Archivio per 20 settembre 2020

Buona domenica sera in poesia “Aria viva” di P. Éluard – arte Degas – canzone “Un tempo piccolo”   Leave a comment

 

 

Degas

 

 

 

 

Fleur  ... mini Fleur  ... mini Fleur  ... mini Fleur  ... mini Fleur  ... mini

Non puoi fermare le onde, 

ma puoi imparare 

a cavalcarle.

– Joseph Goldstein –

Fleur  ... mini Fleur  ... mini Fleur  ... mini Fleur  ... mini Fleur  ... mini

 

 

Degas – Prima della rappresentazione

 

 

 

ARIA VIVA

Paul Éluard

 

 

Ho guardato davanti a me

In mezzo alla folla ti ho veduta

In mezzo al grano ti ho veduta

Sotto un albero ti ho veduta

 

Al termine di ogni mio viaggio

Al fondo di tutti i miei tormenti

Alla svolta di ogni risata

Che uscivi dall'acqua e dal fuoco

 

D'estate e d'inverno ti ho veduta

Nella mia casa ti ho veduta

Tra le mie braccia ti ho veduta

Dentro i miei sogni ti ho veduta

 

Io non ti lascerò mai più.

 

 

 

Degas – Il violoncellista alle prove 

 

 

 

 

 


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Degas – Il broncio




LA PALIZZATA – Breve ma simpatico raccontino di saggezza   Leave a comment

 

 

Davvero un bel raccontino da far leggere a grandi e piccoli

in un'epoca come la nostra

che sembra aver proprio perso la bussola del viver civile.

 

 

 

 

 

 

LA PALIZZATA

Raccontino di saggezza

 

 

C’era una volta un ragazzo con un pessimo carattere.

Suo padre gli diede un sacchetto pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nella palizzata del giardino ogni volta che bisticciava con qualcuno.

Il primo giorno ne piantò 37 di chiodi nella palizzata del giardino.

Le settimane seguenti, imparò a controllarsi e i numeri dei chiodi piantati nella palizzata diminuirono di giorno in giorno: scoprì che era più facile imparare a controllarsi che piantare i chiodi.

Finalmente, arrivò il giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo nella palizzata.

Allora andò dal padre e gli disse che oggi non aveva avuto bisogno di piantare nessun chiodo.

Suo padre allora gli disse di levare un chiodo dalla palizzata per ogni giorno che riusciva a non perdere la pazienza.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo disse al padre che aveva levato tutti i chiodi dalla palizzata.

 

 

 

 

 

 

Il padre lo condusse davanti alla palizzata e gli disse:
” Figliolo, bravo, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi hai lasciato nella palizzata. 

Non sarà mai come prima.

Quando litighi con qualcuno e gli dici delle cose cattive, gli lasci delle ferite come queste.

Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.

Una ferita verbale spesso fa più male di una fisica.

Una ferita fisica può guarire completamente senza lasciare traccia, quella verbale invece ti segna molto profondamente portando la  tristezza nel cuore.

Ricordati che ci vuole un attimo per dire una cosa cattiva ad una persona, ma una volta detta non è  più possibile cancellarla, anche se non si pensava veramente ed era solo la rabbia di un momento, quelle parole segneranno il suo cuore di tristezza per sempre.” 

 

 

 

 

 

Testo dal Web

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

barra__grassbar.gif picture by RaiodeLuar

LA PAGINA DELLA POESIA E DELLA CULTURA VARIA

CON LEGGEREZZA










 
 

Festa in un giardino d’Albaro – Breve analisi del più noto e sorprendente dipinto del pittore ligure del ‘700 A. Magnasco   Leave a comment




A volte l’arte anticipa i movimenti della storia
interpretando le disfunzioni sociali di un’epoca.

Questo pittore genovese, Alessandro Magnasco,
vissuto a cavallo tra il ‘600 ed il ‘700
è stato un artista davvero particolare
e soprattutto lontano dalle mode e dai temi dei suoi tempi.




Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)



Il suo stile, di genere popolaresco,
è caratterizzato da pennellate dai colori contrastanti
che creano immagini in chiaroscuoro e personaggi distorti
per cui è ritenuto anche un antesignano dell’Espressionismo.

I suoi dipinti mostrano spesso una critica chiara
dei costumi “allegri” del clero (soprattutto tra frati e suore)
e di quelli decadenti della società del suo tempo.





La dissipazione e l’ignoranza distruggono le arti e le scienze




Emblematico di queste sue tematiche è il suo dipinto più famoso
“Trattenimento in un giardino d’Albaro” del 1740
creato al suo ritorno a Genova dopo il periodo milanese.


Il dipinto ci mostra 2 diversissime scene divise da un muro diroccato.




