Archivio per 11 novembre 2020

Buona serata in poesia “Cercami” C. Pompi – arte F. D. Millet – canzone “Ti ricordi quei giorni” Guccini   Leave a comment

 

 

Francis Davis Millet – Lettura della storia di Enone (Moglie di Paride)

 

 
 
 
 
 
 
 
 


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Certo che ti farò del male.
Certo che me ne farai.
Certo che ce ne faremo.
Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
(Antoine de Saint-Exupéry)


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Francis Davis MilletVicino alla finestra (la moglie dell’artista)

 

 

 

CERCAMI

Claudio Pompi *

 

Cercami in ogni angolo del mondo,

nelle foglie ingiallite a terra cadute,

nelle strade deserte dal vento spazzate.

Cercami nel placido ruscello,

nel crespo e agitato torrente che al fiume

…scende e questo, lento e possente,

al mare s’arrende .

Cercami là dove mai avresti pensato

io fossi,nell’odio più nascosto che ogni uomo

cova o nel triste pentimento che stanchi,

al calar del tempo si prova.

Cercami nel dolce e sofferto amore

di quanti s’amano prigionieri di amori rubati

e silenziosi vivono amori proibiti.

Cercami nel vuoto di uomini senza domani,

nel sogno di un poeta,nelle carezze audaci

di sconosciute mani

Cercami nelle parole di un falso profeta,

nel sorriso di un bambino .

Mi troverai se solo lo vorrai,

perché tutto questo io sono stato un tempo.

Ho rubato, amato, pianto e sorriso

Ho odiato in silenzio

e in silenzio ho perdonato.

Sono stato un poeta, un ladro, un amante.

Sono stato tutto quello che ogni giorno vedi.

Sarò, nel tuo cuore, quello che vorrai.

 

 

 

 

Francis Davis Millet **- Difficile duetto





 
da Orso Tony 

 

 

*Un amico di Fb che non c’è più
 ma che vive ancora nel web con le sue poesie
e grazie agli amici che
ne mantengono vivo il ricordo…

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

**Francis Davis Millet è il pittore “accademico”
 scomparso col Titanic
 
 

 

LA TUA PAGINA PER SOGNARE

 

 

 

Francis Davis Millet




 
 
 

La speranza di pure rivederti – Questa nota ma criptica poesia di Montale ci parla di un dubbioso ricordo d’amore   Leave a comment

 

 

 

 

 

Piccola… criptica… ma famosissima e davvero sublime

è questa poesia…


L’autore anche qui utilizza una forma scarna ed essenziale

per manifestare con forza quel fondo di angoscia verso la vita

che lo caratterizza apparendogli essa sempre nemica ed oscura.


 

 

Eugenio Montale – Genova 12.10.1896 – Milano 12.9.1981

 

 


LA SPERANZA DI PURE RIVEDERTI

POESIA SUBLIME DI EUGENIO MONTALE


 
 
 
 

 
 
 

Poesia dunque non facile ma profonda,
del grande Eugenio
nonché poi però leggibile ed interpretabile in vari modi.




Sembra, se ci fate caso,
esserci una voluta mescolanza di soggetti e predicati,
così come di concetti.
 
 
 
 



Ma preferisco rimanere nell’ambito

delle mie prime ed immediate sensazioni…

chiedendo a voi aiuto nel caso abbiate colto invece

significati ed aspetti diversi.





Le mie sensazioni sono che il poeta

parli di un amore passato…

e del conflitto che in lui esiste

tra desiderio e paura di riviverne qualche aspetto.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Avrebbe il poeta una qualche voglia di riveder quella persona…
ma sente in sé una chiusura nella quale non sa
se predomina il senso della fine o quello dei ricordi
quasi come se davanti a lui ci fosse uno schermo
con uno scintillio (barbaglio) distorto ed evanescente… 
 
Il destino (il servo gallonato) poi porta dove vuole lui…
trascinandoli  chissà dove… i 2 amanti… o possibili amanti…di una volta. 

