Archivio per 20 settembre 2018

Felice notte con la bella e classica minipoesia “Sei come la Nike” di Maria Pawlikoswka   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 

SEI COME LA NIKE*
Maria Pawlikoswka
 

 
Sei come la Nike di Samotracia a Parigi
 
o insonne amore:
 
anche ferito, con lo stesso ardore
 
tendi le braccia mutilate e voli.

 
 
 
 
 
Eros copia dell'originale scultura di Lisippo dei Musei Capitolini **

 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 

*La Nike di Samotracia è una scultura in marmo, priva delle braccia e della testa,
attribuita a Pitocrito, databile al 200-180 a.C. circa ritrovata a Samotracia
e oggi conservata nel Museo del Louvre di Parigi (qui in alto in foto)
 

** Eros che incorda l'arco copia in marmo dell'opera dello scultore greco Lisippo
e custodita nel Museo Capitolino a Roma

 

 

 

 

IL TUO SALOTTO CULTURALE DI FB

Foto animata



 
 
 
 
 

 
 
 
 

Annunci

Buon giovedì sera in poesia “Dopo un po’ ” V. A. Shoffstall – arte F. C. Frieseke – canzone “Oh my love” di Lennon   Leave a comment

 

 


 Frederick Carl Frieseke

 

 

 

 

 

 

 

Non crediate di guidare l'amore,

perché, se l'amore vi ritiene degni,

è lui che vi guida.

– Kahlil Gibran –

 

 

 

 

 

 Frederick Carl Frieseke – Ragazza che sistema i fiori – (1915)

 

 

 

DOPO UN PO’

Veronica A. Shoffstall

 

 

Dopo un pò impari la sottile differenza

tra tenere una mano e incatenare un’anima.

E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno

e la compagnia non è sicurezza.

Ed inizi a imparare che i baci non sono

contratti e i doni non sono promesse.

E cominci ad accettare le tue sconfitte

a testa alta con gli occhi aperti

con la grazia di un adulto,

non con il dolore di un bimbo.

E impari a costruire tutte le tue strade oggi,

perché il terreno di domani è troppo

incerto per fare piani.

Dopo un pò impari che il sole scotta

se ne prendi troppo.

Perciò pianti il tuo giardino

e decori la tua anima, invece di aspettare

che qualcuno ti porti i fiori.

E impari che puoi davvero sopportare,

che sei davvero forte, e che vali davvero.

 

 

Frederick Carl Frieseke – Sul fiume

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL MONDO DI ORSOGNANTE ORA E' ANCHE SU FB!


 
 
 
 
Frederick Carl Frieseke – Il vestito blu – 1917

 
 
 

Trattenimento in un giardino d’Albaro – Breve analisi del più noto e sorprendente dipinto del pittore ligure del ‘700 A. Magnasco   Leave a comment




A volte l'arte anticipa i movimenti della storia
interpretando le disfunzioni sociali di un'epoca.

Questo pittore genovese, Alessandro Magnasco,
vissuto a cavallo tra il '600 ed il '700
è stato un artista davvero particolare
e soprattutto lontano dalle mode e dai temi dei suoi tempi.




Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)



Il suo stile, di genere popolaresco,
è caratterizzato da pennellate dai colori contrastanti
che creano immagini in chiaroscuoro e personaggi distorti
per cui è ritenuto anche un antesignano dell'Espressionismo.

I suoi dipinti mostrano spesso una critica chiara
dei costumi “allegri” del clero (soprattutto tra frati e suore)
e di quelli decadenti della società del suo tempo.





La dissipazione e l'ignoranza distruggono le arti e le scienze




Emblematico di queste sue tematiche è il suo dipinto più famoso
“Trattenimento in un giardino d'Albaro” del 1740
creato al suo ritorno a Genova dopo il periodo milanese.


Il dipinto ci mostra 2 diversissime scene divise da un muro diroccato.




Trattenimento in un giardino d'Albaro




La prima in alto e molto ampia
è una bella e completa veduta della valle del torrente Bisagno
mentre la seconda, in basso un giardino della collina d'Albaro.
Se nella prima ampia scena paesaggistica, che occupa ampiamente
il dipinto nella parte alta, sembra dominare lo spirito illuminista
nella seconda in basso, quasi nascosta, scopriamo
persone della nobiltà e del clero rilassarsi amabilmente.









E' proprio qui che vien fuori lo spirito del Magnasco
di forte critica al “paradiso dorato” di ecclesiastici e nobili
mentre la massima parte del popolo è in sofferenza.

L'autore, che deve accontentare il ricco committente,
riesce comunque ad inserire la sua critica
senza darlo molto a vedere.


Ma la critica c'è eccome!




Il muro




Colpisce in modo forte infatti la separazione
tra la legggerezza del paesaggio e del tema
un “allegro” intrattenimento tra nobili e prelati,
con la tensione dura che è invece data
dai colori oscuri ed intensi con cui vengono dipinte
le persone in basso che sembrano divertirsi.

I soggetti poi appaiono per lo più vecchi,
quasi mummie imparruccate dedite al relax
e con i classici atteggiamenti formali del bel mondo.








Essi,  chiusi nei loro grandi privilegi,
manifestano un assoluto disinteresse
per quel che avviene nel mondo oltre quel muro.

Ma ecco che in questo mondo falso ed artificiale
appare una scena viva e reale.









Un ragazzo del popolo, chiaramente vestito poveramente,
sta scavalcando coraggiosamente quel muro scalcinato
pur esso emblema di un mondo vecchio che sta per finire.

Il ragazzo rappresenta la forza della realtà
ed annuncia a tutti che quel mondo dorato e falso sta per finire.









Cinquanta anni dopo quel muro diroccato crollerà
sotto i colpi di una rivoluzione che cambierà la storia
dell'Europa e del Mondo dando inizio ad una nuova epoca.


Tony Kospan



Copyright Tony Kospan

Vietata la copia del post senza indicazione dell'autore e del blog




IL MONDO DEGLI ARTISTI E DI CHI AMA L'ARTE


.
.
.
.
.

LA PALIZZATA – Simpatico raccontino di saggezza   1 comment

 

 

Davvero un bel raccontino da far leggere a grandi e piccoli

in un'epoca come la nostra

che sembra aver proprio perso la bussola del viver civile.

 

 

 

 

 

 

LA PALIZZATA

Raccontino di saggezza

 

 

C’era una volta un ragazzo con un pessimo carattere.

Suo padre gli diede un sacchetto pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nella palizzata del giardino ogni volta che bisticciava con qualcuno.

Il primo giorno ne piantò 37 di chiodi nella palizzata del giardino.

Le settimane seguenti, imparò a controllarsi e i numeri dei chiodi piantati nella palizzata diminuirono di giorno in giorno: scoprì che era più facile imparare a controllarsi che piantare i chiodi.

Finalmente, arrivò il giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo nella palizzata.

Allora andò dal padre e gli disse che oggi non aveva avuto bisogno di piantare nessun chiodo.

Suo padre allora gli disse di levare un chiodo dalla palizzata per ogni giorno che riusciva a non perdere la pazienza.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo disse al padre che aveva levato tutti i chiodi dalla palizzata.

 

 

 

 

 

 

Il padre lo condusse davanti alla palizzata e gli disse:
” Figliolo, bravo, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi hai lasciato nella palizzata. 

Non sarà mai come prima.

Quando litighi con qualcuno e gli dici delle cose cattive, gli lasci delle ferite come queste.

Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.

Una ferita verbale spesso fa più male di una fisica.

Una ferita fisica può guarire completamente senza lasciare traccia, quella verbale invece ti segna molto profondamente portando la  tristezza nel cuore.

Ricordati che ci vuole un attimo per dire una cosa cattiva ad una persona, ma una volta detta non è  più possibile cancellarla, anche se non si pensava veramente ed era solo la rabbia di un momento, quelle parole segneranno il suo cuore di tristezza per sempre.” 

 

 

 

 

 

Testo dal Web

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

IL MONDO DI ORSOGNANTE ORA E' ANCHE SU FB!










 
 

VIENI, SEMPRE VIENI – Amore forte e passionale in questa poesia del poeta Premio Nobel.. Vicente Aleixandre   Leave a comment

 
 


Una suggestiva poesia carica di passionalità spagnola


 

 



 

 

 

VIENI SEMPRE, VIENI


Poesia sublime di Vicente Aleixandre 

 

Questa poesia, pur lunghetta, la si legge tutta d’un fiato… 

 



E’ una grande poesia d’amore


con sensibilità spagnola  ed accenti di dolore…


che parla un linguaggio universale e profondo.


.
.





 


Sembra che i pensieri d’amore rotolino insieme ai versi

 forti e solidi quasi assoluti…

 e la passione è così intrisa di suggestioni

 di sangue e morte




 




Se volessi paragonarla ad un’opera d’arte


mi apparirebbe più una scultura che un dipinto.









L’amore viene vissuto come immerso nell’intera natura


quasi in una visione panteistica…


(fiume stella luce astro corteccia pelle carne carbone pietra metallo labbra… etc)




Questo però è in verità uno degli elementi


più caratteristici di tutta la poetica di questo grande autore.




L’amore viene visto come immerso nell’intera natura.

 


 


Siviglia 26 4 1898 – Madrid 13 12 1984
 
 
 
 


Vicente Aleixandre,

 

poeta spagnolo affetto fin da giovane da grave malattia,

 

è stato premio Nobel per la Letteratura nel 1977.


 

 

 

 






VIENI SEMPRE, VIENI


Vicente Aleixandre



Non avvicinarti.


La tua fronte, la tua infuocata fronte, la tua accesa fronte,


le impronte di certi baci,


questo bagliore che anche di giorno si vede se t’avvicini,


questo bagliore contagioso che mi rimane in mano,


questo fiume luminoso dove immergo le braccia,


dove non oso quasi bere,


per timore poi d’una vita d’ura ornai d’astro brillante.


Non voglio che tu viva in me come vive la luce,


con questo isolamento di stella che si unisce alla sua luce,


cui l’amore è negato attraverso lo spazio


duro e azzurro che separa e non unisce,


dove ogni astro inaccessibile


è una solitudine che, gemebonda, trasmette la sua tristezza.


La solitudine scintilla nel mondo senza amore.


La vita è una vivida corteccia,


una rugosa pelle immobile


dove l’uomo non può trovare il suo riposo,


per quanto scagli i suoi sogni contro un astro spento.


Ma tu non avvicinarti.


La tua fronte sfavillante,


carbone acceso che mi strappa alla stessa coscienza,


duello sfolgorante in cui di colpo provo la tentazione di morire,


di bruciarmi le labbra con il tuo contatto indelebile,


di sentirmi la carne disfarsi contro il tuo diamante rovente.


Non avvicinarti,


perché il tuo bacio si prolunga come l’urto impossibile delle stelle,


come lo spazio che all’improvviso s’incendia,


etere propagante dove la distruzione dei mondi


è un unico cuore che totalmente s’infiamma.


Vieni, vieni, vieni


come il carbone consunto e oscuro che racchiude una morte;


vieni come la notte cieca che mi avvicina il suo volto;


vieni come le due labbra segnate dal rosso,


per quella lunga linea che fonde i metalli.


vieni, vieni, amore mio; vieni, ermetica fronte, rotondità quasi movente


che brilli come un’orbita che nelle mie braccia si estingue;


vieni come due occhi o due profonde solitudini,


come due imperiosi richiami da una profondità che non conosco.


Vieni, vieni, morte, amore: vieni subito, ti distruggerò;


vieni, che voglio ammazzare, o amare, o morire, o darti tutto;


vieni, che tu rotoli come pietra lieve,


confusa come una luna che chiede i miei raggi!






 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

.

.

.



.




LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

Foto animata


.
.
.


.
.
.

Mia Martini – La grande ma sfortunata cantante in un breve ricordo anche con 4 suoi mitici successi   Leave a comment

 







Grande cantante dalla forte personalità e dalla grande sincerità…
ha sofferto molto, ad un certo punto della sua bellissima carriera,
per una lunga, assurda e vergognosa campagna di calunnie
avvenuta negli ambienti del suo stesso mondo musicale.

 
 
 
 
 
Bagnara Calabra 20.9.1947 – Cardano al Campo 12.5.1995
 
 
 
 

Nella sua non lunga ma prestigiosissima carriera
italiana, ma anche europea,
Mia Martini ha avuto grandi sostenitori in campo musicale

come Califano, Aznavour, Cocciante, Gianni Bella, Bruno Lauzi,

Renato Zero, Enzo Gragnaniello, Roberto Murolo etc….

ma anche acerrimi “amici” che, con ingiustificabili azioni,

hanno sparso su di lei.. assurde voci… rovinandole la vita.






A lungo andare, quella che viene unanimemente considerata
uno dei miti della musica italiana,
era rimasta del tutto isolata e dimenticata.

 
 
 
 
 
 
 
 
 


La cosa le causò enormi ed indicibili sofferenze
che la portarono ad una prematura fine
 
 
Mi fa piacere ricordarla con alcuni suoi grandi successi…
senza però dimenticare l'inqualificabile comportamento
di alcuni noti personaggi di cui non rivelo il nome
per carità di patria. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
.
.


 
 
ALCUNE SUE MITICHE CANZONI

 
La prima canzone… La nevicata del 56
è di Franco Califano
ed è stata un suo grande successo.







Questa canzone, per la bellezza del testo
e per l’aria dolce e rarefatta che essa fa respirare,
vinse il Premio della Critica
al Festival di Sanremo del 1990. 

     

 


 


  

 

La seconda è… Minuetto, anch'essa di Califano,
e scritta forse proprio per lei ed ispirata da lei.






Minuetto è stato il 45 giri di Mia più venduto.








 


La terza è la mitica… Almeno tu nell'universo

scritta da Bruno Lauzi e portata al successo da Mia nel 1989.







Con questa canzone Mia ritornò in auge dopo un periodo buio.










La quarta è infine… Cu'mme
dolcissima canzone napoletana scritta nel 1992
da Enzo Gragnaniello ma portata al successo
da Roberto Murolo e Mia Martini.



Murolo e Mia





 
 
 
Scusa Mia l'enorme dolore che ti è stato causato
dall'ignobile comportamento di alcuni tuoi “amici”

Orso Tony

 

  


PER LE NOVITA' DEL MONDO DI ORSOSOGNANTE



SE IL BLOG TI PIACE…  I S C R I V I T I








 
 
 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: