Archivio per 23 maggio 2018

Buonanotte in poesia con “Voglio te” di Tagore – arte W. Czachórski – canzone “A Blue Shadow”   Leave a comment

 

 

 

 

Wladyslaw Czachorski

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le uniche cose che ti appartengono davvero

sono i tuoi sogni

e la libera volontà di vivere la vita

nel modo in cui desideri farlo.
Tutto il resto

lo prendiamo soltanto in prestito.
Sergio Bambaren

 

 




 

 

 

 

 

 

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta
Wladyslaw Czachorski

 

 

 

 

VOGLIO TE

 

Tagore

 


Voglio te, solo te!
Lascia che il mio cuore
lo ripeta senza fine.

Tutti i desideri che mi distraggono
di giorno e di notte
in sostanza sono fasulli e vani.

 

 

Come la notte tiene nascosta nel buio
l’ansia di luce
così nel profondo del mio cuore
senza ch’io me ne renda conto
un grido risuona:

Voglio te, solo te!

 

 

Come la tempesta cerca la quiete
mentre ancora lotta contro la quiete
con tutte le sue forze
così io mi ribello e lotto
contro il tuo amore
ma grido che voglio te, solo te.

  

 

 

 

Wladyslaw Czachorski 

 

.

 

 

 

 

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PER CHI AMA VIVER L'ARTE INSIEME

 
 
 
 
Wladyslaw Czachorski


 
 
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Guardare avanti! – Alberoni ci dona questo saggio consiglio quando perdiamo la fiducia in noi stessi   Leave a comment


 

 

Foto:

 

 

 

PERSA LA FIDUCIA?  GUARDARE AVANTI!

 

ECCO UNA INTERESSANTE RIFLESSIONE DI ALBERONI…

CHE PUO'  AIUTARCI A STAR MEGLIO…

 

 

 

Foto:

 
 
 
 

COSA FARE QUANDO PERDIAMO LA FIDUCIA IN NOI STESSI?


Francesco Alberoni
 
 
 



Foto:
Borgonovo Val Tidone 31 dicembre 1929

  
 
 
 
 
barrag53.gif folhas picture by RaiodeLuar

 
 
 
 
Noi non possiamo darci valore da soli.


Ce lo danno gli altri fin da bambini amandoci, apprezzandoci, dicendoci bravo.


In realtà non possiamo dare valore a nulla perché sono gli altri che, con il loro comportamento o le loro parole, ci dicono cosa è buono o cattivo, cosa è desiderabile.


Se prendete due fratellini e mettete davanti a loro un qualsiasi oggetto, non appena uno lo prende in mano, l’altro lo vuole anche lui.


Ha imparato a desiderarlo dal primo.


Esiste poi, in ogni essere umano, una spinta interiore a creare, ad agire, a costruire, cioè a oggettivare tutto ciò che sente e pensa.


C’è chi suona uno strumento musicale, chi apre una pizzeria, chi diventa insegnante, chi scrive libri e chi costruisce grattacieli.


Sono tutte oggettivazioni del suo spirito: l’uomo si realizza in ciò che fa.


Ma quando abbiamo creato una nostra opera, abbiamo anche bisogno di vederla riconosciuta, apprezzata dagli altri.


Il musicista la sua musica, l’architetto la sua costruzione, lo scienziato la sua ricerca.


Perché nessuno può dirsi bravo da solo.


Possiamo costruire, realizzare, fare cose stupende ma, per sapere che valgono, per sapere che abbiamo meritato, bisogna che qualcuno ce lo dica.
 
 
 

Il bisogno di riconoscimento non è vanità.

 
 
 
 

 

 



Che cosa avviene allora quando una persona ha dedicato anni e anni a costruire qualcosa di stupendo per la sua comunità, il suo Paese, e non solo nessuno l’apprezza, ma la ostacola e gliela distrugge?


Come può conservare la fiducia in se stessa, trovare la forza di vivere e creare?
 
 
 
 
La risposta è una sola: devi ricominciare da capo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Allontanarti dal vecchio mondo, andare in esilio, affrontare la solitudine.