 

Ma ora leggiamola…

 

 


 

  

LA SPERANZA DI PURE RIVEDERTI

Eugenio Montale (da “Le Occasioni”)

  

La speranza di pure rivederti
 
m’abbandonava;

 e mi chiesi se questo che mi chiude

ogni senso di te, schermo d’immagini,

ha i segni della morte o dal passato

è in esso, ma distorto e fatto labile,

un tuo barbaglio:

 (a Modena, tra i portici,

un servo gallonato trascinava

due sciacalli al guinzaglio).

 

 

Magritte – La memoria

 

 

Spero di legger anche un vostro parere.




  Ciao da Tony Kospan



 

POESIE?
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Wanda Osiris – Breve ricordo.. anche con 2 video.. della regina dell’avanspettacolo ormai quasi dimenticata   Leave a comment



 
 
 

 
 


Una donna ed una diva leggendaria
che ha fatto sognare gli italiani di più generazioni
nel corso del primo novecento 
Wanda Osiris


 
 
 
 
 



E’ stata una famosissima ed amatissima attrice,
cantante e soubrette di avanspettacolo e teatro leggero
che si distingueva però per l’incredibile studiata eleganza
unita ad un fascino magnetico ed irresistibile.


 
 
 
 
 
 
 


Ha fatto sognare milioni di italiani
(dagli anni trenta agli anni cinquanta)
con i suoi fantasmagorici spettacoli
ed il suo immenso e spettacolare charme
arricchito dall’utilizzo 
di incredibili sfolgoranti costumi di scena.


 
 
 
Wanda Osiris (vero nome Anna Menzio) Roma 3.6.1905 – Milano 11.11.1994
 
 
 
 
E’ stata l’unica artista a veder il proprio nome
trasformato in un superlativo “Wandissima
 e poi all’epoca era mitico, per gli appassionati e non solo,
il suo modo di scender le sceniche scale.

Ora però, nonostante i suoi trionfi dell’epoca,
 appare del tutto dimenticata dal grande pubblico.



 
 
 
 
 
 


Grazie a questo video
possiamo riviver le atmosfere dell’epoca
e, dopo l’intervista, possiamo ascoltarla cantar 
un suo cavallo di battaglia
Ti parlerò d’amor
e di vederla anche scendere le… mitiche scale.


 
 
 
 



Mentre con quest’altro video
dedicato alla famosa rivista 
Sentimental
possiamo ancor meglio conoscer lei 
ed il suo mondo artistico.







Quando la rivista iniziò 
a perder colpi nell’interesse degli italiani
lei si ritirò dalle scene.

Successivamente ha partecipato ogni tanto
a spettacoli televisivi 
che ricordavano i suoi successi.



 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 


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“I’ Te Vurria Vasà!” (Ti vorrei baciare) – La storia.. la poesia e l’antica.. classica canzone napoletana in 2 versioni   Leave a comment

 


Stavolta è il turno di una canzone del 1900
che fa parte della nutrita schiera
delle grandi canzoni napoletane classiche. 



Questa è stata una delle migliori ambasciatrici nel mondo
del fascino della grande musica napoletana.

 


 
 
 

I’ TE VURRIA VASA’
L’ ATMOSFERA, LA STORIA, IL TESTO…
E LA CANZONE… (IN 2 VERSIONI)
a cura di Tony Kospan

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  Prima però immergiamoci nell’atmosfera di quell’anno

con diverse immagini d’epoca
 
 
 
 L’ATMOSFERA DEL 1900

 
 
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 Napoli – Scalinata di Santa Lucia
 
 


LA SIMPATICA STORIA DELLA CANZONE
 
 
 
A conferma, se ce ne fosse bisogno, che si tratta di una canzone-poesia,
il testo è del poeta Vincenzo Russo.
 
Siamo a cavallo del 1900 e l’autore era a letto con la febbre.


