Archivio per 12 febbraio 2020

Buon mercoledì sera in poesia “Dammi la mano” di G. Mistral – arte A. Mucha – canzone “Insieme” Mina   Leave a comment




A. Mucha



Ami domani
– chi non ha mai amato –
e chi ha amato già 
– ami domani –
(Anonimo latino)


A. Mucha


DAMMI LA MANO E DANZEREMO
– Gabriela Mistral*

Dammi la mano e danzeremo
Dammi la mano e mi amerai
come un solo fior saremo
come un solo fiore e niente più.
Lo stesso verso canteremo
allo stesso passo danzerai
Come una spiga onduleremo
come una spiga e niente più.
Ti chiami rosa e io speranza
ma il tuo nome dimenticherai
perché saremo una danza
sulla collina e niente più.

* Poetessa cilena maestra di Pablo Neruda




A. Mucha








PSICHE E SOGNO

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A. Mucha 



Le misteriose ed incredibili opere della mitica Cappella Sansevero – Il Disinganno – IV Parte   3 comments

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LE ALTRE OPERE DELLA CAPPELLA
IL DISINGANNO
a cura di Tony Kospan
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Avviciniamoci a quest’altra meravigliosa opera…
dopo aver visto e descritto il Cristo velato e la Pudicizia.
 

Per il fascino che emana e le emozioni che dona,
fa parte, insieme alle altre 2 suindicate,
 della triade delle opere più belle della Cappella
che di recente è stata eletta
al primo posto della classifica dei musei italiani
 preferiti dai viaggiatori di tutto il mondo.


 
 
 
Alcune delle incredibili opere della Cappella 
 
 

 

Il disinganno 
è considerato il capolavoro di Francesco Queirolo
artista genovese, allievo del Corradini, che fu
anche l’autore del bozzetto preparatorio.
 
 
Anche stavolta ne approfondiremo i 4 aspetti
familiari, artistici, religiosi ed esoterici
seguendo le diverse opinioni dei tanti studiosi
che si sono impegnati nel cercar
di comprendere il vero significato dell’opera.

 
 
 
 
 
 
 
 

DESCRIZIONE ED ASPETTO FAMILIARE
 
 

L’opera ha quale scopo dichiarato ridar lustro al padre del Principe
per mondarlo dalla sua pessima fama.
 
 
Mostra un uomo (il padre di Raimondo) nell’atto di liberarsi
da una pesante rete da cui è avvolto.
 
 
In questo è aiutato da un genietto (o putto) alato
con in testa una coroncina, con fiamma sulla fronte,
e che tiene un piede su di un globo
al quale è poi appoggiato un libro.
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Il bassorilievo su cui è posata la scultura rappresenta
la parabola di Gesù che ridà la vista ad un cieco
con la scritta “Qui non vident videant” .
(Coloro che non vedono… vedano)
 
 
Il Principe con questa opera vuol esaltare la grande forza morale
del padre che era sì stato un grandissimo peccatore,
Asservito alle giovanili brame” così è scritto sulla lapide,
ma che poi alla fine era riuscito a comprender gli errori  commessi
ed a pentirsi rinunciando alle ricchezze ed al titolo nobiliare
(proprio a favore di Raimondo) ritirandosi in convento
e così liberandosi dalle tenebre del male.
(V. la sua biografia nella I parte)


 
 
 
 
 
 
 
 

VISIONE ARTISTICA

 
 
La scultura mostra una evidente forza intrinseca
che si apre in un movimento potente che coinvolge chi l’osserva.
 
Ma la cosa che maggiormente colpisce e colpì fin dal ‘700
 lasciando a bocca aperta tutti coloro che l’osservano
è l’incredibile rete che morbidamente avvolge l’uomo.
 
Questo della rete è indubitabilmente
un caso senza precedenti nella storia della scultura
 e frutto di una lavorazione davvero geniale.


 
 
 
 
 


Essa infatti è il risultato di un grande virtuosismo tecnico,
quello di trasformare il marmo in una plastica rete,
così meticoloso da esser paragonato alla precisione degli orafi.
 