E vedere nuova gente, quella che non hai mai frequentato, quella che non conoscevi che non capivi e di cui magari diffidavi.
Avere nuove esperienze, fino a che non cambi interiormente, fino a che non ti importa più nulla di ciò che è accaduto e scopri nuovi piaceri e nuovi interessi.
Finché non ritrovi il gusto di ridere e non torni a vedere il mondo con l’occhio ingenuo, fresco del bamhino. Allora ti accorgi che non hai poi perso molto, che ci sono altri modi di vivere ed altre cose da fare e da inventare.
Certo è una cosa più facile da fare da giovani e che diventa sempre più difficile da vecchi perché si diventa schiavi delle proprie abitudini e del passato.


Ma è l’unica salvezza.
 
 
 
 





Chi si ferma a guardare indietro diventa una statua di sale
come è successo – ci racconta la Bibbia – alla moglie di Lot.

 
 
Francesco Alberoni




Cosa ne pensate? 

 
 
CIAO DA TONY KOSPAN

 
 
 
 


LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

Foto animata




Foto:



 

 


IL FUTURISMO – II PARTE – LA PITTURA – Manifesto.. aspetti e storia   1 comment

 


Come accennavamo nel primo post dedicato al Manifesto fondante del Futurismo 
la corrente si estende in tutte le discipline artistiche.
 
Iniziamo dalla pittura che ebbe anch'essa un suo manifesto… anzi… più manifesti.


 
 
Gino Severini – Madame M.S. 1915 (1913) 
 
 
 

LA PITTURA FUTURISTA
MANIFESTO E CARATTERISTICHE

 
 
 
Il primo, dell'11 febbraio 1910, fu redatto da Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini e Giacomo Balla che poi furono tra i più grandi pittori futuristi.
 
Ecco sulla pittura… certo la regina delle arti futuriste, quanto a numero ed importanza di opere, qual'è il programma che i manifesti annunciano:
un assoluto rifiuto del tradizionale modo di dipingere per giungere ad un ampio rinnovamento sia mediante nuove tecniche (come ad esempio il collage molto usato ad es. dal Boccioni), che con l'esaltazione del movimento, delle macchine e della modernità in genere.
 
 
 
 

 Balla – Trasformazione forma spirito

 
 
 

Leggiamo però proprio su questo aspetto un significativo passo del manifesto del 1911:

“Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente. Per la persistenza delle immagini nella retina, le cose in movimento si moltiplicano, si deformano, susseguendosi, come vibrazioni, nello spazio che percorrono.
Così un cavallo da corsa non ha quattro gambe: ne ha venti, e i loro movimenti sono triangolari.”
 
Il tutto, per la “filosofia” della corrente, deve avvenire nell'ambito di una ricerca che anticipi il futuro.
 
In verità la nascente pittura futurista risente molto di quella della corrente cubista, anch'essa nata anch'essa Parigi (Mont Martre) solo 2 anni prima (1907).

 
 
 


Luigi Russolo – La rivolta – 1911

 
 

Ma mentre Il cubismo scompone un oggetto e poi lo ricompone in una nuova forma o prospetto il futurismo interseca diverse cose tra loro.
Inoltre mentre il tempo nel cubismo è statico nel futurismo è accelerato… veloce.
 
 
 
Per chi pattina sul ghiaccio sottile, la sicurezza è nella velocità.
Ralph Waldo Emerson

 
 
 
Ed è proprio la velocità… simbolo della modernità… il principale carattere che gli artisti vogliono dare alle loro opere.
 
Come?
 
Molto bella, a mio parere, questa spiegazione del prof. Morante del Liceo Artistico di Benevento (http://www.francescomorante.it/cap_V/V.4.htm).

 
 
 
 

Boccioni – La città che sale – (New York – Museum of Modern Art)
 
 



“Nei quadri futuristi, la velocità si traduceva in linee di forza rette che davano l’idea della scia che lasciava un oggetto che correva a grande velocità.
Mentre in altri quadri, soprattutto di Balla, la sensazione dinamica era ricercata come moltiplicazione di immagini messe in sequenza tra loro.
Così che le innumerevoli gambe che compaiono su un suo quadro non appartengono a più persone, ma sempre alla stessa bambina vista nell’atto di correre («Bambina che corre sul balcone»).”
 
