Archivio per 22 febbraio 2021

Buon lunedì sera in poesia “Desideri” B. Bruno – arte J. Beraud – canzone “Se mi perderai”   Leave a comment

 
 
 
 
 
 Jean Beraud – Dopo il misfatto

 
 
 
 
 
 
 
 
La vita è breve…
Perdona in fretta, bacia lentamente, 
ama davvero, ridi sempre di gusto.
E non pentirti mai 
di qualsiasi cosa ti abbia fatto sorridere,
oppure piangere.
Sergio Bambarén
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Jean Beraud
 


D E S I D E R I
Baldo Bruno
 
 
Desideri
Farfalle che si fermano su idee annebbiate
Uccelli stridenti nel cielo della mente
fantasie
forme brillanti di altre dimensioni
Il cuore li cerca
sogni
singhiozzi di fantasia
con gli occhi lucenti nell’immensità
sospiri
come nella notte fiori impotenti
in attesa della luce.

 
 
 
 
Jean Beraud – Al caffè

 
 
 
 
 
 
 
 (Se mi perderai – Nico Fidenco)
 
 
 a tutti da Tony Kospan
 
 
 
 
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STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO
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Jean Beraud – La signora si rende utile
 
 
 
 

La spada nella roccia è solo una leggenda? No! Esiste ed è in Italia! Vediamola e conosciamone la storia!   Leave a comment




Molti pensano che si tratti solo di una leggenda medievale
ma la spada nella roccia la possiamo ammirare davvero
ed è in Italia nell’Abbazia di San Galgano.








“Un Cavaliere è devoto al valore,
il suo cuore conosce solo la virtù,
la sua spada difende i bisognosi,
la sua forza sostiene i deboli,
le sue parole dicono solo verità,
la sua ira si abbatte sui malvagi.”








LA SPADA NELLA ROCCIA
– LA LEGGENDA E’… REALTA’ –




Ma andiamo con ordine.
Tra le tante leggende quella di Re Artù è sicuramente una delle più affascinanti.
Tanti sono i personaggi e le storie che ruotano intorno al Re, nato, secondo la leggenda, grazie ad un incantesimo di Merlino.
Il mago permise infatti a Uther Pendragon, re di Britannia, di giacere con la bella Igerna, trasformando i suoi lineamenti in quelli del marito di lei.






La spada nella roccia di San Galgano



Merlino pretese che, in cambio dell’incantesimo, Re Uther gli consegnasse il bambino non appena fosse nato. 
Al momento della nascita, Merlino reclamò il neonato e lo affidò ad una famiglia per allevarlo. 
Ma il mago aveva grandi progetti per il piccolo, che infatti, apparentemente per caso divenne Re di Britannia, dopo essere riuscito a estrarre la Spada nella Roccia. 
Fin qui la leggenda arturiana, ma la leggenda della spada nella roccia si intreccia in maniera decisamente affascinante con la realtà, e per l’esattezza con una realtà tutta italiana.
Siamo nella Toscana del XII secolo, poco lontani da Siena, in un paesino chiamato Chiusdino. 
Qui, nel 1148, nasce Galgano Guidotti. 
La cavalleria lo affascina al punto che, dopo una prima visione di San Michele, decide di diventare egli stesso un cavaliere, e la sua vita viene segnata da un comportamento libertino e dissoluto. 
I suoi genitori avevano per lungo tempo atteso l’arrivo di un figlio, tanto da recarsi in pellegrinaggio verso la Basilica di San Michele sul Monte Gargano in Puglia, (da qui forse il nome del santo).
Ma si abbandonano allo sconforto per i suoi comportamenti. 
Il destino ha, però, riservato loro una sorpresa.





Un’antica immagine raffigurante Galgano e la sua spada nella roccia




Galgano, dopo una seconda visione di San Michele, si interroga sulla sua vita e decide di dedicare i suoi anni a venire a Dio e di vivere come un eremita.
Impugnata la sua spada, la conficca in una roccia, e davanti all’elsa, che si erge come una croce, egli pregherà (una variante della storia narra che fu lo stesso San Michele a conficcare la spada).
Era il 1180 e l’intero anno successivo viene segnato dai miracoli di Galgano, che muore di stenti nel 1181. 
La sua beatificazione avviene in soli 3 giorni e nel 1185 papa Urbano III lo proclama Santo.
Di lui rimane solo il teschio, conservato nella chiesa di Chiusdino, da cui si racconta crescessero capelli biondi, tanto da nominare San Galgano protettore dei calvi.
Il resto del corpo non è mai stato trovato, sebbene alcuni testi indichino come luogo di sepoltura l’area intorno alla spada.
Sul luogo è stata poi costruita una chiesetta, con una particolare volta dipinta con cerchi concentrici bianchi e neri.






