Archivio per 15 febbraio 2020

Buon sabato sera in poesia “Nella buia pineta” Joyce – arte F. Dicksee – canzone “Call me” (Chiamami)   Leave a comment

 
 
 
 
Sir Frank Dicksee

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Il cielo avrà il colore dei tuoi occhi,
i fiori avranno il colore del tuo cuore.
Non puoi sentire ciò che non è già dentro di te.
Ciò che ti appartiene è l'unica cosa che saprai trovare.
Coltiva l'amore se puoi e del resto sbarazzatene in fretta.
– Stephen Littleword – 

 
 
 
 
 
 
   Call me (Chiamami)
Sir Frank Dicksee – Romeo e Giulietta

 
 
 
 
NELLA BUIA PINETA
James Joyce
 

Nella buia pineta
Vorrei con te giacere,
Nella frescura dell’ombra densa
A mezzogiorno.
 
Là com’è dolce distendersi,
Soave baciarsi,
Della vasta pineta
Sotto le navate.
 
Più dolce scenderebbe
Il tuo bacio
Nel soffice tumulto
Dei capelli.
 
Oh, vieni con me, ora
A mezzogiorno,
Verso la buia pineta,
Vieni, dolce amore.


 
 
 
 
 
 Sir Frank Dicksee – Paolo e Francesca

 
 
 
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 Sir Frank Dicksee – L'offerta – 1898
 
 
 
 
 

TOTO’ – Breve ricordo del grande artista con una poesia.. una canzone.. alcune mitiche battute ed una scena cult   2 comments

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Non basterebbero forse 10 post per ricordare


cosa Totò ha significato nel '900 per la storia del teatro,


del cinema, della cultura, della canzone e della tv.









Per questo, desiderando dedicargli un post-omaggio


mi limiterò a ricordarlo con una sua poesia,


non la notissima ed inflazionatissima “Livella“, ma con 


una meno nota e però carinissima “Si fosse n'auciello“,


con la sua sofferta canzone Malafemmena,


con alcune sue mitiche fulminanti battute quasi… aforismi divertenti


ed infine con la mitica scena della… lettera.




Napoli 15.2.1898 – Roma 15.4.1967

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LA POESIA

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SI FOSSE N’AUCIELLO


Si fosse n’auciello, ogne matina

vurria cantà ‘ncoppa ‘a fenesta toja:

“Bongiorno, ammore mio,bongiorno, ammore!”.

E po’ vurria zumpà ‘ncoppa ‘e capille

e chiano chiano, comme a na carezza,

cu stu beccuccio accussi piccerillo,

mme te mangiasse ‘e vase a pezzechillo *

si fosse nu canario o nu cardillo.

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Per coloro che non conoscono la lingua napoletana

eccola in una mia modesta traduzione


 

SE FOSSI UN UCCELLO



Se fossi un uccello, ogni mattina

vorrei cantare sulla finestra tua:

“Buongiorno, amore mio, buongiorno, amore!”.

E poi vorrei  saltare sui tuoi capelli

e piano piano, … come una carezza,

con questo beccuccio così piccolino,

ti mangerei di baci a… pizzichillo *

se fossi un canarino od un cardellino.


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* (intraducibile… a parer mio… ma per render l’idea… si tratta di bacetti a mò di pizzicotti o di morsetti come il beccar di un uccello).




LA CANZONE








ALCUNE MITICHE BATTUTE



Ora ecco una mini selezione di sue mitiche battute
che possono, talvolta,
anche apparire divertenti aforismi.

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– A volte anche un cretino ha un’idea.

– Voglio morire, mi voglio ammazzare, suicidatemi.

– Lei è un cretino, s’informi.

– I parenti sono come le scarpe: più sono stretti e più ti fanno male.

– L’acne giovanile si cura con la vecchiaia.

– Questa è la civiltà: hai tutto quello che vuoi quando non ti serve.

– In carcere, con rispetto parlando, stavo tra persone perbene.

– Cavaliere, nessuno vuole farla fesso, non ce n’è bisogno.

– Gli avvocati difendono i ladri. Sai com’è… tra colleghi…

– Nel dolore un orbo è avvantaggiato, piange con un occhio solo.

– Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera.






– Sono bello, piaciucchio, ho il mio sex appello.

– Non so leggere, ma intuisco.

– Lei puzza con la “p” maiuscola.

– Il coraggio ce l’ho. E’ la paura che mi frega.

– Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiedevano il bis.

