Archivio per giugno 2018

L’incredibile storia d’amore tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – II Parte   Leave a comment

 

 

LA CONCLUSIONE DELL'INCREDIBILE STORIA..
L'INTERVISTA ALL'AUTORE DEL LIBRO..
ED UN… VIDEO DAL FILM


 
 
 
Un angolo dell'isola di Lipari (immagine d'epoca)
 
 
 

L'IMPENSABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
II PARTE

 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
mini fleurmini fleurmini fleur
 
 
 
 
 
LA CONCLUSIONE DELLA STORIA
 
 
 
Nell'estate del 1946, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell'amnistia firmata da Togliatti, lascia l'isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe:
“Mio carissimo e unico comunista”, Edda scrive a Leonida “vi amo assai”.
 
 
 
 
 
 
Edda Ciano e lo scultore Francesco Messina accanto al volto scolpito di Edda

 

 

Si continuano a scrivere, tra gelosie e colpi di testa.

Lei si raperà a zero per protesta contro la nuova fidanzata, e futura moglie, di Leonida, Angela Cusolito, soprannominata “Chevelue” per i capelli ricci, e gli manderà una ciocca con un messaggio: «E' tutto ciò che resta d’una razza che s’è spenta.

 
Qualcosa di simile all’ultimo dei Moicani, si incontrano però di nuovo a Lipari per tre settimane, fanno un viaggio clandestino al Nord…
 
 
 
 
 

Leonida negli anni '50

 
 
 
 
 
Il loro è amore vero forte, ma i percorsi di partenza ed arrivo sono del tutto diversi.
 
 
Le opposte storie di vita, personali, familiari ed ambientali alla fine schiacciano questo amore pur pervicace.
 
 
 
 
 

Edda e Leonida diversi anni dopo la fine del confino


 
 
 
 
Lui non avrebbe mai lasciato la sua isola, lei non sarebbe mai andata a vivere laggiù…

 
 
 
 

Il muro fatto erigere da Leonida Buongiorno con i versi dell'Odissea


 
 
 
Del loro amore resta un muro, scolpito nel 1971, a pochi metri dal ristorante “Filippino”, con i versi del canto XII dell’Odissea, in cui Circe indica a Ulisse due rotte impossibili per tornare a Itaca…

 
 
 
 

Ristorante Filippino – Lipari

 
 

 

Questa storia d'amore un po' folle ma sincera, appassionata e forse pirandellianamente vissuta nell'ambiguità fra il teatro e la vita,
sfuma pian piano in un'amicizia dolce, malinconica, appesa a un raggio di sole ma che continua fino al tramonto.
 
 
 
 

Edda Mussolini

 
 
 
 

mini fleurmini fleurmini fleur

 

 

 

ORA LA PAROLA…
ALLO SCOPRITORE ED AUTORE DEL LIBRO
MARCELLO SORGI

 
 
 

Marcello Sorgi

 
 
 
 
Il libro:
“Edda Ciano e il comunista. L’inconfessabile passione della figlia del duce” .
 
Si tratta di un saggio storico, edito da Rizzoli, che fa luce su una vicenda storico-sentimentale che per oltre sessant’anni é stata custodita gelosamente dagli eoliani, con questa intervista.
 
 
 
 

 

 

 

D: Questa storia è rimasta un segreto isolano per più di 60 anni, cosa l’ha spinta a rompere il “muro del silenzio” e soprattutto come ci è riuscito?
 
R: Mi ha spinto la curiosità, sono un giornalista e quindi è inevitabile che, se uno viene a conoscenza di una bella storia, cerca di ricostruirla.
E’ rimasta segreta stranamente perché io ho trovato anche un articolo del Corriere della Sera, che ho riportato nel libro, di quando Edda riceve la notizia che il suo confino è stato revocato. L’articolo racconta la vita di Edda Ciano a Lipari fra cui il fatto che lei faceva delle passeggiate con le amiche, andava nei ristoranti e “non disdegnava la compagnia di un noto esponente di un noto partito politico, l’aitante Leonida Buongiorno“. Lo stile giornalistico allora era un po’ più paludato di quello di oggi, il gossip non esisteva ancora però l’indizio c’era.
Alla fine della storia Leonida farà erigere un muro in memoria della sua storia con Edda Ciano: la ragione per cui è rimasto un segreto a Lipari è che il muro riporta una dedica a “Ellenica”, che è il soprannome che lui le aveva dato, ma non tutti sapevano a Lipari che Ellenica in realtà era Edda Ciano. Anche lui aveva dei soprannomi, lei lo chiamava Baiardo come il cavallo dell’Orlando Furioso o Lecret, che è il cognome di un generale che fece la guerra di liberazione di Cuba nell’800.
Leonida fa erigere questo muro anche per spiegare perché questa storia era finita: il muro contiene i versi del canto XII dell’Odissea in cui la maga Circe, che era innamorata di Ulisse, per trattenerlo gli dice che se parte qualunque rotta prenderà per tornare a Itaca, affonderà anche se prende la rotta più vicino a Lipari. Con un pizzico di interpretazione è abbastanza facile capire che se Circe era Edda e se Ulisse era Leonida, lui l’ha lasciata perché ha capito che comunque con lei sarebbe affondato. E’ stata una scelta di saggezza e prudenza perché poi lui ha potuto riprendere una vita normale, ha sposato una donna di Lipari, ha avuto un figlio, ha lavorato tutta la vita a Lipari. E’ stata anche una scelta dettata dalla paura perché a volte le storie d’amore troppo impegnative fanno anche paura.
 
 
 
 
 

Edda Ciano

 
 
 
 
D: Dal punto di vista storico questa vicenda è inquadrata nelle complesse vicende del tramonto del fascismo e della famiglia del Duce: quali elementi aggiunge il suo libro alle conoscenze storiche preesistenti?
 
R: Intanto aggiunge un capitolo inedito nella storia della vita di Edda; di Edda si sanno tante cose, lei stessa aveva fatto una sorta di autobiografia durante una lunga intervista televisiva che da cui è stato ricavato un libro, ma questo capitolo del confino e della sua storia con Leonida non si conosceva: è un inedito assoluto e aggiunge un pezzo che mancava alla sua biografia. Il libro aggiunge qualcosa anche al ritratto dell’Italia quando il fascismo è caduto: in quell’Italia lì Edda viene mandata al confino e, pur avendo lei delle responsabilità oggettive perché era la moglie di Ciano e la figlia di Mussolini, viene trattata con scarso rispetto dei diritti umani. Viene confinata a Lipari in un modo peggiore di quello con cui oggi vengono trattati i detenuti di Guantanamo; per usare i termini della madre di Edda, donna Rachele, “la gettano in un lurido tugurio“.
 
 
 
 
 

Un angolo di Lipari

 
 
 
Se lei non avesse conosciuto Leonida e non fosse stata “adottata” dalla sua famiglia, forse non sarebbe sopravvissuta al confino.
Parliamo di una persona che era uscita da una malattia nervosa, una depressione molto molto pesante, che era stata anche in manicomio in Svizzera e all’arrivo pesava 42 chili ed era quindi in uno stato di cattiva salute di cui non è stato tenuto conto prima di mandarla al confino.
E poi le accuse: lei era andata al confino con un’ ordinanza che l’accusava di aver provocato la seconda guerra mondiale. C’è un eccesso di retorica, ovviamente: se Edda avesse provocato la seconda guerra mondiale avrebbe meritato il tribunale di Norimberga, non il confino di Lipari
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Accanto all’aspetto sentimentale della storia poi c’è un aspetto politico in questa storia: ciò che trattiene Leonida dal legarsi completamente a Edda è anche il fatto di essere comunista. Lui ha perfettamente presente il dubbio di mettersi con la figlia del Duce, capisce che la sua coscienza politica entra in contraddizione.
Lei invece è divertita, lo prende in giro perché considera il comunismo una sciocchezza, lo usa per intestare le lettere “mio caro e unico comunista ti amo assai“, e ancora “mio caro fidanzato non pensate che l’amore sia molto più importante della politica“.
Lei lo sfotte abbastanza anche perché ha alle spalle un’esperienza politica incredibile: ha conosciuto il Fuhrer e Churchill, è stata una donna che ha girato nelle cancellerie di mezza Europa mentre c’era la seconda guerra mondiale.
E’ abituata a misurare la realtà e la politica con un metro completamente diverso dalle illusioni di un giovane che ha fatto il partigiano, sogna la rivoluzione e che pensa che in Italia la sinistra vincerà e si farà una specie di partito socialista, c’è una distanza incredibile tra lei e lui.
Anche in questo senso il libro ci dà un’idea del clima politico dell’epoca.
 
 
 
 
mini fleurmini fleurmini fleur
 
 
 
 
 
 
IL VIDEO
 
 
Segnalo infine che dal libro è stata tratta una fiction della RAI
di cui possiamo vedere alcune scene in questo video.
 
 

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
F I N E
 
 
 
FONTI WEB – COORDINAM. IMPAGINAZ. E ADATTAM. T. K.
 
 
 
 
Chi desidera legger la prima parte
di questa inimmaginabile
affascinante storia…
 
 
 
 
 

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Edda a Lipari

 
 
 
 

Per vivere un grande amore – Originale e simpatica riflessione di Vinicius de Moraes   Leave a comment


 

 

 

  

 



Ho trovato questi pensieri sull’amore


del grande Vinicius De Moraes…
poeta, cantante e compositore brasiliano


molto simpatici, originali e divertenti


ma capaci anche


di offrirci qualche spunto di riflessione.

 
 
 
 
 
 
 
 La riflessione è diretta al sesso maschile
ma… si può tranquillamente
leggere all’inverso
e dunque esser compresa da tutti..
 
 
Cosa ne dite? 
 
 
 

 

 
.


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Para vivir un grande amor…
(Per vivere un grande amore)
 
 
(E’ necessaria molta concentrazione e molto tatto,

ed essere insieme un po' seri e un po' matti )
 
 
Vinicius de Moraes



 
 
 
Per vivere un grande amore, bisogna stare un poco alla larga dalla gente, che normalmente è invidiosa dell'amore.
 
Per vivere un grande amore, in realtà, tu devi fare tua, la verità, “che non c`é amore senza fedeltà, di corpo-anima e cuore per vivere un grande amore”.
 
Per vivere un grande amore è molto, molto importante vivere sempre assieme e, se possibile, morire insieme, per non morire di dolore.
 
Per vivere un grande amore, non basta essere una brava persona, è necessario avere grandi pettorali – pettorali da rematore.
 
E' un punto a favore… saper fare uova strapazzate, gamberi, minestrine, sughi, bistecche alla Strogonoff, stuzzichini per il… dopo l`amore.
 
E cosa c’è di più bello che andare in cucina e preparare con amore una ricca e gustosa insalatina per il nostro grande amore?
 
Essere cortesi senza cortesia, saper fare quattrini con poesia – per vivere un grande amore.
 
E' necessario sapere bere whisky (chi lo sa bere sai, non corre rischi nel cedere alle incredibili pene dell`amore…)

Ma tutto questo è inutile amico(a) mio, se in questa selva oscura e disperata…, non sai neanche trovarla, la tua amata (il tuo amato).

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Se ci va, ora, ascoltiamo l'autore.. Vinicius De Moraes..
cantare una nota canzone brasiliana insieme a Toquinho
“Onde anda voce” (Dove sei?)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
– testo del brano dal web
– impaginazione e presentazione by Orso Tony

 
 
 
 




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Felice notte con la bella minipoesia.. “Ribaciami” di Ive Balsamo   1 comment

 

 

 

 


SOGNO DI TE

Ive Balsamo

 

Sogno te

sotto l'universo

mentre aspetto

il fuggente

attimo d'amore.

Catturo farfalle

di seta appese

alle stelle

per offrirle

al tuo cuore

in una notte di luna.