L’andò a visitare l’amico musicista Di Capua
(l’autore della musica di “O sole mio”)
tutto contento per aver incassato un anticipo dalla sua Casa Musicale 
sia per dividerlo con lui… che per regalargli un biglietto
per una serata al famoso Salone Margherita
(piccolo teatro napoletano adibito a spettacoli musicali leggeri)
dove si esibiva uno dei più grandi cantanti dell’epoca Armando Gill.


 
 
 
 
 
 
 


Prima che andasse via il Russo, pur stando nel letto,
infilò il testo della canzone nelle tasche dell’amico musicista.
 
 
Il giorno dopo Di Capua accortosi del foglietto
compose di getto la musica
che il poeta disse poi esser proprio quella da lui sognata.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone, per il poetico testo e per la dolcezza della musica,
è considerata una delle più belle canzoni d’amore
della storia della musica… di sempre.
 
 
La riprova sta nel fatto che essa ha avuto, nel corso
dei suoi 120 anni di vita, tantissimi grandissimi interpreti.

 
 
 
 

Rogelio de Egusquiza


 
 
 
 

IL TESTO ORIGINALE E IN ITALIANO
 
 
 
 
 

I’ te vurria vasa’
(V.Russo, Di Capua)  
 
Ah! Che bell’aria fresca…
Ch’addore ‘e malvarosa…
E tu durmenno staje,
‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!
 
‘O sole, a poco a poco,
pe’ stu ciardino sponta…
‘o viento passa e vasa
stu ricciulillo ‘nfronte!
 
I’ te vurría vasá…
I’ te vurría vasá…
ma ‘o core nun mm”o ddice
‘e te scetá…
‘e te scetá!…
 
I’ mme vurría addurmí…
I’ mme vurría addurmí…
vicino ô sciato tujo,
n’ora pur’i’…
n’ora pur’i’!…
 
Tu duorme oje Rosa mia…
e duorme a suonno chino,
mentr’io guardo, ‘ncantato,
stu musso curallino…
 
E chesti ccarne fresche,
e chesti ttrezze nere,
mme mettono, ‘int”o core,
mille male penziere!
 
I’ te vurría vasá…
……………………….
Sento stu core tujo
ca sbatte comm’a ll’onne!
Durmenno, angelo mio,
chisà tu a chi te suonne…
 
‘A gelusia turmenta
stu core mio malato:
Te suonne a me?…Dimméllo!
O pure suonne a n’ato?
 
I’ te vurría vasá…
 
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. di Tony Kospan)
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. Tony Kospan)
Ah! che bell’aria fresca
ch’odor di malvarosa.
E tu stai dormendo
su queste foglie di rosa.

Il sole a poco a poco
spunta in questo giardino;
il vento passa e bacia
il ricciolino in
fronte.

Io vorrei baciarti…

Io vorrei baciarti…
Ma il cor non ho
di svegliarti…
di svegliarti…

Io vorrei addormentarmi
Io vorrei addormentarmi
vicino al tuo respiro
per un’ora anch’io…

per un’ora anch’io…

Tu dormi, o Rosa mia?
E dormi profondamente;
mentr’io guardo, incantato,
questa tua bocca corallina.

E queste carni fresche,
e queste trecce nere,
mi mettono nel cuore
mille segreti pensieri.

Vorrei baciarti.

……………………….

Sento il cuore tuo
che batte come l’onde.
Dormendo , angelo mio,
chissà a chi stai sognando…

La gelosia tormenta
il  cuore mio malato;
Stai sognando me? Dimmelo…
Oppure sogni un altro?

Io vorrei baciarti…

 
 
 
De Nittis – Signora napoletana
 
 



LA CANZONE 
 
 
 
 
Ascoltiamola prima nella versione di Massimo Ranieri
 
 
 
 
 

 
 
 
 
e poi, se ci va, in quella ancor più… cesellata… di Sergio Bruni.
 
 
 
 
 
 
 


Ciao da Tony Kospan
 
 

 
 
– COPYRIGHT – T.K. –



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