Archivio per aprile 2019

“Fratelli miei”- Ecco come i nativi americani inneggiano alla Primavera ed alla Natura   Leave a comment




 
 
 
   
 
 
 
 
 
Ancora una volta la genuina saggezza,
e la profonda comunione con la natura
che gli Indiani d'America manifestano in questo canto,
ci donano lieto stupore e infinita ammirazione…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FRATELLI MIEI
 
 
Guardate, fratelli miei, la primavera è arrivata;
la terra ha ricevuto l’abbraccio del sole
e noi vedremo presto i risultati di questo amore!
 
Ogni seme si è svegliato.
 

E così anche tutta la vita animale.
 
E grazie a questo potere che noi esistiamo.
 

Noi perciò dobbiamo concedere ai nostri vicini,
anche ai nostri vicini animali,
il nostro stesso diritto di abitare questa terra.
 
 

 

 

 

 

da: “Il Grande Spirito parla al nostro cuore”

Ed. Red

 

 


UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
NELLA PAGINA FB
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La sorprendente storia dell’uomo albero.. dalla scoperta di Discovery Channel.. alla cura della malattia   Leave a comment

 
 






Segnalo che alcune immagini
possono non piacere a persone molto sensibili
per cui chi si trova in questa condizione
è pregato di soprassedere dal proseguire.
Grazie






Ecco tutta l'incredibile storia dell'uomo albero
dalla scoperta, grazie a Discovery Channel,
alle operazioni… alle cure… fino alle ultimissime notizie…
 
 
 
 
 
 

 
 
L’UOMO ALBERO
– STORIA VIDEO E NEWS –
 
 
 
 
 
LA SCOPERTA E LE PRIME INFORMAZIONI SUL CASO
 
 
 

Indonesia – Ecco l’uomo albero.
Sulla pelle cresce la corteccia.

 
 
 
 
 
 
 
Mercoledí 21.11.2007 13:49
 
 
 
 

Ha il corpo ricoperto di una “corteccia” simile a quella degli alberi, e delle specie di rami al posto delle mani.

Un indonesiano di 35 anni ora si è affidato alla speranza offertagli da un dottore americano. Perché lo aiuti a ricostruire la sua vita famigliare.

Licenziato dal lavoro e abbandonato dalla moglie, Dede non è stato in grado di incontrare i suoi figli Entang e Utis, che oggi hanno 16 e 18 anni. Sono cresciuti lontano dal padre in un altro posto del villaggetto, a sud di Giacarta, in cui abita.

 

 

 

 

Solo una cura potrebbe ridargli una vita normale, ma il governo di Giakarta impedisce il viaggio negli Usa, come ha rivelato il dottor Anthony Gaspari che ha realizzato il servizio per Discovery Channel.

Del resto, siccome la condizione medica di Dede è ritenuta pericolosa per la sua sopravvivenza, si è licenziato e spera di non perdere la gioia di essere papà.

 

 

 

 

 

Il dottor Gaspari ha dichiarato: una cura di vitamina A sintetica dovrebbe riuscire a trasformare la vita di Dede.

Gaspari, dopo aver analizzato il sangue dell’uomo, ha dichiarato che questa malattia è causata dal Papilloma Virus, una infezione comune che di solito causa lo sviluppo di piccole escrescenze sulla pelle di chi ne soffre.

Il problema di Dede è che ha un raro difetto genetico che blocca il suo sistema immunitario, rendendo il suo corpo incapace di contenere le escrescenze. Per cui il virus ha colpito le sue cellule della pelle, ordinando quindi la crescita improvvisa della sostanza che ha causato la crescita della corteccia su mani e piedi.

 

 

L’INCREDIBILE VIDEO

 

 

 

 

 
LE SUCCESSIVE NEWS MEDICHE
 
 
 
Così di lui avevamo parlato qualche anno fa…
quando venimmo a conoscenza di questo eccezionale caso…
ma ecco notizie sugli interventi sanitari a cui è stato poi sottoposto…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Indonesia, operato “uomo albero”.
Intervento sulla sua pelle a corteccia

 

I medici dell’ospedale di Bandung, sull’isola di Giava, che hanno operato Dede hanno detto di aver asportato 1,4 chili di “escrescenze grigie” deturpanti da mani, collo e torace. “Non esiste alcuna cura al suo male e dobbiamo operarlo ogni tre-quattro mesi per impedire alle escrescenze di ingrossarsi troppo”, racconta il dottor Rachmatdinata.

