Archivio per 17 aprile 2019

IL DOMINO – L’antico.. ma sempre attuale gioco da tavolo in gif.. video e non solo   1 comment



LA SUBLIME (?) E SIMPATICA ARTE DEL DOMINO






NON SAPETE COS’E?


BEH ORA LO SCOPRIRETE…

E SPERO CHE VI DIVERTIRETE…

 

 



  


 


IL VIDEO CHE SEGUE…
CONTIENE
UNA PICCOLA SIMPATICA COLLEZIONE DI DOMINO


E’ UN VERO ESEMPIO…
DELL’ARTE DEL CAZZEGGIARE O DEL PERDER TEMPO…






MA…
ATTENZIONE ATTENTION ACHTUNG 
 
 
 
 
 
 
 
 RISCHIATE DI… PERDERE TEMPO…!!!!

ECCOLA…

 



clikka qui giù – piccola collezione



 


  
QUESTA E’ INVECE UNA SIMPATICISSIMA GIF




 
 
 
ORSO TONY
 
 
 
 
 
 

 ARTE MUSICA POESIA
E TANTO ALTRO
NEL GRUPPO DI FB

.

.

.

.




 

LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI – Individuazione di tutti i personaggi e analisi del capolavoro di Renoir   2 comments






Renoir è stato uno dei massimi esponenti dell'Impressionismo.

Per Renoir la pittura deve esprimere 
la gioia di partecipare al mondo che ci circonda 
e di esaltarne soprattutto le bellezze.







Egli sente fortemente la necessità di imprimere sulla tela 
le belle emozioni e le dolci sensazioni che vive nella società.

Egli quindi tende ad esaltare le armonie di tutto ciò che vede e gli piace.





Tutto quanto esiste, persone, paesaggi, oggetti etc. 
può esser bello e quel che è bello, per Renoir, merita di essere dipinto.







E come trasmette questo suo amore per la gioia di vivere nella sua pittura?

Soprattutto con il colore.







Mi fa piacere ora rendergli omaggio 
con questo mio post dedicato ad uno dei suoi capolavori.




Renoir – Autoritratto



Prima di pssare ora all'esame di quello che è considerato 
uno dei suoi massimi capolavori 
ammiriamo altri suoi dipinti che, come dicevo, hanno la capacità
di trasmettere la sua irresistibile gioia di vivere.




.
.



.
.
.
.





LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI

MITICO DIPINTO DI RENOIR
a cura di Tony Kospan

 

Il dipinto è anche una notevole testimonianza

della gioia di vivere che caratterizzava la Parigi delle Belle Epoque

oltre all'arte di questo grandissimo pittore.



La colazione dei canottieri


 
 
 

Questo dipinto è anche considerato

 il capolavoro di Renoir ed uno 

dei massimi capolavori dell'Impressionismo.


 

 

 
Pierre Auguste Renoir (Limoges 25.2.1841 – Cagnes-sur-Mer 3.12.1919)

 

  


LA STORIA DEL DIPINTO 


Aveva vent’anni Renoir quando entrò come allievo nello studio di Gleyre; ben presto si rese conto di preferire la vita pulsante negli angoli di strada di Parigi, piuttosto che i calchi di gesso dell’atelier, e al maestro che lo rimproverò, Senza dubbio tu dipingi soltanto per divertirti, Renoir replicò: Sicuro, se non mi divertissi, non lo farei. Perché mai l’arte non dovrebbe essere piacevole? Sono già troppe le cose spiacevoli al mondo!

Fedele alle sue convinzioni, Renoir nei suoi quadri espresse sempre la joie de vivre, il sentimento gioioso della vita, amò ritrarre i propri amici e le proprie amanti, senza vergognarsi di dipingere quadri spensierati (avversato in ciò dalla critica), esaltando l’aspetto edonistico dell’esistenza, dipingendo in una stato d’animo di pura felicità, ritraendo un’umanità sorridente e felice, proprio come lo erano le sue modelle che cantavano, leggevano e ricamavano durante le pose, scegliendo sempre soggetti che risvegliassero il suo sentimento di gioia: paesaggi solari, bambini al gioco, bellezze femminili, raduni di amici.