– E’ incredibile come un bipede di genere femminile possa ridurre un uomo.

– Devo andare a un funerale di un morto.

– La sua vita si svolge fra casa e chiesa… E va be’, ma nel tragitto cosa succede?

– E’ la somma che fa il totale.

– Conobbi Miss Angoscia che aveva due belle angosce. Che angosce, che angosce!

– La donna è mobile e io mi sento un mobiliere.

– L’uomo discende dalla scimmia, io no… sono raccomandato…



 





LA MITICA SCENA DELLA LETTERA






CIAO DA TONY KOSPAN




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Amico Aspertini – Vita ed opere dell’artista controcorrente bolognese del ‘500   Leave a comment

 
 
 
 

Nereidi – Tritoni e putti

 

 

Un Pittore bizzarro nell’età di Dürer e Raffaello

solo di recente riscoperto e rivalutato.

 

 

 

 
 

 

 

Se lo cercate nei libri di Storia dell'Arte di qualche anno fa

stentate a trovarlo o non lo trovate proprio.






 

Pur essendo noto ed amato nella Bologna dei suoi tempi

era ormai caduto in un oblio quasi totale.

 

Poi pian piano la sua arte… “controcorrente” 

ha iniziato ad avere sempre più estimatori

soprattutto tra i critici d'arte.

 

 


Autoritratto giovanile

 
 
 

BREVE BIOGRAFIA

 
 
Nato fra il 1474 ed il 1475 Amico era figlio di Giovanni Antonio Aspertini pittore abbastanza noto a Bologna verso la fine del '400.
 
Fin da piccolo fu indirizzato, insieme al fratello, verso lo studio della pittura.
 
Nei suoi inizi si evidenzia uno stile dolce e classicheggiante.
 
A seguito di un un viaggio a Roma, ed in particolare dopo la visione delle grotte della “Domus Aurea”, arrivò ad una interpretazione cd. “anticlassica” del mondo antico che traspose nelle sue opere bolognesi del 1506 (affreschi di S. Cecilia) e che, rappresentando una rottura delle mode dell'epoca, lo resero famoso.

 
 
 
 

Adorazione


 



A Lucca, fra il 1508 e il 1509, operò nella chiesa di S. Frediano in cui eseguì una serie di stupendi affreschi… tra cui la “Madonna col Bambino tra i santi“.
 
*Il dipinto appare immerso in una luce strana quasi crepuscolare, nel paesaggio poi si notano dei combattimenti ed in alto dei putti mantengono un drappo.
Questi particolari, insieme al resto dell'opera, donano una sensazione fantastica.
 
Ormai il suo stile “anticlassico” era divenuto sempre più evidente e deciso… ma ciò non vuol dire che non amasse il mondo classico ma semplicemente che amava reinterpretarlo a modo suo come si può notare dai monumenti e dalle rovine da lui dipinti.



Morì nel 1552.
 
 
 

 

 
Ragazzo con canestro di fiori
 
 
 

L'UOMO ASPERTINI

 
 
Definito dal Vasari “Uomo capriccioso e di bizzarro cervello”, e super stravagante, da altri suoi contemporanei, il bolognese Aspertini viaggiò molto  (Venezia, Firenze, Lucca, Mantova e soprattutto Roma) ed arricchì sempre in tal modo le sue conoscenze grazie alla visione di opere antiche e dei suoi tempi.
 
In particolare amava l'arte tedesca e soprattutto le opere di Durer.

 
 
 
 



Tommaso Raimondi

 

 

 

L'ARTISTA


 

Era un pittore “ambidestro”, cioè capace di dipingere contemporaneamente con entrambe le mani, ed era anche molto versatile dato che fu autore, oltre che di dipinti, anche di sculture, disegni ed affreschi.

 

 

 

Oratorio di Santa Cecilia

 

 

Nonostante sia stato solo da poco rivalutato, oggi è un artista molto amato da diversi critici, e soprattutto dal pubblico, per le “stranezze espressive delle figure” e per i suoi paesaggi in cui insieme ad un misto di classicismo e naturalismo appare forte anche una componente onirica.

Da molti è considerato un anticipatore del neoclassicismo e del manierismo.

 

 

 

QUALCHE ALTRA SUA OPERA



Deposizione di Cristo

 

 

 

Santa donna con libro

 

 

 

S. Cassiano

 

 

Fonti: vari siti web – Impaginazione Orso Tony

 

 

 


IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)







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