 

 

Carolus Duran – Il bacio – 1868

 

 
 
 
 
 

 

par Tony Kospan

 

 

 

Giorgio Riva

 

 

Inno all’amore – La mitica poetica canzone di Edith Piaf per la morte del suo amato (anche con la sua storia)   1 comment


 
 
 
 
 
 
 
 



Questa, da un recente sondaggio, risulta,
ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

Quasi tutte le canzoni di Edith Piaf sono un mito
ed ognuna di esse  segna una tappa della sua vita.
ma questa contiene anche 
tutta la struggente ed enorme sofferenza
per la perdita del suo amato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

INNO ALL’AMORE – 1949 – E. PIAF –



LA STORIA LA POESIA E LA CANZONE



fiori ximqrfiori ximqr



 ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO


a cura di Tony Kospan 
 




 
 
 
 
 
 

LA STORIA

 
 
Il testo di questa  canzone è tutto della Piaf
mentre la musica è della musicista classica Marguerite Monnot
sua amica e collaboratrice anche in altre canzoni.


 
 
 
 
 
 
 


Edith scrisse questa canzone
dopo la morte dell’amato pugile marocchino Marcel Cerdan,
morto mentre volava verso di lei che si a New York
per un incidente aereo nelle Azzorre.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

BREVE ANALISI DELLA CANZONE

 
 
Tutto, in questa canzone, dalle parole alla musica ,
è un forte, intenso, inno all’amore
proprio come indica il titolo.

La voce di Edith esprime tutte le sfumature
dell’assoluto dolore per un amore dal tragico destino
ma anche il permanere di una passione sublime
che nemmeno la morte può cancellare.




 
 
 
 
 



IL POETICO TESTO
 
 
INNO ALL’AMORE
Edith Piaf 



Il cielo blu su noi può crollare
 E la terra può sprofondare bene.
 Mi importa poco se mi ami
 Me ne frego del mondo intero
 
Purché l’amore innondera le mie mattine
 Purché il mio corpo rabbrividirà sotto le tue mani
 Mi importano poco i problemi
 Il mio amore, poiché mi ami
 
Andrei fino alla fine del mondo
 Mi farei tingere in bionda
 Se me lo chiedessi
 
Andrei a sganciare la luna
 Andrei a rubare la fortuna
 Se me lo chiedessi
 
Rinnegherei la mia patria
 Rinnegherei i miei amici
 Se me lo chiedessi
 
Si può ridere bene di me
 Farei qualsiasi cosa
 Se me lo chiedessi
 
Se un giorno la vita te strappa da me
 Se muori, che sia lontano da me
 Mi importo poco se mi ami
 Perché io morrei anche
 
Avremo per noi l’eternità
 Nel blu di tutta l’immensità.
 Nel cielo, non ci sono più problemi
 Il mio amore, credi che si amiamo?
 
Dio riunisce quelli che si amano!





 
 
 



IL VIDEO
 
 
 

Ecco ora la sua sentita interpretazione
di questa mitica… ma per lei sofferta… canzone



 
 
 
   


 
 
 


Buona visione e buon ascolto…
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CIAO DA TONY KOSPAN




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Caldo esagerato? Ecco vignette.. immagini e gif super divertenti per combatterlo con il sorriso!   2 comments








Ecco i modi più originali e più divertenti
per combattere il caldo…








Si tratta di una collezione di immagini
 assolutamente scientifi/comica…
su come trovar refrigerio
quando il caldo diventa insopportabile.

 

 
 
 
 
  
 
 
 
DI TUTTI QUESTI METODI “ALCUNI GENIALI”
POSSIAMO POI INDICARE…
QUELLO CHE… CI PIACE DI PIU'



Intanto pure i panni stesi…
protestano per il caldo








SIGNORE E SIGNORI
SI PARTE ALLA RICERCA
DEL REFRIGERIO




 
 
 
 Allora vediamo un pò…
 
c'è chi si tuffa nel frigo…


 
 
 
 
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chi abbraccia il ghiaccio


 
 
 
 
 
 
 
 



chi si mette dinanzi al ventilatore…










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chi si porta il frigo appresso

 
 
 
 
 
 
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 ma ecco dove ci consiglia d'andare l'ASL…

 
 
 




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chi se ne sta nudo in poltrona… al pc






 
 
 
 
 
 
 
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chi viaggia con la moto-vasca da bagno…





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chi gioca a ping pong in piscina…

 
 
 
 
 
 
 
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chi mangia 2 gelati alla volta…

 
 
 
 
 
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chi si mette nella vasca da bagno…
con lattine ghiacciate…





 
 
 
 

chi fa la doccia nel bidet…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
e chi legge, seduta su una sedia, un libro a mare

 
 
 
  
 
 
 
 
 
 

chi, in un modo o nell'altro, fa la sauna

 
  
 
 
 
 
 

chi si arrangia con piscina e compagnia “fai da te”

 
 
 
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chi se ne sta sulle panchine asciugandosi la fronte…







chi si sventola come può…

 
 
 
 
 
 


chi si butta sotto il getto della fontanella…







chi gioca nelle fontane pubbliche

 
 
 
 
 
 

 

e quello che è forse il… miglior sistema…
starsene a mollo in un resort di lusso…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
UN FRESCO (?) ABBRACCIO Sorpresa
DA TONY KOSPAN A bocca aperta
 
 
 
 
 
 
 
Tutte le immagini sono prese dal web
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CULTURA.. PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…
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LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI – Tutti i personaggi e tutti gli aspetti.. anche stilistici.. del capolavoro dell’Impressionismo   Leave a comment





LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI
MITICO DIPINTO DI RENOIR
a cura di Tony Kospan




Il dipinto è anche una notevole testimonianza della gioia di vivere che caratterizzava la Parigi delle Belle Epoque ed il modo di vivere l’arte da parte di questo grandissimo pittore.





La colazione dei canottieri




Questo dipinto è poi considerato il capolavoro di Renoir ed uno dei massimi capolavori dell’Impressionismo.




Pierre Auguste Renoir (Limoges 25.2.1841 – Cagnes-sur-Mer 3.12.1919)




LA STORIA DEL DIPINTO 



Aveva vent’anni Renoir quando entrò come allievo nello studio di Gleyre.
Ben presto si rese conto di preferire la vita pulsante negli angoli di strada di Parigi, piuttosto che i calchi di gesso dell’atelier, e al maestro che lo rimproverò “Senza dubbio tu dipingi soltanto per divertirti“, Renoir replicò: “Sicuro, se non mi divertissi, non lo farei. Perché mai l’arte non dovrebbe essere piacevole? Sono già troppe le cose spiacevoli al mondo!”

Fedele alle sue convinzioni, Renoir nei suoi quadri espresse sempre la joie de vivre (la gioia di vivere).
Amò ritrarre i propri amici e le proprie amanti, senza vergognarsi di dipingere quadri spensierati (avversato in ciò dalla critica), esaltando l’aspetto edonistico dell’esistenza, dipingendo stati d’animo di pura felicità, ritraendo un’umanità sorridente e felice, proprio come lo erano le sue modelle che cantavano, leggevano e ricamavano durante le pose ed infine scegliendo sempre soggetti che risvegliassero il suo sentimento di gioia: paesaggi solari, bambini al gioco, bellezze femminili, raduni di amici.

Renoir amò molto rappresentare i divertimenti borghesi tipici delle grandi città, gli svaghi e i divertimenti, quotidiani e festivi dei piccoli e medi borghesi parigini e dei bohémiens, non escludendo quelli all’aperto.
Era affascinato dall’idea di ritrarre un allegro gruppo di amici a pranzo sulla terrazza di un ristorante, idea già realizzata in un precedente quadro, il Moulin de la Galette,  ed aveva preparato quadri come Canottieri a Chatou e La colazione in riva al fiume, nonché altri vari abbozzi ma approfondì il tema, ed alla grande, con la Colazione dei canottieri, che iniziò a dipingere nell’estate del 1881.

Un amico, il barone Barbier, un capitano di reggimento dal carattere estroverso che preferiva più i cavalli che i quadri, si offrì di organizzare la riunione, chiamando a raccolta tutti gli amici del pittore, artisti, giornalisti, modelle, e facendo in modo addirittura che le imbarcazioni sullo sfondo avessero una precisa posizione.

Sul posto, Renoir cominciò una serie di studi e schizzi, fino a giungere a dipingere la tavolata di giovani amici convenuti nel ristorante di Alphonse Fournaise a Chatou sulla Senna, vicino alla Grenouillére, luogo molto affollato di domenica, dove, dopo le escursioni in barca, i canottieri erano soliti incontrarsi con le loro ragazze e pranzare sulla terrazza del primo piano che si affacciava sul fiume.








La composizione è nettamente delimitata ai due lati, ma la scena è suddivisa in singole figure dettagliate e in piccoli gruppi collocati al riparo di una tenda da sole, mentre la calda luce del giorno filtra attraverso la veranda. 
Sullo sfondo s’intravedono le barche sulla Senna che ricordano all’osservatore che l’allegra combriccola di amici, che ora riposa dopo la colazione, è appena tornata da una gita sul fiume.




I PERSONAGGI DEL DIPINTO









Iniziamo ad identificarli.

Sulla sinistra è raffigurato il proprietario del locale, monsieur Fournaise (2) con cappello e barba rossiccia









e sua figlia, la bella Alphonsine (3) col cappello giallo appoggiata alla balaustra.
Alphonsine ha di fronte un uomo seduto a tavola, con il cappello rotondo che è girato verso di lei.
Si tratta del barone Barbier (4), che si diede da fare per radunare tutti gli amici che appaiono nel ritratto;








L’uomo col cappello a cilindro in fondo, che sta parlando con Jules Laforgue poeta simbolista, è Charles Ephroussi (5 e 8) collezionista d’arte d’origine russa e finanziatore degli impressionisti;








La ragazza che beve è una delle modelle più care a Renoir, Angle (6), della quale si dice che, durante tutto il tempo della posa, chiacchierasse instancabilmente ed alla sua destra s’intravede appena il volto del noto scrittore Guy de Maupassant;









A sinistra qui giù, in piedi, in bombetta, c’è Lestriguez (11), detto l’ipnotizzatore, amico del pittore affascinato dall’occultismo e dall’ipnotismo, ed accanto c’è Paul Lhote (12) “amicissimo” di Renoir e miope come una talpa ma instancabile rubacuori, ed infatti è ritratto mentre amoreggia con l’attrice Jeanne Samary (13);








Intorno alla tavola, sulla quale v’è adagiata una bellissima natura morta, rivelatrice dell’abilità del pittore nel rendere gli effetti di luce, con bottiglie e bicchieri che raccolgono i colori di ciò che li circonda, ci sono a destra, col cappello di paglia, a cavalcioni di una sedia, Gustave Caillebotte (9), artista di talento e ricchissimo di suo, fanatico della barca, che dialoga con l’attrice Ellen Anurie;








Alle loro spalle e chinato verso di loro, c’è Maggiolo (10), giornalista italiano che scrive per il giornale satirico Le Triboulet.








Sulla sinistra c’è una giovane donna (carinissima) in posa molto naturale  (con cappellino a fiori e che stringe un cagnolino) nella quale si riconosce Aline Charigot (1), che presto sarebbe diventata la moglie di Renoir.








ANALISI DEL DIPINTO



Il quadro, riconosciuto unanimemente come capolavoro di Renoir e dell’Impressionismo, con le figure en plein air, i colori incisivi, vivaci e variati che rendono ben netta l’individuazione dei personaggi, cattura perfettamente l’atmosfera pigra di una domenica francese trascorsa fuori città, ed esprime compiutamente il senso di gioia dell’allegra brigata e dell’animo ben disposto del pittore.

La tela è ambientata sulla terrazza del ristorante La Fournaise, a Chatou, sulle rive della Senna, dove si ritrovavano abitualmente i canottieri. 
I parigini vi andavano per le gite domenicali, anche perché la zona era collegata con la città da una delle prime ferrovie costruite in Francia.

La Colazione dei Canottieri è un quadro di grandi dimensioni realizzato pochi anni dopo il Moulin de la Galette e ne rappresenta per molti versi una variazione sul tema. 
Rispetto a quest’ultimo, l’individuazione dei singoli personaggi è più netta, i colori più vari e vivaci, la struttura compositiva più chiara, gli effetti della pittura en plein air più accentuati.

La scena evoca lo stato d’animo e l’atmosfera che circonda questi giovani, tutti amici del pittore, immersi in una piacevole conversazione carica di cordiale intimità e resa ancora più accattivante dall’ambiente gradevole. 
Gli atteggiamenti aggraziati e vivaci, la naturalezza dei gesti, mostrano tutta l’abilità del pittore nel delineare i personaggi nel loro ambiente.

Il senso di animazione è reso sapientemente dalla prospettiva e dalla disposizione delle figure che in primo piano sfumano delicatamente verso lo sfondo, anche attraverso una sapiente utilizzazione dei rapporti cromatici.







IL COLORE


I colori del dipinto sono molto forti, caldi e lucenti. 
La superficie pittorica è costruita con un sofisticato alternarsi di zone lisce, da cui emerge talvolta la preparazione grigio chiaro della tela, con altre in cui si sovrappongono più strati di colore

La tovaglia bianca e le canottiere degli uomini, imprimono una nota luminosa a tutta la composizione, dando corpo alle affermazioni di quanti sostengono che l’uso del bianco fosse una diretta conseguenza del viaggio in Algeria.


LA COMPOSIZIONE


Renoir rappresenta nel dipinto una struttura di tipo classico, divisa in tre linee verticali, delimitate dalle sbarre che sorreggono il tendone non che dal limite del fogliame nell’angolo alto a destra, e da una linea orizzontale che spezza in due il dipinto evidenziando, in primo piano in basso, il tavolo con la natura morta e i due personaggi seduti attorno (Aline col cagnolino e l’uomo seduto su una sedia che la osserva attentamente), in secondo piano in alto, il resto dei personaggi. Il dipinto è, inoltre, costruito su una diagonale maggiore, delineata dalla balaustra, che parte dal basso, a sinistra, fino in alto, a destra, e da una diagonale minore, meno appariscente, che parte dall’alto, a sinistra, fino in basso, a destra. 
A sinistra di questa diagonale è rappresentata la natura (le piante) e in profondità si intravede un piccolo brano di paesaggio, a destra, invece, vi sono tutti i personaggi seduti attorno a un tavolo o in piedi a chiacchierare.

L’opera riflette, nell’incisività dell’esecuzione, lo studio condotto da Renoir sulla tecnica dei dipinti a olio di Ingres, una ricerca che porta il pittore impressionista a rivalutare il ruolo del disegno.

Piena di figure, il dipinto, da un lato è una composizione d’insieme e dall’altro è uno studio delle singole forme, accuratamente strutturate.


LA PENNELLATA


La pennellata si sfrangia in tanti piccoli tocchi, fini e precisi, che anticipano il successivo periodo classico di Renoir.


Tony Kospan



F I N E



Fonti… vari siti web
Elaborazione delle immagini, coordinamento e impaginazione Orso Tony – Tony Kospan



IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)







Felice notte con l’originale micro-poesia “Per esser felice” di Vivian Lamarque   Leave a comment

 

 

 

 

 

PER ESSER FELICE

Vivian Lamarque

 


Per essere felice

senza disturbare

al suo numero leggermente sbagliato

devo telefonare.

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IL TUO GRUPPO DI FB
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 Lucia Merli


 

 

Con la bella minipoesia “L’incontro” di Luigi Ederle buonanotte a tutti…   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’INCONTRO

Luigi Ederle


 

del tuo pensiero

colgo l'attimo 

 

e mi viene l'amore

come onda sul mare 

 

là oltre la sabbia

nasce il nostro domani 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
 
 
 

POESIE E CULTURA VARIA


NELLA PAGINA FB
 
 
 
 
 


Coby Whitmore

 
 
 

 

Mini antologia delle canzoni che ci ricordano.. le nostre estati – III – AZZURRO (1968)   Leave a comment

 
 


 
 
 
 
 
La nostra piccola antologia delle canzoni che hanno segnato le nostre estati
prosegue con questa canzone che, pur essendo “estivissima”,
è però davvero una canzone di gran classe con accenti di pura poesia.

Anzi dirò di più la canzone è ancor oggi un vero e proprio mito musicale.

 
 
 
 
 
 
 
 

AZZURRO – 1968
 
LE CANZONI DELL'ESTATE (VI)
by Tony Kospan


 
 
 
 
 
 
 

Parlo di Azzurro di Adriano Celentano…
scritta dal duo Conte – Pallavicini.
 
 
E' sì una canzone balneare, ma davvero tutta speciale e bellissima,
rimasta tra le più amate e non solo dagli Italiani!

 
 
 
 
 
 
 
 

“Azzurro”
fu un fulmine davvero… azzurro…
nel cielo grigio, riguardo alla qualità,
dei dischi per l'estate ed è considerata da molti
una delle più belle canzoni di tutti i tempi!

 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone ebbe un successo davvero inaspettato
perfino da Celentano… che però poi ne ha fatto
negli anni un bel cavallo di battaglia.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone è del 1968…
 un anno che non ha bisogno di presentazione
e che da qualunque punto di vista lo si voglia guardare
non c'è dubbio che fu un anno speciale
e che cambiò i destini dell'Italia e del mondo.


 
 
 
 
 
 
 
 

Ecco alcune immagini di quell'anno…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I Beatles nel 1968
 
 
 
 
 
 
Moda
 
 
 
 
 
Maurizio Cattelan – Italian design




Mercx alle 3 Cime di Lavaredo
 
 
 
 
 
 
 
Italia Campione d'Europa

 
 
 
spiaggia ombrelloni
 
 
 

Ascoltiamola ora… cantata dall'Adriano nazionale…

 
 
 
 
 
 
 

leggendone anche il poetico testo… se ci va…

 
 
 
 
 
 



Ciaooooooooooo ed ancora felice estate a tutti

 

da Orso Tony


 

 

 
 
 
 
 

 


LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

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Le belle ed eteree bolle di sapone.. uniscono con leggerezza Trilussa e Mina.. in una poesia ed una canzone   Leave a comment




 
 
 
 

Una poesia di Trilussa… leggera… eterea…
proprio come una bolla di sapone…
ma come tutte le sue… bella… ed originale…
e la nota simpatica canzone di Mina
altrettanto impalpabile…

 
 
 
   
 
   
   
 
  
 
 
LE BOLLE DI SAPONE

Trilussa e… Mina
 
 
 
 

 
 
 
 
  
  
 
 
 

BOLLA DI SAPONE
Trilussa
 
  
Lo sai ched’è la bolla di sapone?
L’astuccio trasparente d’un sospiro.
Escita da la canna vola in giro,
sballottolata senza direzzione,
pe fasse cunnolà come se sia
dall’aria stessa che la porta via.
  
Una farfalla bianca, un certo giorno,
ner vede quella palla cristallina
che rispecchiava come una vetrina
tutta la roba che ciaveva intorno,
j’agnede incontro e la chiamò: “Sorella,
fammete rimirà! Quanto sei bella!
  
Er celo, er mare, l’aberi, li fiori
pare che t’accompagnino ner volo:
e mentre rubbi, in un momento solo,
tutte le luci e tutti li colori,
te godi er monno e te ne vai tranquilla
ner sole che sbrilluccia e sfavilla.”
  
La Bolla de Sapone je rispose :
“So bella, sì, ma duro troppo poco.
La mia vita, che nasce per un gioco
come la maggior parte delle cose,
sta chiusa in una goccia…Tutto quanto
finisce in una lagrima de pianto.”

  
 
 
 
  
 
 
 
 

 

 
 
 
Ed ora… sempre in tema… la nota canzone…
LE MILLE BOLLE BLU di Mina

 
 
 


  


 


 


Ciao da Orso Tony 


 



 


 


 


 


 


 

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