 
Se non fosse per la pelle a corteccia, spiega il medico, Dede “sarebbe in buona salute, migliorata ancora da quando ha smesso di fumare”.
 
L’intervento, eseguito da un’equipe di sette medici, è durato circa quattro ore. L’ultima, l’ottava, era stata eseguita lo scorso agosto.
 
 
 
 

 
 
 
 
Dede, divenuto celebre da un documentario di “Discovery Channel”, vive in un villaggio nell’est di Giava.
 
Sulla sua malattia, rarissima, è stata azzardata una diagnosi da un dermatologo dell’università del Maryland, Stati Uniti, secondo il quale l’uomo albero è affetto da una combinazione fra la variante umana del papillomavirus (Hpv) e un’anomalia genetica che impedisce all’organismo di combattere l’infezione.
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LE ULTIME NOTIZIE IN QUESTO VIDEO DEL 2012
 
 
Di lui s'erano perse le tracce ma, nonostante cirdolassero nel web notizie poco rassicuranti, eccolo invece in questo video recentissimo in cui appare in buona salute…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fonti varie web – Coordinam. e impaginazione Tony Kospan
 
 
 
COPYRIGHT TK



 





La bella tradizione di donare il mughetto alle signore il 1° Maggio – La storia.. la leggenda e l’omaggio dell’Orso   5 comments

 
 
 



Origine, storia e leggenda,
della bella tradizione di donare
il mughetto il 1° Maggio
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
Però prima appare opportuno
innanzitutto rivolgere il nostro pensiero alla
Festa del Lavoro
ed a tutti coloro che si sono battuti perché esistesse…
un giorno dedicato alla dignità del lavoro





 
 
Ed un altro bisogna rivolgerlo a tutti quelli che lavorando…
perdono la vita o si feriscono gravemente…
Ed infine, a tutti coloro che
cercano davvero un lavoro senza però riuscirci
con la speranza che questa difficoltà possa presto ridursi per tutti
nonostante l'attuale tremenda situazione.
 
 
 
 


 


  


Ma veniamo a questa storica e suggestiva tradizione,
diffusa in varie parti d’Europa,
di regalare il 1° maggio dei mughetti alle signore.
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
IL MUGHETTO
LEGGENDA… STORIA E…1° MAGGIO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 

 
 
 
 

LA LEGGENDA DEL MUGHETTO


Il  Mughetto è considerato sinonimo di felicità che ritorna e di portafortuna.
Secondo la leggenda San Leonardo dovette combattere contro il demonio con le sembianze del diavolo.
Egli vinse, ma il combattimento fu difficile e le gocce del suo sangue sul terreno si trasformarono in bianchi campanellini.
In Francia durante la festa del primo maggio si offre mughetto per buon augurio. 
 

 
 
 
 
 

 

 
 
LA STORIA DEL “LEGAME”
TRA IL MUGHETTO
ED IL 1° GIORNO DI MAGGIO
 
 

 


Il primo maggio del 1561, Carlo IX introdusse la tradizione d’offrire un rametto di mughetto come porta fortuna.

Tradizione ancora più antica… e del tutto pagana… era poi il celebrare l’arrivo della primavera offrendo tre rami di mughetto alla persona amata, agli amici, ed alle donne come segno d’amicizia.

 

 

 

 

 

 

Nei tempi antichi poi questa era la data in cui i naviganti uscivano in mare.

Per i Celtici, il 1° maggio era poi l’inizio della prima metà del loro anno.

Nel Medio Evo col 1° maggio iniziava il mese dei fidanzamenti.

 
 
 
 

 
 
 
Nel Rinascimento, il mughetto era un amuleto portafortuna associato alla celebrazione del Primo giorno di Maggio.
Tenere in grande considerazione il primo giorno di Maggio dunque risale ad ancor prima che diventasse la festa del lavoro e dei lavoratori.

 
 
 
 

 


 
  
 

IL MUGHETTO IL 1° MAGGIO
E LA FESTA DEL LAVORO

 
 
 
Dal 1889 infine il 1° maggio è stato universalmente conosciuto come il Giorno della Festa del Lavoro.

Il primo maggio del 1895, al cantante Mayol fu presentato un mughetto dalla sua amica Jenny Cook, e quella sera lo mise all’occhiello al posto della tradizionale camelia.
Nel 1900, il primo maggio, il capo delle sartine offrì ai suoi clienti e lavoratori dei mughetti.
Da allora la tradizione di associare mughetto,  1° maggio e Festa del Lavoro si è estesa in diversi paesi occidentali… ma resta diffusissima soprattutto in Francia… e nei paesi francofoni.

 

 

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PERCHE’ IL MUGHETTO?

 


Perché è sinonimo di ritorno della felicità e di portafortuna.

Trasmette un messaggio d’amore perché fiorisce all’inizio della primavera e l’atto di cercarlo nelle foreste ombreggiate è un’opportunità per le prime passeggiate dell’anno per i boschi ed all'aperto.

Ha un profumo così delizioso che è anche usato per creare profumi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’OMAGGIO DI ORSO TONY

 
 
L’Orso quindi non può non offrire,
per la festa del 1° Maggio…
come ogni anno, un bel mazzo di mughetti,
benché virtuali… a tutte le signore,
amiche o meno, reali o virtuali che leggeranno questo post.
 
 
 
 
 
 
 
 
AUGURO ANCORA A TUTTI…
 
 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
   


PER LE NOVITA' DEL BLOG


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Ecco l’incredibile tesoro di Tutankhamon in tutta la sua fantastica e straordinaria… bellezza   Leave a comment






Il tesoro, scoperto solo nel 1922 da un archeologo inglese,

è costituito da oggetti di gran pregio, 

come letti e sedie, dorati, intarsiati e disegnati.




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Inoltre vi sono monili ed oggettistica d'oro, 

mobili, giochi, statue, etc.







Lo stesso sarcofago, di oltre cento kg, è d’oro

così come anche la famosissima maschera

sul volto di Tutankhamon 

che è di una bellezza superba.

 



 
 
 
Ora possiamo ammirar questo fantastico tesoro grazie
a questo video davvero bellissimo per tutti
ma soprattutto per chi ama l’antico Egitto.







Potremo infatti  ammirare non solo i classici reperti archeologici… 
ma anche oggetti di immensa bellezza e senza tempo.
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel video, insieme ad una bella musica,
 ci sono certo le immagini classiche,
che forse già conosciamo, del mondo di Tutankhamon,
ma anche tante altre
del tutto nuove e sorprendenti…
 
 
 
 
 
 
 
 
E' davvero imperdibile…
 
Buona visione 
 
 
 

 

 
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

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ANNA DE NOAILLES – Brillante poetessa francese della natura e dell’amore – Breve biografia ed alcune poesie   2 comments



Ci sono poesie che, non so per quale misterioso motivo,
ti prendono… ti sorprendono… ti colpiscono al cuore
e ti fanno venir la voglia di conoscerne l'autore.


Proprio questo mi è capitato leggendo la poesia
Scrivo perché” postata in “Psiche e Sogno
dall'amica Giovanna Martignago.




Qui è dipinta da Philip De Laszlo

ANNA DE NOAILLES
– LA POETESSA DEI GIARDINI –
a cura di Tony Kospan

Questa poetessa e romanziera parigina
vissuta a cavallo tra il 19° e 20° secolo
ha un posto non secondario nella letteratura francese.

Conosciamola un po'…



Anna-Élisabeth de Noailles
(Parigi 15.11.1876 – Parigi 30.4.1933)



BREVE BIOGRAFIA


La contessa Anna de Noailles nasce a Parigi
in una nobile famiglia rumena molto in vista
e molto introdotta negli ambienti dell'alta società.

A 21 anni sposa un rampollo del duca de Noailles
dal quale avrà un unico figlio.

A partire dal 1900 il suo salotto culturale
inizia ad esser frequentato dall'élite intellettuale ed artistica
della capitale francese
soprattutto grazie al suo fascino ed al suo charme.



Parigi a fine '800





Nel 1901 pubblica il suo primo libro di poesie “Il cuore infinito
che ebbe immediato e grande successo.

L'innata classe, la grande cultura ed il suo estro
resero il suo salotto uno dei ritrovi culturali
più famosi dell'epoca contando tra gli ospiti personaggi del calibro
di Edmond Rostand, Colette, Jean Cocteau, Mauriac,
Maurice Barrés, Marcel Proust, Paul Valéry etc.
tutti innamorati delle sue poesie.




