Archivio per 24 marzo 2020

Buon martedì sera in poesia “Ci sono 2 uomini” T. Ditlevsen – arte J. Vettriano – canzone “Miracle of love” Eurythmics   Leave a comment

 

 

Jack Vettriano

 

 

 

 

 

Barres & déco diverses

Bimbo mi chiedi cos'è l'amore? 

Cresci e lo saprai. 

Bimbo mi chiedi cos'è la felicità? 

Rimani bimbo e lo saprai.

Jim Morrison


Barres & déco diverses

 
 
 
 
Jack Vettriano – La gara della vita

 
 
 


CI SONO DUE UOMINI
Tove Ditlevsen
 
 


Ci sono due uomini nel mondo, che
 costantemente m'incrociano la strada,
 l'uno è colui che amo,
 l'altro colui che mi ama.
 L'uno è un sogno notturno
 e abita nella mia mente buia,
 l'altro sta alla porta del mio cuore
 ed io mai gli apro.
 L'uno mi ha dato un primaverile soffio
 di felicità che subito dispariva,
 l'altro mi ha dato tutta la sua vita
 e non è stato mai ripagato di un'ora.
 L'uno freme del canto del sangue
 dove l'amore è puro e libero,
 l'altro ha a che fare con il triste giorno
 in cui affogano i sogni.
 Ogni donna si trova tra questi due,
 innamorata e amata e pura…
 una volta ogni cent'anni può succedere
 che essi si fondano in uno.

 
 
 
 
Jack Vettriano
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

 

 

PER LE NOVITA' DEL BLOG
SE IL BLOG TI PIACE
I S C R I V I T I




Jack Vettriano



 

LUNULA E BULLA – QUESTI GLI AMULETI DELLE RAGAZZE E DEI RAGAZZI DELL’ANTICA ROMA   Leave a comment







LUNULA E BULLA




Lunula





Erano amuleti di metallo o altro materiale più o meno nobile (spesso d'oro nelle famiglie aristocratiche) che erano fatti indossare alle bambine ed ai bambini dell'antica Roma per la loro protezione da ogni male (forze negative e spiriti maligni).

Entrambi gli amuleti venivano indossati dal nono giorno dalla nascita fino a quando non raggiungevano circa 16 anni.





Bulla




LUNULA


Alle bambine Romane veniva fatto indossare l'amuleto, chiamato Lunula.









Era un piccolo oggetto a forma di spicchio lunare che veniva appuntato sulla veste come amuleto e portato fino all'età del matrimonio, quando veniva tolto insieme agli altri ornamenti dell'infanzia.








Da quel momento infatti la ragazza  iniziava ad indossare il vestiario adatto ad una donna Romana.








BULLA



Ai maschietti veniva fatto indossare invece la Bulla.










La bulla aveva la forma di un marsupio rotondo con disegnati simboli protettivi (spesso fallici), con in alto un foro per il passaggio di una catenina per poterla indossare al collo come un medaglione.







La bulla una volta che il bambino era diventato un giovane uomo non veniva cestinata ma conservata e spesso sfoggiata nel caso di raggiungimento da parte del proprietario di cariche o onorificenze prestigiose.






F I N E


STORIA E RICORDI DEL PASSATO









LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA – La storia del dipinto “cult” di Vermeer.. l’analisi.. il romanzo.. il film.. etc.   Leave a comment

 
 
 
 
 
 


Ci sono opere d’arte che ad un certo punto,
per motivi misteriosi, per una loro interna alchimia o per caso,
diventano capolavori universalmente amati…
.

Questo in particolare, che emana a piene mani
emozioni… bellezza e.. mistero,
era però incredibilmente semisconosciuto
fino a circa 20 anni fa.


 
 
 


 
 
 
LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA
a cura di Tony Kospan
 


Ora il piccolo dipinto di Vermeer ha la capacità di muovere
vere e proprie moltitudini da tutto il mondo per vederlo
ed è, insieme alla Gioconda di Leonardo ed all’Urlo di Munch,
unanimemente ritenuto uno dei 3 capolavori più noti ed ammirati.


 
 
 
 
 

 

Penso quindi che sia opportuno
– tracciarne la storia dalla creazione fino alla sua riscoperta…
– analizzarlo dal punto di vita artistico
– ed infine parlare del libro e del film che hanno contribuito
a renderlo mitico.
 
 
 
 
 

Jan Vermeer  (Delft 31.10.1632 – Delft 15.12.1675)

 
 
 
 

LA STORIA DEL DIPINTO

 
 

Il piccolo quadro (soli 44,5 x 39 cm.) fu dipinto nel 1665.

.

Dopo la morte dell’autore se ne persero le tracce…
ricomparve solo nel 1881 ad un’asta a L’Aia
dove fu acquistato per soli 2 fiorini e 30 centesimi.

