Archivio per 28 settembre 2020

Felice lunedì sera in poesia “Cerco un segno” Neruda – arte Boldini – canzone “Inventi” R. Zero   Leave a comment

 
 
 


 G. Boldini

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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A volte succedono cose strane,
un incontro, un sospiro,
un alito di vento che suggerisce
nuove avventure della mente e del cuore.
Il resto arriva da solo, nell'intimità
dei misteri del mondo.
Alda Merini – da “L'anima innamorata”
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  (Inventi – Renato Zero)

Boldini

 

 
 
CERCO UN SEGNO
 Pablo Neruda

Cerco un segno tuo in tutte l’altre,
 nel brusco, ondeggiante fiume delle donne,
 trecce, occhi appena sommersi,
 piedi chiari che scivolano navigando nella schiuma.
 D’improvviso mi sembra di scorger le tue unghie
 oblunghe, fuggitive, nipoti di un ciliegio,
 altra volta è la tua chioma che mi passa e mi sembra
 di vedere ardere nell’acqua il tuo ritratto di fuoco.
 Guardai, ma nessuna recava il tuo palpito,
 la tua luce, la creta oscura che portasti dal bosco,
 nessuna ebbe le tue minuscole orecchie.
 Tu sei totale e breve, di tutte sei una,
 così con te vo’ percorrendo e amando
 un ampio Mississippi d’estuario femminile.
 
 
 
 
 
 
G. Boldini
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

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PER LE NOVITA' DEL MONDO DI ORSOSOGNANTE

 

 

 

 
G. Boldini

 
 
 
 

UN ALTRO AMORE… DI GINO PAOLI – Leggiamo il testo e riascoltiamo la nota e premiata canzone-poesia   Leave a comment









Nella nostra piccola antologia di canzoni-poesie
non può certo mancare questa… di cui ora vi parlerò.

E' uno dei tanti successi di Gino Paoli…
ma il testo è assolutamente di notevole livello
come potremo leggere ed ascoltare più giù.








UN ALTRO AMORE  – GINO PAOLI
CANZONE POESIA
a cura di Tony Kospan



Sappiamo che le canzoni di Gino Paoli
sono tutte molto belle ed i testi mai banali…
e difatti moltissime
sono diventate dei veri e propri grandi successi.








Ma la qualità poetica di questa canzone,
non è solo una mia opinione 
ed infatti è suffragata dal premio ricevuto
quale miglior testo al Festival di Sanremo del 2002 
dove si classificò terza. 

Leggiamone il testo… prima di ascoltarla.







UN ALTRO AMORE
Gino Paoli 

Cento volte ho pensato di averti incontrato
Cento volte ho capito di avere sbagliato
Ma è bastato un tuo piccolo gesto
Così logico quando l’ho visto
Per capire che
Eri proprio tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un’altra volta
Non ho più il cuore libero
Non c’è spazio per altre storie
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
Lo sapevo
Che da qualche parte esistevi
T’ho cercata
T’ho trovata in mille amori
Ma ogni volta mancava qualcosa
Sì mancava quel piccolo gesto
E alla fine tu
Finalmente tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un altra volta
Chi mancava sulla mia strada
Eri tu e comunque vada
Non ci sarà un altro amore
Quel che sembra impossibile
Qualche volta sembra impossibile
Qualche volta succede ancora
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore








Ma è giunto il momento di ascoltarla…









Ciao da Tony Kospan




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L’Orangerie – Anche l’Impressionismo ha la sua “Cappella Sistina” – Conosciamola!   1 comment



L'ORANGERIE – LA CAPPELLA SISTINA DELL'IMPRESSIONISMO








Sono pochi i luoghi che possiamo considerare dedicati all'esaltazione di una corrente artistica… e l'Orangerie è uno di questi… e, riguardo all'Impressionismo è un assoluto “unicum”.



COME NASCE E COS'E'





Siamo alla fine della 1° Guerra Mondiale, Monet, il più impressionista di tutti gli impressionisti, ed anche il più grande paesaggista tra gli impressionisti, stava dipingendo enormi tele con tema “Ninfee”, uno dei suoi temi preferiti, per donarle allo Stato Francese.

Monet l'aveva prima studiata “en plein air” ma poi l'aveva realizzata in atelier.



Monet alle prese con le Ninfee



L'ex politico Georges Clémenceau, grande amico di Monet, suggerì che i grandi quadri fossero installati nelle sale da poco disponibili dell'Orangerie, edificio costruito nel 1852 per ospitare gli alberi di arance (da qui il suo nome) del vicino giardino delle Tuileries e poi destinato nel tempo a vari usi, soprattutto di rappresentanza.








L'imponente opera di Monet costituita da 8 pannelli di due metri di altezza e di una lunghezza totale di 91 metri venne quindi esposta (con un processo di incollatura delle tele direttamente al muro) in due stanze ovali che formano il segno dell'infinito.

L'illuminazione di queste 2 stanze avviene solo grazie a delle finestre, secondo la volontà del pittore, per immergere il visitatore in uno “stato di grazia”.







VISITIAMOLA


L'impressione che il visitatore ha, entrando in queste 2 sale, è di trovarsi dinanzi ad un'unica pittura continua e nel contempo d'essere totalmente immerso nella natura.

