Archivio per 17 novembre 2020

IL SORRISO – Eccolo nelle poesie.. nelle canzoni.. nell’arte e.. non solo   2 comments







Il sorriso è uno dei nostri principali aspetti capaci 
di rappresentarci nelle relazioni con gli altri.

E' un'espressione di gioia che dona gioia
perché sorriso… chiama sorriso
e contribuisce talvolta a creare un certo non so che
che può far perdere la testa.






Può esser largo, spontaneo, appena accennato, 
aperto, complice, delicato, enigmatico,
ma anche falso, beffardo, sornione, da presa in giro… etc. etc.

Alla fine di una storia d’amore ritengo che il sorriso del/della partner
sia una di quelle cose il cui ricordo può davvero far star male…
ed infatti afferma Friedrich von Schiller*:
“ll sorriso non dura che un istante ma nel ricordo può essere eterno.”






Personalmente ritengo che, data la brevità e le difficoltà della vita,
e data l'impossibilità umana di modificarne i tratti fondamentali
la cosa migliore sia, fin quando ci è possibile, affrontarla con un sorriso…
piuttosto che con un perenne muso lungo come ci dice il mitico Chaplin.
“Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”.

Prima di passare alle poesie (non sono molte quelle dedicate al sorriso)
ed alle musiche leggiamo ora altri aforismi.






Chi sa ridere è padrone del mondo.
(Giacomo Leopardi)

Giove dall'alto sorride degli spergiuri degli amanti.
(Ovidio)

L'umorismo è il più eminente meccanismo di difesa.
(Sigmund Freud)

Come ti vidi mi innamorai. E tu sorridi perché lo sai.
(Arrigo Boito)






Passando alle poesie 
iniziamo con la descrizione poetica del sorriso di William Blake
e poi, passando per altre sempre di grandi poeti, 
concludiamo con una del mitico Neruda.



 
B. E. Murillo



IL SORRISO
– William Blake –

C’è un Sorriso d’Amore,
e c’è un Sorriso d’Inganno,
e c’è un Sorriso dei Sorrisi
in cui questi due Sorrisi si incontrano.

E c’è uno Sguardo d’Odio,
E c’è uno Sguardo di Disprezzo,
e c’è uno Sguardo degli Sguardi,
che tentate di scordare in vano;

perché si pianta nel profondo del Cuore,
e si pianta nel profondo della Schiena,
e nessun Sorriso che mai fu Sorriso,
ma un solo Sorriso soltanto,

che fra la Culla e la Tomba
si può Sorridere soltanto una volta;
ma, quando è Sorriso una volta,
c’è una fine a tutta l’Angoscia.



 
Corcos



IL TUO SORRISO
– Sibilla Aleramo –
 
Il tuo sorriso
vibrazione che anima la vita
e la sconfitta.
C'è il tuo genio nel tuo sorriso.
Sapienza implacabile,
dominio e sdegno,
a fiore di un occulto vortice
ritmo di fantasia iridescente.
Il tuo sorriso
sottile ombra canora
su la chiarezza silenziosa
del fermo volto.
O gagliardo
amo il tuo sorriso,
che si esprime oltre il tuo dtesso volere,
balenante segno
della vita che in visione trascendi,
amo il tuo sorriso
malizia di fanciulla
e magia d'eroe,
il tuo sorriso dove,
a fiore d'un occulto vortice,
smaglia e canta,
soffuso di danzante ombra,
la sua forza.
Vibri, e altro non chiedi.
Attingi e varchi la vita
col tuo sorriso
fantasticamente vi dissolvi
il dolore noto e la gioia ignota,
in un brivido che t'allaccia
al cuore del mondo.
C'è il tuo genio nel tuo sorriso.



 
Leonardo



RIPENSO IL TUO SORRISO…
– Eugenio Montale –

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
scorta per avventura tra le pietraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera e i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un’anima ingenua,
vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovane palma…


 
Antonello da Messina



IL TUO SORRISO
– Pablo Neruda –

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.



Irolli


* L'autore della poesia “L'inno alla gioia” da cui è nato l'inno europeo.

Clicca qui giù per la poesia e la musica di Beethoven







Ciao da Tony Kospan con un… sorriso.







