Archivio per 11 marzo 2020

Felice mercoledì sera in poesia “Il sogno” T. Astrid – arte A. Mucha – canzone “Parlami di te” F. Hardy   Leave a comment

 
 
 
 
 

Alphonse Mucha


 

 

 
 
 
 


 

Ed io che intesi quel che non dicevi,
m’innamorai di te perché tacevi.
– Olindo Guerrini –



  

 

Alphonse Mucha – La danza



IL SOGNO

Tollefsen Astrid
 
Se ancora desideri incontrare
chi non hai mai conosciuto,
puoi aspettare un’ora qui
al confine.
La sera è fredda
e la notte si fa lunga e buia.
Di qui passano tutti,
e se anche camminano
con il capo piegato,
devono alzarlo alla luce violenta
delle lanterne delle guardie di frontiera.
E quando lo sconosciuto giunge,
tu vuoi riconosceme il volto
dalla sua stanchezza e dalla sua forza,
tu vuoi riconosceme le mani
dal modo in cui esse si congiungono
l’una nell’altra
dal modo in cui esse si modellano
ad una coppa
al fine di porgerti ciò
di cui tu sei assetato.
Tu non vuoi poter gridare,
tu non vuoi poter bere,
ma soltanto sapere
che tutto ciò che hai sognato è vero.

 
 
 
 
Alphonse Mucha – Le 4 stagioni
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
.
.

PER LE NOVITA' DEL BLOG
SE TI PIACE… ISCRIVITI

 

 

 

 
Alphonse Mucha – Donna distesa sul fianco


 
 
 

Rembrandt incontrò Raffaello! Impossibile! Certo! Ma.. ecco la storia (con Baldassarre Castiglione)   Leave a comment




L'INCONTRO IMPOSSIBILE TRA REMBRANDT E RAFFAELLO



A volte vien voglia d'incontrare davvero qualche personaggio del passato che abbiamo ammirato o che ci ha incuriosito.

Nell'arte, nella letteratura e nella musica ciò può avvenire attraverso le emozioni che superano ogni distanza di spazio o di tempo.

E' però raro avere conoscenza reale di storie del genere ma quella che sto per raccontare è emblematica di ciò.




Rembrandt – Autoritratto giovanile



Siamo nel 1628  in Olanda, Rembrandt è un giovane pittore che con il suo collega d'atelier sta iniziando ad avere un successo di vendite e di commissioni… quando un mercante d'arte che aveva compreso le loro notevoli qualità artistiche li invita a recarsi in Italia per approfondire la sua conoscenza della grande arte rinascimentale italiana conosciuta all'epoca in Europa per lo più solo attraverso copie e disegni.

Ma i due sono troppo impegnati a dipingere per poter accettare.

Tuttavia, benché non sia mai venuto in Italia, le sue opere appaiono in ideale collegamento con l'arte rinascimentale italiana.




Raffaello – Autoritratto



LA STORIA DELL'INCONTRO


Un bel giorno, il 9 aprile 1639, ecco il “reale” incontro tra l'artista olandese e Raffaello vissuto nel secolo precedente.

L'incontro “impossibile” avviene ad un'asta d'arte in cui vengono vendute opere d'arte appartenute ad un ricco olandese che aveva vissuto a Venezia
dal 1615 al 1630.



Raffaello – Ritratto di Baldassarre Castiglione




L'asta era molto affollata e tra i dipinti c'era il “Ritratto di Baldassarre Castiglione” di Raffaello definito da Simone Weil “capace di rendere sopportabile la pena di un ergastolano se appeso nella sua cella”.

Castiglione era un intimo amico di Raffaello ed era stato appena nominato dal Duca di Urbino ambasciatore presso la Santa Sede all'epoca in cui lo dipinse.




Baldassarre Castiglione – Dipinto da Bernardino Campi




Raffaello, che lo conosce bene, nel dipingerlo riesce a far apparire nel suo volto quella che era la caratteristica principale dell'amico e che il Castiglione aveva anche teorizzato nel suo famoso libro “Cortegiano”.








In sintesi possiamo dire che essa consiste nell'apparire e nel non apparire, nel mostrare ad es. gioia e nel non mostrarla, nel godere del potere e nel contempo disprezzarlo… ma il tutto sempre con grande eleganza e nonchalance.




