Archivio per 25 febbraio 2020

Buon martedì sera in poesia “Canzoncina del primo desiderio” Lorca – arte A. Averin – canzone “Vita”   Leave a comment

 
 
 
 

Alexander Averin
 
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rosa cuor 3wcurdyj
Se ciò che io dico risuona in te, 
è semplicemente perché siamo entrambi 
rami di uno stesso albero.
W. B. Yeats ~ 
rosa cuor 3wcurdyj
 

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Alexander Averin – Giovane donna in barca
 

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CANZONCINA DEL PRIMO DESIDERIO
~ Federico Garcia Lorca ~

 
Nella mattina verde,
volevo essere cuore.
Cuore.
 
E nella sera matura
volevo essere usignolo.
Usignolo.
 
(Cuore diventa color
arancio.
Cuore,
diventa color d'amore).
 
Nella mattina viva,
volevo essere io.
Cuore.
 
E nella sera tramontata
volevo essere la mia voce.
Usignolo.
 
Cuore,
diventa color d'arancio!
 
Cuore,
diventa color d'amore!
 

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Alexander Averin – Giovani donne
 

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Alexander Averin – Giovani donne
 
 
 
 
 
 

LA STORIA DEL CARNEVALE… ANCHE IN IMMAGINI… DALL’ANTICHITA’ AI NOSTRI GIORNI   Leave a comment

 
 
 
 
Una festa che ha superato i millenni…
ma che, pur con tante modifiche,
ha mantenuto quasi intatto il suo spirito trasgressivo.

Nei secoli scorsi i festeggiamenti per il Carnevale 
hanno avuto quale epicentro varie città italiane
ed in particolare Firenze e Venezia
mentre oggi il più noto è quello di Rio.

 


 
 

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STORIA DEL CARNEVALE

 


Le prime notizie sul Carnevale, all’inizio un vero e proprio rito religioso in onore della Dea Iside, risalgono ai tempi degli Egizi.


Inoltre il popolo, mascherato, intonando inni e lodi, accompagnava una sfilata di buoi che venivano sacrificati in onore del dio Nilo.
 
I Greci poi, in attesa della fine dell'inverno, dedicavano riti festosi al dio del vino Dionisio.

 
Ma è soprattutto nel variegato mondo delle feste popolari dell'antica Roma, che possiamo ritrovare le origini del nostro carnevale.

 
 
 

 
 
 
I Romani infatti si lasciavano prendere da grandissima euforia durante i Baccanali… festeggiamenti in onore del dio Bacco… che si svolgevano lungo le strade della città e prevedevano l'uso di maschere tra fiumi di vino e danze.  
 
Famosa era anche la festa di Cerere e Proserpina, che si svolgeva di notte, in cui giovani e vecchi, nobili e plebei si univano nell’entusiasmo dei festeggiamenti.







In marzo e dicembre era poi la volta dei Saturnali, le feste sacre a Saturno, padre degli dei, che si svolgevano nell'arco di circa sette giorni durante i quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa, dove il “Re della Festa”, eletto dal popolo, organizzava i giochi nelle piazze, e dove negli spettacoli i gladiatori intrattenevano il pubblico.
 
E' noto il detto romano “semel in anno licet insanire” che si riferiva al fatto che in queste feste erano consentite a tutti follie assolutamente inaccettabili negli altri periodi dell'anno dati i severi costumi dell'antica Roma.
 
 
 

 
  
Nel corso degli anni i Saturnali divennero sempre più importanti, all'origine infatti duravano solo tre giorni, poi sette finché, in epoca imperiale, furono portati a quindici.

Ai Saturnali si unirono le Opalia, in onore della dea Ope moglie di Saturno, e le Sigillaria, in onore di Giano e Strenia.

Con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente come forme divertimento popolare.
 
Durante il Tardo Medioevo il travestimento si diffuse nei carnevali delle città.

In quelle sedi il mascherarsi permetteva lo scambio di ruoli, il burlarsi di figure gerarchiche, le caricature di vizi o malcostumi con quelle stesse maschere che sono poi diventate simbolo di città ed indicatrici di debolezze umane.
 
 
 

 

 
 
Nel Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale presero piede anche nelle corti europee ed assunsero pian piano forme sempre più raffinate, legate anche al teatro, alla danza ed alla musica.
 
 
 

 
 
 
La festa di carnevale raggiungerà il massimo splendore nel XVI secolo, nelle strade della Firenze di Lorenzo dei Medici
ma è presente in tutte le città italiane ed europee.
 
La festa fiorentina si svolgeva con danze, lunghe sfilate di carri allegorici e costumi sfarzosi e ciò rivela una vera svolta di questa festa, amatissima nella cultura popolare rinascimentale.
 
 
 

 
 
 
Con gli attori della Commedia dell'Arte, alla fine del '500, alcuni dei tipici personaggi carnevaleschi assumono precise forme e vengono caratterizzati nel linguaggio e nei gesti.
 
Nascono pertanto “le maschere” che penetrano nella tradizione collettiva e ci accompagnano ancora oggi.

La galleria delle maschere italiane è vasta.
 
 



 
 
Il Carnevale nel corso dei secoli ha assunto fisionomie e caratteristiche diverse in relazione alle località ed ai periodi storici in cui veniva festeggiato…
 
A partire dal 700 è certamente quello veneziano il più vivace… elegante ed affascinante…



 

 

 

IL CARNEVALE OGGI



Ancor oggi questa festa continua a rappresentare un importante momento di sospensione della routine e dei problemi quotidiani.



Carnevale di Viareggio



Infatti è una festività celebrata in quasi tutto il mondo con forme caratterizzate dalle culture dei vari popoli.
 
La sua grande diffusione è paragonabile ad un'altra ben nota festa profana, quella dell'ultimo giorno dell'anno.


 
 

 
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Molto noti in particolare sono il Carnevale di Rio de Janeiro e quello di New Orleans mentre in Italia sono molto noti quello di Venezia con le sue mitiche maschere, quello di Viareggio con i suoi carri, quello di Ivrea con la battaglia delle arance e quello di Putignano con il funerale di Re Carnevale. 
 
In particolare quello di Venezia è uno dei più antichi dato che si hanno documenti del 1094 in cui si parla delle feste prima della quaresima… anche se, come abbiamo detto su, raggiunge il massimo splendore nel 700.

 
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Carnevale di Venezia 

 
 
 
 
 

FONTI: VARI SITI WEB – COORDINAM. MODIFICHE AGGIUNTE ED IMPAGINAZIONE T.K.

 
 
 

a tutti da Orso Tony

 
 
 

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IL CARNEVALE – Eccolo nelle poesie.. nell’arte.. nelle canzoni.. nelle vignette e non solo   Leave a comment

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Cari amici amanti della poesia il tema che tratteremo,
anche se sento pochissima allegria in giro,
stavolta è obbligato… il Carnevale.

Quindi le poesie sorridenti prescelte spero che ci possano dare,
con alcuni aforismi divertenti, qualche vignetta,
dei dipinti originali e qualche musichetta,
un po' di buonumore, un po' di colore ed un po' di calore.

 
 
 
 
 
 
 

IL CARNEVALE
IN POESIA ARTE MUSICA E… VIGNETTE
by Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 

Sapete tutti quanto sia antica questa festa
e come sia sempre stata amatissima da tutti
proprio perché consentiva, e consente,
di dar una scossa, un calcio ed uno sberleffo
ai problemi quotidiani, al tran tran ed alla noia.



 
 

Partiamo dunque con alcune vignette…
 nello spirito carnevalesco

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 













Ora passiamo ad una mini selezione di pensieri e proverbi
sul carnevale e sul… sorriso…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Chi non ride mai non è una persona seria.
Charlie Chaplin


 
Perché non provi a risvegliare
il bambino che è dentro di te?
Giovanni Guareschi


 
Se la vita non ti sorride, falle il solletico!
Giulia Carcasi


 
A carnevale, ogni scherzo vale.


 
Quando il padre fa carnevale,
ai figlioli tocca far quaresima.


 
L'amore nato a carnevale
muore in quaresima.
 
 
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Ovviamente anche le poesie
sono del genere originale-divertente.

La prima poesia è una simpaticissima filastrocca
del bravissimo Rodari… a cui seguiranno poesie
un po' particolari…

 
 
 
 Zuber Buhler Fritz
 
 
 
VIVA I CORIANDOLI DI CARNEVALE
Gianni Rodari

Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell'allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perchè i feriti guariscono
con una caramella.
Guida l'assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia
un coriandolo di Carnevale.
 
 
 
Tiepolo – Il Carnevale di Venezia


CARNEVALE VECCHIO E PAZZO
Gabriele D'Annunzio

Carnevale vecchio e pazzo
s'è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
 che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all'improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato.

