 

ANCHE STANDO CHIUSI IN CASA
 
 

 
 
PSICHE E SOGNO
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APRI LO SCRIGNO
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Ubaldo Oppi – Ritratto della moglie
 

 
 

Bellissime (e premiate) foto di animali nel loro ambiente naturale   Leave a comment








LE PIU’ BELLE FOTO SULLA NATURA DEL 2019



Ecco le foto vincitrici del 55° concorso fotografico 
“Wildlife Photographer of the Year” 
ritenuto il più prestigioso al mondo.








LA VOLPE CHE SORPRENDE UNA MARMOTTA

L’ha scattata il fotografo cinese Yongqing Bao che è riuscito a cogliere un momento molto particolare sulle montagne del Tibet.
La volpe tibetana che deve sfamare i suoi 3 cuccioli, finge di dormire, ma poi si muove e la marmotta la guarda con gli occhi sgranati, 
la bocca aperta e le zampe sollevate in un atteggiamento terrorizzato.
Questa foto ha vinto il 1° premio.








LA DISTESA DEI PINGUINI

Una distesa di 5.000 pinguini imperatori maschi che affrontano le raffiche di vento gelato in Antartide stando tutti uniti, stretti stretti, per sopportare le bassissime temperature e proteggere, dopo l’accoppiamento, il proprio uovo dalle intemperie mentre le femmine vanno in mare in cerca di cibo.
Foto di Stephan Christmann
1° premio categoria Portfolio








UNA COLONIA DI UN TIPO DI ANGUILLE

La foto è stata scattata al largo di Dauin, nelle Filippine, lungo la barriera corallina da David Doubilet
1° premio categoria “Sott’acqua”








L’AQUILA DA VICINO

La foto di Audun Rikardsen  ci mostra un’aquila reale mentre plana su un ramo.
L’autore ha prima nascosto una finta macchina fotografica nell’albero e poi, dopo qualche mese, quando si è abituata a vederla ha messo quella vera.
1° premio categoria “Comportamento uccelli”








L’ATTACCO DI UN PUMA AD UN GUANACO

Ingo Arndt ha ripreso l’attacco di un puma a un guanaco nella regione di Torres del Paine in Patagonia, in Cile.
L’autore della foto ha dichiarato di aver scelto un puma maschio che andava a caccia perché le femmine lo fanno con i cuccioli che però con i loro rumori fanno scappare le prede.
Il guanaco di sentinella aveva visto il puma ed aveva avvertito gli altri del pericolo.
Ma il puma era rimasto fermo un bel po’ e il guanaco, forse distratto da ciò, si decideva a raggiungere gli amici.
Ma ecco che il puma lo raggiunge e l’attacca.
Il risultato però non è quello che credeva il puma perché il guanaco, grosso ed esperto, si butta addosso al puma che si spaventa e lo lascia perdere.
1° premio per la sezione “Comportamento: mammiferi”.








UN BABBUINO CON IL SUO PICCOLO

Un giovanissimo anconetano, Riccardo Marchegiani, è riuscito a fotografare in Etiopia un babbuino Gelada di notte con il suo cucciolo.
1° premio per la categoria “15-17 anni”.







ANTILOPI TIBETANE

E’ di Shangzhen Fan la foto di un gruppo di maschi di antilope tibetana nel deserto della riserva naturale degli Altun Shan.
1° premio categoria “Animali nel loro habitat” 








MIGRAZIONE DELLE RANE

L’altoatesino Manuel Plaickne è l’autore della spettacolare foto sulla migrazione delle rane che, finito l’inverno, si tuffano negli specchi d’acqua dell’Alto Adige per riprodursi.
1° posto categoria “Anfibi e rettili”. 



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Nilla Pizzi.. regina della canzone italiana – Breve ricordo anche con “Papaveri e Papere”   Leave a comment

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LA REGINA DELLA CANZONE ITALIANA



Adionilla Pizzi in arte Nilla è stata unanimemente definita
«la regina della musica italiana»…
per i suoi grandi successi nei primi Festival di Sanremo
e per esser stata un vero e proprio mito della canzone italiana
negli anni ’50 e ’60.








Per far comprendere quanto fosse vera quella definizione
basti pensare che dopo aver vinto ne ’51 il Festival di Sanremo
con Grazie dei Fiori l’anno dopo, caso unico nella storia,
salì su tutti e 3 gradini del podio con
“Vola colomba”, “Papaveri e papere” e “Una donna prega”.




(Sant’Agata Bolognese 16.4.1919 – Segrate 12.3.2011)



Ma c’è di più, lei bolognese, nello stesso anno, il 1952
vinse anche il primo Festival della Canzone Napoletana…
onore che Napoli le tributò di buon grado
in quanto star amatissima e veneratissima in quegli anni.




Nilla Pizzi



Un’altra sua fantastica caratteristica era l’eccezionale simpatia
che suscitava la sua classica genuinità emiliana.

La sua vita privata non offre spunti molto particolari
a parte la storia col cantante Gino Latilla
che per lei tentò il suicidio.








BREVE BIOGRAFIA UMANA ED ARTISTICA


Nata nel 1919 inizia la sua attività di cantante
nel 1943 ma raggiunge il massimo del successo
negli anni 50 come solista dell’orchestra Angelini
e sopratutto con le già ricordate vittorie a Sanremo.








Ma è stata anche attrice in ben 18 film
di carattere prevalentemente musicale.







Tutta l’Italia amante della musica leggera…
in quegli anni la voleva vedere ed ascoltare
ed i suoi spettacoli erano tutti dei trionfi.






Dopo gli anni ’60, anche per il cambio dei gusti musicali,
la sua fama andò pian piano a scemare
ma lei non smise mai di cantare fino alla fine.






LA CANZONE


Per concludere questo ricordo e per renderle omaggio
penso sia giusto farvi ascoltare
la sua canzone più rappresentativa…
VOLA COLOMBA.




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Tony Kospan




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Joe Petrosino – Breve biografia di uno dei primi martiri della lotta alla mafia anche con immagini e video   Leave a comment

 
 
 
Questa è la storia, di Giuseppe Petrosino, detto Joe, poliziotto italiano naturalizzato statunitense.

E’ stato un grande grande e vittorioso combattente contro la Mafia (allora chiamata Mano Nera) di Litte Italy (New York).

La sua vicenda ha segnato la storia della Polizia americana.


 

 

(Padula 30.8.1860 – Palermo 12.3.190)

 

 

Siamo a New York all’inizio del secolo scorso e circa mezzo milione di italiani emigrati

vi vivono come emarginati perché considerati troppo diversi culturalmente.

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Non solo, tra di loro c’è un’associazione criminale segreta

che organizza estorsioni, rapimenti, incendi, omicidi, rapine etc.

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E’ la famosa “MANO NERA” chiamata così perché si firma con il disegno di una mano nera.

 

 

 

Italiani a Little Italy all’inizio del ‘900

 


La polizia americana non ci capisce nulla e non sa che pesci prendere.

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Ma un giorno un ufficiale vedendo Joe,  che fa il lustrascarpe davanti alla stazione di polizia,

lo invita a fare domanda per arruolarsi.


Chi è Joe?


Un giovane di belle speranze originario della provincia di Salerno.

 

 

 



 

 

Viene ben presto accolto nei ranghi della polizia e lui ripaga la fiducia,


anche grazie all’aiuto degli italiani onesti di Little Italy,


mettendo al tappeto la “Mano nera” e non solo.


..


Per questo e per la grande stima che aveva per lui, Theodore Roosevelt,


allora assessore alla polizia (ma futuro Presidente degli Stati Uniti),


lo promuove sergente nel 1895.


 


 


 
 
 
 
 

 

 

 
 
 
 
I suoi grandi successi nella lotta al crimine lo fanno quindi in breve tempo emergere dall’anonimato.
 
 
 
 
 
 
 
 
Little Italy

 
 
Per le sue eccezionali doti investigative nel 1909 viene inviato in missione segreta a Palermo.

Lì però, per una ingenua fuga di notizie anericana,

la sua presenza diviene notata negli ambienti mafiosi che lo fanno uccidere da 2 killer.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il suo funerale è considerato storico in quanto vi partecipano ben 250.000 persone.

Mai fino ad allora tante persone ad un funerale negli USA.
 
Ciò accade perché per tutta l’America è un eroe ed un martire della lotta alla criminalità organizzata.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
La sua storia ha 3 risvolti:
il primo, positivo, è quello di un italiano che si fa onore negli USA come eccezionale policeman;
il secondo, amaro, è quello di una delle prime vittime della mafia;
il terzo, sociologico, è l’aver dimostrato agli americani che gli italiani “brutti sporchi e cattivi” (così erano visti) erano capaci di grandi cose e quindi da allora iniziò a cambiare l’idea solo negativa che essi avevano.
(T.K.)
 
 
 
Ricordiamolo anche con questo video…
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 Tony Kospan

 

 

 

 

 

 

 

 
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