Archivio per 18 dicembre 2020

Buon weekend in poesia “Come te” R. D. Garcia – arte F. Leighton – canzone “Mind Games” Lennon   Leave a comment




Lord Frederic Leighton – Madre e figlia





   

BEIGE 9ap
Impara a piacere a te stesso. 
Quello che tu pensi di te stesso 
è molto più importante 
di quello che gli altri pensano di te. 
– Seneca – 
BEIGE 9ap

 

   Lennon – Mind Games
Lord Frederic Leighton – May Sartoris



COME TE
R. D.Garcia

Io, come te, 
amo l’amore, la vita, il dolce incanto delle cose, 
il paesaggio celeste dei giorni di gennaio.
Anche il mio sangue freme 
e rido attraverso occhi
che hanno conosciuto il germinare delle lacrime. 
Credo che il mondo è bello, 
che la poesia è come il pane, di tutti. 
E che le mie vene non finiscono in me 
ma nel sangue unanime 
di coloro che lottano per la vita, 
l’amore, 
le cose, 
il paesaggio e il pane, 
la poesia di tutti.




Lord Frederic Leighton – Luna di miele
 


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da Orso Tony




 
 
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Lord Frederic Leighton



Perseo.. il Cavallo alato e la Medusa – Storia.. arte e significato del grande mito classico   Leave a comment







Riportar alla nostra memoria i miti classici

che tanta importanza hanno avuto

nella storia e nell’evoluzione della cultura umana

ritengo che non possa che farci bene…

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In questo post conosceremo la storia ed il significato

del mito di Perseo e del Cavallo (Pegaso) Alato…

che ha anche molto influenzato l’arte per secoli 

e di cui abbiamo un’enorme documentazione archeologica.

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IL MITO DI PERSEO
E DEL PEGASO ALATO

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Possiamo leggere il post ascoltando, se ci va, una musica new age

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IL MITO

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Perseo affronta e decapita Medusa, una delle Gorgoni, (mostri marini il cui nome proviene dal greco gorgós=spaventoso) guardandola riflessa nello specchio donatogli da Atena per non rimanere pietrificato dal suo sguardo.

Le Gòrgoni erano tre: due erano immortali, Steno ed Euriale: la terza, invece, Medusa non aveva questo dono; e quest’ultima Pèrseo doveva affrontare e uccidere.

Esse erano dotate di sorprendente bellezza.

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Rubens

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Minerva, per vendetta, aveva mutata la chioma di Medusa in un orribile groviglio di serpi, dando agli occhi di lei il potere di render di pietra quelli ch’essa guardasse.

Perseo viene avvertito del pericolo, ma è aiutato dallo scudo donatogli dalla déa che permette di osservare medusa senza rifletterne l’immagine e da una falce adamantina donatogli da Hermes (Mercurio) per decapitare Medusa.

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Caravaggio – Testa di Medusa



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Dal collo decapitato di Medusa esce il cavallo alato Pegaso che ella aveva concepito con Posidone, ma che a causa del suo odio non era capace di darlo alla luce.

Il nome Pegaso viene dalla parola greca “pegai“, che significa “sorgenti” o “acque”.

Pegaso, il cavallo alato aiuta poi Perseo a liberare Andromeda da un mostro marino ed è determinante anche nell’impresa di Bellerefonte contro la Chimera.

Alla fine delle sue vicende, Pegaso si trasforma nell’omonima costellazione.

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Giambattista Tiepolo – Bellerofonte su Pegaso uccide la Chimera

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Mentre nel mito greco la figura del cavallo alato è espressa attraverso Pegaso, nella cultura orientale, la stessa figura si ritrova nell’immagine dell’ippogrifo.

Benvenuto Cellini ha lasciato un ritratto della Gorgona nel famoso bronzo del Pèrseo che si ammira a Firenze, nella Loggia dei Lanzi.

Dante Alighieri nel IX canto dell’inferno (51-57) si esprime così: ” Volgiti indietro, e tien lo viso chiuso: che se il Gorgon si mostra, e tu il vedessi, nulla sarebbe del tornar mai suso”.

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Benvenuto Cellini – Perseo (partic.)

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IL SIGNIFICATO

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Il messaggio che ci trasmette il mito è che, per non soccombere rispetto all’energia pietrificante, che coagula (che è quella sessuale) e alle paure inconsce, non bisogna lottare direttamente (Perseo non deve incrociare lo sguardo di Medusa) ma serve la riflessione (il riflesso dello specchio), la conoscenza della natura superiore ed inferiore (Jung direbbe l’ombra) e così possono essere superate le prove al fine di liberare infine sé stesso come il Pegaso alato.

I miti anche oggi sono presenti dappertutto nella vita quotidiana, si pensi ad esempio che il Pegaso alato è lo stemma della Regione Toscana:

“Pegaso è il protagonista – insieme a Perseo e Bellerofonte – di uno dei miti più amati e longevi della civiltà occidentale.

Insieme agli altri due personaggi rappresenta l’eroe che costruisce la pace, combatte il caos e il male e propone valori positivi”.

Si potrebbero fare tanti altri esempi del genere.



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IL VIDEO

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CIAO DA TONY KOSPAN

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– TESTO DAL WEB (CON MINI MODIFICHE E CORREZIONI)

(NON MI E’ STATO POSSIBILE VERFICARNE L’AUTORE)

– IMPAGINAZIONE E COORDINAMENTO T.K.

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LA TUA PAGINA CULTURALE E DI SOGNO DI FB

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Il famosissimo… e velocissimo… test dei colori di Max Luscher ti dirà qualcosa di… te.   Leave a comment



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Il rosso fuoco ti fa pensare a una passione travolgente?


Vorresti dipingere le pareti della tua stanza di giallo?


Scopri con questo test cromatico il tuo modo di vedere te stesso e il mondo.


Il test prende spunto dagli studi condotti dallo psicologo svizzero Max Lüscher

sul legame tra colore e psiche.
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IL TEST DEI COLORI DI MAX LUSCHER
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Il test dei colori inventato da Max Luscher (1949) si basa sull’assunto che la preferenza mostrata verso ciascuna tinta e le reazioni che questa provoca nel soggetto cambiano a seconda degli individui e dei momenti, pertanto il test viene utilizzato come strumento diagnostico dello stato psicofisico del soggetto.


Il test contiene otto colori: i 4 colori base (rosso, giallo, verde e blu) e 4 colori ausiliari (viola, marrone, grigio e nero).


Questi otto colori sono usati da Luscher per descrivere quattro diversi sentimenti di sé.


Il test viene utilizzato principalmente in tre ambiti: aziendale, clinico ed educativo.


Vista la sua validità è utilizzata come test d’accesso dalla Marina Militare e dal Ministero degli Interni.


Il test è di veloce… somministrazione e può essere utilizzato anche dai laureati in psicologia, risulta inoltre gradevole per chi vi è sottoposto.








Ma eccoci al test… da fare però 
non pensando ai colori in genere amati.





a) prima scegli il colore tra quelli qui sopra che preferisci in questo momento… e… annotalo;

b) e poi scegli quello che rifiuti in questo momento… e…. annotalo.




Poi clicca qui giù per il responso: 






BUON TEST… E SE TI VA RACCONTACI




Ringrazio il sito: sottocoperta.net




ORSO TONY


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E. S. Curtis – L’esploratore che fu davvero con gli Indiani d’America – Documentazione e arte fotografica – I Parte   Leave a comment







LA FOTOGRAFIA AL SERVIZIO DI UN PROGETTO:
DOCUMENTARE DAL VERO USI… COSTUMI E TRADIZIONI
DEGLI INDIANI D’AMERICA







Eh sì stavolta, grazie a E. S. Curtis, 
non ci saranno le solite immagini di fantasia
del saggio popolo nativo nordamericano
ma assolutamente reali e capaci così di darci
una precisa visione dei loro usi e costumi.
 
 
 



EDWARD SHERIFF CURTIS
L’UNICO BIANCO CHE  INQUADRO’
DAVVERO
GLI INDIANI D’AMERICA

a cura di Tony Kospan

 
I PARTE





Edward Sheriff Curtis – (Whitewater 16.2.1868 – Los Angeles 19.10.1952)
 
 
 
 

E’ solo grazie a lui che abbiamo una vera e precisa
documentazione della reale vita degli Indiani d’America
prima che fosse contaminata dagli usi dei bianchi.



 

 
 




Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del Novecento ritrasse in mirabili immagini gli appartenenti alle varie tribù degli Indiani d’America ancora nei loro tradizionali costumi, gli oggetti del loro artigianato e i grandi spazi del paesaggio americano dove vivevano.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
E’ stato uno dei più grandi fotografi americani, fotografò i suoi soggetti muovendo dai deserti del South West per spingersi sino ai banchi di ghiaccio dell’Artico, registrando così, attraverso le immagini e la parola scritta i costumi e la cultura di oltre ottanta tribù.
 
 
 
 
 
 
 

Oggi questo ci appare quasi normale… ma se ci caliamo… nel periodo storico in cui Curtis operò… vicinissimo alle guerre tra bianchi e pellerossa… e se pensiamo quale fosse all’epoca (ahimé) la considerazione di cui godevano i Nativi americani… ci possiamo rendere conto della straordinaria importanza della sua opera.
 
 
 
 

 
 
 
 
 

Si tratta per me di immagini davvero molto affascinanti…
che hanno dentro… il senso e l’anima della realtà storica delle cose…
 
 
 
 
 
 
 

Ma non si tratta solo di documentazione storica per quanto utilissima…
 
Egli grazie alla grande padronanza tecnica ed alla sua arte fotografica…
riesce a penetrare il cuore degli Indiani d’America ed a donarci anche la vera atmosfera in cui essi vivevano.

 
 
 

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C O N T I N U A




Tony Kospan





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Edward Sheriff Curtis – esploratore, etnologo e fotografo





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