Archivio per 16 luglio 2019

Buon martedì sera in poesia “Mi vestirò di te” Xartam – arte H. J. G. Martin – canzone “La nostra relazione”   Leave a comment



Henri-Jean-Guillaume Martin – Coppia in campagna

 

 

 
 
 
 
 
 
L'universo ha un senso solo se abbiamo
qualcuno con cui condividere le nostre emozioni.
– Paulo Coelho –
 

 
 
 
 
Henri-Jean-Guillaume Martin – Giovani donne in giardino
 
 
 
 
 
MI VESTIRO’ DI TE
~ G. Xartam ~
 
Mi vestirò di te…..
dei tuoi caldi sguardi
e delle tue illusioni,
sarai per me il fresco cotone
per le giornate afose
oppure pura lana vergine
per quando il freddo
invaderà il cuore mio,
cucirò un foulard colorato
con la seta della tua pelle.
Mi vestirò di te….
delle tue notti insonni
e dei tuoi sogni più dolci
che saranno il mio pigiama,
sarai carezza lieve
sulla mia pelle nuda,
userò le fibre tue più calde
per mantenere il fuoco nel mio corpo,
userò tutta la stoffa che c’è in te
per fare capi unici.
Mi vestirò di te…..
perché senza di te
è come se fossi nudo.
 
 
 
 
 
Henri-Jean-Guillaume Martin – Coppia in campagna

 
 
 

 
 
 

 
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PER CHI AMA L'ARTE 

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Henri-Jean-Guillaume Martin – Giovane coppia in un frutteto in primavera




“L’uomo di affari”.. originalissima scultura di Los Angeles – La storia e la poesia   Leave a comment

 

 

 

DELLA SERIE SCULTURE ORIGINALISSIME

 

 

Strana vero?

 

Cos'è, com'è nata e dove si trova?

 

 

 


 

 
 
E' la statua in bronzo di un uomo d'affari con valigetta e con testa incastrata nel muro che si trova a Los AngelesCalifornia.

 
 
 
 

 

 
 
L'uomo d'affari si trova sul marciapiede e si piega in avanti sconsolato con la testa andata da qualche parte nel muro di granito di Ernst and Young, network mondiale di servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, fiscalità etc. in un punto molto popolare per gli abitanti e molto fotografato.
 
 
 
 
 

 

 

 
 
Dopo una non facile ricerca finalmente sono riuscito a ricostruire la storia di questa particolarissima scultura che ha la sua genesi nel clima politico ed economico degli anni 80.

L'artista è Terry Allen ma la scultura nasce dalla collaborazione con il poeta Phillip Levine.

Essi volevano rappresentare l'eccesso di pressioni (e le conseguenti ricadute sulla vita dei cittadini) a cui erano sottoposti i dirigenti ed i dipendenti delle grandi istituzioni finanziarie e bancarie (Col senno di poi possiamo dire che avevano visto molto bene).






Ecco la poesia che ha ispirato questa creazione.



Hanno detto che avevo una testa per gli affari.
Hanno detto di andare sempre avanti
ma ci ho rimesso la testa.
Hanno detto sii concreto
e sono diventato calcestruzzo.
Hanno detto, vai, figlio mio,
moltiplicare, dividere, conquistare.
Ho fatto del mio meglio.
Philip Levine







 Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

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John Donne.. poeta inglese del ‘500/’600.. con “Infinità d’amore” ci dona un’altissima visione del vero amore   Leave a comment

 

 

 
 
 


La poetica di John Donne, poeta e religioso inglese che visse a cavallo del '500 e del '600,  si muove tra scienza e religione… tra amore sensuale e divino… tra filosofia e teologia… 
 
Le sue opere raggiungono spesso un’incredibile profondità… e modernità di pensiero.
 
Ricordo tra le altre la sua bellissima “doppia” poesia… NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA… di cui abbiamo parlato più volte.
 
Ancor oggi i suoi testi sono studiati ed apprezzati in vari ambiti culturali e letterari… compresi quelli religiosi…
 
 

 
 
 
 
 
 

INFINITA’ D’AMORE

– JOHN DONNE –

SUBLIME VISIONE DELL’AMORE

 
 
 
 
La genialità di Donne si manifesta anche in questo suo brano di prosa… noto certo… ma non proprio notissimo… per cui mi fa piacere divulgarlo.
 
 
Certo stupisce che tra il pensiero dell'autore ed il suo reale modo di vivere non ci fosse alcuna “sintonia”, ma questo, se appena ci guardiamo bene… bene…  dentro, non deve affatto meravigliarci.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Debbo confessare che prima di legger questo passo credevo d’aver letto tutto in materia d’amore… ma… mi sbagliavo… A bocca aperta

 
 
 
 
 
Il massimo del pensiero sublime 
con questa sua riflessione egli lo raggiunge,
a mio parere, 
nel manifestarci l'idea mirabile
della perfetta coincidenza o, se si vuole, fusione,
nel vero amore… ma proprio quello vero…, 
del TE con il ME… 



 
 
 
 
 
E' una visione non facile da comprendere… tout court… dato che quasi, anzi senza quasi, trascende ampiamente la percezione delle nostre realtà quotidiane.
 
 
 
 
 
Mi raccomando, proprio per questo, di leggere il brano con un po' di calma e d'attenzione.
 
In caso contrario, a mio parere, si perde quasi del tutto il senso del profondo ragionamento…
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
Beh ora.. bando alle ciance… ed immergiamoci nella lettura…
 
 
 
 

 

Se ci va, mentre leggiamo,


possiamo ascoltare un po' di musica..
new age



 

  

 
 
 
 
 
INFINITA’ D’AMORE

 
 
Se ancor non ho tutto l’amore tuo, cara, giammai tutto l’avrò;
non posso esalare un altro sospiro per intenerirti, né posso implorare un’altra lacrima a che sgorghi;ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti – sospiri, lacrime, e voti e lettere – l’ho consumato.
Eppure non può essermi dovuto più di quanto fu inteso alla stipulazione del contratto;
se allora il tuo dono d’amore fu parziale, si che parte a me toccasse, parte ad altri, cara giammai tutta ti avrò
Ma se allora tu mi cedesti tutto, quel tutto non fu che il tutto di cui allora tu disponevi;
ma se nel cuore tuo, in seguito, sia stato o sarà generato amor nuovo, ad opera di altri, che ancor possiedono intatte le lor sostanze, e possono di lacrime, di sospiri, di voti, di lettere, fare offerte maggiori, codesto amore nuovo può produrre nuove ansie, poiché codesto amore non fu da te impegnato.
Eppur lo fu, dacché la tua donazione fu totale: il terreno, cioè il tuo cuore, è mio; quanto ivi cresca, cara, dovrebbe tutto spettare a me.
Tuttavia ancor non vorrei avere tutto; chi tutto ha non può aver altro, e dacché il mio amore ammette quotidianamente nuovo accrescimento, tu dovresti avere in serbo nuove ricompense;
tu non puoi darmi ogni giorno il tuo cuore: se puoi darlo, vuol dire che non l’hai mai dato.
Il paradosso d’amore consiste nel fatto che, sebbene il tuo cuore si diparta, tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
Ma noi terremo un modo più liberale di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo un solo essere, e il Tutto l’un dell’altro.

John Donne
 
 
 
 
 
 

 

 

Aggiungo infine che qui, a voler esser proprio super precisi,  non si parla solo d’amore in quanto celato, ma non troppo, c’è dentro anche il cuore della filosofia ermetica, o alchemica, tanto in voga all’epoca…

 

 
TONY KOSPAN 
 
 
 
 

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