 
 
 
Nigel Van Wieck – Ballo in maschera 
 

POESIA ILLEGITTIMA
Vivian Lamarque
 
Quella sera che ho fatto l'amore
mentale con te
non sono stata prudente
dopo un po' mi si è gonfiata la mente
sappi che due notti fa
con dolorose doglie
mi è nata una poesia illegittimamente
porterà solo il mio nome
ma ha la tua aria straniera
ti somiglia
mentre non sospetti niente di niente
sappi che ti è nata una figlia.

 
 
Cezanne – Pierrot e Arlecchino
 
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NEL GIARDINO PUBBLICO
Alexis Diaz Pimienta

Una giovane ha appena accavallato le gambe
E il poeta spera che il vento sia suo complice.
sorveglia irrispettosamente l’orlo del vestito,
l’unica strada verso la felicità.
La giovane sorride,
estranea all’importanza della sua coscia
parlando di profumi o ragazzi o promesse.
E il vento soffierà
– di fronte a tanta insistenza soffierà –
ma la vera fortuna
sta nel fatto che la mano della giovane
scenda in tempo,
e la sua pelle continui ad essere possibile.
 
 
 
Domenico Ferretti – Carnevale notturno


SI' SI'
Charles Bukowski
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Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra.
Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo.
Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.



  
 
 
 
 
 
 

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TENNESSEE WILLIAMS – Lo scrittore americano famoso per i suoi testi perfetti per il teatro ed il cinema   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
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 Sono certo che il sentir parlare di Tennessee Williams
evochi subito in molti… 
solo l'eco grandi opere cinematografiche e teatrali.
 
 
 

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(Columbus 26 marzo 1911 – New York 25 febbraio 1983)
 
 
 

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Ma vogliamo conoscerlo un po' meglio?

E' stato un drammaturgo, uno scrittore,
uno sceneggiatore ed un poeta statunitense.
 
 

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Divenne un autore di successo principalmente
per la bellezza delle trame e dei dialoghi dei suoi testi teatrali
spesso divenuti poi anche dei film di grande successo.
 
 

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Qui è con Anna Magnani
 
 

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Tra le sue opere più note spiccano
La Gatta sul tetto che scotta“,
Improvvisamente l'estate scorsa
e
Un tram chiamato desiderio
 
 
 

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E' stato vincitore di due premi Pulitzer
ed ebbe 2 “nomination” per l’Oscar. 
 

Ha anche collaborato con Luchino Visconti
nella sceneggiatura di Senso (1954).
 

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Possiamo senz'altro dire che la sua penna
è stata magica creatrice
soprattutto di storie ed atmosfere perfette
per esser portate a teatro o sui set cinematografici.

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Ricordiamolo ora con questa scena del film
Un tram chiamato desiderio“, del 1951,
nato da un suo famoso testo,
in cui protagonista è Marlon Brando.
 
 
 

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Ciao da Tony Kospan
 
 

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RENOIR.. L’IMPRESSIONISTA DELLA GIOIA DI VIVERE – Breve ricordo e storia.. analisi e personaggi della “Colazione dei Canottieri”   Leave a comment





Renoir è stato uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo.

Per Renoir la pittura deve esprimere 
la gioia di partecipare al mondo che ci circonda 
ed esaltarne soprattutto le bellezze.







Egli sente fortemente la necessità di imprimere sulla tela 
le belle emozioni e le dolci sensazioni che vive o cerca di vivere nella società.

esaltando le armonie di tutto ciò che vede e gli piace.





Tutto quanto esiste… persone, paesaggi, ambienti, oggetti etc. 
può esser bello e quel che è bello, per Renoir, merita di essere dipinto.







Come trasmette questo suo amore per la gioia di vivere nella sua pittura?

Soprattutto con il colore.







Mi fa piacere ora rendergli omaggio 
con questo mio post dedicato ad uno dei suoi massimi capolavori.




Renoir – Autoritratto



Prima di pssare ora all’esame di quello che è considerato 
uno dei suoi massimi capolavori 
ammiriamo altri suoi dipinti che, come dicevo, hanno la capacità
di trasmettere la sua irresistibile gioia di vivere.