 

 

Balla – Bambina che corre sul balcone

  
 

LA STORIA DELLA PITTURA FUTURISTA
(ed in buona sostanza di tutta la corrente)


 
 
La prima mostra si tenne nel 1912 sempre a Parigi… all'epoca capitale mondiale di tutte le avanguardie.
 
L'attività del gruppo dei pittori futuristi aveva però la sede a Milano.
 
La mostra evidenziò la necessità di uniformare le diverse tecniche e tematiche dei vari artisti… che decisero di accogliere in parte la tecnica di scomposizione del cubismo per poter meglio rendere il movimento dei corpi e degli oggetti.
 
Non più, dunque,  precisione di prospettiva e di proporzioni del soggetto dipinto ma l'esigenza di giungere a dare, mediante sequenze di parti ripetute e l'accavallamento o la separazione degli spazi,  la percezione del movimento.
 
La pittura futurista così come fu influenzata da altre avanguardie ebbe a sua volta molta influenza sulle altre correnti artistiche contemporanee…
 
All'estero ebbe molti seguaci soprattutto in Russia.


 
 
 
Natalija Gončarova – Il ciclista
 
 
 
 
 
IL SECONDO FUTURISMO

 
 
A seguito della morte di Boccioni nel 1916 ed il distacco da parte di Carrà e Severini attratti dal cubismo il gruppo, insieme a nuovi artisti,  si trasferì a Roma accanto a Marinetti fondatore del Futurismo.
 
Nasceva così nel 1918 il secondo futurismo che ebbe 2 fasi… la prima legata al postcubismo ed al costruttivismo e la seconda al surrealismo.
 
La novità artistica più importante di questa fase è senz'altro l'Aeropittura.

 
 
 

Tullio Crali 

 


Il gruppo all'arrivo del fascismo si divise tra fautori ed oppositori ma la maggior parte aderì (ricevendone favori)  anche se poi i gerarchi trattarono sempre il futurismo con sufficienza.
 
Pian piano il Futurismo declinò… ma pur senza assurgere ai vertici artistici iniziali ha vissuto alterne vicende ed in realtà non è mai davvero scomparso.
 
Per gli autori che ancor oggi si ispirano al futurismo si parla di Terzo Futurismo.

 
 
 

Enrico Prampolini – Ritratto di Marinetti
 
 

I PIU' NOTI DIPINTI FUTURISTI

 
 
Osserviamo ora alcune tra le opere più importanti dei più famosi pittori della corrente.


 
 
GINO SEVERINI

 
 

 
Ballerina blu
 
 
 
 
Geroglifico dinamico del Bal Tabarin – 1912 – Metropolitan Museum (New York)
 
 
 

 
Il treno blindato – 1915 – collezione Zeisler, New York 
 
 
 
 

GIACOMO BALLA
 
 
 
 
 
Rondini in volo – 1913 – New York – Museum of Modern Art
 
 
 
 

Cane al guinzaglio – 1912 – Albright-Knox Art Gallery (Buffalo)
 
 
 
 
 

CARLO CARRA'


  

Funerali dell’anarchico Galli (1911)




 
Lo spirito del cavaliere occidentale
 
 
 
 

UMBERTO BOCCIONI

 
 
 
La madre

 
 
 
Dinamismo di un ciclista

 
 
 

La risata – 1911




I rumori della strada invadono la casa – 1911


 
 
 
FINE II PARTE
 
 
 
 
Copyright Tony Kospan per il Mondo di Orsosognante


Il post proseguirà affrontando l'esame di altre espressioni artistiche futuriste.


 
 

 Barres ...
Chi desiderasse conoscere la I PARTE del post
relativa alla nascita della corrente
ed al manifesto fondante del Futurismo
può cliccare qui giù.
 
