Archivio per 14 novembre 2020

Buon sabato sera in poesia con “Ho conosciuto” Alda Merini – arte Waldmüller – Canzone “Io vagabondo”   Leave a comment

 

 

Ferdinand Georg Waldmüller – I vicini

 

 

 

 

 

 

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Di notte, ricordati di guardare le stelle.
Dove sto io è troppo (lontano)
perché possa mostrarti dove si trova la mia.
Meglio così.
La mia stella sarà per te una qualsiasi,
e allora ti farà piacere guardarle tutte.
Saranno tutte tue amiche.
Antoine de Saint-Exupéry – Il Piccolo Principe

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Ferdinand Georg Waldmüller – Gli innamorati
 
 
 
 

HO CONOSCIUTO
Alda Merini 

Ho conosciuto in te le meraviglie
meraviglie d’amore sì scoperte
che parevano a me delle conchiglie
ove odorano il mare e le deserte
spiagge corrive e lì dentro l’amore
mi son persa come alla bufera
sempre tenendo fermo questo cuore
che (ben sapevo) amava una chimera.

 
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Ferdinand Georg Waldmüller – Il tempo delle rose







 
 
da Orso Tony
 
 
 

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Ferdinand Georg Waldmüller – Giovane contadina con tre bambini alla finestra




Starry starry night – Con McLean.. Van Gogh e Vecchioni una bella liaison tra arte.. musica e poesia   Leave a comment

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VAN GOGH E STARRY STARRY NIGHT
–  ARTE… MUSICA… E POESIA –
 
 
 
 
 
 

Van Gogh – Notte di stelle (The Starry Night)
 
 
 
 

Stavolta la liaison tra arte e musica
non riguarda la musica classica ma quella leggera.
  
Ma musica leggera d’altissimo livello
e… quasi poesia.









 

 Starry Starry Night, di Don McLean,
cantata da Vonda Shepard
è una fantastica emozionante canzone
dedicata a Vincent Van Gogh.

 
 
 
 
 
Don McLean
 
 
 

In italiano la canzone è stata cantata da Vecchioni
con il titolo “Vincent”.




 





 La canzone ha un testo che appare davvero poetico
come possiamo legger qui giù… in italiano.
 
 Il video che poi vedremo, oltre a farci ascoltare la mitica canzone,
ci dona la visione di molti dipinti davvero stupendi di Van Gogh.
 
 
 
 
 
 Van Gogh – Campo di grano con volo di corvi
 
 
 
 
STARRY STARRY NIGHT
 
 
Notte di stelle,
intingi il tuo pennello nel blu e nel grigio,
guarda fuori in un giorno d’estate,
con occhi che conoscono l’oscurità nella mia anima.
Ombre sulle colline
tratteggiano alberi e giunchiglie.
Cattura la brezza e il gelo invernale
nei colori sul terreno ammantato di neve.

Ora capisco
cosa cercavi di dirmi
e come soffrivi della tua ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non sapevano come
forse ascolteranno ora.

Notte di stelle,
fiori fiammeggianti di un brillìo che avvampa,
nubi vorticanti nella foschia violetta
si riflettono negli occhi di cielo di Vincent.
Colori che cambiano sfumatura,
aurore nei campi di grano che matura,
facce consunte segnate dal dolore
trovano riscatto nella mano amorosa del pittore.

Perché loro non sapevano amarti,
eppure il tuo amore era sincero
e quando non si vedeva più nessuna speranza
in quella notte di stelle
ti sei tolto la vita come spesso fanno gli amanti.
Ma avrei potuto dirti , Vincent ,
che questo mondo non è mai stato inteso
per uno così bello come te.

Notte di stelle,
ritratti appesi nelle sale vuote,
teste senza cornice su pareti senza nome,
con occhi che scrutano il mondo e non sanno dimenticare
come gli sconosciuti che hai incontrato
uomini laceri in abiti stracciati.
Una spina d’argento una rosa di sangue
restano schiacciate e rotte sulla neve immacolata.

Ora credo di sapere cosa cercavi di dirmi
e come soffrivi della tua ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non ascoltano ancora,
forse non lo faranno mai …
 

 

 

Van Gogh – Notte stellata sul Rodano

 
 

Clikka sull’immagine… per questo video
che mi entusiasmò subito
quando, diversi anni fa, lo vidi per la 1° volta
e che è amatissimo ed ascoltatissimo.

