Archivio per novembre 2018

Storia atmosfera e poesia di Reginella… classica antica canzone napoletana   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
 
 
 



Samuel Melton Fisher

 
 
R E G I N E L L A
(1917)


 
 
Questa è una delle più famose
canzoni classiche napoletane.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
STORIA E SIGNIFICATO DELLA CANZONE
 
 
 

Fu scritta nel 1917 dal notissimo paroliere-poeta Libero Bovio e musicata da Gaetano Lama a tempo di valzer.
 
 
 
 
 

 
Libero Bovio con Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo
 
 
 

 
Essa ci parla di una donna che ha preferito lasciare le sue semplici origini… (di quando mangiava pane e ciliege…) ed anche il suo innamorato senza pretese… per divenire una raffinata sciantosa (oggi potremmo definirla soubrette ma il significato è più ampio) che parla in un incerto francese e che veste abiti scollati ed eleganti.
 
L’avvilimento del suo ex è tale che neanche il cardellino trova la forza di volare via e di cercarsi una nuova padrona, pur con la gabbia ormai aperta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL FAMOSO RITORNELLO ED IL BRANO

 
 
 
Il ritornello 
«Perché, ora che non ci amiamo più, tu distrattamente pensi a me, distrattamente parli di me, distrattamente chiami me?» 
rivela che il fuoco dell’amore seppur ormai semispento sotto la cenere cova ancora in entrambi…
 
 
Quel “distrattamente” a mio parere, quasi come un lapsus freudiano, mostra proprio questo… mentre però intanto i due stanno già prendendo strade ormai diverse… lontane…
 
 
 
 

Edoardo Tofano – Donna con ventaglio

 

 

 

E' quindi un brano dolce e malinconico che ci parla della fine di un amore con toni così accorati che lasciano immaginare non del tutto spente nè la passione nè le emozioni che quell’amore ha destato.
 
 
La canzone ebbe un successo immediato.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
ATMOSFERE DI QUELL'ANNO
 
 
 
 
Siamo nel 1917 e la 1° guerra mondiale vive ancora momenti molto critici  pur se s’inizia ad intravedere la fine..
 
 
 
 

 
 
 
ma intanto nonostante tutto… e soprattutto nonostante i tantissimi lutti… nelle città la vita continua…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
con i ritmi e le modalità d’allora
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ASCOLTO DELLA CANZONE
 
 
 

Ma ora ascoltiamola in questo video in cui vi sono anche bellissime immagini… cantata da Robeto Murolo

 
 


 


 John William Godward
 
 
 
 
e poi, se ci va,  anche qui… potendo leggerne anche il testo originale e la traduzione…  cantata da Massimo Ranieri

 
 
 

 
 
  
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 

 

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Ritrovata nel Rodano una ruota intatta di un carro romano   Leave a comment

 
 

Eccezionale, per la sua rarità, il ritrovamento nel fiume Rodano di una ruota di legno intatta di un carro romano.
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Aveva accanto reperti di grande valore: monete d’oro, elementi architettonici, marmi, statue (tra cui uno splendido ritratto di Giulio Cesare), ed una una misteriosa cassa di legno e bronzo.



 

 

 




La ruota, di circa 1 mt di diametro, presenta dieci raggi. 
. 
Ci si domanda se sia stata una piena del Rodano a travolgere il carro ed il suo carico prezioso.
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La ruota  rappresenta un ulteriore elemento che consente di conoscere la realtà della Gallia Romana del IV secolo.
 
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Esempio di carro romano
 
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Ruote di carri con dieci raggi non erano frequenti ma erano già state riscontrate nell'antichità (quella conservata nel mausoleo Igel in Germania, quella scolpita su una stele in Panonnie (Austria), o quelle visibili nel mosaico di Boscéaz Orbe in Svizzera e sull'altare dedicato a Giove nel lapidario di Avignone.
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Il reperto è poi stato rimosso dal fiume con molte difficoltà per non danneggiarlo.
 
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E' stato poi prelevato da specialisti del Museo delle Antichità di Arles e del laboratorio Arc-Nucléart a Grenoble per esser esaminato a fondo e poi conservato.
 