Qui è dipinta da Jean Louis Forain



Si narra che avesse il portamento di una principessa greca,
che fosse molto volubile e che, come Proust,
riceveva coloro che l'andavano a trovare… stando a letto.

Dai numerosi dipinti in cui fu ritratta
appare evidente il suo fascino orientaleggiante.

Ebbe per le sue opere (poesie e romanzi)
numerosi premi e riconoscimenti.

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In particolare fu nominata Commendatore della Legion d'onore
e L'Académie Française creò in suo onore il Premio Anna de Noailles
per dare risalto a donne che avessero brillato come letterate.

Morì nel 1933.









LA POETICA


La sua attività di poetessa e scrittrice iniziò  molto presto.

Fin dalle sue prime opere rivela la sua aderenza
ai temi del Parnassianesimo
che, in opposizione al romanticismo,
esaltava la bellezza e l'impersonalità.




Victor Hugo



Ma il suo faro appare esser soprattutto il grande Victor Hugo,
di cui da molti è considerata l'erede al femminile,
essendo chiara la vicinanza ai suoi temi ed al suo stile…
anche se lei poi se ne distaccò accentuando i temi naturalistici.

Infine già la sua prima pubblicazione
rivela un'anima dolce e malinconica
insieme al suo amore per la vita e per la natura.








Penso che, leggendo alcune sue poesie,
 ancor meglio possiamo comprendere il suo mondo poetico .

Le prime 2 parlano d'amore, le 2 successive ci mostrano
il suo affetto per la natura e con le ultime 2 lei ci svela
quale sia il suo rapporto con lo scrivere e con i lettori.

A mio parere… son tutte belle…
ciascuna a suo modo.

Leggiamole.



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ALCUNE SUE POESIE



STAVO ZITTA

Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slancio, a ogni sfogo;
ma questa sera che il cielo d'autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:
– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?





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SE QUALCUNO TI PIACE

Se qualcuno ti piace, non lottare, abborda
il volto nuovo dove a posarsi è andato
il sole dei tuoi occhi ingenui;
qualsiasi cosa ti attragga, il mio dolore te l'accorda.
– Ed io, da lungi, il cuore sostenuto dal tuo,
mescolando al tuo piacere la mia misericordia,
ti benedirò la fronte poggiata su nude braccia,
la fronte pugnalata che più distesa diventa,
e i baci setosi che sognano e mordono …
– Non mi lamenterò, perché li ho conosciuti.


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LA CALDA CANZONE

La chitarra amorosa e la canzone ardente
piangono di voluttà, languore e forza
sotto l'albero dove il sole indora l'erba e la corteccia,
e davanti al muretto caldo della casa.
Come fiori che vibrano sullo stelo,
tremolanti i desideri dondolano al vento,
e l'anima, che si mette a sospirare e sognare,
sembra che muoia di speranza, attesa e vertigini.
– Ah! Che svenimento d'azzurro morbido e chiaro!
Respira bene, cuore mio, in questa calda esplosione,
la musica che fa il vivace canto delle cicale,
e la canzone che vola come il polline per l'aria…
(traduz. t.k.)



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LA VITA PROFONDA

Essere nella natura come albero umano,
dispiegare i propri desideri come fitto fogliame,
e sentire, dalla pacifica notte e dalla burrasca,
la linfa universale affluire nelle mani.
Vivere, avere i raggi del sole in viso,
bere il sale ardente della salsedine e delle lacrime
e gustare intensamente la gioia e il dolore
che creano un vapore umano nello spazio.
Sentire nel proprio cuore l’aria, il fuoco e il sangue vivi
turbinare come fa il vento sulla terra;
– elevarsi al reale e chinarsi al mistero,
essere il giorno che sale e l’ombra che discende.
Come la sera imporpora il colore della ciliegia,
lasciar colare dal cuore vermiglio la fiamma e l’acqua,
e come l’alba luminosa appoggiata al colle
avere l’anima che sogna, seduta al confine del mondo…
 