 
 
 


 
 
 
 
 

Buon… “godimento”… se vi fa piacere…
 
 
Orso Tony



UN MODO DIVERSO DI VIVER


LA POESIA E LA CULTURA


NELLA PAGINA FB





 

 
 
Van Gogh
 

 

“La nascita dell’arcobaleno” in una bella leggenda degli Indiani d’America   Leave a comment




Davvero suggestiva questa storia della nascita
di uno dei fenomeni più affascinanti della natura
diffusa tra le tribù degli Indiani d’America
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COME NACQUE L’ARCOBALENO…
LEGGENDA DEGLI INDIANI D’AMERICA
 
 
 

Un giorno, madre Terra e padre Sole vennero a fare visita a un ragazzo solitario che si chiamava Atsosi Bagani. “Devi prendere moglie” disse la Terra. “Andrai a cercare moglie per un cammino ignoto agli uomini” aggiunse il Sole “Sposerai la maggiore delle sorelle Dobedeklad, Quelle-che-il-sole-non-illumina. Abitano in un pueblo. Gli uccelli le hanno imprigionate nelle tenebre, invidiosi della loro bellezza; tu solo puoi liberarle.


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Per aiutarti, costruirò un passaggio tra la tua capanna e il pueblo e trasformerò le ragazze e te, affinché gli uccelli non vi riconoscano e vi uccidano a beccate. Così, emerse dalla terra un arco gigantesco formato da strisce di colori brillanti; saliva molto in alto nel cielo e scendeva in lontananza sulla terra. Quando Atsosi Bagani si incamminò su questo ponte, fu trasformato in una farfalla, i cui colori si conf ondevano con quelli dell’arcobaleno. Gli uccelli non lo notarono e l’uomo farfalla arrivò sul tetto di una grande casa e scese attraverso un’apertura scura; nella penombra, vide le due sorelle occupate a tessere un magnifico tappeto dai colori dell’arcobaleno, i cui motivi ricordavano i fiumi e le montagne. “Guarda, sorellina – disse la maggiore – una farfalla si è posata in cima alla scala”. La sorella minore, molto eccitata, si precipitò verso la scala e un raggio di sole la sfiorò; la maggiore cercò di trattenerla ma entrambe furono attratte dal potere magico dei raggi solari. Sul tetto, la farfalla si trasformò nel giovane uomo. “Il Sole mi ha mandato a cercarvi, sarete mia moglie e mia sorella”.


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Gli uccelli li videro e si precipitarono su di loro con gridi stridenti; ma il Sole vegliava e trasformava i giovani in delicate farfalle, gli uccelli non riuscirono a trovare i fuggitivi. Atsosi Bagani ritornò alla sua capanna e il Sole e la Terra assistettero al matrimonio. Il giovane continuò a cacciare, mentre le due sorelle tessevano meravigliosi tappeti. Nella piccola capanna illuminata dal sole, però, le due ragazze avevano nostalgia della loro vecchia casa buia. Vedendole tristi, il Sole disse loro: “Se lo desiderate tanto, potrete rivedere la vostra cupa dimora; ma adesso gli uccelli sono diventati diffidenti e dovete difendervi”. Così prima di trasformarle in farfalle, diede a ciascuna due grossi chicchi di grandine.     



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Quando gli uccelli le attaccarono, la sorella maggiore scagliò contro di loro il primo chicco, che si tramutò in una grossa nube nera che avvolse gli uccelli. Le ragazze-farfalle proseguirono il volo, ma presto gli uccelli le raggiunsero; dovettero lanciare il secondo chicco di grandine, che si trasformò in una pioggia scrosciante, poi il terzo, che si ruppe in migliaia di piccoli chicchi. Ma la grandine finì e gli uccelli ripresero l’inseguimento; il pueblo era in vista, ma le farfalle non erano abbastanza veloci. Dovettero quindi lanciare l’ultimo chicco, che infiammò il cielo di lampi e tuoni.


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Gli uccelli scapparono spaventati e le ragazze furono salve.             


Le sorelle tornarono da Atsosi Bagani, ma ogni volta che sentivano nostalgia visitavano la loro vecchia casa.   