 
Tony Kospan
 
 
– Fonti web –
 





FERNANDO PESSOA – Mini biografia del geniale poeta portoghese (ma dalla vita anonima) anche con aforismi e poesie   Leave a comment

 

 



 
FERNANDO PESSOA…
POETA DEL SOGNO E DELL'INTROSPEZIONE

 

 
 
Lisbona 13.6.1888 – Lisbona 30.11.1935

  

 

BREVE BIOGRAFIA

 

Fernando António Nogueira Pessoa nasce a a Lisbona il 13 giugno del 1888 ma all’età di 5 anni va a vivere con la madre a Città del Capo in Sudafrica…

Impara così benissimo l’inglese e scriverà poesie ed altre opere anche in questa lingua.
 
Nel 1905 torna a Lisbona dove lavorò tutta la vita come “corrispondente commerciale”.
 
Svolse da giovane un’intensa attività nei circoli culturali portoghesi e fondò e diresse diverse riviste letterarie.
 
 
 
 


 
 
 
 
 
Viene considerato il creatore della corrente “modernista ” portoghese.
 
Dedicò molti suoi studi all’esoterismo ed alle concezioni mistiche orientali condividendo anche le teorie sulla reincarnazione.
 
Per comprendere la complessità del suo pensiero basti pensare che nelle sue opere si firma con 3 nomi diversi… ma non per gioco…
 
Ogni firma… Alberto Caerio, Alvaro de Campos e Ricardo Reis rappresenta davvero una visione diversa della vita rispetto alle altre 2…
 
La personalità di Alvaro de Campos è quella vicina alle teorie futuriste… ma ciascuno dei tre “eteronimi” meriterebbe una singola analisi ed un lungo discorso a sé stante.
 
La sua “poetica” è ricca di immaginazione, sensibilità e sogni nell’ambito di una personalità certo sottilmente introversa.
 
Egli è infatti in perenne ricerca di un equilibrio e molti suoi testi lo testimoniano.
 
Gli viene universalmente riconosciuta una lucida e grande capacità di esplorazione del mondo del dolore umano… cosa questa che gli consente di rimanere sempre attuale.

 
 
 



 
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Poche delle sue opere, parte in inglese e parte in portoghese, furono pubblicate in vita… e tutte hanno riscosso un grande successo solo dopo la sua morte… che avvenne il 30 novembre 1935.
 
Diversi scrittori e critici letterari (in particolare il premio nobel Octavio Paz) affermano che la sua vita, per nulla eccezionale, fa da incredibile contrasto all'eccezionalità delle sue opere
 
Personalmente lo ritengo uno dei grandissimi…
  
 
 

 
 
 
 
 
 
ALCUNI MITICI AFORISMI
 
 
 
Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte ciò,
ho in me tutti i sogni del mondo.

 
 
E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna,
pensieri che qualcuno pensa?
 
 
Ripassa domani, realtà!
Basta per oggi, signori!
 
 
La mia anima è una misteriosa orchestra;
non so quali strumenti suoni e strida dentro di me:
corde e arpe, timpani e tamburi.
Mi conosco come una sinfonia.

 
 
Amo come l'amore ama.
Non conosco altra ragione di amarti che amarti.
Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo,
se ciò che ti voglio dire è che ti amo?
 
 
 

ALCUNE SUE POESIE
 
 
 
 
 

 

 

NULLA

 

Gli angeli vennero a cercarla
La trovarono al mio fianco,
lì dove le sue ali l’avevano guidata.
Gli angeli vennero per portarla via.
Aveva lasciato la loro casa,
il loro giorno più chiaro
ed era venuta ad abitare presso di me.
Mi amava perché l’amore
ama solo le cose imperfette.
Gli angeli vennero dall’alto
e la portarono via da me.
Se la portarono via per sempre
tra le ali luminose.
É vero che era la loro sorella
e così vicina a Dio come loro.
Ma mi amava perché
il mio cuore non aveva una sorella.
Se la portarono via,
ed è tutto quel che accadde.

 
 
 
 
 
 
 
 
E’ L’AMORE CHE E’ ESSENZIALE
 

E’ l’amore che è essenziale.
Il sesso è solo un accidente.
Può essere uguale
o differente.
L’uomo non è un animale
è una carne intelligente,
anche se a volte malata.
 
 
 
 


 

CONTEMPLO

 

Contemplo il lago silenzioso
che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto
o se tutto mi dimentica.
Nulla il lago mi dice
né la brezza cullandolo.

Non so se sono felice
né se desidero esserlo.
Tremuli solchi sorridono
sull’acqua addormentata.
Perché ho fatto dei sogni
la mia unica vita?

 


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.

LA POESIA

Nella mia mente è sopita una poesia
che esprimerà la mia anima intera.
La sento vaga come il suono e il vento
eppure scolpita in piena chiarezza.
Non ha strofa, né verso né parola.
Non è neppure come la sogno.
E' un mero sentimento, indefinito,
una felice bruma intorno al pensiero.
Giorno e notte nel mio mistero
la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,
e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso
come per librarsi nella sua vaga compiutezza.
So che non sarà mai scritta.
So che non so che cosa sia.
Ma sono contento di sognarla,
e una falsa felicità,
benché falsa, è felicità.

 



 
 
 
TONY KOSPAN



PER CHI AMA LA POESIA


ED IL SUO MONDO





  

Pubblicato 30 novembre 2018 da tonykospan21 in POETI E SCRITTORI GRANDI

Mark Twain – Breve ricordo del brillante scrittore americano anche con alcuni suoi mitici aforismi ed un video   Leave a comment



Uno scrittore divenuto mitico
per il suo irresistibile… fine… elegante umorismo.

 
 
 
 
 

 
 

MARK TWAIN
BREVE RICORDO… CON ALCUNI AFORISMI
ED UN… VIDEO
 
 

 
Mark Twain è in realtà lo pseudonimo
di Samuel Langhorne Clemens.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

UN  BREVE RICORDO
 
 
 
E'  stato un grande umorista e scrittore statunitense…
ma prima d'iniziar a scrivere
fu tipografo (da giovanissimo) e poi pilota di battelli sul Mississipi,
cercatore d'oro etc…

Tutte  queste attività gli consentirono
di conoscere il vero cuore dell'America profonda.
 
 
 
 
 
 
 

 

E' celeberrimo ancor oggi per libri come
Le avventure di Tom Sawyer, Le avventure di Huckleberry Finn,
Il principe e il povero,
Un americano alla corte di re Artù e Vita sul Mississippi.









Viene altresì considerato come uno dei primi grandi protagonisti
della letteratura americana.
 
 Dai suoi libri sono nati dei film e delle serie di cartoni animati…


 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ricordiamolo anche noi
con alcuni suoi originali graffianti e divertenti aforismi
ed un video tratto da un film girato da un suo famoso libro.


 
 
 
 
 
 Mark Twain (Florida 30.11.1835 – Redding 21.4.1910)
 
 
 
 
 
 
 
ALCUNI AFORISMI
 
 
Non ho mai lasciato che la scuola interferisse con la mia educazione.
 
 
Il paradiso lo preferisco per il clima, l'inferno per la compagnia…
 
 
Che privilegio aveva Adamo!
Quando diceva qualcosa di buono,
sapeva che nessuno l'aveva detta prima
 
 
Ognuno di noi è una luna:
ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro
 
 
Non è vero che i mariti, appena vedono una bella donna,
dimenticano di essere sposati.
Al contrario: proprio in quei momenti
se lo ricordano dolorosamente
 
 
Mai rimandare a domani ciò che puoi fare benissimo dopodomani
 
 
L'umanità senza la donna sarebbe scarsa.
Terribilmente scarsa.
 
 
Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele.
è l'unico a infliggere dolore per il piacere di farlo.
 
 
La cosa più facile che io abbia mai fatto in vita mia
è smettere di fumare:
dovrei ben saperlo,
perché l'ho fatto un migliaio di volte
 
 
Non sapevano che fosse impossibile, allora l'hanno fatto
 
 
L'umorismo è una gran cosa, è quello che ci salva.
Non appena spunta, tutte le nostre irritazioni,
tutti i nostri risentimenti scivolano via,
e al posto loro sorge uno spirito solare
 
 
Cerchiamo di non essere troppo esigenti:
è meglio possedere diamanti di seconda scelta
che non possederne affatto
 
 
Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo,
mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.
 
 
Il letto è il posto più pericoloso del mondo:
vi muore l'80% della gente
 
 
L'uomo è l'unico animale che arrossisce.
O che ne abbia bisogno

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

 
BREVE VIDEO
 
 
 
E' la scena iniziale del cartoon
nato da uno dei suoi libri più noti…
 
 
 

 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan



POESIE E CULTURA
 









 

Il Faro – Poesia di Tony Kospan   5 comments

 

 




IL FARO 

Tony Kospan


 
A mò di quercia te ne stai..
tra le rocce… saldo
ai flutti accanto
con l’occhio tuo fanale
senza sosta il mar scrutando…
 
Faro…
seconda polar stella
ai naviganti… caro sempre…
faro…
pulsante…lucerna 
pur ai poeti… caro sempre
tu
metafora poi sei dell’esistenza nostra.
 
Nei momenti di gran babele
al tuo silenzio ci affidiamo…

Nei momenti d’oscuri assilli
il tuo chiarore ricerchiamo…
 
Metafora sei pur della mia vita
tu ideale di salvezza fermo e forte,
a te m’ispiro a volte,
per esser raggio pur’io di luce
per chi accanto a me l’anela…
 
A te però mi rivolgo anch’io
quando sperduto naufrago
tra i perigliosi gorghi della vita…
in cerca vado della giusta via…


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Ora ecco il bel video creato da una cara amica virtuale,

che ringrazio di tutto cuore, dedicato a questa mia modesta poesia.


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Tony Kospan






 

 

Felice martedì sera in poesia “Ti ho cercata” Salinas – Arte J. Lorusso – canzone “La voce del silenzio”   Leave a comment

 

 

Joseph Lorusso

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Non faccio alcuna differenza
tra un libro e una persona, un tramonto, un quadro.
Tutto ciò che amo, lo amo di un unico amore.
– Marina Cvetaeva –
 

 
 
 

 Mina – La voce del silenzio

Joseph Lorusso
 
 

TI HO CERCATA
Pedro Salinas
 
Ti ho cercata nel dubbio:
non ti trovavo mai.
Sono andato in cerca di te
nel dolore.
Tu non venivi di lì.
Mi sono immerso nel profondo
per vedere se, infine, tu c’eri.
Attraverso l’angoscia,
dilaniatrice, ferendomi.
Tu non sorgevi mai dalla ferita.
E nessuno mi ha fatto cenno
un giardino o le tue labbra,
con alberi, con baci ;
nessuno mi ha detto
per questo t’ho perduta
che tu eri sugli ultimi
terrazzi della gioia,
del riso, della certezza.
Che ti si trovava
sulle cime del bacio
senza dubbi e senza domani.
Nel vertice puro
dell’allegria alta,
moltiplicando giubili
per giubili, per risa,
per incanti.
Annotando nell’aria
le incredibili cifre,
senza peso,
della tua felicità..
 
 
 
Joseph Lorusso
 
 
 



 

 

 

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Joseph Lorusso


 
 
 

Eccezionale ritrovamento nel Rodano di una ruota intatta di un carro romano   3 comments

 
 
Eccezionale, per la sua rarità, il ritrovamento nel Rodano di una ruota di legno intatta di un carro romano.
Era con altri oggetti del quarto secolo d. C.

 

 

 

 

 
La ruota di circa 1 mt di diametro presenta dieci raggi.
 
Ci si domanda se sia stato una piena del Rodano a travolgere il camion ed il suo carico prezioso.
 
La ruota  rappresenta un ulteriore elemento che consente di conoscere la realtà della Gallia Romana del IV secolo.
 
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Ruote con dieci raggi erano già state riscontrate nell'antichità in vari carri, come il mausoleo Igel, Germania, su una stele retico-Panonnie (Austria), il mosaico-Boscéaz Orbe, Svizzera, o sull'altare dedicato a Giove tenuti in lapidario di Avignone.
 
Il reperto è stato da poco  rimosso dal fiume con difficoltà.
 
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Sarà presto rilevata da specialisti del Museo delle Antichità di Arles e quelli del laboratorio Arc-Nucléart a Grenoble per esser esaminato a fondo.
 
 
Tony Kospan
 
 
– Fonti web –
 
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Una bella riflessione di Alberoni sul “mal d’amore”.. dell’energia che può dare.. e del miglior modo per ripartire   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
Una breve, ma molto interessante, analisi di Alberoni
sulla grande creatività scaturente dalla sofferenza causata 
dal “Mal d’amore” e su come riprendere il cammino
dopo una delusione sentimentale.
 
 
 
 
 
 Courbet – Uomo disperato
 
 
 
 
LA POTENZA CREATIVA DEL… MAL D’AMORE
Francesco Alberoni


 
 
Quante volte mi hanno domandato:
«Come si fa a guarire di mal d’amore, smettere di soffrire se ti sei innamorato e non vieni ricambiato?».
Per rispondere ricordiamo che noi ci innamoriamo quando, stanchi del nostro attuale modo di essere, vogliamo realizzare altre nostre potenzialità e siamo pronti a ricominciare.
Allora ci innamoriamo di chi ci fa intravedere la nuova futura possibile vita.
Così si accende il processo di «stato nascente» in cui noi trasfiguriamo tanto il mondo che la persona amata. 
Sentiamo di avere un’affinità profonda, metafisica, con lei e viviamo il nostro amore come qualcosa che contribuisce all’armonia del mondo, alla perfezione stessa del cosmo.
Perciò se chi amiamo ci dice di no, ci rifiuta, non riusciamo a capire, ci sembra qualcosa di assurdo, ma non sul piano psicologico, sul piano della struttura costitutiva dell’essere. 
E’ un assurdo, un vuoto che ci portiamo dentro per anni.
E che può essere riempito definitivamente solo con un altro innamoramento ricambiato. 
Ma allora non c’è nulla da fare contro il male d’amore?
No.
No perché, nello – stato nascente – , noi stavamo mutando, e le energie che volevano creare una nuova vita sono bloccate, ma ancora presenti.
Non possiamo realizzare una coppia amorosa, ma possiamo orientarle verso un’altra meta.
La terapia dell’innamoramento frustrato è una nuova attività creativa.
Goethe si era innamorato di Charlotre Buffe, quando la ragazza ha sposato un altro, ha pensato al suicidio. 
Però, anziché suicidarsi, ha scritto il romanzo “I dolori del giovane Werther”, in cui un giovane si innamora di una ragazza che (guarda caso) si chiama Charlotte e quando lei sposa un altro, si suicida.
Goethe invece si salva.
Un altro esempio: nel 1883 Nietzsche si innamora di Lou Salomé, vuol sposarla ma lei lo respinge.
E’ sconvolto, fugge, ha degli incubi, è disperato.
Ma non si suicida, scrive di getto, in pochi giorni, un’opera straordinaria:“Così parlò Zarathustra”. 
Concludendo, per guarire da un innamoramento deluso, la terapia efficace sta nel continuare il processo di trasformazione già iniziato.
Anzi, nell’accelerare il cambiamento esplorando nuove strade.
Soprattutto impegnandosi in un grande compito che richieda lotta, lavoro, energia e creatività.
Solo così le forze liberate dall’innamoramento possono incanalarsi in un nuovo progetto.
E la nostalgia, il dolore, la rabbia, la volontà di riscatto o di vendetta diventano potenze costruttive.


 
 
 

 

 

Testo dal web – Impaginaz. T.K.

 

 

 

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LA TUA PAGINA DI PSICHE E SOGNO
CHE PUO’ AIUTARTI A COLORARE LE TUE ORE
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La STORIA (in breve) della BAMBOLA dall’antichità a BARBIE… anche con immagini ed opere d’arte   3 comments

 

 

La bambola è certamente

il giocattolo più antico del mondo.

 

 

Leon Comerre

 



 PICCOLA STORIA DELLA BAMBOLA




 

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Immagine antropomorfa, replica più o meno fedele dell’uomo, la bambola inizia la sua vicenda storica nella notte dei tempi e fin dall’antichità non manca di ispirare filosofi e poeti.




Bambola Antico Egitto


 
 
 
Per Callimaco, ad esempio, nell’”Inno a Cerere”, rappresenta l’emblema della fragilità  umana e la vicenda del protagonista consumato dalla fame insaziabile è paragonata a una bambola di cera che si scioglie al sole.
 
Plutarco, invece, esprime il dolore per la perdita della giovane figlia Timoxena attraverso la contemplazione delle sue bambole, ricordando i giochi della giovinetta e le cure che dedicava loro.


 
 
 

Bambola in terracotta rinvenuta a Pompei

 
 
 
Il gran numero di bambole trovato nelle sepolture di bambine o giovinette, fin dall’epoca preistorica, fa pensare che si trattassero proprio di giocattoli e non di figure di culto, come in un primo tempo si pensava.
 
Molte dovevano essere fatte di stracci, come le nostre in lenci, altre in terracotta.





 
Più spesso però erano in legno o avorio, con gli arti snodabili, connessi con filo metallico o perni in osso.
 
I particolari sono curatissimi, anche nella resa delle dita delle mani e dei piedi, fin nelle unghie.
 
E inoltre pettinate secondo la moda del tempo. Talvolta vi è anche il corredino della bambola.



 
 
 


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Per le fanciulle greche, poi, il passaggio dalla pubertà all’altare diventava tale con la consacrazione delle bambole ad Artemide: si trattava di un rito che simboleggiava la rinuncia al gioco, quindi all’infanzia e alla verginità, e veniva scandito da cerimonie solenni durante le quali le bambole e i loro corredi, unitamente agli altri giocattoli, venivano offerti alla dea.

Modellate in argilla o costruite in legno con gli arti snodati o in altro modo… le bambole nell’antichità facevano anche parte dei corredi funebri: ne sono state trovate infatti sia accanto a mummie egiziane che nei sarcofagi romani.

 


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Erano ancora di pezza o di legno nel Medioevo ma nel Rinascimento, con il raffinarsi delle arti, anche le bambole conquistano eleganza e raffinatezza. 

Eleonora d’Aragona, duchessa di Ferrara e moglie di Ercole I, acquistò e inviò a Milano ad Anna Sforza, fidanzata undicenne di suo figlio Alfonso d’Este, una bambola con tutto il suo corredo contenuto in cassette e forzieri foderati internamente di seta.


 
Gli abiti erano opera nientemeno che del primo sarto di corte, Tommaso da Napoli, che realizzò per l’occasione vesti in velluto, damasco, taffettà e broccato d’oro, un tessuto che solitamente era riservato alla confezione dell’abito nuziale delle grandi dame.

Anche presso la corte di Francia, nazione destinata poi a diventare capitale del giocattolo, c’erano usanze simili.

Nel 1571 la duchessa Claudia di Lorena ordinò le bambole più eleganti di Parigi per donarle alla figlia, appena nata, della duchessa di Baviera.

Nel fasto delle corti europee seicentesche le bambole, considerate doni eccentrici e oggetti di lusso, continuano a incuriosire soprattutto gli adulti e divennero le protagoniste anche di capricci “regali”.




Jean Etienne Liotard – Ragazza con bambola

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Il futuro Luigi XIII si divertiva così tanto con tali balocchi che ne ricevette in dono una carrozza piena: rigide e imbustate in corsetti steccati, incorniciate da pesanti gorgiere così come dettava la moda del tempo, quelle bambole erano destinate a suggerire i continui balli e ricevimenti che si susseguivano a corte sancendo il connubio tra bambole e moda, l’una ideale messaggera dell’altra.

Nel XVIII secolo la bambola ha ormai acquisito identità e caratteristiche che ne fanno un oggetto del tutto autonomo.

Legata indissolubilmente alla moda, diviene manichino per provare le sontuose toilette, le acconciature e i gioielli in quelle corti ove i dettagli dell’abbigliamento devono essere ben studiati e dosati.

 

Angelo de Courten – Creatrice di bambole

 

 

Bambina dell’epoca vittoriana con bambola

 


Ma è l’Ottocento il secolo d’oro di queste creature tanto affascinanti.

Passata la Rivoluzione Francese e tramontato l’Ancien Régime, la produzione delle bambole subisce il processo di industrializzazione in perfetta sintonia con le esigenze dei “tempi moderni”.




Friedrich Von Amerling


 

Bambola in bisquit – 1880


 

 E così vengono impiegati nuovi materiali, quali il biscuit e la porcellana lucida, soprattutto per la realizzazione della testa.

Grazie alla lavorabilità della porcellana, infatti, è possibile raggiungere effetti di grande raffinatezza soprattutto nei particolari della decorazione del volto.






Charles Haigh-Wood


 
 


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La finitura con uno strato di vernice lucida steso prima della cottura, infatti, dà ai loro visi quella lucentezza che le caratterizza ancora oggi e che, unitamente al gusto del dettaglio nella scelta di accessori raffinati come gioielli, guanti e cappelli, le rende veri e propri oggetti da collezionare: esse portano con sé tutto il fascino e l’atmosfera magica di un nostalgico passato che sono, in fondo, l’essenza stessa della bambola.



 


Bambole tipo Lenci

 


Ma veniamo al ‘900 ed alle bambole tipo Lenci.

Questo genere di bambole prende il nome da una famosa ditta Torinese… ma si diffuse in tutto il mondo.

Essendo costituite soprattutto da stoffe avevano come principale caratteristica il poterle lavare.


 

Bambole dei primi del ’900

 

 

CURIOSITA’ SULLE BAMBOLE


 

Contese a suon di milioni nelle numerose aste internazionali tra i collezionisti sparsi in tutto il mondo, le bambole, specialmente quelle antiche prodotte tra l’inizio del XIX secolo e i primi anni del XX, sono oggetti misteriosi il cui fascino è tuttora fonte di interminabili e dotte disquisizioni.

Infine è da ricordare che in una stradina della  vecchia Napoli esiste un vero e proprio Ospedale per bambole rotte…

 

 

 

LA BAMBOLA OGGI

 

LA RIVOLUZIONE DI BARBIE
BAMBOLA CULT DEGLI ULTIMI 50 ANNI
 
 
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 La bambola più venduta al mondo, vera icona di più generazioni di bambine e non, nasceva infatti il 9 marzo del 1959 negli Stati Uniti dalla casa di produzione di giocattoli “Mattel” e da subito fu un successo planetario.
 
 Barbie è diventata il simbolo del glamour, con i suoi accessori sempre alla moda e la possibilità di cambiare look a secondo delle tendenze, immersa nel suo mondo perfetto, sempre sorridente.
 
 
 
 
 
 
 
Nell’universo “Barbie” è stato sempre presente il fidanzato storico Ken, ma negli ultimi anni è sparito a favore di una immagine più aggressiva, da single… rampante, della bionda.
 
 E come non ricordare i cavalli sempre bellissimi o le “sorelle” di varie razze e colore per cercare di espandere sempre più la bambola in giro per il mondo.
 
 
 

 
 
 
La storia della bambola…
continua… e continuerà… certamente…
finché nel mondo ci saranno bambine…
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CIAO DA TONY KOSPAN


 

 

FONTI: VARI SITI  WEB – RICERCHE COORDIN. LIBERO ADATTAM. E IMPAGIN. ORSO TONY

IN CASO DI COPIA RIFERIRE ALMENO IN MODO CHIARO DA DOVE IL POST E’ STATO COPIATO!!!!

 

 

 

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Quale emisfero del nostro cervello è dominante? Questo test ci dice se in noi domina.. la razionalità o la fantasia   Leave a comment





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Sappiamo tutti che il nostro cervello
è formato da 2 emisferi
ciascuno con specifiche competenze…
e che comunicano tra loro
attraverso il cd. corpo calloso.



Ecco un elenco (ma a grandi linee) 
delle competenze dei due emisferi:


Emisfero sinistro

Emisfero destro

logica

istinto

lingua, parole (parlare, leggere, scrivere)

disegno, musica, canto, arte, danza

affronta una cosa alla volta

integra diversi input contemporaneamente

elabora le informazioni in maniera lineare

percepisce e pensa in modo olistico

compie operazioni in modo sequenziale

sede dei sogni

concreto, razionale

spirituale, sacro, mistico

calcolo matematico

interpretazione di forme e volumi

dogmi e vecchie regole

dà nuove regole

vecchie soluzioni a nuovi problemi

nuove soluzioni a vecchi problemi

comunicazione logica

comunicazione gestuale, emozionale

mette in sequenza, linearità, lista

visione d’insieme, schemi

classificazione

percezione

ragionamento

sintesi

memoria verbale

memoria visiva

dettagli

globale

bianco e nero

colori

spazio 2D

spazio 3D

metodo

intuito

nota le differenze

nota le somiglianze

scompone

ricompone

pone obiettivi

più sensibile alle idee positive

tempo (prima, dopo)

focalizzazione sul presente (qui e ora)

orecchio sx (linguaggio, particolari del discorso)

orecchio sx (musciale, discorso in generale)

occhio dx (vedere da vicino, mettere a fuoco)

occhio sx (vedere da lontano, spaziare)

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tabella dal web




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In sintesi, ma molto ampia, possiamo dire
che uno è addetto alla razionalità…al metodo
e l'altro alla fantasia… all'istinto

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Noi utilizziamo entrambi gli emisferi a turno,
a seconda delle occasioni in cui ci troviamo ad agire…
ma abbiamo anche… naturalmente la tendenza
ad usare uno più dell'altro che pertanto
possiamo definire dominante.








Come possiamo stabilire quale facciamo lavorare di più
e quindi alla fin fine dominare?

Questo test di un può aiutarci a capirlo…








Se ci va raccontiamo
qual è il nostro emisfero dominante…


Ciao


Tony Kospan




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Pubblicato 27 novembre 2018 da tonykospan21 in TEST E GIOCHI

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