Si potrebbe pensare ad una variazione della leggenda Arturiana, ma c’è una testimonianza incontestabile: la spada è ancora oggi conficcata nella roccia.
E su questo mistero sono iniziate le indagini di alcuni ricercatori delle Università di Pavia, Milano, Padova e Siena.
I risultati hanno confermato che l’elsa che emerge dalla roccia appartiene a una intera spada realmente conficcata nella roccia. 
Le ricerche hanno anche permesso di datare con precisione la chiesa e alcuni resti ossei trovati in una piccola scatola, anche se purtroppo i risultati non sono stati resi pubblici.
La cronologia degli eventi, e delle diverse opere che hanno reso celebre Re Artù, testimoniano come in realtà si potrebbe vedere in Galgano un vero e proprio ispiratore del famoso ciclo Arturiano.
Lo stesso nome Galgano pare sia stato mutato in Galvano, uno dei cavalieri della tavola rotonda. 
Il ciclo Arturiano inoltre risale alla fine del XII secolo, esattamente dopo la morte del santo senese.





I resti dell’Abbazia di San Galgano 




Se ci si fa trasportare dalla leggenda non si può ignorare uno dei sogni fatti da Galgano, in cui egli incontrò Gesù e i dodici Apostoli seduti intorno ad una tavola rotonda e vide il Santo Graal.
Coincidenze si potrebbe dire, ma è facile cedere al fascino dei miti celtici e ambientazioni medievali che fanno da sfondo alla storia e di Galgano. 
A poca distanza dalla collinetta su cui sorge la chiesetta, infatti, si trovano i resti di un’antica abbazia cistercense, ormai senza tetto, a causa del crollo del campanile, e con un prato al posto del pavimento.
Un paesaggio che sembra essere tratto dalle più antiche e famose leggende dei cavalieri medievali, un luogo quasi magico in cui circa 750 anni fa si svolsero eventi straordinari.


TESTO DI GIANLUCA MARRAS 


C O N T I N U A




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STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO
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Si può scherzare con San Valentino? No! E invece sì! Ecco aforismi, oggetti, immagini e vignette divertenti…   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 

Sapete che amo (e penso di poter dire che amiamo)
l'Amore… in ogni suo aspetto
ed il giorno di San Valentino l'abbiamo onorato
con tante poesie.. immagini.. musiche etc…



La panchina… perfetta 


 
 
“J'aime l'amour”come dicono i francesi…
ma non per questo è vietato scherzare
con il nostro caro… carissimo… San Valentino eh eh.

E' sempre bello, e di ciò sono convinto,
vedere le cose da più punti di vista.
 
 
 

 
 
 
 
 
Ho pensato dunque di dedicar questo post…
ad aforismi, immagini e vignette divertenti
su San Valentino e sull'amore in genere.



Qualcuno deluso ha deciso
di lanciarlo, poverino, contro un palazzo



 
 
 
 
 
PARTIAMO CON GLI ANTI-BACI PERUGINA

 
 

San Valentino è la festa dell'amore. Per festeggiarlo veramente, mirate al cuore.
(Al Capone).
 
Il bacio di una donna può non lasciare traccia nell'anima, ma ne lascia sempre sul bavero della giacca.
(Enrique Jardiel de Porcela)
 

Amore significa non dover mai dire: “Sono incinta”.
(da una sit comedy americana)
 

Amore? Forse col tempo, conoscendoci peggio.
(Ennio Flaiano)
 
Basta un attimo per innamorarsi, quindi…non distraetevi.
(Fabio Fazio)
 
Facendone un peccato, il Cristianesimo ha fatto molto per l'amore.
(Anatole France)
 
I grandi amori si annunciano in un modo preciso, appena la vedi dici:
chi è questa stronza?
(Ennio Flaiano)
 
L'amore consiste nell'essere cretini insieme.
(Paul Valéry)
 
L'amore è donare qualcosa che non si ha… a qualcuno che non la vuole.
(Jacques Lacan)

L'amore ha diritto di essere disonesto e bugiardo. Se è sincero.
(Marcello Marchesi)