Così, dopo ogni temporale, si forma un arcobaleno tra il pueblo e la capanna del giovane, che riconcilia il mondo delle tenebre con il regno del Sole.


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Ciao da Orso Tony della tribù


degli Orsi… Sognanti…


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“Và dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro – Brevi ma belle citazioni dal suo libro cult   Leave a comment

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Gli strani percorsi della vita… e… l’invito.

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
DAL LIBRO
 
 
VA’ DOVE TI PORTA IL CUORE 
di Susanna Tamaro





 
 
 
I
 
Và dove ti porta il cuore.
 
La via che hai percorso non era dritta ma piena di bivi, ad ogni passo c’era una freccia che indicava una direzione diversa;
da lì si dipartiva un viottolo, da là una stradina erbosa che si perdeva nei boschi.
 
Qualcuna di queste deviazioni l’hai imboccata senza accorgertene, qualcun’altra non l’avevi neanche vista;
quelle che hai trascurato non sai dove ti avrebbero condotto, se in un posto migliore o peggiore;
non lo sai ma ugualmente provi rimpianto.
 
Potevi fare una cosa e non l’hai fatta, sei tornata indietro invece di andare avanti.
 
Il gioco dell’oca, te lo ricordi?
 
La vita procede pressappoco allo stesso modo.
 
 
 
 
  

 

II

 

Quando davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere,

non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.

 

Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo,

senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora.

 

Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.

 

Quando poi ti parla, alzati e va dove lui ti porta.

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III



Trovare scappatoie quando non si vuole guardare dentro se stessi è la cosa più facile al mondo.


Una colpa esterna esiste sempre, è necessario avere molto coraggio per accettare che la colpa
– o meglio la responsabilità – appartiene a noi soltanto.



IV



Chissà perché le verità elementari sono le più difficili da comprendere?

Se io avessi capito allora che la prima qualità dell’amore è la forza,
gli eventi probabilmente si sarebbero svolti in modo diverso.

Ma per essere forti bisogna amare se stessi; per amare se stessi bisogna conoscersi in profondità,
sapere tutto di sé, anche le cose più nascoste, le più difficili da accettare.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
2 PAROLE SUL LIBRO
 
 
 
E’ la storia forte, intensa ed umana narrata come una lunga lettera di un’anziana nonna alla nipote lontana.

Nella lettera c’è tanto amore ed una appassionata aperta confessione di tutti i segreti della sua vita con l’esortazione alla nipote ad andare… dove la porta il cuore.
 
Il libro considerato un testo molto poetico è stato un grande best seller e da esso è nato un film con la regia di Cristina Comencini.



 

 




 
 

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INSIEME SPENSIERATO E CULTURALE
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Claude Monet.. grande impressionista – Breve biografia artistica con suoi capolavori ed un’analisi del suo stile   Leave a comment





Donna che legge

.


In questo post ricorderò Monet 
con la storia, in breve, della sua vita artistica,
la visione di alcuni suoi capolavori
ed una sintetica analisi della sua arte

  
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.
Parigi 14.11.1840 – Giverny 5.12.1926 (Autoritratto)




Egli è stato uno dei massimi esponenti,
se non il massimo, dell'impressionismo…
e certamente, nel cuore.. nella fedeltà e nello stile,
il più impressionista di tutti gli impressionisti.

.
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.

Donna nel prato


.
 CLAUDE MONET
 PADRE DELL'IMPRESSIONISMO
E
 POETA DELLA LUCE E DEL PAESAGGIO



Régate à Argenteuil



BREVE PERCORSO ARTISTICO


Inizia presto, a 18 anni, a dedicarsi alla pittura,
soprattutto di paesaggi, sotto la guida di Boudin.

Trasferitosi a Parigi frequenta, e studia, gli artisti
che allora andavano per la maggiore…
ma si appassiona in particolare per le opere
di Courbet e della Scuola di Barbizon.




Adolfo Monet legge in giardino – 1866




Egli non ama e non apprezza le formalità
dell'arte classica al punto che si racconta
che non sia mai entrato al Louvre…

Pian piano pur seguendo lo spirito della pittura dei suoi tempi
acquisisce sempre di più uno stile personale
costituito da schizzi di colore ed assenza di linee nette.




Monet – Bianca Monet che dipinge




E' del 1874 il suo dipinto “Impression Soleil levant”
che fu esposto alla prima mostra dei futuri impressionisti,
che si tenne nello studio del fotografo Nadar.


Questa fu una mostra di pittori
che allora condividevano questo nuovo modo di dipingere
(Cézanne, Degas, Morisot, Renoir, Pissarro e Sisley)
ed i cui dipinti erano stati rifiutati dal Salon “ufficiale”,
cioè quello dell'Académie des beaux-arts di Parigi.


Questo dipinto acquisirà poi un'importanza fondamentale
come vedremo più giù.
   
.

.

La Cattedrale di Rouen
 

.

 
MONET E L'IMPRESSIONISMO

La corrente artistica prenderà infatti il nome Impressionismo
proprio da quel suo dipinto… che possiamo vedere qui giù…
e che in fondo già racchiude tutta la sua passione
per la luce, il colore e la natura.


  


Impression soleil levant – 1872
 
 .

.

Monet raffina sempre più il suo stile, sempre senza tradire mai
lo spirito impressionista, dedicandosi a creare dipinti
con soggetti più volte rivisitati ed oltre ai vari paesaggi
abbiamo soprattutto la serie della “
Cattedrale di Rouen“,
dipinta sempre con luci ed atmosfere diverse
e negli ultimi anni quella vasta e talvolta quasi eterea delle
“Ninfee”.

  
 .

.
 
La passeggiata



La sua geniale capacità di tradurre nei dipinti
ogni sfumatura dei paesaggi fece scrivere al grande scrittore
Guy de Maupassant 
una volta prese tra le mani un temporale che batteva sul mare
e lo gettò sulla tela: e quella che aveva così dipinto era proprio la pioggia.



Ninfee rosa

.

.

 

“La sua personale ricerca pittorica non uscirà mai dai confini di questo stile,
benché egli sopravviva molto più a lungo dell’impressionismo”

Pertanto egli rimase sempre fedele allo spirito di questa mitica corrente.  


 .

.


Passeggiata sulla scogliera



PICCOLA ANALISI DELLA SUA ARTE

.

.

La pittura di Monet, come quella di tutti gli impressionisti,
 non mira alla realtà, ma alle sensazioni individuali
e quindi è quanto di più lontano rispetto
al realismo sia inteso come espressione della cruda realtà
che di descrizione della sublime bellezza.
 
.
.
 
 
 
Terrazza sul mare a Sainte Adresse
 
 
 
 
Il pittore e l'oggetto del dipinto subiscono il fluire senza soste del tempo…
ed ecco la dissoluzione delle forme
attraverso la perdita dei contorni netti delle immagini fino ad avere dipinti
che ad una visione distratta potrebbero apparire semplici macchie di colori.



Monet – Ninfee – 1908
 


E' soprattutto nei paesaggi, come accennavo su,
 che Monet raggiunge dei vertici davvero altissimi.

Con lui si ha un vero e proprio rovesciamento
dei concetti della pittura paesaggistica che non è più natura dipinta…
ma diventa espressione dell'esperienza interiore.
 
 .
.
 
 
Camille Monet in giardino (partic.)



Il suo amore per la pittura “en plein air” ci viene confermato
anche da questo dipinto dell'amico, e compagno di corrente, Renoir,
che lo ritrae proprio mentre dipinge all'aperto nel suo giardino.




Renoir – Monet che dipinge nel suo giardino

 
 
 
.
 
Possiamo dare un ulteriore sguardo alla bellezza dei suoi dipinti
attraverso il video che segue…
.
.
 
 
Claude Monet (autoritratto)
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN




IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E
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Ripped Note





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Claude Monet… il più impressionista tra gli impressionisti e poeta della luce e del colore – Biografia.. analisi e dipinti   2 comments





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In questo post ricorderò Monet 
con la storia, in breve, della sua vita artistica,
la visione di alcuni suoi capolavori
ed una sintetica analisi della sua arte.

  
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Parigi 14.11.1840 – Giverny 5.12.1926 (Autoritratto)




Egli è stato uno dei massimi esponenti,
se non il massimo, dell’impressionismo…
e certamente, nel cuore, nella fedeltà e nello stile,
il più impressionista di tutti gli impressionisti.

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Donna nel prato


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 CLAUDE MONET
 PADRE DELL’IMPRESSIONISMO
E
 POETA DELLA LUCE E DEL PAESAGGIO



Régate à Argenteuil



BREVE PERCORSO ARTISTICO


Inizia presto, a 18 anni, a dedicarsi alla pittura,
soprattutto di paesaggi, sotto la guida di Boudin.

Trasferitosi a Parigi frequenta, e studia, gli artisti
che allora andavano per la maggiore…
ma si appassiona in particolare per le opere
di Courbet e della Scuola di Barbizon.




Adolfo Monet legge in giardino – 1866




Egli non ama e non apprezza le formalità
dell’arte classica al punto che si racconta
che non sia mai entrato al Louvre.

Pian piano pur seguendo lo spirito della pittura dei suoi tempi
acquisisce sempre di più uno stile personale
costituito da schizzi di colore ed assenza di linee nette.




Monet – Bianca Monet che dipinge




E’ del 1874 il suo dipinto “Impression Soleil levant” 
che fu esposto alla prima mostra dei futuri impressionisti,
che si tenne nello studio del fotografo Nadar.


Questa fu una mostra di pittori
che allora condividevano questo nuovo modo di dipingere
(Cézanne, Degas, Morisot, Renoir, Pissarro e Sisley)
ed i cui dipinti erano stati rifiutati dal Salon “ufficiale”,
cioè quello dell’Académie des beaux-arts di Parigi.


Questo dipinto acquisirà poi un’importanza fondamentale
come vedremo più giù.
   
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La Cattedrale di Rouen
 

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MONET E L’IMPRESSIONISMO

La corrente artistica prenderà infatti il nome Impressionismo
proprio da quel suo dipinto che possiamo vedere qui giù
e che in fondo già racchiude tutta la sua passione
per la luce, il colore e la natura.


  


Impression soleil levant – 1872
 
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Monet raffina sempre più il suo stile, sempre senza tradire mai
lo spirito impressionista, dedicandosi a creare dipinti
con soggetti più volte rivisitati ed oltre ai vari paesaggi
abbiamo soprattutto la serie della “
Cattedrale di Rouen“,
dipinta sempre con luci ed atmosfere diverse
e negli ultimi anni quella vasta e talvolta quasi eterea delle
“Ninfee”.

  
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La passeggiata



La sua geniale capacità di tradurre nei dipinti
ogni sfumatura dei paesaggi fece scrivere al grande scrittore
Guy de Maupassant 
una volta prese tra le mani un temporale che batteva sul mare
e lo gettò sulla tela: e quella che aveva così dipinto era proprio la pioggia.



Ninfee rosa

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“La sua personale ricerca pittorica non uscirà mai dai confini di questo stile,
benché egli sopravviva molto più a lungo dell’impressionismo”

Pertanto egli rimase sempre fedele allo spirito di questa mitica corrente.  


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Passeggiata sulla scogliera



PICCOLA ANALISI DELLA SUA ARTE

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La pittura di Monet, come quella di tutti gli impressionisti,
 non mira alla realtà, ma alle sensazioni individuali
e quindi è quanto di più lontano possa essere rispetto
al realismo, sia inteso come espressione della cruda realtà,
che di descrizione della sublime bellezza.
 
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Terrazza sul mare a Sainte Adresse
 
 
 
 
Il pittore e l’oggetto del dipinto subiscono il fluire senza soste del tempo
ed ecco la dissoluzione delle forme
attraverso la perdita dei contorni netti delle immagini fino ad avere dipinti
che ad una visione distratta potrebbero apparire semplici macchie di colori.



Monet – Ninfee – 1908
 


E’ soprattutto nei paesaggi, come accennavo su,
 che Monet raggiunge dei vertici davvero altissimi.

Con lui si ha un vero e proprio rovesciamento
dei concetti della pittura paesaggistica che non è più natura dipinta
ma diventa espressione dell’esperienza interiore.
 
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Camille Monet in giardino (partic.)



Il suo amore per la pittura “en plein air” ci viene confermato
anche da questo dipinto dell’amico, e compagno di corrente, Renoir,
che lo ritrae proprio mentre dipinge all’aperto nel suo giardino.




Renoir – Monet che dipinge nel suo giardino

 
 
 
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Possiamo dare un’ulteriore sguardo alla bellezza dei suoi dipinti
attraverso il video qui giù…
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Claude Monet (autoritratto)
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN




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