Archivio per 7 agosto 2020

Buon weekend in poesia “Ti ho incontrata” M. Vecchione – arte C. C. Curran – canzone “Legata ad un granello di sabbia”   Leave a comment

 
 
Charles Courtney Curran


 
 
 
 
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Rallegrati sempre della felicità degli altri,
affinché essi si rallegrino della tua. 
– Claude Rael –
 
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Charles Courtney Curran  Riposo pomeridiano 1894.

 
 
 
TI HO INCONTRATA 
Mario Vecchione

Ti ho incontrata
lungo la vita
che suonavi
le corde del vento
e cantavi canzoni di sole
canzoni d’amore
io pifferaio senza topi
tu in cerca
dell’ultimo fiore
siam caduti
nell’argento dei rimpianti;
ti ho incontrata
lungo la vita
che scrivevi
su foglie di gelso
e parlavi di storie di stelle
di storie d’amore
io don Chisciotte senza mulini
tu violinista senza un archetto
siam caduti
nel buco nero dell’amore;
e adesso che
siamo vicini
pure lontani
come due poli
non indosso più gilè
grigio scuri
la tua mano nella mia
come un messaggio planetario
con il nettare di dio
nei nostri cuori.
 
 

 

Charles Courtney Curran

 
 
 
 
 
 
Buon week end a tutti… ovunque voi siate
ed anche a quelli che restano a casa.

 
 
 





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PSICHE E SOGNO

 
 
 
   (Legata ad un granello di sabbia)
 Charles Courtney Curran






Le mitiche pitture parietali dell’antica Pompei – Storia.. significato.. stili e temi degli affreschi   2 comments


 
 
 
Casa della Venere in conchiglia.
 
 
 
 

La cenere del Vesuvio, in una drammatica vicenda,
ci ha conservato, quasi intatta,
 la realtà della vita di una città di 2000 anni fa,
Pompei,
come una precisa ampia reale fotografia.



 
 



Non parlerò dell’arte considerata “scandalosa”
(ma che per i costumi dell’epoca non lo era affatto)
perché il blog ha una vocazione generalista
e quindi desidero evitare che alcune immagini “forti”
possano dar fastidio a qualcuno…

Dunque affronterò  l’argomento da un punto di vista
archeologico, artistico  e relativo alla vita sociale dell’epoca.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 

LE PITTURE PARIETALI NELL’ANTICA POMPEI


 
 
La constatazione che tutte le case presentavano dipinti 
di grande interesse alle pareti è l’aspetto più straordinario di Pompei.
 
 
La varietà di stili nella decorazione pittorica
che riveste le pareti delle case pompeiane è evidente.
.

 
 

 
 
 
 


 
 


Essi si estendono dalla sobria ripartizione in riquadri colorati,
a scenari architettonici, talora semplici… talora molto complessi,
fino alla visione di prospettive assolutamente fantastiche,
a scene figurate ed alla ornamentazione pura.
 
 
 
 
 

Coppa con frutti – Casa di Giulia Felice – 79 d.C
 
 

 
La decorazione pittorica non era considerata
un qualcosa in più
ma l’abbellimento della parete era essenziale
in ogni casa.
 
 
 
 
 
La ragazza con l’orecchino di perla
 
 
 

 

Le pareti in tal modo cercano di deliziare, e ci riescono,
facendoci ritenere anche che fosse stato raggiunto
un elevato livello di civiltà visiva, ampiamente generalizzata,
che si estendeva fino ai gradini più bassi della scala sociale.

 
 


 
 
Maschere Dionisiache

 

 

Una civiltà dell’immagine mai superata in alcuna epoca posteriore
e sempre sensibilmente superiore a quanto si possa
oggi trovare in una qualsiasi città di dimensioni paragonabili.

 
 


 
 
Casa dei Vettii

 
  

I dipinti a carattere figurativo di Pompei sono quasi sempre copie,
di solito tratte da altre copie di capolavori celebri dell’arte greca
che purtroppo sono andati perduti.


  

 

Frisso ed Elle
 
 
 
 
Alcuni ritengono che l’arte pompeiana
sia in un certo senso come la proiezione nella Campania Felix
della corrente filoellenica dell’arte romana. 

 

 

Marte e Venere 
 
 
 
 

Ma a causa della notevole varietà degli stili 
sono stati fatti molti studi per decidere
se e quali delle pitture di Pompei, Ercolano, Stabiae e Oplontis
possano dirsi essere sicuramente nate dalle influenze
greche, campane e/o sannitiche.

 

 

 

 
 
 

In realtà esse potrebbero essere definite
come appartenenti a tutt’e tre le scuole, con la considerazione
che mentre alcune tipologie erano conosciute ancora prima
che venissero introdotte a Roma viceversa,
l’arte romana in seguito esercitò
una notevole influenza sugli artisti campani dell’epoca.

 

 

 

Cesto di fichi



 

A mio parere assume, in questo contesto, una certa rilevanza il fatto che 

accanto ad opere rifacentisi certamente all’arte ed alla mitologia greca

molti sono anche i dipinti che rappresentano invece scene di vita quotidiana.


 

 

 Bellerofonte e Pegaso – La casa dei dioscuri


 

 

“La tecnica utilizzata per la realizzazione delle pitture parietali (affresco)
consisteva nell’applicare al muro due o tre strati ben fatti
di intonaco calcareo, mescolato con sabbia e calcite.
Quindi si dipingeva prima il fondo e si lasciava asciugare.
Quando il tutto si era ben essiccato, si aggiungevano le decorazioni.







I colori venivano mescolati con calcare, mentre,
per conferire brillantezza alla superfice,
si aggiungevano anche colla e cera (encausto).
Con tali mezzi le pitture acquistavano durevolezza e lucentezza.

Tra l’altro, i pigmenti usati nell’antichità erano costituiti
soprattutto da terre colorate come le ocre,
da tinte minerali come il carbonato di rame e, infine,
da tinte di origine vegetale e animale.

  

 

 

 

 

 

Non era affatto facile acquistare padronanza della tecnica,
ed era necessaria una grande avvedutezza da parte del pittore,
il quale doveva riuscire a mettere in atto le sue idee
con rapidità per ricoprire la massima superfice nel minor tempo.”
(testo presente in vari siti web)

 

 

 

 

 

 

Tradizionalmente comunque le pitture delle città vesuviane
sono state assegnate a quattro stili diversi,
susseguentisi nel tempo
anche se qualche volta si sono sovrapposti.

 

 

 

 

 

 

Oggi si pensa però che tale suddivisione sia del tutto inadeguata
a rappresentare la grande varietà delle tecniche pittoriche. 

 

 

F I N E


 

 

Fonti: vari siti web – impaginaz. e coordinam. t.k.

 

 

Tony Kospan


 

 


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La poesia è il luogo del nulla – Breve ma geniale riflessione di Alda Merini sull’immensa forza della… poesia!   Leave a comment





Questo breve, ma sublime, brano della nostra mitica Alda
ci fa comprender l’immensa forza della poesia
della vera poesia

Esso ci racconta che,
per la sua prorompente luminosa potenza,
la poesia è in grado di sgorgar
nel cuore e nella mente del poeta…
in ogni caso… in ogni tempo… in ogni luogo… etc..
e cioè sempre e dappertutto.









LA POESIA E’ IL LUOGO DEL NULLA
Alda Merini



La poesia è il luogo del nulla, il luogo degli incontri, il luogo del fiume cheè davanti a casa mia. 
La poesia è la vita che hai dentro.
E non t’importa se la morte o il vicino di casa vengono a turbare te e quello che hai da dire.
Molti hanno pensato che la mia poesia sia la mia follia.
Pochi hanno capito, invece, che la mia poesia è nata a prescindere da tutto e da tutti.
Avrei potuto fare la matta o la ragioniera e la mia poesia sarebbe comunque uscita.
Essa è una forza che nasce in me, è come una gravidanza che deve andare a termine.







La poesia luogo del nulla – 1999




Alda Merini



Ciao da Tony Kospan




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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
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