Archivio per 27 marzo 2019

Felice serata in poesia “Quando tu mi hai scelto” Salinas – arte D. Ligare – canzone “Tu sei l’unica donna”   1 comment

 
 
 

David Ligare

 
 

 
 


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Nel dolore si può rimanere soli,
ma per godere di una gioia
si deve avere qualcuno con cui condividerla.
– Mark Twain –
 
 
 
 


David Ligare – 3 donne dell’antica Grecia
 
 
 
 
 
QUANDO TU MI HAI SCELTO
– Pedro Salinas –

Quando tu mi hai scelto
– fu l’amore che scelse –
sono emerso dal grande anonimato
di tutti, del nulla.
Sino allora
mai ero stato più alto
delle vette del mondo.
Non ero mai sceso più sotto
delle profondità
massime segnalate
sulle carte di mare.
E la mia allegria era
triste, come lo sono
quei piccoli orologi,
senza braccio cui cingersi,
senza carica, fermi.
Ma quando mi hai detto : “Tu”
– a me, sì, a me, fra tutti –
più in alto ormai di stelle
o coralli sono stato.
E la mia gioia
ha preso a girare, avvinta
al tuo essere, nel tuo pulsare.
Possesso di me tu mi davi,
dandoti a me.
Ho vissuto, vivo. Fino a quando?
So che tu tornerai
indietro. E quando te ne andrai
ritornerò a quel sordo
mondo, indistinto,
del grammo, della goccia,
nell’acqua, nel peso.
Sarò uno dei tanti
quando non ti avrò più.
E perderò il mio nome,
i miei anni, i miei tratti,
tutto perduto in me, di me.
Ritornato all’ossario immenso
di quelli che non sono morti
e non hanno più nulla
da morire nella vita.

 
 
 
 
 
David Ligare – Summa
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 
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PER CHI AMA VIVER L’ARTE INSIEME

 
 
 
 

David Ligare

 
 
 

I concetti di BENE e MALE – Un’interessante riflessione filosofica di Massimo Cacciari   1 comment

 


 

 

 


Un profondo ed originale pensiero filosofico
sui concetti di bene e male
 

 
 
 


 
 

IL BENE E IL MALE
~ Massimo Cacciari ~

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dice Platone – e qui la sua risposta diventa canonica -: “del male, e quindi del nostro far male, il Dio non può essere ritenuto causa.


Dio è bene, Dio è immutabile, è semplice, è veritiero, ed è causa di tutti i beni. ‘Theòs anàitios’, Dio è innocente”.


Tutta la riflessione teologica successiva si fonda su questo presupposto platonico: Dio deve essere ritenuto innocente dei mali del mondo, del nostro far male; e quindi è per nostra scelta, è per nostra libertà che noi facciamo male.


Noi non siamo determinati dal Divino ad agire male; le nostre imperfezioni le nostre miserie sono frutto e prodotto della nostra libertà.


Dio è innocente, è l’uomo che è causa del male, è l’uomo – secondo il grande mito che Platone narra nella Repubblica – che si sceglie il proprio ‘dàimon’, il proprio carattere, il proprio demone.


Ma non solo nel momento della scelta nella cultura classica greca l’uomo è libero, non solo nel momento supremo – come lo chiama Platone -: il momento supremo in cui io scelgo il mio carattere, il mio ‘dàimon’.


Io sono in qualche modo libero anche durante la mia vita, e la mia libertà, però, coincide nel corso della mia vita con il conoscere; cioè io sono libero nel corso della mia vita di accumulare tutte le conoscenze necessarie perché poi nel momento supremo della decisione io possa essere consapevole del destino che scelgo.


Questo è un tema caratteristico della cultura greca, è la sua dominante – come dire – intellettualistica: la libertà dell’uomo si esplica essenzialmente nella sua volontà di conoscere.


Soltanto qui sta la mia – come dire – possibile salvezza: io posso conoscere il destino, posso conoscere ciò che mi destina.


Solo la conoscenza può salvarmi dal seguire – un’immagine che ricorre in tutta la cultura ellenistica, e anche nella cultura latina, non solo greca – il carro del destino in ceppi come uno schiavo oppresso.