Gli potrà sembrare di trovarsi seduto in una barchetta circondata da ninfee al centro di uno stagno e poi, per vedere e capire meglio, si muoverà proprio come se si trovasse calato realmente nel paesaggio lacustre.







Monet, con i suoi colori e le sue luci, imita in modo perfetto la realtà, non realisticamente ma sensorialmente, anticipando quelle che saranno le linee del futuro astrattismo.



BREVE RIFLESSIONE







Era impensabile che un'arte nata per raccontare piccole scene borghesi, di vita quotidiana, di umane impressioni e destinata ad arredare i salotti realizzasse un'enorme opera come questa di Monet.








Però ciò è inaspettatamente avvenuto al punto che queste 2 sale ovali unite nel simbolo dell'infinito furono definite da André Masson “La Cappella Sistina” dell'Impressionismo.

Esse infatti rappresentano la più alta e la più monumentale espressione artistica di questa corrente.






Tony Kospan




– Copyright Tony Kospan

– Vietata la copia integrale senza indicare autore e Blog









SOGNO E REALTA’ – Ecco una simpaticissima favoletta che ci dice quale sia il vero rapporto tra loro   Leave a comment


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Per chi ama il sogno, quale compagno della nostra vita,

soprattutto nei momenti difficili,

questa carinissima favoletta

ci offre una bella chiave di lettura sulla sua importanza…





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LA FAVOLA DEL SOGNO E DELLA REALTA’
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  (musica new age)




Un giorno, il sogno e la realtà si incontrarono per strada.
Si guardarono a lungo e poi esclamarono insieme: “Non ci assomigliamo per niente, com’è allora che l’uomo ci confonde così facilmente?”.  
Due che facevano lo stesso cammino si intromisero nel discorso: “la colpa, o il merito, è nostro!”. 
“Chi siete?” domandarono il sogno e la realtà.
“Siamo il dolore e il piacere. Avete mai visto un uomo che concepisca un sogno fatto di dolore, oppure uno che miri a una realtà priva di qualche piacere?”.
“Mai” assentirono il sogno e la realtà.  
“Ed io“, intervenne a questo punto una voce squillante, “non sono forse la molla che sostiene ogni sogno?”.
Tutti si chiesero chi parlasse così… “sono la speranza” rispose la voce.  
A questo punto si udì un’altra voce, robusta e pastosa:
“Ma senza di me, che sono il coraggio, mai nessun uomo riuscirebbe a trasformare un sogno… in realtà“.
“A meno che non intervenga io“, interloquì un’altra voce ancora, “trasformando il sogno e modificando la realtà“ il sogno, la realtà, il dolore, il piacere, la speranza e il coraggio riconobbero subito quella parlata in falsetto: era l’illusione.  
“Che stolti“ mormorò fra sé qualcuno che non volle intervenire alla diatriba “non sanno che, per merito mio, il sogno è la realtà e la realtà è il sogno“.  
Non pronunciò ad alta voce queste parole perché, pur essendo la verità, nessuno le avrebbe creduto…






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– testo dal web
– impaginazione di Tony Kospan  
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CIAO DALL’ORSO…


OVVIAMENTE… SOGNANTE








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Marcello Mastroianni – Breve ricordo di un mito del cinema italiano (e non solo) con foto d’autore ed un bel video   Leave a comment




Mastroianni, com’è noto,

è stato uno dei più grandi attori italiani del XX secolo.









Mi fa piacere però ricordarlo attraverso le immagini 

del grande fotografo Tazio Secchiaroli e di altri

che ripercorrono la sua vita artistica, e non solo, sui set cinematografici…

e con un video omaggio in cui possiamo rivedere

diverse mitiche scene di alcuni grandi film

della sua lunga e fantastica carriera artistica.

 

 

Mastroianni… giovane

 

 

Marcello Mastroianni

  

 

 

Con la Loren

 

 

Tazio Secchiaroli e Marcello si sono frequentati,

sul set e fuori, per circa 30 anni

e Tazio lo ha quindi potuto fotografare in tantissime situazioni.

 

 

 

Marcello Mastroianni (Fontana Liri 28.9.1924 – Parigi 19.12.1996)

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Le foto raccontano dunque 30 anni di amicizia e di collaborazione.


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Tazio Secchiaroli 


 

 

Tazio Secchiaroli, tra i maggiori fotografi italiani del XX secolo, ha rivoluzionato il modo di fotografare il cinema portando il reportage sul set.

All’inizio della sua carriera era fotografo ambulante (“scattino”) e al mattino arrivava a Termini dove cominciava a fare le prime foto della giornata, alle persone in arrivo e partenza dalla stazione.


 

Mastroianni e Fellini


 

 

 

Mastroianni e Pasolini

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Il

Matrioianni e Anita Ekberg (La dolce vita)

 

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con la Loren
 
 
 
 
 






 
 
 
 

E concludiamo… con un… tris d’assi
 
 
 
 
Fellini.. Mastroianni e la Loren





MARCELLO MASTROIANNI IN UN VIDEO OMAGGIO








 
 
 
 
 

Le immagini… non tutte di Secchiaroli…  da vari siti web – impaginazione Tony Kospan…
 
 
 
 
 
 

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ancora con Anita Ekberg (La dolce vita)




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