ALCUNE SUE OPERE 





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LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI

MITICO DIPINTO DI RENOIR
a cura di Tony Kospan

 

Il dipinto è anche una notevole testimonianza

della gioia di vivere che caratterizzava la Parigi delle Belle Epoque

oltre all’arte sublime di questo grandissimo pittore.



La colazione dei canottieri

 
 

Questo dipinto è considerato il capolavoro di Renoir 

ed uno dei massimi capolavori dell’Impressionismo.


 

 

 
Pierre Auguste Renoir (Limoges 25.2.1841 – Cagnes-sur-Mer 3.12.1919)

 

  


LA STORIA DEL DIPINTO 


Aveva vent’anni Renoir quando entrò come allievo nello studio di Gleyre; ben presto si rese conto di preferire la vita pulsante negli angoli di strada di Parigi, piuttosto che i calchi di gesso dell’atelier, e al maestro che lo rimproverò, Senza dubbio tu dipingi soltanto per divertirti, Renoir replicò: Sicuro, se non mi divertissi, non lo farei. Perché mai l’arte non dovrebbe essere piacevole? Sono già troppe le cose spiacevoli al mondo!


Fedele alle sue convinzioni, Renoir nei suoi quadri espresse sempre la joie de vivre, il sentimento gioioso della vita, amò ritrarre i propri amici e le proprie amanti, senza vergognarsi di dipingere quadri spensierati (avversato in ciò dalla critica), esaltando l’aspetto edonistico dell’esistenza, dipingendo in una stato d’animo di pura felicità, ritraendo un’umanità sorridente e felice, proprio come lo erano le sue modelle che cantavano, leggevano e ricamavano durante le pose, scegliendo sempre soggetti che risvegliassero il suo sentimento di gioia: paesaggi solari, bambini al gioco, bellezze femminili, raduni di amici.


Renoir amò molto rappresentare i divertimenti borghesi tipici delle grandi città, già espressi nella grafica francese, infatti, molti illustratori del tempo raffiguravano le attività della gente mondana, gli svaghi e i divertimenti, quotidiani e festivi, dei piccoli e medi borghesi parigini e dei bohémiens; poco svolto era, invece, il tema dello svago all’aperto, che il pittore affrontò spesso.
Affascinato dall’idea di ritrarre un allegro gruppo di amici a pranzo sulla terrazza del ristorante, idea già realizzata in un precedente quadro, il Moulin de la Galette, dipingendo figure umane insieme ad un campo libero illuminato dal sole, preparato da quadri come Canottieri a Chatou e La colazione in riva al fiume, e da abbozzi, approfondì il tema con la Colazione dei canottieri, iniziando a dipingere il quadro nell’estate del 1881.


Un amico, il barone Barbier, un capitano di reggimento dal carattere estroverso che preferiva più i cavalli che i quadri, si offrì di organizzare la riunione, chiamando a raccolta tutti gli amici del pittore, artisti, giornalisti, modelle, e facendo in modo addirittura che le imbarcazioni sullo sfondo avessero una precisa posizione.


Sul posto, Renoir cominciò una serie di studi e schizzi, fino a giungere a dipingere la tavolata di giovani amici convenuti nel ristorante di Alphonse Fournaise a Chatou sulla Senna, vicino alla Grenouillére, luogo molto affollato di domenica, dove, dopo le escursioni in barca, i canottieri erano soliti incontrarsi con le loro ragazze e pranzare sulla terrazza del primo piano che affacciava sul fiume.

La composizione è nettamente delimitata ai due lati, ma la scena è suddivisa in singole figure dettagliate e in piccoli gruppi collocati al riparo di una tenda da sole, mentre la calda luce del giorno filtra attraverso la veranda. Sullo sfondo s’intravedono le barche sulla Senna che ricordano all’osservatore che l’allegra combriccola di amici, che ora riposa dopo la colazione, è appena tornata da una gita sul fiume.

 
 
 
 
 


I PERSONAGGI DEL DIPINTO  


 

 

 

 

 

Iniziamo ad identificarli.

Sulla sinistra è raffigurato il proprietario del locale, monsieur Fournaise (2) con cappello e barba rossiccia 

 

 

 

 

e sua figlia, la bella Alphonsine (3) col cappello giallo appoggiata alla balaustra.

Alphonsine ha di fronte un uomo seduto a tavola, con il cappello rotondo che è girato verso di lei.