Ciò che sta a me non ha nulla a che vedere con la possibilità di sfuggire il destino; ma ciò che sta a me è essenzialmente la possibilità di conoscere il destino, e dunque di seguirlo volentieri, non come gli schiavi seguono il carro dei vincitori, in catene.


Se la mia libertà consiste nel farmi una ragione dell’unica ragione, dell’unico ‘lògos’ che pervade tutto il cosmo?


Quando io mi son fatto questa ragione che cosa succede del male?


Il male non consiste più, perché tutto è ragione e male e bene non diventano altro che due punti di vista soggettivi: il male non diventa nient’altro che ciò che fa male a me, ma che non riguarda affatto la ragione del tutto; il bene diventa soltanto ciò che fa bene a me, ciò che mi aiuta a vivere, ciò che aiuta il mio benessere, ma non riguarda la ragione del tutto in cui il male e il bene cessano di avere alcun significato, perché ciò che ha significato è nient’altro che il necessario, il ‘lògos’ onnipervadente; male e bene hanno una consistenza veramente soggettiva.


In fondo, se noi rimanessimo fissi a valutazioni di male e di bene, non faremmo altro che dimostrare la nostra mancanza di sapere, perché colui che sa non sa né di male né di bene: sa il necessario.
 
 
 
 


 
 
 
 
Il bene ed il male quindi, secondo la tesi del filosofo veneziano,
non esisterebbero quali realtà a sé stanti
ma solo nella misura in cui sono percepiti da ciascuno.

Cosa ne pensate?

Tony Kospan
 
 
 
 




LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

Foto animata

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Perché è così che ti frega la vita – Breve ma suggestivo brano del noto scrittore A. Baricco   Leave a comment

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UNA BELLA RIFLESSIONE DEL NOTO SCRITTORE
ALESSANDRO BARICCO



PERCHE’ E’ COSI’ CHE TI FREGA LA VITA






Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine o un odore, o un suono che poi non te li toglie più.
E quella lì era la felicità.
Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
E già sei per sempre un’esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore.
Alla deriva.
Così fa il destino: potrebbe filar via invisibile e invece brucia dietro di sé, qua e là, alcuni istanti, fra i mille di una vita.
Nella notte del ricordo, ardono quelli, disegnando la via di fuga della sorte.
Fuochi solitari, buoni per darsi una ragione, una qualsiasi.
Semplicemente, senza che un solo angolo del suo volto si muovesse, e assolutamente in silenzio, iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo gli occhi, come bicchieri fino all’orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta.
Ma quando ti viene quella voglia di piangere pazzesca, che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c’è verso di spiaccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime.
Maledizione.
Con tutto quello che uno vorrebbe dire….
E invece niente, non esce fuori niente.
Si può essere fatti peggio di così?








Alessandro Baricco – da Castelli di Rabbia
web – impaginazione dell’Orso








CIAO DA TONY KOSPAN




STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO







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LIBRI – La grande importanza della lettura è esaltata in questa bella e suggestiva poesia di H. Hesse   3 comments

 

 


  




Le poesie di Hesse son tutte belle
e l’autore è assolutamente geniale e profondo
nonché riconosciuto da tutti come tale.

Ma non solo, molte di esse
ci inducono anche ad interessanti riflessioni
come questa.


 

 

 
 
 
 

LIBRI – H. HESSE – POESIA SUBLIME

 
 
 
 
 
(Calw 2.7.1877 – Montagnola 9.8.1962) scrittore, poeta e pittore tedesco
 
 
 


L’importanza della cultura, dei libri,
ovviamente nessuno può scoprirla
tanto essa è evidente.

Ma Hesse ci vuol dire che la loro importanza
non sta tanto nell’accumulare conoscenze, nozioni etc.
bensì nella loro capacità e potenzialità
d’aiutarci a ricercare in noi stessi la nostra luce, 
il nostro universo, la nostra saggezza, la nostra verità.

  

 
 
 

 
 
 

L I B R I
 
Hermann Hesse

 
 

Tutti i libri del mondo


non ti danno la felicità,


però in segreto


 ti rinviano a te stesso.

 

 Lì c’è tutto ciò di cui hai bisogno,


 sole stelle luna.


 Perché la luce che cercavi


 vive dentro di te.

 

 La saggezza che hai cercato


 a lungo in biblioteca


 ora brilla in ogni foglio,


 perché adesso è tua.