 
 

 
 
 
 
 

OGGETTI PERFETTI PER SAN VALENTINO





 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 



 
 
 
 
 
 
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LE VIGNETTE















 
 


Si è sgonfiata la… bambola
 
 
 
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SCAPPOOOOOOO…
SE DIO VORRA'… PERO'… CI AUGUREREMO…
SEMPRE ED IN OGNI CASO…
BUON SAN VALENTINO
ANCHE L'ANNO PROSSIMO… A bocca aperta
 
 
 
 
 
 
CIAO DA ORSO TONY

 
 
 
 

PSICHE E SOGNO
IL TUO GRUPPO DI FB
CULTURALE MA CON LEGGEREZZA
APRI LO SCRIGNO
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Andy Warhol – Vita ed opere dell’originale artista del 2° ‘900… definito “Re della Pop Art”   Leave a comment


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La “Pop Art”, ovvero Arte Popolare,
è una corrente artistica nata in Gran Bretagna
nella seconda metà del ‘900
di cui Andy Warhol è stato uno dei principali
ispiratori e maestri.
 

 
 
 
Pittsburgh 6.8.1928 – New York 22.2.1987
 
 
 
 
 
ANDY WARHOL RE DELLA POP ART
a cura di Tony Kospan
 
 
 
BREVE BIOGRAFIA
 
 
Nato a Pittsburgh in una famiglia d’origine slovacca,
dopo essersi diplomato nel 1949, inizia a lavorare
come grafico pubblicitario per alcune note riviste
ma svolge anche l’attività di vetrinista e di scenografo.
 
Presto inizia a creare delle pubblicità tutte sue e nel 1952
tiene la sua prima mostra di disegni alla Hugo Gallery di New York.






Dal 1960 inizia a creare dipinti che si rifanno ai fumetti
ed alla pubblictà di grandi marche… ed inizia ad usare la serigrafia…

 
 
 
 

 
 
 
Successivamente affronta un’iniziativa molto più ampia la “Factory
una specie di officina creativa e collettiva d’arte di massa..
 
 
Iniziano anche i suoi rapporti con Leo Castelli
che molta importanza avranno
nella diffusione sempre più ampia delle sue opere…
 
 
 
 
 
 
 
 
Intanto, per la sua “stranezza” nel proporre immagini consumistiche
la sua arte ebbe molte critiche negative.
 
 
Infatti il fenomeno Warhol era molto discusso ,
e negativamente considerato, sia per la sua eccentricità
che per l’immagine trionfale del consumismo americano,
proprio negli anni in cui il mondo della cultura  
cercava di lottare contro di esso.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma le sue opere, nonostante questo,
 avevano un grande successo di mercato
forse perché appariva non molto nascosto il loro intento provocatorio,
e venivano esposte nelle mostre di tutto il mondo.
 
 
Nel frattempo si dedicava anche al cinema con 2 cortometraggi
 “Sleep” ed “Empire”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il 3 giugno 1968, una fanatica femminista frequentatrice della ‘Factory‘,
sparò a Warhol e al suo compagno di allora, Mario Amaya.
 
 
Non morirono ma Warhol si salvò proprio per un pelo.
 
 
 
 
 
 
 
 
Negli anni successivi e fino alla sua prematura morte,
in un ospedale di New York a seguito di un’operazione alla cistifellea,
si dedicò a creare degli happening multimediali
in cui si associavano varie forme d’arte
ed a rivisitare famosi capolavori…
(l’ultimo prima di morire fu “L’ultima cena”).
 
 
 
 
 
 
 
 
Venne sepolto a Pittsburgh
 che nel 1990 creò in suo onore
l’Andy Warhol Museum.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

LA SUA VISIONE ARTISTICA
 
 
 
Egli cerca di evidenziare i simboli più evidenti
della società del suo tempo
ma affronta anche temi sociali veri come gli incidenti stradali
e la sedia elettrica.


 
 
 

 
 

Il suo stile, sembra non differire molto dalla realtà visiva di ogni giorno
e  può anche apparire quasi indifferente e/o banale,
però colpì molto il mondo artistico e dei media del dopoguerra
ed infatti tuttora è molto apprezzato.

 



 
 
 
 
 
 
 

Andy fu ed è ancor oggi considerato
il massimo esponente della Pop Art.


  
 
 
Tony Kospan


IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
Ripped Note









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