Trattenimento in un giardino d’Albaro




La prima in alto e molto ampia
è una bella e completa veduta della valle del torrente Bisagno
mentre la seconda, in basso un giardino della collina d’Albaro.
Se nella prima ampia scena paesaggistica, che occupa ampiamente
il dipinto nella parte alta, sembra dominare lo spirito illuminista
nella seconda in basso, quasi nascosta, scopriamo
persone della nobiltà e del clero rilassarsi amabilmente.









E’ proprio qui che vien fuori lo spirito del Magnasco
di forte critica al “paradiso dorato” di ecclesiastici e nobili
mentre la massima parte del popolo è in sofferenza.

L’autore, che deve accontentare il ricco committente,
riesce comunque ad inserire la sua critica
senza darlo molto a vedere.


Ma la critica c’è eccome!




Il muro




Colpisce in modo forte infatti la separazione
tra la legggerezza del paesaggio e del tema
un “allegro” intrattenimento tra nobili e prelati,
con la tensione dura che è invece data
dai colori oscuri ed intensi con cui vengono dipinte
le persone in basso che sembrano divertirsi.

I soggetti poi appaiono per lo più vecchi,
quasi mummie imparruccate dedite al relax
e con i classici atteggiamenti formali del bel mondo.








Essi,  chiusi nei loro grandi privilegi,
manifestano un assoluto disinteresse
per quel che avviene nel mondo oltre quel muro.

Ma ecco che in questo mondo falso ed artificiale
appare una scena viva e reale.









Un ragazzo del popolo, chiaramente vestito poveramente,
sta scavalcando coraggiosamente quel muro scalcinato
pur esso emblema di un mondo vecchio che sta per finire.

Il ragazzo rappresenta la forza della realtà
ed annuncia a tutti che quel mondo dorato e falso sta per finire.









Cinquanta anni dopo quel muro diroccato crollerà
sotto i colpi di una rivoluzione che cambierà la storia
dell’Europa e del Mondo dando inizio ad una nuova epoca.


Tony Kospan



Copyright Tony Kospan

Vietata la copia del post senza indicazione dell’autore e del blog




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Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)


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Mia Martini – Mini ricordo della grande cantante.. dalla vita non facile.. anche con 4 canzoni di successo   Leave a comment








Grande cantante dalla forte personalità e dalla grande sincerità…
ha sofferto molto, ad un certo punto della sua bellissima carriera,
per una lunga, assurda e vergognosa campagna di calunnie
nata negli ambienti del suo stesso mondo musicale.




Bagnara Calabra 20.9.1947 – Cardano al Campo 12.5.1995




Nella sua non lunga, ma prestigiosissima, carriera
italiana, ma anche europea,
Mia Martini ha avuto grandi sostenitori in campo musicale

come Califano, Aznavour, Cocciante, Gianni Bella, Bruno Lauzi,

Renato Zero, Enzo Gragnaniello, Roberto Murolo etc….

ma anche acerrimi “amici” che, con ingiustificabili azioni,

hanno sparso su di lei assurde voci rovinandole la vita.


A lungo andare, quella che viene unanimemente considerata
uno dei geni della musica italiana,
restò del tutto isolata e dimenticata.








La cosa le causò enormi indicibili sofferenze
che la portarono ad una prematura fine
 
 
Mi fa piacere ricordarla con alcuni suoi grandi successi…
senza però dimenticare l'inqualificabile comportamento
di alcuni noti personaggi di cui non rivelo il nome
per carità di patria.
 
 
 
 
 
 
 
 
 



ALCUNE SUE MITICHE CANZONI

 
La prima canzone La nevicata del 56
è di Franco Califano
ed è stata un suo grande successo.









Questa canzone, per la bellezza del testo
e per l’aria dolce e rarefatta che essa fa respirare,
vinse il Premio della Critica
al Festival di Sanremo del 1990.




 



La seconda è Minuetto, anch'essa di Califano,
(scritta forse proprio per lei ed ispirata da lei)
possiamo ora ascoltarla nel video leggendone anche il testo.








Minuetto è stato il 45 giri di Mia più venduto.








La terza è la mitica Almeno tu nell'universo

scritta da Bruno Lauzi e portata al successo da Mia nel 1989.








Con questa canzone Mia ritornò in auge dopo un periodo buio.








La quarta è infine Cu'mme,
dolcissima canzone napoletana scritta nel 1992
da Enzo Gragnaniello, ma portata al successo
da Roberto Murolo e Mia Martini.








Murolo e Mia




CANDELA GIF 8c




Scusa Mia l'enorme dolore che ti è stato causato


dall'ignobile comportamento di alcuni tuoi “amici”

Orso Tony




   VERD fiorimd              VERD fiorimd







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