 

 

 

da La felicità, versi e pensieri




Hesse tra l'altro è stato anche un apprezzato pittore

ed ecco allora anche un suo dipinto in tema.. libri.

 

 

 

 

Hermann Hesse – Sedia con libri (1921)


 

 

 

Penso che possiate condividere questa mia opinione

sulla poesia, ma, se vi va, 

mi farebbe piacere leggere anche la vostra.

 

 

 

 

 



Ciao da Orso Tony





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UN MODO DIVERSO DI VIVER LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB










 

45 anni fa nasceva la saga di Fantozzi – Ecco la storia del personaggio ed il video del primo film della mitica serie comica   Leave a comment





Oggi è il 45°anniversario

della nascita del Fantozzi… cinematografico.


L'uscita di quel “FANTOZZI” fu solo il primo

di una lunga serie di clamorosi successi

e l'inizio di un pezzo di storia del Cinema Italiano.





In verità il personaggio, precedentemente solo televisivo,

doveva veder protagonisti Renato Pozzetto o Ugo Tognazzi

nel film programmato con la Rizzoli Film, ma dato che

entrambi erano impegnati si optò per lo stesso Villaggio.





Il film, diretto da Luciano Salce,

segue la trama di 2 libri best seller

scritti da Paolo Villaggio.


Nasceva dunque, quel 27 marzo 1975,

la saga del ragioniere più sfigato del mondo,

dell'impiegato più sfruttato e maltrattato dai superiori.





Dopo quel film ce ne furono ben altri 9 e nascevano così


anche gli altri mitici personaggi della serie come


la moglie depressa Pina, l'incredibile figlia Mariangela,


il ragionier lunare Filini e la mitica signorina Silvani 


(sogno d'amore del ragioniere… non corrisposto).





Il personaggio,


nonostante le evidenti esagerazioni macchiettistiche


è diventato però uno degli emblemi dell'italiano medio


ed è stato riconosciuto da tutti come di grandezza assoluta


nonché capace perfino d'entrare nella lingua italiana


con diverse espressioni diventate d'uso comune.





Ancor oggi dopo tanti anni è un personaggio amatissimo

nel 2008 il film è stato inserito 

tra i 100 film italiani da salvare.



Ricordiamolo ora

attraverso questo raro video tratto

da quel primo film.






Tony Kospan





F I N E






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TITINA DE FILIPPO – Breve ricordo di un’autentica artista della recitazione.. nonché sorella di Eduardo e Peppino   Leave a comment

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Titina De Filippo è stata una delle grandissime protagoniste

del teatro e del cinema napoletano ed italiano del novecento.

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Napoli  27.3.1898 – Roma 26.12.1963

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Figlia naturale di Eduardo Scarpetta 


(grande attore e commediografo napoletano dell'800


e di Luisa De Filippo, era la sorella maggiore 


degli altrettanto mitici attori e commediografi Eduardo e Peppino.





Titina con la mamma




Dunque fin da piccola respirò l'aria dei palcoscenici 


ed infatti debuttò ancor bambina in vari ruoli da attrice.


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Quando ci fu la famosa lite tra i fratelli 
Eduardo e Peppino

lei scelse, pur cercando di mediare, 

di rimanere nella Compagnia del primo.





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Fu però davvero costante negli anni il suo impegno

per cercare di riavvicinare i 2 grandi fratelli

a volte riuscendovi per un po'… ed a volte no.







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Nel cinema ha recitato con i più grandi attori dell'epoca


ed era apprezzatissima da grandi registi.










La sua carriera, lunga e ricca di successi,


si interruppe però nel 1959 per problemi di cuore.

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Ha scritto anche delle belle poesie.




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Possiamo affermare che, nel suo ambito di attrice


e sceneggiatrice (soprattutto cinematografica), 


è stata, ai suoi tempi, una star molto apprezzata.







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I suoi maggiori successi come interprete fanno riferimento ai ruoli ricoperti

nelle commedie del fratello Eduardo:

Napoli Milionaria, Filumena Marturano, Questi fantasmi!










Ci sono purtroppo pochi video brevi creati in suo omaggio

e tra essi ho scelto questo che presenta

una delle scene fondamentali del capolavoro teatrale


Filumena Marturano



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Tony Kospan



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