Si tratta del barone Barbier (4), che si diede da fare per radunare tutti gli amici che appaiono nel ritratto; 

 

  



L’uomo col cappello a cilindro in fondo, che sta parlando con Jules Laforgue poeta simbolista, è Charles Ephroussi (5 e 8) collezionista d’arte d’origine russa e finanziatore degli impressionisti;

 

 




 

 



La ragazza che beve è una delle modelle più care a Renoir, Angle (6), della quale si dice che, durante tutto il tempo della posa, chiacchierasse instancabilmente ed alla sua destra s’intravede appena il volto dello scrittore Guy de Maupassant;



 

 

 

 



A sinistra qui giù, in piedi, in bombetta, c’è Lestriguez (11), detto l’ipnotizzatore, un amico del pittore affascinato dall’occultismo e dall’ipnotismo, accanto a Paul Lhote (12) “amicissimo” di Renoir e miope come una talpa ma instancabile rubacuori, ed infatti è ritratto mentre amoreggia con l’attrice Jeanne Samary (13); 

 

 

  



Intorno alla tavola, sulla quale sono adagiati una bellissima natura morta, rivelatrice dell’abilità del pittore nel rendere gli effetti di luce, e bottiglie e bicchieri, che raccolgono i colori di ciò che li circonda, ci sono a destra, col cappello di paglia, a cavalcioni di una sedia, Gustave Caillebotte (9), artista di talento e ricchissimo di suo, fanatico della barca, che dialoga con l’attrice Ellen Anurie;



  

 

 Alle loro spalle e chinato verso di loro, c’è Maggiolo (10).

E’ un giornalista italiano che scrive per il giornale satirico Le Triboulet. 

 

 

 


Sulla sinistra c’è una giovane donna (carinissima) in posa molto naturale (con cappellino a fiori e che stringe un cagnolino) nella quale si riconosce Aline Charigot (1), che presto sarebbe diventata la moglie di Renoir.




 

 
 
ANALISI DEL DIPINTO
 
 
 
 
Il quadro, uno dei più famosi di Renoir, considerato un capolavoro dell’Impressionismo, con le figure en plein air, i colori incisivi, vivaci e variati che rendono ben netta l’individuazione dei personaggi, cattura perfettamente l’atmosfera pigra di una domenica francese trascorsa fuori città, ed esprime compiutamente il senso di gioia dell’allegra brigata e dell’animo ben disposto del pittore.
 
La tela è ambientata sulla terrazza del ristorante La Fournaise, a Chatou, sulle rive della Senna, dove si ritrovavano abitualmente i canottieri. I parigini vi andavano per le gite domenicali, anche perché la zona era collegata con la città da una delle prime ferrovie costruite in Francia.
 
La Colazione dei Canottieri è un quadro di grandi dimensioni realizzato pochi anni dopo del Moulin de la Galette e ne rappresenta per molti versi una variazione sul tema. Rispetto a quest’ultimo, l’individuazione dei singoli personaggi è più netta, i colori più vari e vivaci, la struttura compositiva più chiara, gli effetti della pittura en plein air più accentuati.
 
La scena evoca lo stato d’animo, l’atmosfera che circonda questi giovani, tutti amici del pittore, immersi in una piacevole conversazione carica di cordiale intimità e resa ancora più accattivante dall’ambiente gradevole. Gli atteggiamenti aggraziati e vivaci, la naturalezza dei gesti, mostrano tutta l’abilità del pittore nel delineare i personaggi nel loro ambiente.
 
Il senso di animazione è reso sapientemente dalla prospettiva e dalla disposizione delle figure che in primo piano sfumano delicatamente verso lo sfondo, anche attraverso una sapiente utilizzazione dei rapporti cromatici.







IL COLORE

 

I colori del dipinto sono molto forti, caldi e lucenti. La superficie pittorica è costruita con un sofisticato alternarsi di zone lisce, da cui emerge talvolta la preparazione grigio chiaro della tela, con altre in cui si sovrappongono più strati di colore


La tovaglia bianca e le canottiere degli uomini, imprimono una nota luminosa a tutta la composizione, dando corpo alle affermazioni di quanti sostengono che l’uso del bianco fosse una diretta conseguenza del viaggio in Algeria.

 

 

LA COMPOSIZIONE

 

Renoir rappresenta nel dipinto una struttura di tipo classico, divisa in tre linee verticali, delimitate dalle sbarre che sorreggono il tendone non che dal limite del fogliame nell’angolo alto a destra, e da una linea orizzontale che spezza in due il dipinto evidenziando, in primo piano in basso, il tavolo con la natura morta e i due personaggi seduti attorno (Aline col cagnolino e l’uomo seduto su una sedia che la osserva attentamente), in secondo piano in alto, il resto dei personaggi. Il dipinto è, inoltre, costruito su una diagonale maggiore, delineata dalla balaustra, che parte dal basso, a sinistra, fino in alto, a destra, e da una diagonale minore, meno appariscente, che parte dall’alto, a sinistra, fino in basso, a destra. A sinistra di questa diagonale è rappresentata la natura (le piante) e in profondità si intravede un piccolo brano di paesaggio, a destra, invece, vi sono tutti i personaggi seduti attorno a un tavolo o in piedi a chiacchierare.

L’opera riflette, nell’incisività dell’esecuzione, lo studio condotto da Renoir sulla tecnica dei dipinti a olio di Ingres, una ricerca che porta il pittore impressionista a rivalutare il ruolo del disegno.

Piena di figure, il dipinto, da un lato è una composizione d’insieme e dall’altro è uno studio delle singole forme, accuratamente strutturate.

 

 

LA PENNELLATA

 
La pennellata si sfrangia in tanti piccoli tocchi, fini e precisi, che anticipano il successivo periodo classico di Renoir.
 
 

 
 
F I N E
 
 
 
Fonti… vari siti web –


Elaborazione di molte immagini, coordinamento e impaginazione dell’Orso




 

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IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

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Giuseppe De Nittis – Breve ricordo.. con biografia e dipinti.. dell’elegante pittore italiano dell’800   Leave a comment



Nonostante la precoce scomparsa (a soli 38 anni!)
il suo è stato un grande percorso nel mondo dell’arte
riuscendo ad affermarsi come uno dei più grandi
e famosi pittori italiani dell’800.



De Nittis – Autoritratto (partic.)
(Barletta 25.2.1846 – Saint-Germain-en-Laye 21.8.1884)



BREVE RICORDO DI GIUSEPPE DE NITTIS
a cura di Tony Kospan


BREVE BIOGRAFIA


Gli inizi della sua formazione artistica
avvennero presso l’Istituto delle Belle Arti di Napoli
dal quale però fu espulso per indisciplina.




De Nittis – Giornata d’inverno



Insofferente nei confronti dello stile verista ma formale,
allora dominante negli ambienti artistici napoletani,
entrò a far parte della “Scuola di Portici” nella quale
il “verismosi diradava in toni e colori più sfumati
e diventando, come ebbe a scrivere, “maestro di se stesso”.



De Nittis – Appuntamento al bosco di Portici




Il maestro A. Cecioni, suo grande ammiratore
per la spontanea eleganza dei suoi dipinti,
lo prese sotto le sue ali
e divenne anche la sua guida.








Si trasferì poi per un po’ a Firenze
dove ebbe contatti, influenze… ma anche contrasti,
 con gli ambienti dei Macchiaioli.

 

 
 
De Nittis – Colazione in giardino 
 



Dopo aver girato per varie parti d’Italia
si trasferì infine a Parigi dove avvenne poi la maggior parte
della sua grande produzione artistica
e dove ebbe notevoli successi
sia da parte del pubblico che della critica.



De Nittis – Effetto neve



Fu anche amico, tra gli altri, degli impressionisti Manet e Degas
e si inserì molto bene nei salotti eleganti ed aristocratici della città.

Fu anche acquarellista ed acquafortista.



De Nittis – Sul lago dei 4 Cantoni




Morì improvvisamente a causa di un ictus.

E’ sepolto a Parigi, nel cimitero di Père-Lachaise.



De Nittis – Avenue du Bois in Boulogne – 1874




IL SUO STILE


Pur influenzato dai Veristi, dai Macchiaioli e dagli Impressionisti
il grande pittore barlettano mantenne però sempre un suo stile indipendente.

La sua è unanimemente considerata una pittura elegante e “poetica”.



De Nittis – Donna con cappello e veletta



I suoi soggetti preferiti sono i paesaggi naturali…
agresti o cittadini, i salotti eleganti e le donne affascinanti.

Ha in comune con Renoir, nato pure lui il 25 febbraio,
il piacere di dipingere la gioia, la bellezza e l’eleganza.



 
De Nittis – Ritorno di nascosto dal ballo



F I N E






IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
Ripped Note


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De Nittis – Donna in barca – 1876

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