Renoir amò molto rappresentare i divertimenti borghesi tipici delle grandi città, già espressi nella grafica francese, infatti, molti illustratori del tempo raffiguravano le attività della gente mondana, gli svaghi e i divertimenti, quotidiani e festivi, dei piccoli e medi borghesi parigini e dei bohémiens; poco svolto era, invece, il tema dello svago all’aperto, che il pittore affrontò spesso.
Affascinato dall’idea di ritrarre un allegro gruppo di amici a pranzo sulla terrazza del ristorante, idea già realizzata in un precedente quadro, il Moulin de la Galette, dipingendo figure umane insieme ad un campo libero illuminato dal sole, preparato da quadri come Canottieri a Chatou e La colazione in riva al fiume, e da abbozzi, approfondì il tema con la Colazione dei canottieri, iniziando a dipingere il quadro nell’estate del 1881.

Un amico, il barone Barbier, un capitano di reggimento dal carattere estroverso che preferiva più i cavalli che i quadri, si offrì di organizzare la riunione, chiamando a raccolta tutti gli amici del pittore, artisti, giornalisti, modelle, e facendo in modo addirittura che le imbarcazioni sullo sfondo avessero una precisa posizione.

Sul posto, Renoir cominciò una serie di studi e schizzi, fino a giungere a dipingere la tavolata di giovani amici convenuti nel ristorante di Alphonse Fournaise a Chatou sulla Senna, vicino alla Grenouillére, luogo molto affollato di domenica, dove, dopo le escursioni in barca, i canottieri erano soliti incontrarsi con le loro ragazze e pranzare sulla terrazza del primo piano che affacciava sul fiume.

La composizione è nettamente delimitata ai due lati, ma la scena è suddivisa in singole figure dettagliate e in piccoli gruppi collocati al riparo di una tenda da sole, mentre la calda luce del giorno filtra attraverso la veranda. Sullo sfondo s’intravedono le barche sulla Senna che ricordano all’osservatore che l’allegra combriccola di amici, che ora riposa dopo la colazione, è appena tornata da una gita sul fiume.

 
 
 
 
 


I PERSONAGGI DEL DIPINTO  


 

 

 

 

 

Iniziamo ad identificarli.

Sulla sinistra è raffigurato il proprietario del locale, monsieur Fournaise (2) con cappello e barba rossiccia



 

 

 

 

 

e sua figlia, la bella Alphonsine (3) col cappello giallo appoggiata alla balaustra.

Alphonsine ha di fronte un uomo seduto a tavola, con il cappello rotondo che è girato verso di lei.

Si tratta del barone Barbier (4), che si diede da fare per radunare tutti gli amici che appaiono nel ritratto;




 

 

 

 



L’uomo col cappello a cilindro in fondo, che sta parlando con Jules Laforgue poeta simbolista, è Charles Ephroussi (5 e 8) collezionista d’arte d’origine russa e finanziatore degli impressionisti;

 

 

 

 



La ragazza che beve è una delle modelle più care a Renoir, Angle (6), della quale si dice che, durante tutto il tempo della posa, chiacchierasse instancabilmente ed alla sua destra s’intravede appena il volto dello scrittore Guy de Maupassant;



 

 

 

 



A sinistra qui giù, in piedi, in bombetta, c’è Lestriguez (11), detto l’ipnotizzatore, un amico del pittore affascinato dall’occultismo e dall’ipnotismo, accanto a Paul Lhote (12) “amicissimo” di Renoir e miope come una talpa ma instancabile rubacuori, ed infatti è ritratto mentre amoreggia con l’attrice Jeanne Samary (13);



 

 

 

 

 



Intorno alla tavola, sulla quale sono adagiati una bellissima natura morta, rivelatrice dell’abilità del pittore nel rendere gli effetti di luce, e bottiglie e bicchieri, che raccolgono i colori di ciò che li circonda, ci sono a destra, col cappello di paglia, a cavalcioni di una sedia, Gustave Caillebotte (9), artista di talento e ricchissimo di suo, fanatico della barca, che dialoga con l’attrice Ellen Anurie;



 

 

 

 



Alle loro spalle e chinato verso di loro, c’è Maggiolo (10), giornalista italiano che scrive per il giornale satirico Le Triboulet.



 

 

 

 

 


Sulla sinistra c’è una giovane donna (carinissima) in posa molto naturale  (con cappellino a fiori e che stringe un cagnolino) nella quale si riconosce Aline Charigot (1), che presto sarebbe diventata la moglie di Renoir.




