Archivio per 6 novembre 2020

Buon weekend in poesia “Il tuo cuore” E. Cummings – arte Beraud – canzone “Teresa” S. Endrigo   Leave a comment

 
 
 
 
Jean Beraud 



 

 

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E’ inutile parlare dell’amore, 

perché l’amore ha una propria voce 

e parla da sé. 

P. Coelho

  




 
 
Jean Béraud Sinfonia in rosso e oro al Ponte delle Arti
 
 
 
 
 
IL TUO CUORE
Edward Cummings

 

Il tuo cuore lo porto con me.

Lo porto nel mio e

non me ne divido mai.

Dove vado io, vieni anche tu, amore mio;

qualsiasi cosa faccio io,

la fai anche tu, mia cara.

Non temo il destino

perché il mio destino sei tu, mia dolce.

Non voglio il mondo, perché il mio,

il più bello, il più vero… sei tu.

Questo è il nostro segreto profondo

radice di tutte le radici

germoglio di tutti i germogli

e cielo dei cieli

di un albero chiamato vita,

che cresce più alto

di quanto l’anima spera,

e la mente nasconde.,

Questa è la meraviglia che le stelle separa.

il tuo cuore lo porto con me,

lo porto nel mio.

 

 

 

Jean Béraud – Ballo al parco


 


 cuori animaticuori animaticuori animaticuori animati

 


  (TERESA – SERGIO ENDRIGO)

 

da Orso Tony


 



IL GRUPPO DI FB D’ARTE POESIA MUSICA HUMOUR ETC.
COLLEGATO ALLA PAGINA

 

 

 

Jean Beraud – Dinner at Les Ambassadeurs

 

 

Monsignor Agucchi ci guarda dal ‘600 – Un dipinto (di Annibale Carracci).. una storia ed un’analisi   Leave a comment





Fin dalla sua creazione il dipinto colpì molto coloro che l'osservavano e il Malvasia, nel suo libro “Felsina Pittrice” del 1678, attribuendolo al Carracci lo descriveva così:
«Monsignor Agucchi che in zimarra tenendo una lettera con ambe le mani guarda a noi spettatori»

In effetti l'Agucchi, che appare vestito con una comoda vestaglia mentre legge una lettera seduto al suo scrittoio, alza lo sguardo dalla lettera e fissa attentamente qualcuno entrato nella stanza all'improvviso.




Annibale Carracci (Bologna, 3.11.1560 – Roma, 15.7.1609) – Autoritratto 



Questo sguardo attento ed intenso in verità appare rivolto allo spettatore cioè a noi ed è quel che maggiormente colpisce.

Il dipinto è considerato una delle pietre miliari della ritrattistica barocca.

Infatti il personaggio ritratto entra in diretta relazione con lo spettatore al quale quasi sembra stia per parlare, a dirla con le parole dello storico dell'arte Tomaso Montanari, secondo i canoni di quella corrente.

Il quadro, che sembra “vivo“, è altresi definito una delle più brillanti opere ritrattistiche del '600.




CHI E' L'AGUCCHI








Il personaggio rappresentato non è affatto un tipo qualunque.

Infatti Giovanni Battista Agucchi (Bologna 1570 – San Salvatore 1.1.1632) è stato un diplomatico della Santa Sede, arcivescovo, scrittore ed esperto d'arte.

Si interessò di studi astronomici ed ebbe rapporti con Galileo.

Scrisse un “Trattato della pittura” ed una celebre descrizione della “Venere dormiente con amorini” proprio del Carracci.

Fu anche amico sia del Carracci che del suo allievo Domenichino.




BREVE STORIA DELL'ATTRIBUZIONE DEL DIPINTO




Esempio di ritratto del Domenichino




Il dipinto inizialmente attribuito al Carracci in seguito per alcuni secoli è stato invece sempre attribuito al Domenichino ma nel 1994 una studiosa, Silvia Ginzburg, esaminando stilisticamente la tela e ripartendo dalle parole del Malvasia, giunge alla conclusione che il ritratto dell'Agucchi è frutto del pennello di Annibale.

Questa è la tesi prevalente in quanto i dipinti del Domenichino appaiono privi di quel “contatto con lo spettatore” di cui ho parlato su, e mostrano invece una, seppur elegante, separazione.

A ciò si aggiunge la considerazione della grande amicizia tra Annibale Carracci e l'Agucchi.

In verità la duplice attribuzione forse è stata generata dalla presenza di una copia d'epoca per cui le documentazioni archivistiche sul dipinto possono essere state da ciò deviate.

Tony Kospan

Copyright Tony Kospan




Annibale Carracci – Autoritratto sul cavalletto



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Amedeo Nazzari.. mitico attore tra gli anni ’40.. e gli anni ’60 – Breve ricordo anche con immagini e 2 video   Leave a comment

 
 
 
 
Amedeo Nazzari e la moglie Irene Genna
 
 
 
 
 
Tratteggerò qui un breve ricordo
del grande attore Amedeo Nazzari,
(nome d’arte di Amedeo Carlo Leone Buffa)

 
 
 
 
 
(Cagliari 10 dicembre 1907 – Roma 6 novembre 1979)
 
 
 



Ricordo, ancora con stupore,
la sua forte ed imponente presenza scenica
e l’incredibile… profonda voce.



Amedeo Nazzari nel film “Le notti di Cabiria” di Federico Fellini



E’ stato un vero e proprio mito cinematografico italiano
nell’immediato dopoguerra…

Fu il film di  Alessandro Blasetti “La cena delle beffe“,
un dramma in costume che si svolge nella Firenze dei Medici,
che lo consacrò come “
divo” del cinema.
 
 
 
 

 

 
 
 

Questo film è ricordato nella storia del cinema
tra l’altro anche perché:






 
– c’è la prima (piccola) scena di nudo con grande scandalo…
(
Clara Calamai a seno nudo per pochi secondi)
 
– Amedeo Nazzari recita, gigioneggiando alla grande,
recita la celebre battuta che poi divenne mitica…

«… e chi non beve con me, péste lo colga! »

Eccola in questo micro video
 
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Ed ora ecco ora alcuni titoli dei suoi film di maggior successo:
I figli di nessuno, Chi è senza peccato, Catene,
Angelo bianco, Malinconico autunno, Torna!

In questi ed altri egli ha recitato con Yvonne Sanson
che divenne la sua compagna d’arte..

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Yvonne Sanson e Amedeo Nazzari


Erano infatti una coppia cinematograficamente perfetta
ed amatissima dagli spettatori…
(
e lei corteggiatissima negli ambienti del cinema).

Lei, greca, formosa, sensuale e con occhi languidi
entusiasmava il pubblico maschile
e lui, il grande divo, era eccezionale nei ruoli
di militare, pilota, amante, aristocratico etc.

 
 

  Qui con è con Yvonne Sanson in una scena del film Catene

 
  
 
Infine possiamo vedere una scena de “I figli di nessuno
in cui possiamo ammirare lo stile della sua recitazione
e nel contempo conoscere quale era il genere cinematografico
in voga in quegli anni… quello…
sentimentale e melodrammatico.
 
 
 
 
 

 
 
  
Tony Kospan
 
 
 
 
 
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 PER CHI AMA LA STORIA.. I RICORDI E LE ATMOSFERE DI UN TEMPO
 




Amedeo Nazzari


Ciajkovskij – Breve ricordo del grande musicista russo ed il video del mitico balletto “Valzer dei fiori”   Leave a comment

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Il grande musicista russo, esponente del romanticismo
dal nome complicato e trascritto in vari modi
Pëtr Il’ič Čajkovskij o Pyotr Ilyich Tchaikovsky o Ciajkovskij
è stato uno dei primi grandi musicisti russi.




