Archivio per 12 marzo 2020

Felice serata in poesia con “La poesia” Pessoa – arte Sargent – canzone “Yesterday” Beatles   Leave a comment

 
 
 
 
 
John Singer Sargent
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ognuno di noi ha un paio di ali,
ma solo chi sogna impara a volare.
Jim Morrison

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John Singer Sargent


 
 

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John Singer Sargent – Le sorelle Windam

 


LA POESIA

F. Pessoa

 

Nella mia mente è scolpita una poesia
che esprimerà la mia anima intera

La sento vaga come il suono e il vento
eppure scolpita in piena chiarezza.

Non ha strofa, verso né parola
non è neppure come la sogno.

E' un mero sentimento, indefinito,
una felice bruma intorno al pensiero.

Giorno e notte nel mio mistero
la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,

e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso
come per librarsi nella sua vaga compiutezza.

So che non sarà mai scritta.
So che non so che cosa sia.

Ma sono contento di sognarla,
e una falsa felicità, benché falsa, è felicità.

 

 

John Singer Sargent – Gruppo con parasole

 
 
 
 
 

 

 
 
 
 


 

ro roro roro ro

 
 

John Singer Sargent – Maud Coats Duchessa di Wellington – 1906 
 
 

LE PIU’ BELLE FOTO SUGLI ANIMALI IN NATURA DEL 2019   Leave a comment








LE PIU' BELLE FOTO SULLA NATURA DEL 2019



Ecco le foto vincitrici del 55° concorso fotografico 
“Wildlife Photographer of the Year” 
ritenuto il più prestigioso al mondo.








LA VOLPE CHE SORPRENDE UNA MARMOTTA

L'ha scattata il fotografo cinese Yongqing Bao che è riuscito a cogliere un momento molto particolare sulle montagne del Tibet.
La volpe tibetana che deve sfamare i suoi 3 cuccioli, finge di dormire, ma poi si muove e la marmotta la guarda con gli occhi sgranati, 
la bocca aperta e le zampe sollevate in un atteggiamento terrorizzato.
Questa foto ha vinto il 1° premio.








LA DISTESA DEI PINGUINI

Una distesa di 5.000 pinguini imperatori maschi che affrontano le raffiche di vento gelato in Antartide stando tutti uniti, stretti stretti, per sopportare le bassissime temperature e proteggere, dopo l'accoppiamento, il proprio uovo dalle intemperie mentre le femmine vanno in mare in cerca di cibo.
Foto di Stephan Christmann
1° premio categoria Portfolio








UNA COLONIA DI UN TIPO DI ANGUILLE

La foto è stata scattata al largo di Dauin, nelle Filippine, lungo la barriera corallina da David Doubilet
1° premio categoria “Sott'acqua”








L'AQUILA DA VICINO

La foto di Audun Rikardsen  ci mostra un'aquila reale mentre plana su un ramo.
L'autore ha prima nascosto una finta macchina fotografica nell'albero e poi, dopo qualche mese, quando si è abituata a vederla ha messo quella vera.
1° premio categoria “Comportamento uccelli”








L'ATTACCO DI UN PUMA AD UN GUANACO

Ingo Arndt ha ripreso l'attacco di un puma a un guanaco nella regione di Torres del Paine in Patagonia, in Cile.
L'autore della foto ha dichiarato di aver scelto un puma maschio che andava a caccia perché le femmine lo fanno con i cuccioli che però con i loro rumori fanno scappare le prede.
Il guanaco di sentinella aveva visto il puma ed aveva avvertito gli altri del pericolo.
Ma il puma era rimasto fermo un bel po' e il guanaco, forse distratto da ciò, si decideva a raggiungere gli amici.
Ma ecco che il puma lo raggiunge e l'attacca.
Il risultato però non è quello che credeva il puma perché il guanaco, grosso ed esperto, si butta addosso al puma che si spaventa e lo lascia perdere.
1° premio per la sezione “Comportamento: mammiferi”.








UN BABBUINO CON IL SUO PICCOLO

Un giovanissimo anconetano, Riccardo Marchegiani, è riuscito a fotografare in Etiopia un babbuino Gelada di notte con il suo cucciolo.
1° premio per la categoria “15-17 anni”.







ANTILOPI TIBETANE

E' di Shangzhen Fan la foto di un gruppo di maschi di antilope tibetana nel deserto della riserva naturale degli Altun Shan.
1° premio categoria “Animali nel loro habitat” 








MIGRAZIONE DELLE RANE

L'altoatesino Manuel Plaickne è l'autore della spettacolare foto sulla migrazione delle rane che, finito l'inverno, si tuffano negli specchi d'acqua dell'Alto Adige per riprodursi.
1° posto categoria “Anfibi e rettili”. 



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Sean Yoro il pittore a… pelo d’acqua – I suoi originali dipinti spopolano nel web   Leave a comment

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Sean Yoro (ma si fa chiamare Hula)
come un pittore sì usa pennelli e colori
ma per operare si serve anche di una tavola da surf!






Il giovane artista, di origini hawaiane, che vive a New York
ha infatti completamente stravolto il concetto di “street art”
(arte di strada) dipingendo le sue opere a filo d'acqua
raggiungendo effetti davvero originali e sorprendenti.






Egli nel creare i suoi murales esprime insieme l'amore per la natura
(che gli viene dalle sue origini) quello per le donne e quello per il surf.






Infatti dipinge, con abilità di surfista equilibirista,
stando su di una tavola da surf che usa come pedana galleggiante
(anche se in verità dipinge anche su altri supporti).






Le immagini iperrealistiche dei suoi graffiti,
quasi sempre di donne, emergono dall'acqua solo in parte
creando riflessi ed effetti simili al “trompe l'oeil”
ed apparendo affascinanti e coinvolgenti.








Le sue opere hanno avuto l'effetto di rivitalizzare
e rendere interessanti i sobborghi di New York
altrimenti super degradati… prima di spostarsi poi
in altre località degli Usa.








E' sua intenzione andare in giro per il mondo
per creare, nel suo in confondibile stile,
tantissime altre opere..


Tony Kospan




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Ripped Note


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Gabriele D’Annunzio – Breve ricordo del mitico “Vate” anche con tre sue belle poesie   2 comments







Ricordare in breve

la figura umana… la vita e le opere di Gabriele D'Annunzio,

non è assolutamente facile sia per la loro grande complessità

che per diversi aspetti ancor oggi molto controversi.







Mi limiterò qui a ricordare che è stato

scrittore, poeta, drammaturgo, aviatore, militare,

politico, patriota, giornalista ed… eroe di guerra e che

in campo letterario è considerato il più alto esponente italiano

del Decadentismo assieme a Giovanni Pascoli.







Volendo però render omaggio all'indubbia

genialità del Vate anche nel campo della poesia

approfondirò prima quella che mi appare più sorprendente

rispetto alla sua mitica fama di irresistibile dongiovanni

Voglio un amore doloroso“.




 


 


 
Sarà forse per la nota fama
di uomo esageratamente trasgressivo…
in tanti aspetti della vita…
che lo ritenevo incapace di visioni così profonde.

 


 
 
Gabriele D’Annunzio
 Pescara 12 3 1863 – Gardone Riviera 1º marzo 1938


 


 
Ma questa poesia, che per certi aspetti
precorre la psicanalisi freudiana,
 invece smentisce quest’impossibilità…
anche se poi occhieggia comunque quel…
 ”letto di porpora”…

 
 
 
 



Di cosa ci parla dunque questa poesia?
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 Ci dice innanzitutto che il vero amore
quello che ti squassa il cuore…
non può non essere, ahimè,
anche doloroso ed inquieto…
e che però l'importante è che alla fine ci consenta
di conoscere e vivere attimi d’infinito.


 
 
F. G. Baron – Dadne e Chloe
 
 
 
 

Ci dice anche che il poeta desidera far all’amore…
con la donna che ama…
(o, secondo altra interpretazione, che lo sta già facendo).


Ci parla infine dell’amore
come ricerca dell’Assoluto
 che vada oltre la morte.


 

 

 

 
 

Arthur Hughes

 
 
 
 
  
VOGLIO UN AMORE DOLOROSO
Gabriele D’Annunzio
 
Voglio un amore doloroso, lento,
che lento sia come una lenta morte,
e senza fine (voglio che più forte
sia della morte) e senza mutamento.
 
Voglio che senza tregua in un tormento
occulto sien le nostre anime assorte;
e un mare sia presso a le nostre porte,
solo, che pianga in un silenzio intento.
 
Voglio che sia la torre alta granito,
ed alta sia così che nel sereno
sembri attingere il grande astro polare.
 
Voglio un letto di porpora, e trovare
in quell’ombra giacendo su quel seno,
come in fondo a un sepolcro, l’Infinito.

 

 


 

Paolo e Francesca – A. Fuerbach



Ed ora ecco in video altre 2 sue mitiche poesie

lette entrambe dal grande Vittorio Gassman


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 La pioggia nel pineto

Corot – Orfeo ed Euridice

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 Sera Fiesolana


 

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 


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UN MODO DIVERSO DI VIVER LA POESIA E LA CULTURA
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Nilla Pizzi – Breve ricordo della Regina della canzone italiana anche con “Papaveri e Papere” uno dei suoi massimi successi   2 comments

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LA REGINA DELLA CANZONE ITALIANA



Adionilla Pizzi in arte Nilla è stata unanimemente definita
«la regina della musica italiana»…
per i suoi grandi successi nei primi Festival di Sanremo
e per esser stata un vero e proprio mito della canzone italiana
negli anni ’50 e ’60.








Per far comprendere quanto fosse vera quella definizione
basti pensare che dopo aver vinto ne ’51 il Festival di Sanremo
con Grazie dei Fiori l’anno dopo, caso unico nella storia,
salì su tutti e 3 gradini del podio con
“Vola colomba”, “Papaveri e papere” e “Una donna prega”.




(Sant’Agata Bolognese 16.4.1919 – Segrate 12.3.2011)



Ma c’è di più, lei bolognese, nello stesso anno, il 1952
vinse anche il primo Festival della Canzone Napoletana…
onore che Napoli le tributò di buon grado
in quanto star amatissima e veneratissima in quegli anni.




Nilla Pizzi



Un’altra sua fantastica caratteristica era l’eccezionale simpatia
che suscitava la sua classica genuinità emiliana.

La sua vita privata non offre spunti molto particolari
a parte la storia col cantante Gino Latilla
che per lei tentò il suicidio.








BREVE BIOGRAFIA UMANA ED ARTISTICA


Nata nel 1919 inizia la sua attività di cantante
nel 1943 ma raggiunge il massimo del successo
negli anni 50 come solista dell’orchestra Angelini
e sopratutto con le già ricordate vittorie a Sanremo.








Ma è stata anche attrice in ben 18 film
di carattere prevalentemente musicale.







Tutta l’Italia amante della musica leggera…
in quegli anni la voleva vedere ed ascoltare
ed i suoi spettacoli erano tutti dei trionfi.






Dopo gli anni ’60, anche per il cambio dei gusti musicali,
la sua fama andò pian piano a scemare
ma lei non smise mai di cantare fino alla fine.






LA CANZONE


Per concludere questo ricordo e per renderle omaggio
penso sia giusto farvi ascoltare
la sua canzone più rappresentativa…
VOLA COLOMBA.




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Tony Kospan




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Joe Petrosino – Breve ricordo di uno dei primi eroi della lotta alla mafia   Leave a comment

 

 

 

La storia, di Giuseppe Petrosino, detto Joe,

poliziotto italiano naturalizzato statunitense

grande e vittorioso combattente contro la Mafia

 (allora chiamata Mano Nera) di Litte Italy (New York)

ha segnato la storia della Polizia americana.

 

 


(Padula 30.8.1860 – Palermo 12.3.1909)



Siamo a New York all’inizio del secolo scorso

e circa mezzo milione di italiani emigrati vi vivono come emarginati

perché considerati troppo diversi culturalmente.


Non solo, tra di loro c’è un’associazione criminale segreta

che organizza estorsioni, rapimenti, incendi, omicidi, rapine etc.


E’ la famosa “MANO NERA” chiamata così

perché si firma con il disegno di una mano nera.




Italiani a Little Italy all’inizio del ‘900



La polizia americana non ci capisce nulla e non sa che pesci prendere 

finché un giorno un ufficiale vedendo Joe,

giovane di belle speranze originario della provincia di Salerno

 che faceva il lustrascarpe davanti ad una stazione di polizia,

non lo invita a fare la domanda per arruolarsi.








Viene ben presto accolto nei ranghi della polizia 

e lui ripaga la fiducia,

anche grazie all’aiuto degli italiani onesti di Little Italy,

mettendo al tappeto la “Mano nerae non solo.

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Per questo e per la grande stima che aveva per lui, 

Theodore Roosevelt,

allora assessore alla polizia (ma futuro Presidente degli Stati Uniti), 
lo promuove sergente nel 1895.
 
 
 
 
 


 
 
 
 
I suoi grandi successi nella lotta al crimine

lo fanno quindi in breve tempo emergere dall’anonimato. 




Little Italy


Per le sue eccezionali doti investigative
nel 1909 viene inviato in missione segreta a Palermo.


Lì però, per una ingenua fuga di notizie,
la sua presenza diviene nota negli ambienti mafiosi
che lo fanno uccidere da 2 killer.

 
 
 

 
 
 

Il suo funerale è considerato storico 
in quanto vi partecipano ben 250.000 persone, 
(un numero fino ad allora mai raggiunto negli USA).

 Ciò accade perché è considerato da tutta l’America
 un eroe ed un martire 
della lotta alla criminalità organizzata.








La sua storia ha 3 risvolti:
il primo, positivo, è quello di un italiano che si fa onore negli USA come eccezionale policeman;
il secondo, amaro, è quello di una delle prime vittime della mafia;
il terzo, sociologico, è l’aver dimostrato agli americani che gli italiani “brutti sporchi e cattivi” (così erano visti) erano capaci di grandi cose e quindi da allora iniziò a cambiare l’idea solo negativa che essi avevano.
(T.K.)
 
 
Ricordiamolo anche con questo video…


 
 
 

 

 

 


Tony Kospan






 



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