Archivio per 7 dicembre 2019

Buon sabato sera in poesia “Bellezza” A. Pozzi – arte A. Cabanel – canzone “Nessuno al mondo” Peppino di Capri   1 comment

 

 

 

Alexandre Cabanel

 

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Due sono le grandi gioie nella vita di un uomo:
la prima quando per la prima volta può dire “amo”,
l’altra, ancora maggiore, quando può dire “sono amato”.
– Carlo Dossi –
 
 

 
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Alexandre Cabanel – La nascita di Venere

 
 
 


BELLEZZA
Antonia Pozzi
 
 

Ti do me stessa
 le mie notti insonni,
 i lunghi sorsi
 di cielo e stelle – bevuti
 sulle montagne,
 la brezza dei mari percorsi
 verso albe remote.
 
Ti do me stessa,
 il sole vergine dei miei mattini
 su favolose rive
 tra superstiti colonne
 e ulivi e spighe.
 
Ti do me stessa,
 i meriggi
 sul ciglio delle cascate,
 i tramonti
 ai piedi delle statue, sulle colline,
 fra tronchi di cipressi animati
 di nidi
 
E tu accogli la mia meraviglia
 di creatura,
 il mio tremito di stelo
 vivo nel cerchio
 degli orizzonti,
 piegato al vento
 limpido della bellezza:
 e tu lascia ch’io guardi questi occhi
 che Dio ti ha dati,
 così densi di cielo
 profondi come secoli di luce
 inabissati al di là
 delle vette.
 
 

 
Alexandre Cabanel – Ofelia


 
 
 
 
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Alexandre Cabanel – Il Poeta fiorentino



 
 

Aforismi e pensierini divertenti e dissacranti ma d’autore… sul matrimonio. Solo per sorridere   Leave a comment

 

 

 

 

 

Il matrimonio è un’importante ed antichissima istituzione

che però da sempre è anche oggetto di ironie.


Qui insieme ad alcune vignette ed immagini divertenti

potremo leggere alcuni sorridenti aforismi d’autore.

 

 


 

 

 


Il matrimonio è stato spesso paragonato a quelle feste
dove chi è fuori vorrebbe entrare,
e chi è dentro sarebbe tanto contento di uscire.
John Davies


La donna piange prima del matrimonio,
l’uomo dopo.
Proverbio polacco


Io non è che sia contrario al matrimonio,
però mi pare che un uomo e una donna
siano le persone meno adatte a sposarsi.
Massimo Troisi

 

 

 

  

Pensando al matrimonio l’uomo teme,
non tanto il legarsi a una donna,
quantoil separarsi da tutte le altre.
Helen Rowland


Le ho chiesto di sposarmi e lei ha detto no.
Da allora viviamo felici e contenti.
Spike Milligan


Non si è mai felicemente sposati.
O si è felici o si è sposati.
Roberto Gervaso

 

 

 

 

 

I mariti non si rendono mai conto
dello sforzo che facciamo noi mogli
per spendere i loro stipendi.
Blondie Bloomstead


Mia moglie mi ha sposato per fare un dispetto a un uomo.
Dopo un anno ho scoperto che quell’uomo ero io.
Mario Zucca


Mettere incinta una donna e poi sposarla
è come far pipì in un cappello
e poi metterselo in testa.
Samuel Pepys
 

 

 

 

 

 


Personalmente, non conosco nulla del sesso
perché sono sempre stata sposata.
Zsa Zsa Gabor

Prima del matrimonio tenete gli occhi aperti;
dopo chiudetene uno.
Benjamin Franklin


Chi non è sposato non sa cosa significhi tornare a casa
e trovare calore umano, affetto e comprensione.
Lo so… lo so: significa che ho sbagliato casa.
Boris Makaresko


 
 
 
 
 
 

Sposarsi è come mettere la mano in un sacco pieno di serpenti,
nella speranza di tirar fuori un’anguilla.
Leonardo da Vinci

Alcuni fidanzamenti finiscono felicemente,
altri con il matrimonio.
Robert Lembke

Gli uomini intelligenti non possono essere dei buoni mariti,
per la semplice ragione che non si sposano.
Henry de Montherlant


 
 
 
 
 
 
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Era considerato un saggio colui che alla domanda
su quando un uomo debba sposarsi rispose:
“Un uomo giovane non ancora,
un uomo un po’ in là con gli anni assolutamente mai”.
Francis Bacon

L’unica cosa sensata del matrimonio è il divorzio.
Giovanni Soriano

 
 
 
 

 

 


Si dovrebbe essere sempre innamorati.
Ecco perché non ci si dovrebbe mai sposare.
Oscar Wilde

Bigamia: una donna di troppo. Monogamia: lo stesso.
Oscar Wilde

 

 
 
 




Concludo con le parole di mio padre che, 
tra il serio ed il faceto,
mi diceva… 
“Il matrimonio è un male… necessario“.

 
 
CIAO DA ORSO TONY



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Maria Luisa Spaziani – Biografia.. poetica ed alcune belle poesie della grande poetessa del II novecento   Leave a comment



Come rendere omaggio ad una grande poetessa del ‘900,
ed amica di Montale,  scomparsa qualche anno fa
 se non con una breve biografia, una piccola analisi della sua poetica
ed alcune sue belle poesie?

Personalmente l’ammiro molto per lo stile ed i contenuti
dei suoi versi che colpiscono ed emozionano.
 
 
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BREVE BIOGRAFIA
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Io non trovo mai l’ispirazione
è lei che trova me
M. L. Spaziani



Nata nel 1922  a Torino in una famiglia benestante
a 19 anni già dirige una rivista culturale
ed inizia ad aver contatti con grandi poeti dell’epoca come
Sandro Penna… Umberto Saba ed altri.

 
 
 
 
 

 Torino 7.12.1924 – 30.6.2014
 
 
 
 
 

A 27 anni, nel 1949,
avviene un grande incontro…
quello con Montale.




Spaziani e Montale





La loro fu un’amicizia molto ma molto stretta

ed anche molto ma molto intensa e profonda

 nonché densa di scambi sentimentali, culturali e poetici.


Definirono questo loro rapporto come un “sodalizio”.


 
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Dopo il 1950 Maria Luisa inizia a pubblicare diversi libri di poesie.
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Si dedica però  anche all’insegnamento,
alla scrittura di saggi ed articoli su giornali e riviste,
 a partecipare come giurata in diversi premi letterari
e nel contempo intesse numerosi rapporti intellettuali
con grandi personaggi della cultura dell’epoca
come Picasso, Ezra Pound, Borges ed altri.

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Nel ’78 crea il Centro Eugenio Montale in onore del grande poeta.


L’ultima sua opera poetica è del 1990
La Giovanna D’Arco
dedicata a questo personaggio da lei molto amato.


 





POETICA


I temi ed i generi da lei curati
nella sua lunghissima vita letteraria
(durata oltre 60 anni)
si presentano nella massima varietà.

Tuttavia l’eleganza della sua scrittura,
la capacità di sintetizzare nelle parole mondi di pensieri
ed uno stile tutto particolare
rendono subito facilmente riconoscibili
le sue poesie ed in genere tutte le sue opere.




Carlo Emilio Gadda, M. L. Spaziani, Giuseppe Ungaretti (1950)


 

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 ALCUNE SUE POESIE



SAREBBE

Sarebbe, il mondo, un fresco castagneto
 se tutto mi guardasse coi tuoi occhi.
 Marroni, intensi, laghetti dorati
 ai raggi dolcemente declinanti.
 Così gli occhi degli angeli, castagne
 che hanno perso il riccio. Il Paradiso
 è quella svestizione, ogni segreto
 è arrivare al cuore









ENTRO IN QUESTO AMORE

Entro in questo amore come in una cattedrale,
come in un ventre oscuro di balena.
Mi risucchia un’eco di mare, e dalle grandi volte
scende un corale antico che è fuso alla mia voce.
Tu, scelto a caso dalla sorte, ora sei l’unico,
il padre, il figlio, l’angelo e il demonio.
Mi immergo a fondo in te, il più essenziale abbraccio,
e le tue labbra restano evanescenti sogni.
Prima di entrare nella grande navata,
vivevo lieta, ero contenta di poco.
Ma il tuo fascio di luce, come un’immensa spada,
relega nel nulla tutto quanto non sei.





E LUI MI ASPETTERA’

E lui mi aspetterà nell’ipertempo,
sorridente e puntuale, con saluti
e storie che alle poverette orecchie
dell’arrivata parranno incredibili.

Ma riconoscerà, lui, ciò che gli dico?
In poche note o versi qui raccolgo
i messaggi essenziali. Un altro raggio,
aria diversa glieli tradurrà.





A GIORNI ALTERNI

A giorni alterni sono io la luna
e tu l’immensa terra che mi attira,
e questa notte tu, tu sei la luna
– io ti tengo al guinzaglio –

so che mi stai sognando, mi accarezzi,
i globuli lo sanno del mio sangue,
ogni mio nervo teso come un arco
o un’arpa eolia che vibra al respiro.



 

 

 

QUANDO TI AMAVO

Quando ti amavo sognavo i tuoi sogni.
Ti guardavo le palpebre dormire,
le ciglia in lieve tremito.
Talvolta,
é a sipario abbassato che si snoda
con inauditi attori e luminarie,
 – la meraviglia.




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Tony Kospan

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Breve ricordo di Mino Reitano… un mito della canzone popolare italiana… anche con 2 suoi successi   Leave a comment

 

Un cantante amatissimo dalla gente semplice
e che possiamo definire “nazionalpopolare
sia per il suo modo semplice di porsi 
 che per i temi delle sue canzoni.



Mino Reitano.. il «ragazzo» di Calabria



San Pietro di Fiumara 7.12.1944 – Agrate Brianza 27.1.2009



Sfondò con «Avevo un cuore»

In Germania ebbe modo di conoscere

quelli che sarebbero diventati i mitici Beatles





 


MILANO — E' stato il rappresentante più clamoroso del così detto bel canto all'italiana, quello «alla Claudio Villa».
Il suo spiegamento di voce era generoso come il suo carattere, che lo aveva portato a distribuire i guadagni ottenuti fra schiere di parenti.
Era nato a Fiumara, non lontano da Reggio Calabria, il 7 dicembre 1944.
Di famiglia povera, studiò per 8 anni al conservatorio di Reggio.
Trasferitosi giovanissimo in Germania, mosse i primi passi della carriera musicale assieme ai suoi fratelli (la band si chiamava proprio così: i Fratelli Reitano) dandosi al rock and roll.
Ad Amburgo ebbe luogo uno degli episodi più incredibili della sua vita: si esibì in un club assieme ai Quarrymen, che altri non erano che i Beatles ai loro esordi ed ebbe una buona amicizia coi Fab Four.









Nel 1966 partecipò al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti «Non prego per me».
Ma per avere il Reitano che commuove gli amanti della musica popolare italiana bisogna aspettare il 1968, quando esplodono due canzoni che diventano dei classici: «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni».
Grazie al successo di questi brani acquistò un terreno ad Agrate Brianza dove costruì una sorta di ranch in cui portò fratelli, cognati e nipoti, allestendo anche una sala di registrazione.
Nel 1971 vinse “Un disco per l'estate” con «Era il tempo delle more».









Sono gli anni di ottimi piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d'oro, tournée).
Scrive brani per grandi interpreti della musica italiana come Mina o Ornella Vanoni.
Per otto anni è a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi.
Le giovani generazioni e i critici, mentre avanza la canzone d'autore e il rock, lo considerano una sorta di reperto archeologico.
In parecchi hanno ironizzano sulla laurea honoris causa assegnatagli dalla Loyola University.
Ma lui è un buono, uno che porge l'altra guancia:
«Non ce l'ho con chi mi critica. Grazie a molti detrattori credo di essere migliorato. E quando appaio in tv l'ascolto non scende, anzi… ».









Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con «Italia» che arriva al sesto posto.
La sua enfasi, ma anche la sua bontà sembrano in netto contrasto con un mondo della canzone sempre più aggressivo.
Nel 2007 scopre di avere una grave malattia, ma fino all'ultimo vuole apparire in tv.
Portando nel programma di Magalli la testimonianza della malattia che lo stava uccidendo e non disdegnando nemmeno di fare dell'autoironia nel programma di Chiambretti.
Mino Reitano è morto a 64 anni ad Agrate Brianza, dove viveva, dopo una lunga e dolorosa malattia.

Mario Luzzatto Fegiz





Aggiungo 2 parole a quelle del noto esperto musicale.

Mino è stato uno di quegli artisti  che con le sue canzoni, la maggior parte di successo, e per il suo stile popolare, ci ha accompagnati nel corso della vita (ovviamente ciò vale per coloro che hanno qualche anno in più).

Di lui ho sempre apprezzato la serietà professionale, la grande passione, la correttezza e la gentilezza verso tutti.

Alcune sue canzoni hanno un importante posto nel patrimonio musicale italiano.


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Chiudo questo breve ricordo con questa sua nota canzone che sembra quasi parlarci del suo cuore…


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Testo di Mario Luzzatto Fegiz scritto in occasione della morte di Mino ed adattato ora per l'anniversario.



Orso Tony




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