 

 
 
 
 
 


IL MONDO DELL'ARTE E DEGLI ARTISTI
NEL GRUPPO DI FB

 
 
 
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Carrà – Il cavaliere rosso



 

Umberto Bindi – Breve ricordo anche con “Il nostro concerto” il suo maggior successo   Leave a comment

 
 
 

 
 
 
 
 
 

IL NOSTRO CONCERTO
di Umberto Bindi
 
 
 
 
 

Le canzoni di Bindi sono spesso vere poesie…

ed in ogni caso esse ci donano con stile e delicatezza

vere profonde emozioni…

 

 

  

 

Bindi, pur facendo parte della schiera 

dei grandi cantautori liguri che hanno lasciato una grande impronta

nella storia della nostra musica leggera…,

(e forse era il più preparato musicalmente)

ebbe tuttavia una carriera molto diversa…

per l’emarginazione che visse a causa della sua omosessualità…

 

 
 

Umberto Bindi

(Bogliasco 12 maggio 1932 – Roma 23 maggio 2002) 
 
 
 
 
Spesso bistrattato in vita
di recente è stato rivalutato alla grande
per la bellezza e l’eleganza dei testi e delle musiche.
 
 
Quella che leggeremo ed ascolteremo…
possiamo definirla forse la sua canzone più bella…
ed è molto cliccata nel web…
 
 
Certamente indimenticabile m’appare
questo verso… che colpisce al cuore…
 
“Ovunque sei, se ascolterai
accanto a te mi troverai”
 
 
 
 
 
 
 
 
Legggiamo ora prima il testo di questa canzone
e poi possiamo ascoltarla…





IL NOSTRO CONCERTO…

~ Umberto Bindi~

 

Sull’eco del concerto
Che insieme ci trovò
Ripeterò ancor la strada
Che mi porta a te

Ovunque sei, se ascolterai
Accanto a te mi troverai
Vedrai lo sguardo
Che per me parlò
E la mia mano
Che la tua cercò

Ovunque sei, se ascolterai
Accanto a te mi rivedrai
E troverai un po’ di me
In un concerto dedicato a te

Ovunque sei, ovunque sei
Dove sarai mi troverai
Vicino a te 





Ed ora è giunto il momento d’ascoltar questa
che è la sua canzone ancor oggi molto amata

.
.
.
   

.
..
Ciao da Tony Kospan



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Giovanni Falcone – Breve ricordo di un vero uomo.. un vero giudice ed un eroe della.. normalità del dovere   Leave a comment



 
 
 
 
 
Il 23 maggio di 23 anni fa… la Strage di Capaci
colpì il giudice, che era il simbolo della lotta alla Mafia,
sua moglie e gli uomini della sua scorta…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ancora non tutto è chiarissimo…
 
 
Ci sono zone d’ombra che non si riescono ad illuminare…
ma quel che è certo è che un giudice in prima linea
nella lotta alla criminalità organizzata
era il bersaglio che doveva essere eliminato
ad ogni costo…

 
 
 
 
 
 
Il giudice Falcone e la moglie Francesca Morvillo vittima anche lei della strage
 
 
 
 
Desidero ricordarlo
insieme a tutti coloro che con lui condivisero
giorni, affetti, ideali ed ahimè la fine.. .
come la moglie e gli uomini della scorta…


 
 

Falcone con Borsellino.. collega ed amico anche lui vittima di strage poco dopo

 

 

Desidero farlo con 3 sue citazioni ed un video…
perché in un momento in cui ancora imperano…
 velinismo e prostituzione intellettuale…
e si vedono insensati attacchi alla magistratura…
il suo esempio,  le sue parole ed il suo sacrificio
non siano dimenticati…


  
 



Palermo 18.5.1939 – Palermo 23.5.1992
 
 
 
 
 
Questi suoi brevi ma significativi pensieri
ci mostrano la grande statura dell’uomo e del magistrato 
 






    
Il coraggioso muore una volta,
il codardo cento volte al giorno.
Gli uomini passano, le idee restano.
Restano le loro tensioni morali
e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

La mafia non è affatto invincibile.
è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio,
e avrà anche una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto
che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave
e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini,
ma impegnando in questa battaglia
 tutte le forze migliori delle istituzioni. 
 

 
 
 
 
 
VIDEO OMAGGIO A FALCONE


 
 
 
 
 
Non possiamo non ringraziare Falcone,
la moglie, anche lei magistrato, la loro scorta  
e tutte le altre vittime della mafia…
per il loro immenso sacrificio in nome
della legalità, dell’onestà… e della vera libertà
che non può mai esser disgiunta dal diritto…
 
 
 
 
 
 
 
 
 




 
 
 
 
 
 
Beata la nazione che non ha bisogni di eroi…
Brecht
 
 
 
 
Purtroppo non è il caso dell’Italia
anche se lui è stato un eroe… “normale”
in quanto voleva fare solo il suo dovere
nel miglior modo possibile
e questo da noi, ahimè, è spesso
una cosa… straordinaria…
 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 

 
 
 
 

Cos’è la Meridiana di Linneo? Un vero orologio composto da fiori! Conosciamola   7 comments








Carl Nilsson Linnaeus, noto da noi come Linneo,
è stato un grande medico, botanico e naturalista svedese,
geniale ideatore della classificazione scientifica
“binomica” degli organismi viventi che ha consentito
l’enorme progresso della loro conoscenza.






Linneo, considerato il fondatore della moderna botanica,
scrisse anche numerosi libri sui suoi studi,
sulle ricerche fatte nei suoi viaggi di studio
per il mondo ed ebbe grandi riconoscimenti in vita.




(Råshult 23.5.1707 – Uppsala 10.1.1778)



Qui però parlerò di una sua particolare creazione…
la MERIDIANA DEI FIORI.


Cos’è? Un modo originale di sapere che ora è!

Cioè solo guardando i fiori…


Essi infatti aprono e/o chiudono i loro petali

in ore diverse durante il giorno.







Le più mattiniere sono le rose

che in primavera si aprono alle cinque.


Poi, man mano si aprono gli altri fiori:

l’erba gatta alle sei, le margherite africane alle otto,

le genziane alle nove, i papaveri alle dieci,

la lattuga selvatica a mezzogiorno e i garofani alle tredici.


Fino ad arrivare alle sedici,

quando si sbottona una pianta particolarmente pigra,

la bella di notte.







Di pomeriggio, comunque,

è più frequente invece che i fiori si richiudano:

alle 14 le primule rosse,

alle 15 i denti di leone,

alle cinque della sera le ninfee.


Il meccanismo di apertura e chiusura dei petali

avviene soprattutto per consentire l’impollinazione

da parte delle diverse specie di insetti

o per difenderla da agenti (sempre insetti)

estranei che potrebbero danneggiarla.







Questo vero e proprio orologio vegetale

è una creazione di Linneo

che lo brevettò anche.


Il naturalista svedese lo creò anche materialmente

facendo fare in un prato un’aiuola rotonda

col quadrante diviso in dodici spicchi colorati

costituiti da piante diverse.







Il margine d’errore della Meridiana non è grande…

al massimo può arrivare a mezz’ora…


Tuttavia bisogna far attenzione alla geografia

in quanto i ritmi biologici delle varie specie di piante

cambiano a seconda della latitudine in cui si trovano…





Della storia e del funzionamento di questa meridiana

e di altre originali particolarità di piante e fiori

ce ne parlò in modo esauriente e dotto lo studioso della natura

Giorgio Celli nel suo ultimo libro  

Le piante non sono angeli – Dalai Editore





Tony Kospan





LA PAGINA CHE PUO’ AIUTARTI A COLORARE LE TUE ORE










Buonanotte con la bella minipoesia.. “Quasi anonima” di Pessoa   Leave a comment

 
 
 
 
 
 

QUASI ANONIMA
Pessoa
 

Quasi anonima sorridi
e il sole indora i tuoi capelli.

Perché per essere felici
è necessario non saperlo?


 
 
 

 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

LA POESIA… LA CULTURA…
ED IL LORO FANTASTICO MONDO…
LE LORO SUBLIMI EMOZIONI…
NELLA PAGINA FB
 
 
 


S. Luke Fildes

 
 

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