Kamsko-Votkinsk 7.5.1840 – San Pietroburgo 6.11.1893


L’uomo ha avuto una vita personale molto difficile,

nella chiusa società russa dell’ottocento,

illuminata però dal suo grande talento musicale…






Le sue opere più note ed ancor oggi amate

sono oltre al Valzer dei fiori:

– Lo schiaccianoci

– La bella addormentata

– Il lago dei cigni

 e 

– Capriccio italiano.


Quest’ultima sua creazione ha una musicalità di tipo moderno

ed è stata la base di diverse musiche leggere moderne.

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VALSE DES FLEURS – TCHAIKOVSKY



QUANDO LA DANZA CON LA SUA MAGIA
RAGGIUNGE VERTICI SUBLIMI




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Chi ama la musica classica… la danza… ed il balletto… ad alto livello

non può perdersi questo video in cui anche la scenografia

completa uno spettacolo artisitco e musicale davvero meraviglioso.








Penso proprio che questo video ci consentirà di… volare
grazie alla bellezza (ed insieme ad essa)
di questa notissima composizione musicale
associata alle figure del fantastico balletto.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan


 
 
 
 

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Enzo Biagi – Breve ricordo.. anche con alcuni suoi aforismi.. del grande giornalista   Leave a comment



Marco Biagi (Enzo Marco Biagi)
è stato uno dei giornalisti più noti del XX secolo
nonché scrittore e conduttore televisivo.



(Pianaccio di Lizzano in Belvedere 9.8.1920 – Milano 6.11.2007)



Lunghissimo sarebbe ricordare tutta la sua carriera
sia nei giornali che in Rai dove giunse
a fare il direttore del Telegiornale…








In RAI non si contano le lotte che dovette fare
per mantenere una linea informativa limpida
date le enormi pressioni che fu costretto a subire
e di cui troviamo chiara traccia in questa dichiarazione:

«Ero l’uomo sbagliato al posto sbagliato:
non sapevo tenere gli equilibri politici,
anzi proprio non mi interessavano
e non amavo stare al telefono con onorevoli […]
Volevo fare un telegiornale in cui ci fosse tutto,
che fosse più vicino alla gente,
che fosse al servizio del pubblico non […] dei politici
»




Qui con l’Avvocato Agnelli


Questa poi fu sempre la sua linea editoriale
anche nella direzione del Resto del Carlino
ed in tutta la sua attività di giornalista
attirando su di sé enormi consensi ma anche feroci
e, a mio parere, pretestuose critiche.



Qui con la moglie



Tornato in RAI negli ultimi anni come commentatore politico
e come autore di servizi giornalistici di grande successo
dovette subire però il famoso ostracismo politico
con il cosiddetto “Editto Bulgaro”.






L’ho sempre stimato ed ammirato sia per la chiarezza
con la quale esponeva il suo pensiero
che per la grande limpidezza morale ed è questo
il suo maggior lascito alle nuove generazioni di giornalisti.

Lascito però che ahimè ancora non vedo raccolto…
da nessuno.



Qui con Celentano



Penso che dai pensieri che seguono
possa apparire luminoso e chiaro il suo mondo interiore
e meglio di qualunque altra parola
essi possano aiutarci a ricordarlo ed a omaggiarlo.






 “Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un ‘vendicatore’ capace di riparare torti e ingiustizie, ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo”.

              

“I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?”

               

“Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.”


“è difficile non desiderare la donna d’altri, dato che quelle di nessuno, di solito, sono poco attraenti.”


“Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il mio paese con le sue grandi qualità ed i suoi grandi difetti.”


“Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà.”


“L’uomo, qualche volta, è come le scimmie: ha il gusto dell’imitazione.”


“La mia generazione trovava eccitante leggere un’edizione della Divina Commedia con le illustrazioni del Doré. Adesso sui muri c’è scritto Culo basso bye bye. Capisce che è un po’ diverso?”


“La società è permissiva nelle cose che non costano nulla.”


“Sono un giornalista che ricorre, con una certa frequenza, alle citazioni, perché ho memoria e perché ho bisogno di appoggi: c’è qualcuno al mondo che la pensava, o la pensa, come me.”



F I N E



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