 

 
 
ANALISI DEL DIPINTO
 
 
 
 
Il quadro, uno dei più famosi di Renoir, considerato un capolavoro dell’Impressionismo, con le figure en plein air, i colori incisivi, vivaci e variati che rendono ben netta l’individuazione dei personaggi, cattura perfettamente l’atmosfera pigra di una domenica francese trascorsa fuori città, ed esprime compiutamente il senso di gioia dell’allegra brigata e dell’animo ben disposto del pittore.
 
La tela è ambientata sulla terrazza del ristorante La Fournaise, a Chatou, sulle rive della Senna, dove si ritrovavano abitualmente i canottieri. I parigini vi andavano per le gite domenicali, anche perché la zona era collegata con la città da una delle prime ferrovie costruite in Francia.
 
La Colazione dei Canottieri è un quadro di grandi dimensioni realizzato pochi anni dopo del Moulin de la Galette e ne rappresenta per molti versi una variazione sul tema. Rispetto a quest’ultimo, l’individuazione dei singoli personaggi è più netta, i colori più vari e vivaci, la struttura compositiva più chiara, gli effetti della pittura en plein air più accentuati.
 
La scena evoca lo stato d’animo, l’atmosfera che circonda questi giovani, tutti amici del pittore, immersi in una piacevole conversazione carica di cordiale intimità e resa ancora più accattivante dall’ambiente gradevole. Gli atteggiamenti aggraziati e vivaci, la naturalezza dei gesti, mostrano tutta l’abilità del pittore nel delineare i personaggi nel loro ambiente.
 
Il senso di animazione è reso sapientemente dalla prospettiva e dalla disposizione delle figure che in primo piano sfumano delicatamente verso lo sfondo, anche attraverso una sapiente utilizzazione dei rapporti cromatici.








IL COLORE

 

I colori del dipinto sono molto forti, caldi e lucenti. La superficie pittorica è costruita con un sofisticato alternarsi di zone lisce, da cui emerge talvolta la preparazione grigio chiaro della tela, con altre in cui si sovrappongono più strati di colore


La tovaglia bianca e le canottiere degli uomini, imprimono una nota luminosa a tutta la composizione, dando corpo alle affermazioni di quanti sostengono che l’uso del bianco fosse una diretta conseguenza del viaggio in Algeria.

 

 

LA COMPOSIZIONE

 

Renoir rappresenta nel dipinto una struttura di tipo classico, divisa in tre linee verticali, delimitate dalle sbarre che sorreggono il tendone non che dal limite del fogliame nell’angolo alto a destra, e da una linea orizzontale che spezza in due il dipinto evidenziando, in primo piano in basso, il tavolo con la natura morta e i due personaggi seduti attorno (Aline col cagnolino e l’uomo seduto su una sedia che la osserva attentamente), in secondo piano in alto, il resto dei personaggi. Il dipinto è, inoltre, costruito su una diagonale maggiore, delineata dalla balaustra, che parte dal basso, a sinistra, fino in alto, a destra, e da una diagonale minore, meno appariscente, che parte dall’alto, a sinistra, fino in basso, a destra. A sinistra di questa diagonale è rappresentata la natura (le piante) e in profondità si intravede un piccolo brano di paesaggio, a destra, invece, vi sono tutti i personaggi seduti attorno a un tavolo o in piedi a chiacchierare.

L’opera riflette, nell’incisività dell’esecuzione, lo studio condotto da Renoir sulla tecnica dei dipinti a olio di Ingres, una ricerca che porta il pittore impressionista a rivalutare il ruolo del disegno.

Piena di figure, il dipinto, da un lato è una composizione d’insieme e dall’altro è uno studio delle singole forme, accuratamente strutturate.

 

 

LA PENNELLATA

 
La pennellata si sfrangia in tanti piccoli tocchi, fini e precisi, che anticipano il successivo periodo classico di Renoir.
 
 

 
 
F I N E
 
 
 
Fonti… vari siti web –


Elaborazione di molte immagini, coordinamento e impaginazione dell’Orso




 

IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

.
.
.
.
.
.
Risultato immagine



Viver bene ed esser felici in 7 mosse – La tesi di un articolo trovato nel web anni fa   1 comment

 

 

 
 

A proposito di felicità…
(raggiungibile… irraggiungibile?)
ecco alcuni consigli
che mi sembrano interessanti…

L’articolo è di qualche anno fa e dunque
alcuni oggetti (come le cassette musicali)
ormai sono superati ma i concetti espressi
restano, a mio parere, comunque validi
 
 
 

 

 
 
 
 

 
 
 
7 MOSSE INFALLIBILI PER REGALARSI
UNA BELLA GIORNATA…
Vittoria Inverni 



La regola che dovete avere ben chiara in mente
è che nessuno è felice o infelice in eterno,
a meno che non lo voglia.
 


L’infelice cronico ha bisogno dell’aiuto di uno psicologo, è chiaro, l’infelice temporaneo, ovvero colui che è appena incappato in una disavventura, dovrebbe rammentare che un momento di sconforto, anche un bel pianto liberatorio, sono perfettamente normali e possono essere costruttivi se durano poco e sono seguiti da nuovi progetti, da nuovi interessi.

 

 

Felicità o serenità non dovrebbero mai essere legati al successo di questa o quella iniziativa,
alla conquista di quel bel tipo o di quella fascinosa figliola.

 




Felicità o serenità, dovrebbero essere uno stato d’animo personale, una costante fissa perché si sta bene con se stessi, perché ci si vuole bene, perché ci si apprezza.

E rammentate che se non vi volete bene in prima persona, neppure gli altri ve ne vorranno.

 

 

Un buon risveglio ha inizio da un dolce addormentarsi.

 

La sera, prima di addormentarvi e anche se vi sembra di affogare in un mare di guai e di preoccupazioni, nel dormiveglia ripetetevi con calma, magari seguendo un ritmo musicale pacato che “ogni cosa andrà subito di bene in meglio, tutto va di bene in meglio”.

Ripetetevi la frase usando le stesse parole e… lasciatevi prendere dal sonno.

Al mattino, nel dormiveglia, ripetete la frase cercando di essere convinti di quello che dite.

 

 

Se appena svegli vi sentite afferrare dall’angoscia
pensando a tutto ciò che vi aspetta,
evitate di lasciarvi andare al panico e alla depressione
pensando che tanto tutto è inutile, che non ce la farete.

 

Cedendo a questi pensieri, vi regalerete un giorno no. Voi, per essere costruttivi, dovrete dirvi che sì, vi aspetta un giorno faticoso, ma che vi organizzerete e che farete del vostro meglio, il vostro massimo e che, dopotutto, è possibile che qualche compito possa essere rimandato, o più piacevole del previsto, o che il giorno potrebbe regalarvi un momento particolare, qualcosa di stimolante, che vi suona la carica.

 

 

Per esorcizzare i momenti NO, per farvi coraggio
se dovete affrontare un momento difficile come un esame,
tenete sempre con voi un talismano personale.

 

Per carità, niente di confezionato da “esperti” a caro prezzo.

Basta qualcosa che indossavate in un momento piacevole o quando avete ottenuto un grosso risultato più o meno insperato.

Può essere un oggetto, un capo di abbigliamento, un colore, un sassolino, una conchiglia, un’immagine sacra se siete credenti… insomma, sceglietelo e portate con voi il “vostro” portafortuna.

 

 



Non dimenticate i benefici effetti della musica.

 

Se avete una cassetta che vi piace così com’è, portatela con voi e ascoltatela tutte le volte che ne avvertite la necessità.

Se preferite, potete costruirvi su misura un nastro registrando tutte le musiche che vi rilassano e che vi rasserenano.

Personalmente ho preparato più nastri, ovvero quello che mi calma, quello che mi dà la carica, quello che mi aiuta a sopportare lunghe ore di scrivania o computer, Mozart è l’ingrediente fisso di quest’ultimo.

 

 


Rammentate i benefici effetti della respirazione.

 

Durante l’inspirazione, che deve essere pacata e non troppo prolungata, pensate di immettere energia, forza, chiarezza.

Durante l’espirazione, che deve essere lenta e prolungata (immaginate di spegnere lentamente una lunga serie di candele) pensate di soffiare fuori e lontano da voi l’irritazione, il malumore, l’ansia, la fatica, anche la paura.

 

 

 




Cosa ne pensate?
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 

LA POESIA… LA CULTURA…
IL LORO FANTASTICO MONDO…
E LE LORO SUBLIMI EMOZIONI…
NELLA PAGINA FB


 


 





 

IL GATTO E LE SUE MAGIE… NELL’ARTE… NELLE POESIE E… NON SOLO   Leave a comment

 



 

 

Abbiamo dedicato un post all'amico cane qualche tempo fa…

e non può quindi, per par condicio,

mancar un post sul nostro simpatico (e birichino) felino…

 

 

 

IL NOSTRO AMICO… GATTO

 .

.

.

 

 .

 

COME OMAGGIARLO AL MEGLIO?


LO FARO'…

CON DUE POESIE (DI NERUDA E DI BAUDELAIRE)

ALCUNI DIPINTI (DI CUI 2 RENOIR)

BELLE IMMAGINI… GIF SIMPATICHE…

UN VIDEO… ED UNA CANZONCINA

 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Anche il grande Pablo Neruda amava i gatti

ed a loro dedicò questa poesia.

.

.

 

 

 

ODE AL GATTO

Pablo Neruda

 

Gli animali furono imperfetti
lunghi di coda
plumbei di testa
piano piano si misero in ordine
divennero paesaggio
acquistarono nèi grazia volo
il gatto
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso
nacque completamente rifinito
cammina solo
e sa quello che vuole.

L'uomo
vuole essere pesce e uccello
il serpente vorrebbe avere ali
il cane è un leone spaesato
l'ingegnere vuol essere poeta
la mosca studia per rondine
il poeta
cerca di imitare la mosca
ma il gatto
vuol solo essere gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda
dal fiuto al topo vivo
dalla notte
fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità come la sua
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione
è una sola cosa
come il sole o il topazio
e l'elastica linea de suo corpo
salda e sottile
è come la linea della prua
di una nave
i suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola fessura
per gettarvi
le monete della notte.

Oh piccolo
imperatore senz'orbe
conquistatore senza patria
minima tigre di salotto
nuziale sultano del cielo
delle tegole erotiche
il vento dell'amore
all'aria aperta
reclami
quando passi e posi
quattro piedi delicati
sul suolo
fiutando
diffidando
di ogni cosa terrestre
perché tutto
è immondo
per l 'immacolato
piede del gatto
oh fiera indipendente
della casa
arrogante vestigio della notte
neghittoso ginnastico
ed estraneo
profondissimo gatto
poliziotto segreto
delle stanze
insegna
di un irreperibile velluto
probabilmente non c'è enigma
nel tuo contegno
forse non sei mistero
tutti sanno di te ed appartieni
all'abitante meno misterioso
forse tutti si credono padroni
proprietari parenti di gatti
compagni colleghi
discepoli o amici
del proprio gatto.

Io no
io non sono d'accordo
io non conosco il gatto
so tutto
la vita e il suo arcipelago
il mare e la città incalcolabile
la botanica
il gineceo coi suoi peccati
il per e il meno
della matematica
gli imbuti vulcanici del mondo
il guscio irreale
del coccodrillo
la bontà ignorata del pompiere
l'atavismo azzurro
del sacerdote
ma non riesco
a decifrare un gatto
sul suo distacco
la ragione slitta
numeri d'oro
stanno nei suoi occhi.

 


 

 

 

 

 

 



.


Baudelaire invece paragona il suo gatto alla sua donna


.

.

.

IL GATTO

Charles Baudelaire


Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; ritira
le unghie nelle zampe, lasciami sprofondare nei tuoi
occhi in cui l'agata si mescola al metallo.

Quando le mie dita carezzano a piacere la tua testa e
il tuo dorso elastico e la mia mano s'inebria del
piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato,
vedo in ispirito la mia donna. Il suo sguardo,

profondo e freddo come il tuo, amabile bestia, taglia
e fende simile a un dardo, e dai piedi alla testa
un'aria sottile, un temibile profumo ondeggiano
intorno al suo corpo bruno.

.

.

.



IL GATTO NELL'ARTE


 

 


Renoir – Giovane donna con gatto
 
 
 
 
 

Chie Yoshii

 

 

 

A. Anker – Bambina con 2 gatti


 

 

 

Carl Reichert – Recital di gatti




Giovanna Rayola


 

 

 

Giovanni Boldini – Ragazza con gatto nero – 1885




T. A. Steinlen – Apoteosi dei gatti a Montmartre




Fritz Zuber Buhler




 

 

 
 
LA CANZONCINA

 
 
Ed infine per i piccini… (e non solo)
una mitica simpatica canzoncina…
“Volevo un gatto nero”
 
 
 

 
 
 
 

 

Ecco che ora s'intrufola sua maestà…
Re dei birichini… ma amante delle coccole
il mio gatto, Kimba…

 
 
 

 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
e… miao da… Kimba

 
 
 

PER LE NOVITA' DEL BLOG

SE IL BLOG TI PIACE
I S C R I V I T I





Carl Kahler – Gli amanti di mia moglie




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: