Archivio per 3 aprile 2019

Buon mercoledì sera in poesia “Il ramo rubato” di Neruda – arte Dalì – canzone “Hey Jude”   1 comment

 
 
 
 
Salvador Dalí
 
 
 
 
 

 

 


Io considero il mondo per quello che è.

Un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte.

– William Shakespeare –

 
 
 
 

Salvador Dalí – Mae West – (part.)

 

 

IL RAMO RUBATO

Pablo Neruda

 

Nella notte entreremo

a rubare

un ramo fiorito.

Passeremo il muro,

nelle tenebre del giardino altrui,

due ombre nell'ombra.

Ancora non se n'è andato l'inverno,

e il melo appare

trasformato d'improvviso

in cascata di stelle odorose.

Nella notte entreremo

fino al suo tremulo firmamento,

e le tue piccole mani e le mie

ruberanno le stelle.

E cautamente

nella nostra casa,

nella notte e nell'ombra,

entrerà con i tuoi passi

il silenzioso passo del profumo

e con i piedi stellati

il corpo chiaro della Primavera.

 

 

Dalì – Le 3 sfingi di Bikini

 

 

 

 

 

 

 

Foto:

 
 
 
 



LA PAGINA DI FB
DELLA POESIA E DELLA CULTURA




 
 
     The Beatles – Hey Jude

Dalì – Rosa meditativa


 
 

Il mondo virtuale influenza sempre di più quello reale – Ecco 2 storie che lo dimostrano!   1 comment

 
 

CARI AMICI INTERNAUTI 

LEGGIAMO…

QUESTE INCREDIBILI STORIE E… MEDITIAMO!

 
 
 
 
 
 
 
 
 

FATTI REALI 
IN UN MONDO VIRTUALE
 
 
 
 




 
 
 
 

I

 
 
 
 
Il reale carcere del mondo virtuale
 
 

I fatti (reali) si svolgono nel mondo (virtuale) di Maple Story, un gioco di ruolo molto diffuso in Giappone.
 
Una donna di 43 anni conosce (virtualmente), un uomo (reale), se ne innamora (virtualmente) e nel gioco si sposano.
Quando lui (reale) la lascia, lei gli uccide il personaggio (virtuale).

Arrestata, rischia l’equivalente di 5000 mila euro di multa e fino a 5 anni di prigione per “accesso non autorizzato a un computer” (per uccidere l’avatar è entrata nel gioco usando il login dell’ex-marito).

E’ stata fortunata che in Giappone non è in vigore la pena capitale per i… mouse.

 
(Fonte: Zeus News)
 
 
 
 
 




 
 
 
 
II
 
 
Un efferato delitto…
 
 
 
Mi aveva imposto il divorzio senza neanche una parola di avvertimento”: è ancora arrabbiata la maestra di piano di 43 anni, giapponese, mentre racconta alla polizia come sono andate le cose.
 
E cioè che la improvvisa separazione decisa dal suo marito online
– badate bene, il matrimonio era valido solo nel mondo virtuale di Maple Story –
l’ha fatta andare fuori di testa.
Al punto che ha aspettato che l’ex compagno, un impiegato di 33 anni, facesse logout dal gioco di massa coreano che sta facendo impazzire, letteralmente, il Giappone
(ma non solo: dal 2003 anche migliaia di italiani ci hanno o ci stanno giocando).
 
Allora è subito è entrata nel mondo 2D fatto di mostri ed entra in contatto virtuale con l’uomo.
E lì ha compiuto l’”orrendo delitto”:
nei panni dell’avatar dell’ex marito ha compiuto nientemeno che un suicidio.
Virtuale.
 
Che però ora le può costare nel mondo reale fino a 5 anni di galera e una multa da 5 mila dollari per il furto di identità virtuale.
 
 

(Fonte: WEB)
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

Storie davvero incredibili ma il rischio che cose del genere accadano sempre più di frequente è reale, realissimo e vicino… vicinissimo… in questa ed in tante altre forme.
 
Sono storie capaci di farci riflettere sul nostro mondo web… mondo che ci può assorbire al punto anche di farci perder di vista la realtà.

 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Orso Tony
 
 
 
 
 
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IO SI’ – Poetica e romantica canzone di Tenco… mito dei giovani degli anni 60   1 comment


 

 

 

 



In un'antologia di canzoni – poesie penso che questa nota,


ma non notissima canzone, del grande Tenco non possa mancare 


 


Per me è poesia pura.
  


 
 
 
 
Luigi Tenco (Cassine 21 3 1938 – Sanremo 27 1 1967)
 
 
 
 
 
La canzone è tutta sua… testo e musica…
 


Appare a me, ma non solo a me,
come una delle sue canzoni più incisive
più sensuali,  più romantiche e più intriganti.

Direi che rappresenta un vero e proprio unicum,
proprio per questi aspetti,
tra le canzoni di questo mitico cantautore
vero mito della gioventù… degli anni 60

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


E’ bello ascoltarla sia nella versione
maschile sofferta e profonda del grande Luigi…
che  nella versione femminile
cantata con la consueta sensualità ed intensità
dalla classica Ornella Vanoni.

Prima però… leggiamo il testo
per apprezzarne il valore “poetico”.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

IO SI’


Tenco –


Io sì,
che t’avrei fatto vivere
una vita di sogni
che con lui non puoi vivere
 Io sì,
avrei fatto sparire
dai tuoi occhi la noia
che lui non sa vedere
ma ormai…
 Io sì,
t’avrei detto il mio amore
cercando le parole
che lui non sa trovare
 Io sì,
t’avrei fatta invidiare
dalle stesse tue amiche
che di lui ora ridono,
ma ormai…
Io sì,
t’avrei fatta arrossire
dicendoti “ti amo”
come lui non sa dire
Io sì,
da te avrei voluto
quella tua voce calda
che a lui fa paura
ma ormai…
Io sì,
t’avrei fatto capire
che il bello della sera
non è soltanto uscire
Io sì,
t’avrei insegnato
che si incomincia a vivere
quando lui vuol dormire,
ma ormai…
Io sì,
che t’avrei insegnato
qualcosa dell’amore
che per lui è peccato
 Io sì,
t’avrei fatto sapere
quante cose tu hai
che mi fanno impazzire
ma ormai…

 

 

 

 

 
 
 
 Ascoltiamola dunque cantata dall’autore
 
 
 

 
 
 
 
 
e, se ci va,


anche nella bella interpretazione della Vanoni

 
 

 
 
 
 

Ciao da Tony Kospan

 
 
 
 
 
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Buon compleanno cellulare (o telefonino)! Festeggiamo i tuoi 47 anni anche con la tua storia… in breve   4 comments



Sembra che sia passato chissà quanto tempo

eppure è nato solo ieri 

ma la sua è stata, ed è, una storia travolgente

che sembra senza fine.



 

 

 

 

IL TELEFONINO HA 47 ANNI


E’ nato infatti il 3 aprile del 1973

ed  ha cambiato per sempre la storia della telefonia

e della telecomunicazione in genere.


Quel giorno Martin Cooper

ingegnere della Motorola, settore ricerca,

fece a New York la prima telefonata della storia

con un prototipo di “telefonino” che in realtà,

pur portatile, era enorme rispetto a quelli di oggi.







Infatti pesava 1,1 kg e le sue dimensioni erano

di circa 23 cm x 13 e ci volevano circa 10 ore per caricarsi

mentre la carica durava meno di 30 minuti.

 




  

La prima telefonata senza fili la fece, con una certa “cattiveria”,

al suo amico Joel Engel della società concorrente Bell AT&T.

Il primo modello però iniziò ad esser commercializzato

solo 10 anni dopo quando la Motorola decise

di iniziarne la produzione al costo di circa 4000 $.

Quel primo telefonino si chiamava DynaTAC

ed invase subito i negozi

anche se il costo era notevolissimo.


  


Martin Cooper in una recente immagine col DynaTAC

.

.

Il successo fu comunque enorme e del tutto inaspettato

per cui molte altre aziende di elettronica

si tuffarono per migliorarne le prestazioni e fare affari.

Da allora i miglioramenti sono stati continui ed eccezionali

sia nelle misure che nel design così come pure

nella diminuzione dei prezzi (almeno per quelli “normali”)

e nella sua stupefacente diffusione in tutto il mondo.


.

.


     

 

 

Tre sono stati i momenti salienti della storia del ns inseparabile amico:



1 – quello in cui divenne davvero tascabile,
2 – quello in cui furono rese possibili le connessioni a internet
3 – quello in cui divenne un vero mini
pc portatile iperconnesso (smartphone)

 

 

 


 

 

 Ormai telefonare in senso stretto serve sempre meno

perché le nuove tecnologie o i s.n. (twitter, fb, sms, vhatsapp etc.)

hanno esteso in modo incredibile la possibilità

di interagire con gli altri (di ogni parte del mondo) quasi ad ogni secondo

ma anche di poter utilizzare il telefonino

per leggere il giornale o vedere la tv o fare video… etc…




.

Comunque auguriamo lunga vita ai telefonini e chissà quali altre sorprese,

con sempre più evolute tecnologie, essi ci potranno donare…

 

 

 

 

 

 

Se ci va, ora possiamo vedere,
grazie a questo interessante e completo video,
la sua storia anche per immagini.





  

 

Grazie di tutto… telefonino

e chissà quali altre gradite sorprese ci farai in futuro!



Tony Kospan




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