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OFFERTA

I miei libri, io li ho fatti per voi, giovani amici,
e vi ho lasciato dentro,
come fanno i bambini che mordono le mele,
il segno dei denti.
Ho lasciato le mani sulla pagina stese,
e, la testa in avanti,
ho pianto, come piange nel mezzo del viale
un temporale estenuante.
Vi lascio, nell'ombra amara del mio libro,
la fronte e lo sguardo,
e l'anima sempre che arde e ubriaca:
lì vi andranno le mani.
Vi lascio il chiaro sole del mio viso,
i suoi milioni di raggi,
e il mio cuore debole, che ebbe tanto coraggio
per i suoi desideri.
Vi lascio questo cuore e tutta la sua storia,
la sua dolcezza di lino,
e l'alba del mio viso, e la notte blu e nera
che mi riempie i capelli.
Vedete come a voi, in un misero vestito,
è venuto il mio Destino.
I più poveri viandanti, sulle più tristi sabbie,
non hanno così nudi i piedi.
– E vi lascio, col fogliame e le sue rose,
il giardino caldo brillante
che vi dicevo sempre; – e la mia pena immotivata
che non è mai finita…



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SCRIVO PERCHE'

Scrivo perché il giorno in cui non vivrò più
si sappia quanto l’aria – e il piacere – mi piacquero,
perché il mio libro sveli alla folla futura
come ho amato la vita e la felice natura….
Attenta alle opere del campo e della casa,
annotai ogni giorno la forma delle stagioni,
perché l’acqua, la terra e la fiamma nascente
solo nella mia anima fossero tanto belle.
Ho scritto quel che ho visto e quello che ho sentito
di un cuore, per cui il vero non fu mai troppo audace.
L’ardore che ho provato fu l’amore ad impormelo
perché io – dopo la morte – possa essere riamata:
perché quel giorno un giovane, leggendo quanto scrissi
senta per me il suo cuore commuoversi turbato,
e, dopo aver obliato le dilette del giorno,
m’accolga nel suo cuore, preferendomi a loro.







Ciao da Tony Kospan




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Qui è dipinta da Ignacio de Zuloaga



Il 30 aprile 1986 l’Italia entrava nell’era di Internet.. ma nessuno se ne accorse – Ecco in breve la storia   Leave a comment




Una storia che ci riguarda proprio da… vicino






LA STORIA DELLA NASCITA DI INTERNET IN ITALIA
Tony Kospan


La nascita di Internet da noi avvenne in totale silenzio
 anche a causa dell’enorme effetto mediatico
del tremendo disastro di Chernobyl di quei giorni.






Era il 30 aprile del 1986
quando partì il segnale da un Istituto del CNR di Pisa, il CNUCE,
che, passando per un cavo telefonico dell’allora SIP
e poi per la stazione di Italcable di Frascati,
giunse al centro Telespazio di Fucino (Abruzzo) da dove fu “sparato”
verso il satellite INTELSAT IV e da qui dirottato 
alla stazione satellitare di Roaring Creek in Pennsylvania.






Da noi, come dicevo su, non se ne accorse proprio nessuno
eppure in quel momento l’Italia
si poneva ai primi posti nel mondo in questo campo.

Fu in verità emesso anche un Comunicato Ufficiale qualche giorno dopo
che però non fu preso in gran considerazione da nessun giornale.



Luciano Lenzini con al suo fianco, a sinistra, Bob Kahn e Vinton Cerf «padri» di Internet



In verità nemmeno gli autori dell’evento ne capirono l’enorme portata
dato che non si fecero neanche una foto né brindarono insieme
in quanto il direttore del CNUCE, Stefano Trumpy
(noto per il lancio del primo satellite italiano SIRIO)
 quel giorno non era in ufficio
e Luciano Lenzini, vero mago delle reti,
che era poi quello che più si era impegnato per la realizzazione
era sì in ufficio ma impegnato in altre cose.






In verità il tutto nasceva qualche mese prima grazie al regalo di un “Computerone“,
il Butterfly Gateway, fattoci dagli americani
per consentirci di unirci alla rete creata dalle Università americane
per scambiarsi dati… informazioni etc. utilizzando un protocollo
progettato da Vint Cerf e Bob Kahn nel 1973
che poi in breve avrebbe collegato tutto il mondo
e che oggi conosciamo come… INTERNET.






Quel regalo però non fu casuale 
ma nacque da una richiesta del Lenzini agli americani
in quanto lui… mago delle reti.. in viaggio a Boston
fu “folgorato” dalla constatazione
che quel sistema di connessione delle Università USA
funzionasse bene indipendentemente dai mezzi e dalla rete utilizzati.








Dunque quel giorno alle 6 del pomeriggio Antonio Blasco Bonito

il mago dei computer che aveva preso in consegna il “computerone”
scrisse “PING” e una persona dall’America rispose “OK
qualche secondo dopo.








L’Italia entrava così nell’era di Internet…
che oggi vede connessi nel mondo oltre 3 miliardi di persone
tra cui… noi stessi.


Tony Kospan







Un pensiero della Fallaci e una mitica poesia di Kipling (“SE”) ci parlano della… DIGNITA’ – Cosa ne pensate?   4 comments







Parlando della dignità di un uomo, 
la nota scrittrice fiorentina
 alla fine di un suo articolo, fa un riferimento importante
ad una mitica e profondamente morale poesia di Kipling.

Qui potremo ora legger sia la sua riflessione

che la poesia del grande scrittore e poeta britannico

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LA DIGNITA’
PER LA FALLACI E  PER KIPLING


Iniziamo dal pensiero della Fallaci
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Cosa significa essere un uomo?
Significa avere coraggio, avere dignità.
Significa credere nell’umanità.
 Significa amare senza permettere a un amore di diventare un’àncora.
Significa lottare. E vincere.
Guarda, più o meno quel che dice Kypling
in quella poesia intitolata
Se.
Oriana Fallaci

 
 
 
 


 
 
 
Ed ecco ora la mitica poesia citata da Oriana…


SE…
Rudyard Kipling
 
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
 
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
 
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.
 
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è di più – sei un Uomo, figlio mio!

 
 
 
 
 
 
 


Vedendo la realtà che ci circonda
pensate che la dignità sia ancora diffusa tra le persone
o è divenuta solo una parola antica (o una chimera)?


Ciao da Tony Kospan




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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO) NELLA PAGINA FB
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L’incredibile rana che assomiglia davvero a… Kermit!   1 comment

 
 
 
 

 
 
 
 
Un particolare esemplare di rana che da molto tempo non veniva avvistato è stato rinvenuto in Costa Rica.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
E' un tipo di rana molto particolare in quanto assomiglia davvero in modo incredibile alla rana Kermit del Muppet Show.
 
 
 
 

 
 
 
 
In verità il suo nome scientifico è “Hyalinobatrachium dianae” ed è stata trovata dai ricercatori del “Costa Rican Amphibian Research Centre”.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
La particolarità di maggior interesse, soprattutto scientifico, è che è una rana dall'addome trasparente.
 
Infatti mentre il suo dorso è di un bel verde intenso il suo addome presenta invece una membrana trasparente che consente di vedere… e studiare tutti i suoi organi interni.
 
 
 
 

 
 
 
 
Ma quello che ha fatto letteralmente impazzire il web è la sorprendente e simpaticissima rassomiglianza con Kermit



 
 
 
 

 

 
 
 
Tony Kospan
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L’antica scultura Venere Landolina di Siracusa – Storia.. descrizione e le parole d’amore di Guy de Maupassant   Leave a comment

 
 

La sensualità espressa dal corpo che sembra vivo e reale, 
grazie anche all’abile effetto chiaroscurale della scultura,
fa apparire la Venere Landolina più una donna vera che una dea.

Conosciamo questa mitica.. antica scultura!


 
LA VENERE LANDOLINA
 
 
 
 
 

LA SCULTURA
LA STORIA… IL RITROVAMENTO…
E LE PAROLE DI UNO SCRITTORE… INNAMORATO

 
 
 
 
 
 
 
 
 

LA VENERE LANDOLINA

 
 
 
La Venere Landolina è una scultura marmorea appartenente alla serie di Afrodite “Pudica” in marmo pario, copia romana di un originale greco della prima metà del I secolo a.C., ed è conservata nel Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa.(wikipedia con aggiunte)
 
 
 
 
 

 

 
 
 
E' molto nota per alcune caratteristiche che la rendono quasi unica nel panorama delle sculture dell'antichità… e per questo è molto amata ed attira visitatori da ogni dove.
 
Ci sono diverse altre copie di svariate epoche di “Afrodite pudica“, sparse nei musei, come ad. es. questa situata nei Musei Capitolini





Afrodite pudica – Musei Capitolini

 

 
 
 
La dea è raffigurata mentre sta per denudarsi prima del bagno.
Il nudo opulento e sensuale è messo in risalto dal ricco panneggio e dal gesto pudico della mano che copre il pube.
La statua è acefala e priva dell'avambraccio destro, che originariamente copriva il seno.
A sinistra della figura c'è un delfino acefalo che evoca le acque marine da cui nacque Afrodite.
L'originale fu realizzato probabilmente da scultori greci della scuola rodio-asiatica o scolpito da maestranze greche nella stessa città di Siracusa.







La statua dell’Afrodite fu rinvenuta a Siracusa nell'Orto Bonavia, poi Giardino Spagna, il 7 gennaio 1804 da Saverio Landolina, Regio Custode delle Antichità di Val Demone e Val di Noto. 
(dal sito Siracusani famosi).
 
Questo spiega con chiarezza il perché del nome “Landolina“.
 
 
 
 
 

Saverio Landolina

 

 

Bella anche quest'altra lettura dell'opera…
 
Pudica perché colta nell'atto di coprirsi, ma anche sfacciatamente seduttiva per l'aprirsi al vento della veste e per la fremente verità del suo corpo di donna, la Venere Landolina di Siracusa racconta la metamorfosi dell'immagine distante di una dea nelle forme attraenti della natura femminile. (Roberta Schenal*)
 
*esperta d'arte antica ed in particolare di opere della Magna grecia.

 
 
 
 

 
 
 
 

Ma veniamo ora alla descrizione che ci dona lo scrittore Guy de Maupassant (Tourville-sur-Arques 5 agosto 1850 – Parigi 6 luglio 1893) scrittore, drammaturgo e poeta francese, nonché gran viaggiatore ed uno dei padri del racconto moderno che ne era profondamente “innamorato
« Fu probabilmente lei che mi decise ad intraprendere il viaggio; parlavo di lei e la sognavo in ogni istante, prima ancora di averla vista. […] è la donna così com’è, così come la si ama, come la si desidera, come la si vuole stringere. […]. La Venere di Siracusa è una donna, ed è anche il simbolo della carne. » (GdM – wikipedia).

Leggiamo ora il brano in cui il grande scrittore racconta l'incontro con questa stupenda scultura.
 
 
 
 

 

 

 

VENERE LANDOLINA O ANADIOMENE

Guy de Maupassant

 

 

Varcando la soglia del museo, la scorsi in fondo una sala, bella come l'avevo immaginata. Le manca la testa, non possiede un braccio; eppure, giammai una figura umana mi è apparsa più stupenda e fascinosa. Non è affatto la donna dei poeti, la donna favoleggiata, la donna divina e maestosa, come la Venere di Milo, è la donna tale come è, come la si ama, come la si desidera, come la si vuole stringere. E' prosperosa, col seno florido, l'anca robusta e la gamba vigorosa; è una Venere carnale che quando la si vede , in piedi, è naturale immaginarla coricata. Il braccio perduto celava i seni; con la mano rimasta solleva un panno col quale copre, con grazia, i fascini più intimi. Tutto il corpo è fatto, ideato, inclinato per questo movimento, tutte le linee vi confluiscono, tutto il pensiero vi concorre. Questo gesto semplice e naturale, pregno di pudore e di sensualità, che nasconde e mostra, che vela e svela,che attrae e allontana, sembra definire tutti i caratteri della donna sulla terra.

Il marmo è vivo. ……. La Venere di Siracusa è una donna, ed è pure il simbolo della carne……..è l'espressione perfetta della bellezza esuberante, sana e semplice……Non ha la testa! E che importa? Il simbolo ne è uscito più completo. E' un corpo di donna che esprime tutta la reale poesia della carezza……La figura di marmo che ho veduto a Siracusa è proprio l'umana trappola intuita dall'artista antico: è la donna che copre e rivela a un tempo lo stupefacente mistero della vita.

 
 
 
 
 
Guy de Maupassant
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

fonti: vari siti web indicati – ricerche coordinam. e impaginaz. t.k





Foto Giovanni Dall'Orto (partic.)

 
 
 
 

Palomma ‘e notte e la sua storia – Questa mitica poesia di Salvatore di Giacomo incontrò la musica e nacque così una grande canzone   Leave a comment



Bè definire questa… una canzone poesia…
non è poi così difficile
considerato che l'autore è un grande poeta.









PALOMMA 'E NOTTE
LA STORIA – LA POESIA – LA CANZONE
a cura di Tony Kospan










Chi ha scritto questa classicissima canzone napoletana
è infatti il grande poeta Salvatore Di Giacomo
e la poesia è dedicata alla sua donna… Elisa.

La storia di questa canzone ce la racconta direttamente
il giornalista e scrittore Raffaele La Capria
che la raccontò sul “Corriere della Sera
descrivendo così anche la storia del loro complicato amore.








LA STORIA DEL LORO AMORE
CHE ORIGINO' LA POESIA E POI LA CANZONE



“Quando si conobbero (nel 1905) Salvatore ed Elisa, lui era un uomo di quarantacinque anni, lei una ragazza di 26.

Salvatore era un bell' uomo, un vero napoletano dagli occhi sognanti, un poeta già celebre, riconosciuto, i suoi versi erano cantati dovunque, e tutto questo creava intorno alla sua persona un' aura romantica, un fascino che poteva fare innamorare qualsiasi ragazza, soprattutto una ragazza come Elisa.

Elisa era «' na giovane vestuta / cu ' na vesta granata, auta e brunetta» (una giovane vestita / con una veste granata, alta e brunetta ntk).

Studiava per diventare insegnante e ancor più per essere indipendente, per emanciparsi dalla protezione familiare, cosa poco comune a Napoli in quel tempo.









Ardita ed emancipata doveva essere davvero se, dopo qualche incontro con Salvatore Di Giacomo alla Biblioteca Lucchesi Palli – da lui diretta – gli scrisse una lettera talmente intraprendente per una ragazza di quell'ambiente e di quell' educazione, da lasciare stupiti. 

«Mio buono e caro signor Di Giacomo… se non fossimo stati in mezzo alla gente ve lo avrei detto ieri stesso quanto sto per dirvi ora. Io vi amo: ecco la verità, e lo so e lo sapevo da un pezzo, e non volevo confessarlo né a voi né a me. Io vi amo, e ora ve lo dico così com' è. E' bene, è male dirvelo? Che cosa ne penserete? Io non so… 
Sappiatela tutt'intera questa verità, sappiatela così rudemente, così bruscamente com'è sempre l' impeto dell'anima mia: sappiatela e fate quel che volete…».

Salvatore non era libero, Elisa aveva una rivale, una tremenda rivale: mammà.”

Per amor di brevità essendo l'articolo lunghetto ne sintetizzo la parte centrale per riprenderne poi il finale.








– Il loro amore fu molto tormentato prima per l'invadenza della madre e poi per le liti in cui il poeta accusava Elisa di civetterie… tradimenti etc…

Si amarono così d'un amore molto tormentato ma tenace per 11 anni e continuarono ad amarsi, sempre in questo modo, anche dopo il matrimonio… fino a quando Salvatore, costretto all'immobilità ed amorevolmente curato da lei, si spense…

Elisa impazzita dal dolore distrusse tutte le lettere che lui le aveva inviato ma per caso dimenticò in un cassetto “quelle che vanno dal luglio del 1906 al dicembre del 1911 e che ci hanno permesso di raccontare la storia di questo strano amore.”









Ecco l'ultima parte dell'articolo di La Capria che qui racconta anche la nascita di questa poesia:

“Voglio chiudere il mio racconto con una delle poesie scritte da Di Giacomo, una di quelle che più amo, e una di quelle certamente dedicate ad Elisa: Palomma 'e notte.

Il poeta una sera vede una farfallina girare e rigirare intorno a una candela accesa.

E l' avverte: questa è una fiamma, ti può bruciare le ali, non è una rosa e nemmeno un gelsomino.

Va' via, torna all' aria fresca, non vedi che anche io resto abbagliato dalla fiamma e per allontanarti mi brucio?

E' chiaro che la farfallina è Elisa e chi vorrebbe allontanarla bruciandosi la mano, è Salvatore.”







La poesia, scritta nel 1904, divenne una canzone nel 1907.

La musica fu composta da Francesco Buongiovanni… e direi che si tratta proprio di un'accoppiata sublime.








E' considerata una delle più belle canzoni della grande tradizione classica napoletana.

Qui di seguito possiamo ascoltarla cantata da Peppino di Capri potendo leggerne il testo in originale ed in italiano…








e poi se lo si desidera…  la si può ascoltare anche nella versione più classica di Sergio Bruni…








ed infine anche in quest'altra versione ancora più raffinata e ricercata, benché moderna, di Gianni Lamagna che mi è stata segnalata, nei commenti, da un visitatore del Blog… che ringrazio.








CIAO DA TONY KOSPAN



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