.

L’acquirente, Arnoldus des Tombe, prima della sua morte,
donò il dipinto al Museo olandese dove ancor oggi si trova.

.

Vero la fine dell’800 il dipinto iniziò ad aver
diversi ammiratori nell’ambito dei critici e storici dell’arte
ma nulla più.

 
 
 
La scrittrice americana Tracy Chevalier
 
 
 

E’ solo nel 1995/1996 e dunque solo circa 20 anni fa
che, in una retrospettiva tenutasi nel suddetto museo
e alla National Gallery of Art di Washington,
il dipinto viene “clamorosamente” riscoperto!
.
Il dipinto, prima noto come “Ragazza con il turbante
diventa poi “Ragazza con l’orecchino di perla” a seguito
della pubblicazione, qualche anno dopo, con questo titolo
del libro di Tracy Chevalier.
.
Il libro, che divenne subito un best seller,
ebbe poi, nel 2003, anche una trasposizione cinematografica,
di gran successo e con 3 nomination all’Oscar,
sempre con questo secondo titolo.

 
 
 
 
 
 

BREVE ANALISI DEL DIPINTO
 
 
Nel dipinto si nota chiaramente la padronanza
dell’uso della luce da parte dell’autore.
.
Infatti si possono notare la delicatezza dei toni chiari e scuri
che insieme ai riflessi di luce negli occhi, accanto alle labbra
e dell’orecchino creano un effetto entusiasmante.
 
 
 
 
 
 

La perla dipinta appare inusualmente molto grande,
cosa rara all’epoca dato il loro costo,
per cui molti ritengono sia una perla finta
forse di vetro giunta da Venezia
e poi colorata per farla sembrare vera…
mentre restano sconosciuti i capelli della ragazza
coperti dalla fascia sulla fronte.
.
Ma chi è la ragazza dipinta?

 
 
 
 
 
 

E’ tuttora un mistero… ma secondo uno degli scopritori,
lo scrittore André Malraux, è la figlia di Vermeer, Maria,
mentre per l’autrice del romanzo, Tracy Chevalier,
si tratta della serva della famiglia.
.
Certo è che il suo volto… così intensamente espressivo…
non solo colpisce ma… strega!
.
Per questo attira come una calamita grandi folle di visitatori.

 
 
 
 
 
 

IL ROMANZO
 
 
La scrittrice americana Tracy Chevalier racconta
che fu profondamente colpita da un che di atemporale
ed insieme di moderno che il volto della ragazza emana.
.
Per questo decise di scrivere un romanzo, pubblicato nel 1999,
col quale dava una sua versione sia su chi era la ragazza che
sulla sua relazione col pittore e la sua famiglia.

 
 
 
Scarlett Johansson è la ragazza con l’orecchino di perla nel film
 
 
 

A parer suo c’è nello sguardo e nella bocca socchiusa
una certa aria di intimità tra la modella ed il pittore.
.
Da questi presupposti nasce la storia della serva e del pittore
raccontata nel romanzo “La ragazza con l’orecchino di perla”
che ebbe grande successo al punto di cambiare nome al dipinto.
 
 
 
 

 
 

IL FILM
 
Il film del regista Peter Webber, ispirato al romanzo
della Chevalier, ruota intorno alla vita
del grande pittore olandese ed alla ragazza del quadro
ed ebbe anch’esso grande successo e diversi premi.


 
 
 
 
 
 

DOVE SI TROVA IL DIPINTO
 
Il dipinto, normalmente conservato al Mauritshuis Museum de L’Aia,
è spesso in giro per il mondo e qualche anno fa è stato anche a Bologna.

 
 
 
F I N E


IL GRUPPO DI CHI AMA VIVERE
L’ARTE
(E NON SOLO)
I N S I E M E
Ripped Note






 
.



.



.

Bomba inesplosa d’amore – Una poesia di Tony Kospan… anche in video   Leave a comment

.

.

.

.

.

BOMBA INESPLOSA… D’AMORE


Tony Kospan 

 

  

  Ombra triste schiacciata sul muro

umide nere brezze del cuore

rutilanti colori del sabato sera.
 

Bomba inesplosa d’amore

o farfalla dalle ali tarpate?
 

Ecco vulcaniche scosse virtuali

provenienti dalla terra del sole

per staccare… l’ombra dal muro

per scaldare… le brezze del cuore.
 

Esploderà… la bomba d’amore?

tornerà… la farfalla a volare?

.

.

 

 

 

 

A questa mia modesta poesia di tempo fa…

l'amica Luna ha voluto dedicar questo bel video…



.

.

.

ed infine approfittiamo di questa occasione

per riascoltare una mitica canzone 

che pure associa una bomba all'amore.




  SEX BOMB – TOM JONES




T.K.




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: