Archivio per 23 giugno 2018

Mini antologia delle canzoni che ci ricordano.. le nostre estati – III – AZZURRO (1968)   Leave a comment

 
 


 
 
 
 
 
La nostra piccola antologia delle canzoni che hanno segnato le nostre estati
prosegue con questa canzone che, pur essendo “estivissima”,
è però davvero una canzone di gran classe con accenti di pura poesia.

Anzi dirò di più la canzone è ancor oggi un  vero e proprio mito musicale.

 
 
 
 
 
 
 
 

AZZURRO – 1968
 
LE CANZONI DELL’ESTATE (III)
by Tony Kospan

 
 
 
 
 
 
 
Parlo di Azzurro di Adriano Celentano…
scritta dal duo Conte – Pallavicini.
 
 
E’ sì una canzone balneare, ma davvero tutta speciale e bellissima,
rimasta tra le più amate e non solo dagli Italiani!

 
 
 
 
 
 
 
 
“Azzurro”
fu un fulmine davvero… azzurro…
nel cielo grigio, riguardo alla qualità,
dei dischi per l’estate ed è considerata da molti
una delle più belle canzoni di tutti i tempi!
 
 
 
 
 
           
 
 
 

La canzone ebbe un successo davvero inaspettato
perfino da Celentano… che però poi ne ha fatto
negli anni un bel cavallo di battaglia.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone è del 1968…
 un anno che non ha bisogno di presentazione
e che da qualunque punto di vista lo si voglia guardare
non c’è dubbio che fu un anno speciale
e che cambiò i destini dell’Italia e del mondo.


 
 
 
 
 
 
 
 

Ecco alcune immagini di quell’anno…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
minigonne
 
 
 
 
 
Merckx alle 3 Cime di Lavaredo
 
 
 
 
Maurizio Cattelan – Italian design
 
 
 
 
 
 
 
Italia Campione d’Europa
 
 
 
 
 
 
Ascoltiamola ora… cantata dall’Adriano nazionale…
 
 
 
 
 
 
 
leggendone anche il poetico testo… se ci va…
 
 
 
 
 
 


Ciaooooooooooo ed ancora felice estate a tutti

 

da Orso Tony

 

 

 
 
 
 
 

 

LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

Foto animata

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Buon sabato sera in poesia “Ancora la vita” G. Maugeri – arte K. A. Buehr – canzone “Un senso” Vasco Rossi   Leave a comment

 
 

 

 

 

Karl Albert Buehr

 

 

 

 

 

 

 
L’amore è come una clessidra:
quando si riempie il cuore, si svuota il cervello.
Jules Renard
 

 
 
 
 

 

 

Karl Albert Buehr
 
 
 
 
ANCORA LA VITA
Giusy Maugeri
 

Ancora… la vita
… generosa maestra
che plasma,
modella l'essenza
e insegna a lottare,
a crescere dentro,
mi invita a trovare spiragli
nel buio,
a superare me stessa.
Lo sguardo si perde
nel cielo d'inverno,
accarezza le nubi di panna montata,
un riverbero scorge,
un sussulto nel raggio di sole
che filtra,
tiepido…
timido…
Riscalderà ancora
quel piccolo fiore
bagnato di brina?

 
 
 
 
Karl Albert Buehr
 

 

    



 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


PER CHI AMA L'ARTE…
IL GRUPPO DI FB

 

 

 

Karl Albert Buehr
 


 

Le belle ed eteree bolle di sapone.. uniscono con leggerezza Trilussa e Mina.. in una poesia ed una canzone   Leave a comment




 
 
 
 

Una poesia di Trilussa… leggera… eterea…
proprio come una bolla di sapone…
ma come tutte le sue… bella… ed originale…
e la nota simpatica canzone di Mina
altrettanto impalpabile…

 
 
 
   
 
   
   
 
  
 
 
LE BOLLE DI SAPONE

Trilussa e… Mina
 
 
 
 

 
 
 
 
  
  
 
 
 

BOLLA DI SAPONE
Trilussa
 
  
Lo sai ched’è la bolla di sapone?
L’astuccio trasparente d’un sospiro.
Escita da la canna vola in giro,
sballottolata senza direzzione,
pe fasse cunnolà come se sia
dall’aria stessa che la porta via.
  
Una farfalla bianca, un certo giorno,
ner vede quella palla cristallina
che rispecchiava come una vetrina
tutta la roba che ciaveva intorno,
j’agnede incontro e la chiamò: “Sorella,
fammete rimirà! Quanto sei bella!
  
Er celo, er mare, l’aberi, li fiori
pare che t’accompagnino ner volo:
e mentre rubbi, in un momento solo,
tutte le luci e tutti li colori,
te godi er monno e te ne vai tranquilla
ner sole che sbrilluccia e sfavilla.”
  
La Bolla de Sapone je rispose :
“So bella, sì, ma duro troppo poco.
La mia vita, che nasce per un gioco
come la maggior parte delle cose,
sta chiusa in una goccia…Tutto quanto
finisce in una lagrima de pianto.”

  
 
 
 
  
 
 
 
 

 

 
 
 
Ed ora… sempre in tema… la nota canzone…
LE MILLE BOLLE BLU di Mina

 
 
 


  


 


 


Ciao da Orso Tony 


 



 


 


 


 


 


 

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Mini antologia delle canzoni che ci ricordano le nostre estati – III – AZZURRO (1968)   Leave a comment

 
 


 
 
 
 
 
La nostra piccola antologia delle canzoni che hanno segnato le nostre estati
prosegue con questa canzone che, pur essendo “estivissima”,
è però davvero una canzone di gran classe con accenti di pura poesia.

Anzi dirò di più la canzone è ancor oggi un  vero e proprio mito musicale.

 
 
 
 
 
 
 
 

AZZURRO – 1968
 
LE CANZONI DELL'ESTATE (III)
by Tony Kospan

 
 
 
 
 
 
 
Parlo di Azzurro di Adriano Celentano…
scritta dal duo Conte – Pallavicini.
 
 
E' sì una canzone balneare, ma davvero tutta speciale e bellissima,
rimasta tra le più amate e non solo dagli Italiani!

 
 
 
 
 
 
 
 
“Azzurro”
fu un fulmine davvero… azzurro…
nel cielo grigio, riguardo alla qualità,
dei dischi per l'estate ed è considerata da molti
una delle più belle canzoni di tutti i tempi!
 
 
 
 
 
           
 
 
 

La canzone ebbe un successo davvero inaspettato
perfino da Celentano… che però poi ne ha fatto
negli anni un bel cavallo di battaglia.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone è del 1968…
 un anno che non ha bisogno di presentazione
e che da qualunque punto di vista lo si voglia guardare
non c'è dubbio che fu un anno speciale
e che cambiò i destini dell'Italia e del mondo.


 
 
 
 
 
 
 
 

Ecco alcune immagini di quell'anno…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
minigonne
 
 
 
 
 
Merckx alle 3 Cime di Lavaredo
 
 
 
 
Maurizio Cattelan – Italian design
 
 
 
 
 
 
 
Italia Campione d'Europa
 
 
 
 
 
 
Ascoltiamola ora… cantata dall'Adriano nazionale…
 
 
 
 
 
 
 
leggendone anche il poetico testo… se ci va…
 
 
 
 
 
 


Ciaooooooooooo ed ancora felice estate a tutti

 

da Orso Tony

 

 

 
 
 
 
 

 

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Breve ricordo della nostra cara vecchia Lira anche con la mitica.. storica canzone.. “Mille lire al mese”   Leave a comment

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.

I ricordi addolciscono la realtà del percorso di vita della Lira,

che non fu affatto sempre cosparso di rose e fiori, anzi,

ma in ogni caso le vogliamo bene,

perché è stata nostra compagna di vita*

fin dalla nostra nascita… per diversi decenni…

*Ovviamente vale solo per chi è nato nel secolo scorso








La lira è stata la nostra moneta ufficiale
dal conseguimento dell'unità nazionale nel 1862
fino all'introduzione dell'euro nel 1999.


Il suo simbolo era e le sigle erano L. o Lit

.


.

.





Ma veniamo alla mitica canzone…

scritta da Carlo Innocenzi e Alessandro Sopranzi

di cui è lei… la Lira… la grande protagonista…

.

.



“Se potessi avere mille lire al mese” cantava Umberto Melnati

nel film nato a seguito del successo della canzone

Mille lire al mese – del 1939




Alida Valli nel film..




MILLE LIRE AL MESE

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…

a cura di Tony Kospan



La canzone ebbe gran successo…


Successo che è poi proseguito fino ai nostri giorni…






Oggi certo non ci bastano neanche lontanamente 1000 lire al mese

(poco di più di cinquanta centesimi attuali)

anzi non ci bastano per nulla nemmeno 1000 euro al mese…






Questa qui giù è l'ultima versione della banconota

di mille lire prima dell'avvento dell'euro..







Oggi questa simpatica canzone rimane

piacevole e storico simbolo dell’aspirazione dell’italiano medio

ad una vita di tranquillo… benessere.







Ascoltiamola… ora qui nella versione originale

cantata da Natalino Otto potendo nel contempo

leggere il testo…






Se si vuole… poi… possiamo ascoltarla anche qui…

in questo video… dove vi sono

anche diverse bellissime immagini sia di quel tempo…

e… della mitica… Mille Lire






Ciao da Tony Kospan




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Anna Achmatova.. grande poetessa russa – Breve biografia con alcune delle sue più belle poesie d’amore   1 comment

 
 
  
Personalità forte ma complessa…
ed una vita avventurosa.

Intellettuale libera e moderna
ma nel contempo
molto legata alle tradizioni di Santa Madre Russia

Donna e madre passionale 
capace, senza timore alcuno,
di rivelare i suoi sentimenti più segreti
nelle sue fantastiche poesie.
 
 
 
 
(Bol’soj Fontan, 23 giugno 1889 – Mosca, 5 marzo 1966)
 
 
 
 
BREVE BIOGRAFIA
 
 
Nata in una nobile famiglia ben presto iniziò a scrivere poesie
che furono apprezzate negli ambienti letterari (ma non dal padre)  e pubblicate…
 
 
Nel 1912 fece un viaggio a Parigi dove conobbe Modigliani
con cui strinse una buona amicizia e che la ritrasse più volte…
 
 
 
 
 
 
 
 


Tornata in Russia fu vista con diffidenza
dalle nuove Autorità post-rivoluzionarie.


Donna passionale ebbe diverse ma complesse
relazioni sentimentali in un alternarsi di gioie e dolori.





 
 
Nel 1921 il marito fu fucilato per attività controrivoluzionarie,
nonostante i suoi tentativi di salvarlo,
e poi al tempo delle cd. purghe staliniane le fu incarcerato il figlio
per esser condannato a morte….
cosa che per fortuna non avvenne
anche se dovette subire la deportazione.
 
 
 
LA SENTENZA

E sul mio petto ancora vivo
piombò la parola di pietra
Non fa nulla, vi ero pronta,
in qualche modo ne verrò a capo.
Oggi ho da fare molte cose:
occorre sino in fondo uccidere la memoria,
occorre che l’anima impietrisca,
occorre di nuovo imparare a vivere.
Se no….
Oltre la finestra l’ardente
fremito dell’estate come una festa.
Da tanto lo presentivo:
una giornata radiosa
e la casa deserta.



..


Espulsa dall’Unione degli Scrittori per estetismo e disimpegno politico
fu però riabilitata nel 1955.
 
 
Fu una grande lettrice ed estimatrice di Dante Alighieri
per il quale aveva un vero e proprio culto…




 

 
 


LA SUA POETICA
.


..
.
 La sua poetica appare un mix di misticismo, sentimentalismo e psicologia…
ma dopo la rivoluzione di ottobre le sue poesie furono soggette a censura…
perché e si facevano espressione della sofferenza di un intero popolo
e dunque erano animate da impegno sociale
non apprezzato dalla autorità post rivoluzionarie.

In essa è viva una religiosità semplice ma genuina
insieme a valori della Grande Madre Russia
visti però con nuovi occhi e nuove speranze per il futuro.



Con suo figlio nel 1925



Ma è soprattutto la sua capacità di svelare apertamente

nei suoi versi ogni più intimo aspetto del suo cuore

che fa di lei un caso davvero unico nella letteratura russa.

.






Anche il primato della coscienza e dell’indipendenza di pensiero
appare sempre con evidenza nelle sue poesie
nonostante il suo carattere apparentemente sottomesso.

Personalmente apprezzo soprattutto le sue poesie d’amore
per la loro intrinseca forza espressiva unita a sofferta originalità.
 

 
 
 
 
Narhan Altman – Ritratto di Anna Achmatova



ALCUNE SUE POESIE

 

 Leggiamo ora alcune sue poesie, a parer mio significative,

che ci consentono di conoscer meglio

la sua poetica… ed il suo cuore…

 

 

Modigliani – Anna Achmatova

 

 

 
NE’ MISTERO NE’ DOLORE
 
Né mistero né dolore
né volontà sapiente del destino:
sempre quell’incontrarci ci lasciava
l’impressione di una lotta.
Ed io, indovinato dal mattino
l’attimo del tuo arrivo,
percepivo nei palmi socchiusi
il morso leggero di un tremito.
Con dita arse sgualcivo
la variopinta tovaglia del tavolo…
Capivo fin da allora
quanto è angusta questa terra.




 
 
 
ULTIMO BRINDISI
 
Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.



 
 
 
 

AH TU PENSAVI
 

Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.
O prenda a chiedere alle maghe
radichette nell’acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.
Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso,
sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
mai più tornerò da te.
 
(Da Anno Domini)





 
 
 

C’E’ NELL’INTIMITA’ DEGLI UOMINI UN CONFINE
 
C’è nell’intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.
Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.
Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia…

Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.




 
 
 

IL CUORE BATTEVA
 
Il cuore batteva e tremava,
come per un dolore.
I pallidi fiori dondolavano la corolla,
di nuovo sognavo
quella lontana libertà
quel paese dove sono
stata con te.

.

.

.

 
Ultime immagini di Anna Achmatova
 
 
 
 
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