Buon martedì sera in poesia “Che mi ami tu lo dici” Keats – arte E. Vernon – canzone “Strani amori” Pausini   Leave a comment

 

 

Emile Vernon


 

 

 

 

 

 

    

L’amore, sia quando nasce,

sia quando si desta da un letargo che è sembrato mortale,

riempie il cuore di una luce che si riflette sul mondo circostante.

– Nathaniel Hawthorne – 

    

 

 

 

Emile Vernon 


 
 
 
CHE MI AMI TU LO DICI…
John Keats
 

Che mi ami tu lo dici, ma con una voce
Più casta di quella d’una suora
Che per sé sola i dolci vespri canta,
Quando la campana risuona –
Su, amami davvero!
 

Che mi ami tu lo dici, ma con un sorriso
Freddo come un’alba di penitenza,
Suora crudele di San Cupido
Devota ai giorni d’astinenza –
Su, amami davvero!
 

Che mi ami tu lo dici, ma le tue labbra
Tinte di corallo insegnano meno gioia
Dei coralli del mare –
Mai che s’imbroncino di baci –
Su, amami davvero!
 

Che mi ami tu lo dici, ma la tua mano
Non stringe chi teneramente la stringe;
è morta come quella d’una statua
Mentre la mia brucia di passione –
Su, amami davvero!
 

Su, incendiamoci di parole
E bruciandomi sorridimi – stringimi
Come devono gli amanti – su, baciami,
E l’urna, poi, delle mie ceneri seppelliscila nel tuo cuore –
Su, amami davvero!

 
 
 
 

Emile Vernon

 

 

 
 
 


da Tony Kospan



 

 

 

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Emile Vernon
 
 
 
 

L’ISOLA DI PASQUA – La storia.. la geografia ed i misteriosi moai di questa sperduta isola del Pacifico   3 comments

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Non tutti sanno che i  Moai della misteriosa Isola di Pasqua
 nascondono sotto il terreno un enorme corpo scolpito!

 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’ISOLA DI PASQUA… ED I SUOI MISTERI
Tony Kospan 


 
 

 
 
 
 
 
 
Ma cosa sono i Moai
e perché è interessante quest’Isola?
 
 Cerchiamo però prima di conoscere, in breve,
la lontanissima isola in cui si trovano
 
 
 
 
 
 
 

L’ISOLA DI PASQUA
 
 
 
In verità l’isola ha altri 2 nomi…
Rapa Nui (isola di roccia) e
Te Pito o Te Henua (ombelico del mondo)
 
 E’ un’isola più piccola dell’Elba con i suoi 171 kmq…
situata in pieno OCEANO PACIFICO
ed è anche uno dei luoghi più isolati del mondo….
dato che la località più vicina si trova a circa 2000 km…

 
 
 

 
 
 
 
Ha forma triangolare, presenta diversi vulcani
ed ha un clima subtropicale.
 
 Al momento della sua scoperta
vi vivevano circa 4000 abitanti…
e non c’era alcun albero… ma solo arbusti

 
 
 
 
 
 

Gli abitanti, di origine polinesiana,
 si nutrivano di polli e praticavano il cannibalismo
e per questo diversi esploratori preferirono non esplorarla…
 
 Ma l’isola ha avuto nei secoli precedenti alla sua scoperta
una fase di grande splendore ed una civiltà abbastanza evoluta.

 
 
 
 
 
 
 

Poi però una serie di errori (disboscamento insensato),
guerre interne e forse altre cause ancora ignote…
portarono alla scomparsa degli alberi
e dunque alla rovina dell’ecosistema dell’isola.
 
 La conseguenza fu che la popolazione dell’Isola
era quasi estinta quando, nel 1722,  Jacob Roggeveen,
un ammiraglio olandese, superato lo sconcerto 
per le incredibili abitudini degli isolani
decise di esplorarla…


 
 
 
 
 
 

Dopo una serie di varie vicende storiche
oggi l’isola fa parte del Cile…
  
Quello che però rende affascinante quest’isola
è la presenza di poco meno di un migliaio di Moai
oltre al mistero della scomparsa degli alberi.

 
 
 
 
 
 
 

COSA SONO I MOAI ?
 
 
Sono statue  monolitiche,
cioè ricavate e scavate da un unico blocco di pietra.
 
Di essi sono visibili solo le teste… o  poco più…

 
 
 
 
 
 
 

ECCO LA PARTE INTERRATA DEI MOAI
 
 

Contrariamente a quanto si pensava,
i Moai presentano anche un corpo interrato altrettanto scolpito
che rende queste statue altissime (in media 10 metri)
e pesantissime (in media dalle 75 alle  86 tonnellate).

Sui corpi, che recenti scavi hanno portato alla luce,
sono stati poi rintracciati dei simboli in “rongorongo”.


 
 
 
 
 
 
 

IL SIGNIFICATO DEI MOAI
 
 
Il loro significato è ancora incerto
e ci sono diverse teorie .
 
 
La più diffusa è che i Moai
sono stati scolpiti  tra il XII e il XVII secolo,
come omaggio verso gli antenati,
in modo che il loro potere soprannaturale
fosse di aiuto ai loro discendenti.

 
 
 
 
 
 
 

I MISTERI DELL’ISOLA
 
 
In ogni caso…,
nonostante la scoperta dei geroglifici e dei disegni
nelle parti interrate dei Moai…
 e diverse altre nuove scoperte,
i misteri di quest’isola sono più fitti che mai.

 
 
 
 
 
 

Tony Kospan
 
 
 

FONTI: VARI SITI WEB
 
 
Copiryght Tony Kospan


 

 

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Gino Maringola.. lo Zio Pasqualino di “Natale in casa Cupiello” – Breve ricordo anche con il video di una mitica scena   Leave a comment


 


 RECITO’ CON GINO CERVI,
EMMA GRAMMATICA, NANDO GAZZOLO, ELSA MERLINI….
MA SOPRATTUTTO CON IL GRANDE… EDUARDO.

 
  

 
 
 
 

UN BREVE RICORDO DI
GINO MARINGOLA
LO ZIO PASQUALINO DI CASA CUPIELLO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nato a Napoli il 17 novembre del 1917 , Gino esordisce come cantante ed anche di discreto successo grazie alla sua voce… poi però viene attratto dal teatro e fa tanta gavetta tra avanspettacoli e sceneggiate… recitando in varie compagnie teatrali italiane… anche con interpreti famosi…
 
 
 
 

 
 
 
 
Eduardo lo volle con sé nella commedia in cui debuttava il figlio Luca, alla fine degli anni 60, IL FIGLIO DI PULCINELLA, e poi nella sua compagnia al Teatro San Ferdinando.
 
Dopo un anno di incomprensioni, per l’estrema cura dei particolari, da parte di Eduardo  scoppiò tra loro una grande sintonia… “nel complesso” di caratteri non facili.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Infatti recitò con lui in Uomo e Galantuomo nel ruolo del commissario,Le voci di dentro  nel ruolo di Pasquale Cimmaruta, Il sindaco del rione Sanità nel ruolo di Vicienzo ‘o Cuozzo, Il contratto nel ruolo di Giacomino Trocina), De Pretore Vincenzo, Quei figuri di tanti anni fa.
 
 
 
Ma l’interpretazione che ce lo fa ricordare con simpatia e stima per la sua grande capacità d’attore
è quella di Zio Pasqualino in Natale in casa Cupiello.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

«Cara matre…». Tommasino Cupiell (Luca De Filippo) legge la lettera di Natale alla madre (Pupella Maggio)
e tra gli auspici di benessere e prosperità esclude zio Pasqualino (Gino Maringola). Che non ci sta:
«Mietteme dint ’a nota della salute perché sinò stanotte ce ntussecammo Natale…».


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel 1981 si ritirò a vita privata nei Quartieri Spagnoli dove però non smise mai d’insegnare teatro ai giovani desiderosi d’intraprendere la carriera d’attore…
 

Ricordiamolo rivedendolo in quella famosisima scena…

 
 
 
 

  

 

 

Tony Kospan





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IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
Ripped Note




Napoli 17 novembre del 1917 – Napoli 26 maggio 2011




 
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