Si racconta anche che gli artigiani che collaboravano con l’artista
non se la sentirono di aiutar il Queirolo, per paura di romperla,
per cui lo scultore dovette far tutto da solo.


 
 
 
 
 
 


INTERPRETAZIONE RELIGIOSA
 
 

L’opera simboleggia il grande sforzo necessario
per la liberazione dal peccato e dall’illusione di dominio
per giungere infine a ritrovare la vera fede.
 
 
Anche il passo biblico scritto sul libro e la parabola
scolpita sul basamento (Gesù che dona la vista al cieco)
confermano questa tesi.
 
 
Inoltre l’opera può aver un’ulteriore lettura
religiosa in quanto può anche rappresentare
il pentimento dello stesso Principe per le sue attività esoteriche.
 
 
Pentimento che egli stesso dichiarò con suppliche
alle autorità religiose (che lo consideravano eretico e massonico)
con le quali affermava con forza la sincerità del suo pentimento.

 
 
 
 
 
 
 
 

INTERPRETAZIONE ESOTERICA
 
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La lotta tra luce e tenebre è l’immediato e chiaro messaggio
che ci giunge da una semplice osservazione dell’opera
fortemente ideata e voluta dal Principe in tutti i suoi particolari
al punto che, per alcuni, non il padre…
 ma proprio lui potrebbe essere il vero soggetto rappresentato.
 
 
Infatti fu totale il suo controllo, sia sulla realizzazione dell’opera
che sul Queirolo, al punto che nel contratto si legge
“a tutto piacimento, genio e gusto d’esso Signor Principe,
di non poter lavorare per nessun’altra persona,
e collo stretto ligame di non potersi licenziare”
che dimostra quanta poca libertà d’azione avesse l’artista.
 
 
E’ noto a tutti anche che l’iniziazione massonica avviene
con la bendatura dell’adepto per poi esserne liberato
per poter finalmente conoscere la Luce della Verità della Loggia.
 
 
La fiamma sulla fronte del putto alato è poi notoriamente
un simbolo dell’Illuminismo mentre il libro aperto
è un chiaro accenno alle grandi luci esoteriche che,
consentendo di vedere oltre l’apparente ed ingannatrice realtà,
portano all’uso della razionalità ed a vivere secondo virtù.

 
 
 
 
 
 
 
 

Come abbiamo letto nella biografia (I PARTE) 
tra lui e le Autorità della Chiesa
vi furono non pochi e non semplici conflitti per salvarsi dai quali
egli fu costretto a denunciare al RE Carlo III (suo amico) 
tutti i Liberi Muratori delle Logge del Regno.
 
Il Re emise (a malincuore) l’editto che cancellava tutte le Logge massoniche
ma questo, a parte un rimprovero, non causò a loro alcun reale problema
e le Logge continuarono ad operare tranquillamente come prima.
 
Gli storici ritengono che si sia trattato di una abiura strategica
servita per metter a tacere i nemici, soprattutto Gesuiti,
che il Principe aveva all’interno della Chiesa,
e così salvare sé ed i “Fratelli”.
 
Infine l’impatto visivo è così forte da farci “sentire”
che qualcosa di misterioso e segreto aleggia in essa.

 

 

 
 
 
 
 
 

UNA PERSONALE OPINIONE

 
 
Come ho accennato parlando delle altre opere,
anche qui i vari concetti e simboli impressi nella scultura si affiancano, 
si sovrappongono, si fondono
in una sintesi sia tra aspetti simili ma anche tra opposti
con un risultato alla fine davvero mirabile.
 
La complessità degli elementi costitutivi dell’opera
non è infatti diversa da quella della personalità del Principe.
 
Egli era nel contempo massone e devoto a San Gennaro,
scienziato ma amante dell’arte, alchimista e generale dell’esercito,
bigotto ed eretico, nobile ma anche incline a contrar debiti,
colto ma anche superstizioso etc etc…
 
Per questi motivi attribuir all’opera un unico significato
mi appare fatica improba, se non del tutto inutile e senza senso, 
in quanto appaiono presenti, in modo più o meno evidente,
tutti i simboli allegorici su elencati (e forse anche altri).
 
 
 
Continua
 
 
Tony Kospan
 
 
 

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Chi volesse legger la I parte
– Presentazione e biografia del Principe di Sansevero –
Frecce (51)
 
 
 
 
 

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Chi volesse legger la II parte
– Il Cristo Velato –
Frecce (51)

 

 

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Chi volesse legger la III parte

– La Pudicizia –
Frecce (51)
 

 

 



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STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO
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Nel nordest del Brasile rinvenuta un’altra sorprendente e misteriosa… Stonehenge!   Leave a comment

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Conosciamo tutti le misteriose pietre monumentali di Stonehenge ma ora sappiamo che ne sono state scoperte altre, altrettanto antichissime e poste anch'esse a cerchio, in una zona del Brasile in cui non ci si aspettava proprio di trovar opere del genere.



LA SORPRENDENTE STONEHENGE DEL BRASILE









LA NOTIZIA E LA DOCUMENTAZIONE



Archeologi brasiliani hanno scoperto un’antica struttura di pietra in un angolo remoto della Foresta Amazzonica che potrebbe gettare nuova luce sul passato della regione.

Il sito, che si crede potesse essere un osservatorio astronomico o un luogo di culto, è precedente alla colonizzazione Europea e suggerirebbe una conoscenza sofisticata dell’astronomia.





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L’aspetto della struttura è stato paragonato al sito inglese di Stonehenge.

In precedenza si credeva che, prima della colonizzazione europea, nella Foresta Amazzonica non esistessero civiltà avanzate.

Gli archeologi hanno effettuato la scoperta nello stato brasiliano di Amapa, all’estremo nord del Brasile.







Un totale di 127 grandi blocchi di pietra sono stati trovati conficcati nel terreno sulla cima di una collina.

Ben conservate e ognuna pesante diverse tonnellate, le pietre sono state disposte verticalmente a intervalli regolari.

Non si sa ancora con precisione quando la struttura venne costruita, ma frammenti di ceramica indigena trovati nel sito sono stati datati a 2.000 anni fa.










Ciò che ha impressionato i ricercatori è la raffinatezza della costruzione.

Sembrano essere state disposte per indicare il solstizio d’inverno, nel momento in cui il sole si trova nel punto più basso del cielo.

Si pensa che le antiche popolazioni amazzoniche usassero le stelle e le fasi lunari per determinare il ciclo delle coltivazioni.

Fonte: BBC News, heraedizioni.com









QUALCHE PERSONALE CONSIDERAZIONE



Sappiamo che in America, prima di Colombo, sono fiorite grandissime civiltà con conoscenze incredibili in materia astronomica…

Tra le più note ricordiamo quelle dei Maya, degli Aztechi e degli Inca.

Ma questa è molto più antica e si trova in una zona in cui non si pensava proprio di trovarne.

Per questo la scoperta ha destato sorpresa ed ancora non si conosce nulla del popolo che eresse i megaliti…




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Ritengo, in ogni caso, che sia davvero una scoperta molto affascinante… e sorprendente…

La presenza in varie parti del mondo, ed in forme simili, di antichi megaliti disposti a cerchio, lascia poi molto da pensare… ed appare davvero misteriosa…

Sembra che in zone lontanissime tra loro , addirittura in continenti separati da oceani, millenni fa ci siano state civiltà megalitiche molto ma molto simili.

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Infine queste opere del passato ci dimostrano che l’uomo ha sempre cercato ed amato la conoscenza cercando di guardare oltre la realtà vicina… ed operato quindi in tal senso.

Tony Kospan






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CHARLES DARWIN – Breve ricordo dello scienziato che con “L’origine delle specie” formulò la teoria dell’evoluzione   Leave a comment





Charles Darwin è stato il primo

a formulare la teoria dell’evoluzione.


 

 

 

Charles Robert Darwin (Shrewsbury 12.2.1809 – Londra 19.4.1882)

 
 
 
 
BREVE BIOGRAFIA DI DARWIN
 
 

Charles Darwin nato il 12 febbraio 1809 a Shrewsbury (Inghilterra) manifestò ben presto il suo interesse per la storia naturale la zoologia e la botanica.
Iniziò anche a studiare geologia ed a collezionare insetti.
 
 
 

 
 
 
Il 21 dicembre 1831 s’imbarcò sulla nave Beagle attrezzata per effettuare ricerche scientifiche e studi geografici e cartografici.
Durante questo lungo viaggio intorno al mondo, terminato il 2 ottobre 1836, Darwin esaminò, raccolse e catalogò campioni di organismi viventi e fossili che poi consegnò al British Museum che ne confermò la grande importanza scientifica.
 
 
 

 
 
 
Sulla base delle sue osservazioni, in particolare sulla distribuzione geografica delle specie, sulle leggi delle mutazioni fisiche e sull’estinzione delle specie incapaci di adattarsi all’ambiente, Charles si convinse che le specie si modificano gradualmente e da qui la nascita della teoria evoluzionistica.
 
 
 

La prima edizione

 
 
L’elaborazione della teoria sull’origine delle specie come si può immaginare suscitò grandi consensi negli ambiti scientifici ma anche tante polemiche in quelli conservatori e religiosi.
Tuttavia la teoria si diffuse e fu accolta favorevolmente in tutto il mondo.
Nel 1839 sposò la ricca cugina Emma Wedgwood con cui ebbe una lunga tranquilla vita familiare e ben 10 figli.




Emma Wedgwood

 
 
 
Nel 1870 fu nominato socio d’onore della Società Geografica Italiana.
Alla sua morte, il 19 aprile del 1882, Darwin ebbe funerali di stato e la sepoltura nell’Abbazia di Westminster.
Nel duecentesimo anniversario della sua nascita la Chiesa Anglicana si è ufficialmente scusata per “non aver compreso la Teoria dell’evoluzione”.
 
TONY KOSPAN

 
 
 
 
 

Edizione Italiana – (part.)

 
 
 
 
IL LIBRO – L’ORIGINE DELLA SPECIE
 

 
 

Ogni anno il 24 novembre si ricorda l’anniversario della pubblicazione del suo libro L’ORIGINE DELLA SPECIE in cui ha per primo formulato la Teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale e proposto la discendenza dell’uomo e degli altri primati da un antenato comune.

 
Pur se ferocemente osteggiato dalla pubblica opinione e dal clero alla sua comparsa, l’evoluzionismo si è subito imposto all’attenzione degli studiosi, divenendo rapidamente un modello di assoluto riferimento in tutti gli ambiti della scienza, e risulta essere oggi la base indiscutibile del sapere biologico ed il fondamento di qualunque studio sulla vita nel nostro pianeta, tanto che oramai la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica italiana e della stessa Chiesa cattolica lo accettano.


Al di là dei già notevoli meriti specifici delle singole sue opere, Darwin rappresenta una delle più importanti figure nella storia delle scienze, per l’intraprendenza, la dedizione, l’impostazione metodologica, lo spirito di osservazione, l’acutezza dell’analisi, la libertà dai preconcetti e la serenità del giudizio.

 
 

 
 
 

 

 
 
 
La sua concezione evoluzionista è alla base dell’odierna etologia, delinea un corretto schema relazionale fra gli esseri viventi ed ha purgato il pensiero umano dalla funesta ideologia delle razze e dagli abusi dell’antropocentrismo.

Rappresenta inoltre la base sulla quale si è sviluppata la ricerca biologica, in particolare nel campo della genetica, che sta rivoluzionando il mondo della medicina.
 
Per i suoi meriti scientifici, Darwin fu nominato membro della Royal Society in Inghilterra e della Académie des Sciences in Francia ed alla sua morte ricevette gli onori di Stato e venne sepolto nell’Abbazia di Westminster, accanto a Newton, a suggello dell’importanza della sua opera.
 

 
 
TESTO DAL WEB CON MINI MODIFICHE– IMPAGINAZIONE TONY KOSPAN
 
 

 
 

 
 
 

 
 
 
 
 

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