Raffaello – Ritratto di Baldassarre Castiglione (particolare)




Rembrandt appena vede il dipinto se ne innamora ma non ha i soldi per acquistarlo ed allora ne fa un veloce disegno.

Ecco, in quel momento, avviene l'incontro impossibile tra i 2 grandi artisti.




Rembrandt – Schizzo del Baldassarre Castiglione di Raffaello



F I N E



123gifs010123gifs010    
STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO






UN SOGNO – Questa sublime poesia di Edgar Allan Poe ci dona un vero e proprio inno al… sogno   2 comments

 
 
 
 

Ecco una poesia che descrive, meglio di mille parole,
il vero senso, la grande importanza
nonché la capacità lenitiva dei nostri diurni affanni
da parte del… sogno.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


UN SOGNO
 MITICA POESIA DI… E… SUL SOGNO 
di Edgar Allan Poe

 

 
 
 
 
 
 
 
 

Chi ama e in qualche modo coltiva
la presenza e l’ “amicizia” del sogno nella sua vita
si ritroverà di certo in quest’altra sublime poesia
ad esso dedicata.


 
 
 
 
Boston 19.1.1809 – Baltimora 7.10.1849
 
 
 
 

Poe è una delle figure più importanti della letteratura americana
ed inventore, tra l’altro, 
del genere poliziesco e del giallo psicologico
 
 
Fu espressione del movimento chiamato “neogotico”
ma la sua attività letteraria, davvero notevole
soprattutto in considerazione della brevità della sua vita,  
spaziò in molti campi
riscuotendo successo… anche nella poesia.


 
 
 
 
  
 
 
 

UN SOGNO
Edgar Allan Poe
 
 
In visioni di notturna tenebra
spesso ho sognato svanite gioie
mentre un sogno, da sveglio, di vita e di
luce
m’ha lasciato col cuore implacato.
 
Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
per colui il cui sguardo si posa
su quanto a lui è d’intorno con un raggio
che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?
 
Quel sogno beato – quel sogno beato,
mentre il mondo intero m’era avverso,
m’ha rallegrato come un raggio cortese
che sa guidare un animo scontroso
 
E benché quella luce in tempestose notti
così tremolasse di lontano
che mai può aversi di più splendente e puro
nella diurna stella del Vero?

 

 

 




Segnalo in particolare questa strofa

che, a mio parere, ci dice quasi tutto… sul sogno.


.

Quel sogno beato – quel sogno beato,

mentre il mondo intero m’era avverso, 

m’ha rallegrato come un raggio cortese 

che sa guidare un animo scontroso





 


COSA NE PENSATE?

 CIAO DA TONY KOSPAN 

 

 

 

123gifs010 123gifs010
STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO
Gif Animate Frecce (39)











 

SIGNORINELLA PALLIDA – La storia.. il testo.. l’atmosfera ed il video della mitica.. canzone del 1931   Leave a comment

 
 
 
Danielle Darrieux

 
 
 

In verità il titolo esatto è solo
SIGNORINELLA
ma è universalmente conosciuta come
SIGNORINELLA PALLIDA

 
 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 

 
 
Il testo della canzone è poesia pura,
 poesia vera, del grande poeta e paroliere Libero Bovio.
 
 
Essa, a dire degli esperti, è sì scritta in lingua italiana,
ma è pensata in lingua Napoletana, 
per sintassi e costruzione delle strofe.

 
 
 
 

 
 
 
 
 
LA POESIA DELLA CANZONE
 
 
 
E’ una canzone davvero struggente che colpì, appena uscì
tantissimi cuori e da allora non ha mai smesso di colpire 
soprattutto quelli di coloro che sono lontani dalla terra d’origine. 
 
 
Personalmente non riesco a non commuovermi  
ogni volta che l’ascolto.

 
 
 
 
 
 
 

LA STORIA DELLA CANZONE 
 

Si racconta che la musica fu scritta in una nottata
e musicata da un Valente arrabbiatissimo
perché aveva perduto molto giocando a carte.


 
 
 

Vincenzo Irolli 
 

 
 
 
 
L’ATMOSFERA DELL’EPOCA
 
 
Vediamo, prima di passare alla canzone,
qualche immagine che ci riporta all’atmosfera del 1931.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il mitico Tazio Nuvolari il 2 agosto del 1931 prima della partenza della gara
 
 
 
 
In un primo momento i discografici l’avevano bocciata
perché per loro era “un romanzo… e non una canzone…
ma mai smentita fu più clamorosa…
e dal suo successo nacque anche un film.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma veniamo alla canzone e, per meglio gustarla,
leggiamo prima il testo.
 
 
 
SIGNORINELLA
Libero Bovio – Nicola Valente (1931) 

 
Signorinella pallida,
dolce dirimpettaia del quinto piano,
non v’è una notte ch’io non sogni Napoli,
e son vent’anni che ne sto’ lontano!
Al mio paese nevica,
e il campanile della chiesa è bianco,
tutta la legna è diventata cenere,
io ho sempre freddo e sono triste e stanco!
Lenta e lontana,
mentre ti penso suona la campana
della piccola chiesa del Gesù
e nevica, vedessi come nevica ….
ma tu, dove sei tu?
Bei tempi di baldoria,
dolce felicità fatta di niente:
Brindisi coi bicchieri colmi d’acqua
al nostro amore povero e innocente.
Negli occhi tuoi passavano
una speranza, un sogno, una carezza ….
avevi un nome che non si dimentica,
un nome lungo e breve: giovinezza!
Amore mio!
Non ti ricordi che, nel dirmi addio,
mi mettesti all’occhiello una pansè
e mi dicesti, con la voce tremula:
“Non ti scordar di me!”
E gli anni e i giorni passano,
uguali e grigi, con monotonia,
le nostre foglie più non rinverdiscono,
signorinella, che malinconia!
Tu innamorata e pallida
più non ricami innanzi al tuo telaio,
io qui son diventato il buon don Cesare,
porto il mantello a ruota e fo’ il notaio.
Il mio piccino,
sfogliando un vecchio libro di latino,
ha trovato, indovina, una pansè ….
perchè negli occhi mi spuntò una lacrima?
Chissà, chissà perchè!
Lenta e lontana,
mentre ti penso, suona la campana
della piccola chiesa del Gesù ….
e nevica, vedessi come nevica ….
ma tu …. dove sei tu?
 
 
 
 
 
 
 
 


IL VIDEO DELLA CANZONE
 
 
e poi ascoltiamola in questo video… in cui è
interpretata da Achille Togliani.

 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 

 
 
 
 
PSICHE E SOGNO
IL TUO GRUPPO DI FB
CULTURALE MA CON LEGGEREZZA
APRI LO SCRIGNO

.
.

 

“DETTIFOSS” – Davvero imponente ed impressionante questa cascata.. islandese   Leave a comment

.
.




Dettifoss è la cascata numero 1 d'Islanda e d'Europa ed infatti ha 2 primati:
1 – per la potenza della caduta (gli spruzzi si vedono ad un km di distanza)
2 – per la compattezza ed il volume delle acque
Larga 100 metri e con una caduta di 45 si trova nell'Islanda settentrionale nel Parco Nazionale di Vatnajokull ed è una delle diverse cascate create dal fiume Jökulsá á Fjöllum.





Le più affascinanti sono nell'ordine:
Selfoss, seguita da Dettifoss e Hafragilsfoss.
Tornando a Dettifoss, cioè “Cascata dell’Acqua che Rovina”, non è difficile capire perché si chiami così.






E' infatti davvero impressionante, soprattutto da vicino, osservare lo spettacoloso salto per la sua potenza, per la forza con cui cade, sia per il continuo boato ed infine per il colore plumbeo dell'acqua dovuto alla notevole presenza di sedimenti glaciali e minerali.





Se è vero che lo spettacolo per la sua imponenza può apparire spaventoso bisogna anche dire che nei giorni di sole la cascata genera dei fantastici arcobaleni…






La potenza dell'acqua poi solleva spruzzi che si vedono a 1 km di distanza e nelle giornate di sole generano stupendi arcobaleni, anche il boato è facilmente riconoscibile in lontananza.
I visitatori trovano lì dei cartelli che indicano i percorsi per giungere nei migliori punti di osservazione.






F I N E




CLICCA QUI GIU' PER LE NOVITA’ DEL BLOG
E… SE… TI PIACE… I S C R I V I T I






.

.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: