Archivio per 14 agosto 2018

La lunga storia.. in breve.. del FERRAGOSTO.. festa civile e religiosa nel cuore dell’estate   Leave a comment


 

 
 
 
 
Ma come… dove… e quando è nata questa
che è la festa regina dell’estate
e che ne rappresenta anche il momento culminante?

 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
LA STORIA DELLA FESTA DI FERRAGOSTO
E DELLA MADONNA DELL'ASSUNTA

di Antonia Bonomi

 

 

 
 
 
 

Il mese di agosto era il Capodanno per gli antichi Egizi, lo è tuttora per i Copti egiziani, lo fu anche per i greci che lo dedicarono ad Athena.

A Roma, poco dopo l’inizio del segno del Leone, sulle rive del Tevere si celebravano i Neptunalia, feste dedicate a Nettuno, mentre i celti il primo giorno d’agosto lo dedicavano al dio Lug, dio della luce e della resurrezione, mentre nell’antica Roma il 12 si festeggiava Ercole Invitto o Trionfatore, due anticipazioni di San Lorenzo, due miti per parlare delle stelle cadenti che “illuminano la notte, trionfano sulle tenebre”.

 

 

 

 

 

Il 13, sempre a Roma, si festeggiava Diana Aventina.

Servi e padroni si recavano insieme al tempio sull’Aventino e poi nei boschi per… pic nicante litteram.

Nello stesso giorno si festeggiava anche il dio Vortumno, colui che faceva maturare i frutti.

Il 17 si festeggiava Portuno, il dio dei porti e delle porte, contemporaneamente a Giano, il dio che guarda al passato e al futuro, il 19 le Vinali Rustiche dedicate a Venere, il 21 era dedicato a Conso, il dio dei raccolti, il 23 a Openconsiva, l’abbondanza agricola.

Fino al 18 a.C., ma alcuni storici danno come data il 21 a.C., questo era il calendario romano, poi Augusto decise di riunire tutti i festeggiamenti alle Calende del mese sestile… non dimentichiamo che l’anno iniziava a marzo, che furono chiamate Feriae Augusti (le feste di Augusto).

Da qui il nostro Ferragosto (Nome e festa n.t.k.).


 

 

Augusto

 

 

Athena in Grecia, Diana a Roma, nel vicino Oriente nello stesso periodo era festeggiata un’altra Grande Madre, la siriana Atargatis, conosciuta come dea Siria anche nel mondo greco romano, considerata protettrice della fertilità e dei lavori dei campi.


Come si è arrivati all’Assunta? Maria, madre di Dio, non ha avuto molta storia nei Vangeli.

Sparisce con la discesa dello Spirito Santo, ma negli apocrifi si parla di lei con il Transito della Beata Vergine Maria attribuito a Giuseppe d’Arimatea, non databile, e nel VI secolo la Dormizione della Santa Madre ad opera di S. Giovanni il Teologo. 


 

 

Madonna dell'Assunta – Tiziano

 

 

E' dunque, tra il IV e la fine del V secolo che il culto dell’Assunzione incomincia a diffondersi.

A Gerusalemme si cominciò a celebrarla all’inizio del VI secolo nella chiesa costruita da Eudossia sui Getsemani, dove si narrava che Maria fosse stata sepolta, perciò defunta. 

L’imperatore Maurizio ordinò che la celebrazione venisse estesa a tutto l’Impero e attorno all’anno Mille la si ritrova come ricorrenza nella quale si osserva il riposo.

Chiamata Transito o Dormizione, non esprimeva chiaramente di che cosa si trattasse: in qualche caso si parlava di corpo incorrotto, perciò morto, in altri di corpo che veniva avvolto dalla luce e assunto in cielo dagli angeli. Morta o addormentata? 

Il dibattito continuò per secoli e secoli, si formò il partito a favore dell’assunzione, si fecero petizioni popolari perché fosse proclamato il dogma.

Nel 1950, dopo quattro anni di consultazioni, Pio XII lo confermò indicando che l’Assunzione è un fatto divinamente rivelato, che fonda sull’insieme delle indicazioni desunte dalla tradizione e dalle fede universale dei devoti, sicuro indice dell’intervento dello Spirito Santo.

La collocazione al centro del mese di agosto segue la solita prassi: sostituire le feste pagane con feste cristiane, per rendere più… facili le conversioni.

 

 

 

 

 

I neofiti erano allettati anche dal fatto di non perdere nessuna delle feste già codificate.

Non scandalizzatevi: tutte le feste religiose cristiane sono perfettamente sovrapposte alle antiche pagane e, qualche volta, i santi in esse celebrate hanno, stranamente, attributi degli dei che li hanno preceduti.
 
 
 
 
 

Festa dell'Assunta a Randazzo

 

 

L’Assunzione ha una grande eco in Spagna, dove le feste durano una settimana.

In Italia erano e sono celebrate tutt’oggi, in tantissime località, imponenti processioni religiose per la festa dell’Assunta.

 

 

 

Festa dell'Assunta a Monte di Procida



 

Tra le più importanti manifestazioni, ci sono quelle che si svolgono a Palermo dove le “barette” con la statua della Madonna sono portate da ragazzi o quelle a Sassari dove i “candelieri” di cartapesta, in forma di palma, fanno il giro della città; a Tivoli (Roma) “l’inchinata” della statua della Vergine incontra la statua di Gesù.  

 

 

 

 

 

Per tutti… comunque… 

laici e religiosi questa è la grande festa dell’estate

da vivere dove… con chi… e come si vuole.

(Se si può)

 
 
 

 

  

A voi quindi… dovunque siate… giunga… il… mio…

 

    (Notte di Ferragosto – Gianni Morandi)

 

 

Tony Kospan

 

 

Testo in molti siti web… 

Impaginazione e qualche mini modifica by T. K.




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Buon martedì sera con poesia “Un solo sorriso” P. Eluard – arte S. Valueva – canzone “Che vuole questa musica…”   Leave a comment

 
 
Svetlana Valueva
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Se Dio avesse voluto che l'uomo indietreggiasse,
gli avrebbe messo un occhio dietro la testa.
Noi guardiamo sempre verso l'aurora.
– Victor Hugo –

 
 
 
 
 
 
 
Svetlana Valueva



NOTTE D'ESTATE
– Lalla Romano –

Noi andavamo leggeri
una notte d’estate
per un fresco giardino,
la tua mano
ho sfiorato o una foglia?
la tua bocca ho baciato
o un frutto umido e dolce?
non so se ho bevuto il silenzio
delle piante notturne
o il tuo amore silenzioso.
La tua mano mi salutò tra le piante
ma era falce di luna
che tramontava lontano.



 
Svetlana Valueva
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
da Orso Tony 
 
 
 
 
 
 

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Svetlana Valueva




IL TUFFATORE DI PAESTUM – Il dipinto di 2.500 anni fa che nessuno avrebbe dovuto vedere ed i suoi misteri.   2 comments








Esaminiamo il dipinto di 2.500 anni fa che nessuno avrebbe dovuto vedere ed i suoi misteri.



IL MISTERO DEL TUFFATORE DI PAESTUM








Sono ormai passsati oltre 50 anni dalla sua scoperta (1968) in una tomba risalente al decennio compreso tra il 480 e il 470 a.C,  a circa 2 km dai famosi Templi di Paestum, ma il mistero sul suo significato è più fitto che mai.

Insieme agli altri presenti nella tomba rappresenta l'unica testimonianza di pittura greca figurativa realizzata con la tecnica dell'affresco.

Innanzitutto il dipinto non era destinato ad esser visto da alcuno se non dai parenti del defunto per qualche giorno prima della chiusura della tomba.

Questo però era normale nell'antichità.








Il dipinto era in una delle 5 lastre trovate nella tomba, in particolare su quella di copertura della tomba, ed è l'unico che fin da subito suscitò interrogativi
dato che gli altri rappresentano invece normali scene di vita quotidiana classica nel mondo greco.

Nella tomba poi fu trovato un semplice corredo formato da 1 vaso allungato ed una “lyra” (strumento musicale) fatta con un guscio di tartaruga.









Questo strumento musicale è visibile negli altri dipinti della tomba (nelle scene dei banchetti) per cui è evidente il collegamento con la vita del defunto
che quasi certamente amava suonarlo.

Torniamo al dipinto.

Le analisi e gli studi hanno escluso la presenza di artigiani etruschi e rimandano alle maestranze locali.. forse le stesse che erano impegnate all'epoca nella costruzione dei templi.

Quel corpo maschile nudo ed agile che si lancia dal trampolino di mattorni squadrati, quell'albero stilizzato e quello specchio d'acqua colpirono fin da subito
non solo gli archeologi ma anche personaggi come Montale, Fellini ed altri… che in qualche modo ne ricavarono anche spunti per le loro opere.








Cosa significa dunque?

Le teorie principali sono 2:
L'archeologo che per primo si occupò dell'esame della tomba ritenne che il dipinto rientrasse tra i messaggi orfico pitagorici… mentre un altro vedeva nel dipinto lo stesso tema delle altre pareti, ovvero scene di vita quotidiana.


Per comprendere meglio la tesi del primo dobbiamo ricordare che nel 6° secolo a. C. nel mondo greco e nella Magna Grecia, anche grazie ai filosofi Parmenide e Pitagora, iniziavano a diffondersi tra le sette iniziatiche le idee di una vita oltre la morte, e si sa, per testimonianze scritte ed altra documentazione, per che all'epoca a Paestum c'erano i pitagorici.




Il gioco del cottabo




Dunque il mistero è destinato a rimanere ma una cosa è certa, se questo dipinto è legato ai culti misterici, non potremo mai saperne di più perché essi erano segretissimi.

Personalmente ritengo che se il dipinto fosse stato in una lastra laterale allora poteva essere considerato certamente una scena di vita… ma lì in alto sul soffitto… appare posizionata in modo che il defunto potesse vederla ed allora in me prevale la tesi misterica.


Tony Kospan




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AMORE E PSICHE – Il mito classico… il suo significato e diverse opere d’arte ad esso dedicate   Leave a comment








La storia, che leggeremo e che illustreremo con diversi capolavori, è giunta a noi attraverso “Le Metamorfosi”, opera di Apuleio, scrittore latino, ma si pensa che abbia origini molto più antiche…
E' una storia molto bella che ha affascinato anche tantissimi artisti nel corso dei secoli che ad essa si sono ispirati per le loro opere… di cui potremo ammirarne ora qui alcune tra le più note…
Conosceremo anche uno dei suoi più noti ed importanti significati.






 
 

 
LA FAVOLA ANTICA DI AMORE E PSICHE



Psiche era una bellissima principessa, così bella da causare l’invidia di Venere.
La dea inviò suo figlio Eros perché la facesse innamorare dell’uomo più brutto e avaro della terra, in modo che Psiche poteva esser ricoperta dalla vergogna di una simile relazione. 
Ma il dio, Eros, si innamorò della bella mortale, e con l’aiuto di Zefiro (il dio del vento), la trasportò al suo palazzo, dove, imponendo che gli incontri avvenissero al buio per non incorrere nelle ire della madre Venere, la fece sua.
Ogni notte dunque Eros andava alla ricerca di Psiche ed ogni notte i due bruciavano la loro passione in un amore che mai nessun mortale aveva conosciuto.



 

Anthony van Dyck




Psiche era dunque prigioniera nel castello di Eros, legata da una passione che le travolgeva i sensi.
Una notte Psiche, istigata dalle sorelle, decise di vedere il volto del suo amante, pronta a tutto, anche all’uomo più orripilante, pur di conoscerlo.
Fu questa bramosia di conoscenza ad esserle fatale: una goccia cadde dalla lampada e ustionò il suo amante.
Allora Eros volò via e Venere scagliò la sua punizione sottoponendola a diverse prove.
Nella prima, dovette suddividere un mucchio di granaglie con diverse dimensioni in tanti mucchietti uguali e Psiche disperata, non provò nemmeno ad assolvere il compito che le era stato assegnato, ma ricevette un aiuto inaspettato da un gruppo di formiche, che intendevano ingraziarsi il suo innamorato.
 L’ultima e più difficile prova consistette nel discendere negli inferi e chiedere alla dea Proserpina (dea del regno dei morti) un po’ della sua bellezza.
Psiche meditò allora addirittura il suicidio arrivando molto vicino a gettarsi dalla cima di una torre. Improvvisamente, però, la torre si animò e le indicò come assolvere la sua missione.
Durante il ritorno, però Psiche mossa dalla solita curiositò a lei tanto cara, aprì l’ampolla (data da Venere) contenente il dono di Proserpina,.
Ma il dono in realtà  conteneva il sonno più profondo.
 
 

 

 William Bouguereau – partic. (1895)
 
 

Ancora una volta però venne in suo aiuto Eros (Amore) che la risvegliò dopo aver rimesso a posto la nuvola del sonno  che era uscita dall’ampolla.
Solo alla fine, lacerata nel corpo e nella mente,
Psiche ricevette l’aiuto di Giove. Mosso da compassione il padre degli dei fece in modo che gli amanti si riunissero.
Psiche divienne anche lei una dea e sposò Amore.




Burne Jones
 
 

La favola termina con un grande banchetto al quale parteciparono tutti gli dei, alcuni anche in funzioni inusuali: per esempio, Bacco fece da coppiere, le tre Grazie suonarono e il dio Vulcano si occupò di cucinare il ricco pranzo.

Al termine del banchetto i due giovani bruciarono per tutta la notte la loro incontenibile passione e da questa unione nacque un figlio, Piacere, identificato dai latini con il termine Voluttà (Voluptas).



John William Waterhouse 



IL SIGNIFICATO

Uno dei più importanti significati, che proverò a descrivere secondo il mio vedere, è che la favola ci vuol rivelare che viviamo in un continuo dinamico dualismo… .
La luce ed il buio in particolare.
Psiche è la creatura del giorno, Amore è presente solo di notte.
Eros rappresenta l'amore fisico e Psiche l'amore del cuore.
Entrambi dovranno superare molte prove nel mondo reale per raggiungere l'agognata fusione tra corpo e anima… e solo allora si raggiungerà quello che la favola definisce Piacere o Voluttà ma che potremmo anche definire Estasi o Fusione con l'Infinito.






Lo spagnolo



F I N E




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