Archivio per 22 maggio 2018

Buona serata in poesia con “I miei incantesimi” di E. A. Poe – arte Brenda Burke – canzone “The bottle let medown”   Leave a comment



Brenda Burke










L'amore è un sogno che non ci abbandona mai
anche quando sappiamo che non si potrà più realizzare
– Natalia Aspesi –

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Brenda Burke



I MIEI INCANTESIMI
Edgard Allan Poe


I miei incantesimi sono infranti.
 La penna mi cade,
 impotente,
 dalla mano tremante.
 Se il mio libro é il tuo caro nome,
 per quanto mi preghi,
 non posso più scrivere.
 Non posso pensare,
 né parlare,
 ahimé non posso sentire più nulla,
 poiché non é nemmeno un'emozione,
 questo immobile arrestarsi sulla dorata
 soglia del cancello spalancato dei sogni,
 fissando in estasi lo splendido scorcio,
 e fremendo nel vedere,
 a destra e a sinistra,
 e per tutto il viale,
 fra purpurei vapori,
 lontano
 dove termina il panorama
 nient'altro che te.
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LA TUA NUOVA PAGINA
PER COLORARE LE TUE ORE…

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Brenda Burke
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La mia vita non è stata una scala di cristallo – Bella e suggestiva poesia morale di Langston Hughes   3 comments



Bella… profonda…suggestiva e piena di saggezza

mi appare questa poesia che non esito a definire sublime

benché l'autore non sia proprio notissimo.



 
 
 
 
 


LA MIA VITA NON E' STATA UNA SCALA DI CRISTALLO
Langston Hughes

 
Figlio, ti dirò
che la mia vita
non è stata una scala di cristallo
ma una scala di legno tarlato
con dentro i chiodi e piena di schegge
e gradini smossi sconnessi
e luoghi squallidi
senza tappeti in terra.
Ma ho sempre continuato a salire,
ed ho raggiunto le porte
ed ho voltato gli angoli di strade,
e qualche volta mi sono trovato nel buio,
buio nero, dove mai è stata luce.
Così ti dico, ragazzo mio,
di non tornare indietro,
di non soffermarti sulla scala
perché penoso è il cammino,
di non cedere, ora.
Vedi io,
continuo a salire…
E la mia vita,
non è stata una scala di cristallo.

 
 
 
 
 
 







Langston Hughes
è stato un poeta, scrittore, drammaturgo e giornalista statunitense
i cui temi principali dell'attività letteraria sono stati
la vicinanza agli emarginati e la lotta al razzismo.



(Joplin, 1.2.1902 – New York 22.5.1967)


Tony Kospan




LA PAGINA DI FB
DELLA POESIA E DELLA CULTURA







 
 

BEATI QUELLI – Simpaticissimi.. saggi ed “attuali” questi pensieri d’autore che ci giungono dal ‘500   Leave a comment



Davvero imperdibili e tutte da godere
queste riflessioni di Tommaso Moro

 
 
 
Paolo Veronese – Le nozze di Cana
 
 
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BEATI QUELLI…
 
 
 
Beati quelli che sanno ridere di se stessi,
perché non finiranno mai di divertirsi.
 
 
Beati quelli che sanno distinguere una montagna da un ciottolo,
perché eviteranno molti fastidi.
 
 
Beati quelli che sanno riposare e dormire senza trovare scuse:
diventeranno saggi.
 
 
Beati quelli che sanno ascoltare e tacere:
impareranno cose nuove.
 
 
 

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Giuseppe Mariotti – Picnic
 
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Beati quelli che sono abbastanza intelligenti per non prendersi sul serio:
saranno apprezzati dai loro vicini.
 
 
Beati quelli che sono attenti alle esigenze degli altri,
senza sentirsi indispensabili:
saranno dispensatori di gioia.
 
 
Beati sarete voi se saprete guardare seriamente le cose piccole
e tranquillamente le cose importanti:
andrete lontano nella vita.
 
 
Beati voi se saprete apprezzare un sorriso
e dimenticare uno sgarbo:
il vostro cammino sarà pieno di sole.


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Walter Crane – Le stagioni

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Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.

Se l'onore fosse redditizio, tutti sarebbero onorevoli.

Datemi o Signore () un'anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,
e non permettete che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo invadente che si chiama IO.

Datemi, o Signore, il senso del ridicolo.

Concedetemi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po' di gioia
e possa farne parte anche ad altri.




Immagine in evidenza

 
 
 
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L'autore è Thomas More, italianizzato in Tommaso Moro…
brillante scrittore e giurista inglese che fu decapitato
perché non volle abbandonare la Chiesa  di Roma
a favore della nascente Chiesa Anglicana.

Per questo è stato proclamato Santo.


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Thomas More (Tommaso Moro) – Londra 7.2.1478 / Londra 6.7.1535
 
 
 
 
 








Jan Matsys – A Merry Company 





Victor Hugo – Breve ricordo.. anche con una sua nota poesia ed alcuni aforismi.. del grande poeta e scrittore francese   1 comment






Victor-Marie Hugo



E' universalmente considerata
una delle più grandi ed importanti figure
della cultura europea e mondiale dell'ottocento.
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Incredibile, e costante per tutta la vita,
fu il suo attivismo nei vari campi, soprattutto letterari,
ed infatti è stato poeta, pensatore, romanziere,
ma anche politico e disegnatore…






Non seguì mai i temi e gli stili dolorosi e solitari
dei poeti della sua epoca riuscendo sempre a cogliere
aspetti e valori positivi nonostante la vita
non gli abbia risparmiato dure ed amare esperienze
alternate però con grandi soddisfazioni e successi..

E' anche ritenuto
il padre del romanticismo francese.



Victor-Marie Hugo
(Besançon 26.2.1802 – Parigi 22.5.1885)



Mi fa piacere rendergli omaggio con
alcuni suoi aforismi ed una grande poesia




Umanità significa identità:
tutti gli uomini sono fatti della stessa argilla;
nessuna differenza, almeno quaggiù, nella predestinazione;
la medesima ombra prima,
la medesima carne durante,
la medesima cenere dopo.

Foto animata

C'è chi si fissa a vedere il buio.
Io preferisco contemplare le stelle.

Foto animata—-

Chi pensa che i cani non abbiano un'anima,
non ha mai guardato un cane negli occhi.

Foto animata

Il destino mescola le carte,
ma è l'uomo a giocare la partita.




In questa sua grande poesia
(un vero inno all'amore)
l’uomo e la donna appaiono sì diversi
ma anche reciprocamente necessari ed utili.






Cosa questa per nulla ovvia… in quell'epoca,
(ma anche oggi…. ahimè…).

A mio parere la poesia che leggeremo ci immerge
in un’atmosfera dolce, fantastica e sognante…



Josephine Wall 


L’UOMO E LA DONNA
Victor Hugo
 
L’uomo è la più elevata delle creature.
La donna è il più sublime degli ideali.
Dio fece per l’uomo un trono, per la donna un altare.
Il trono esalta, l’altare santifica.

L’uomo è il cervello. La donna il cuore.
Il cervello fabbrica luce, il cuore produce amore.
La luce feconda, l’amore resuscita.
L’uomo è forte per la ragione.
La donna è invincibile per le lacrime.
La ragione convince, le lacrime commuovono.
 
L’uomo è capace di tutti gli eroismi.
La donna di tutti i martìri.
L’eroismo nobilita, il martirio sublima.
L’uomo ha la supremazia.
La donna la preferenza.
La supremazia significa forza;
la preferenza rappresenta il diritto.

L’uomo è un genio. La donna un angelo.
Il genio è incommensurabile;
l’angelo indefinibile.
L’aspirazione dell’uomo è la gloria suprema.
L’aspirazione della donna è la virtù estrema.
La gloria rende tutto grande; la virtù rende tutto divino.

L’uomo è un codice. La donna un vangelo.
Il codice corregge, il vangelo perfeziona.
L’uomo pensa. La donna sogna.
Pensare è avere il cranio di una larva;
sognare è avere sulla fronte un’aureola.

L’uomo è un oceano. La donna un lago.
L’oceano ha la perla che adorna;
il lago la poesia che abbaglia.
L’uomo è l’aquila che vola.
La donna è l’usignolo che canta.
Volare è dominare lo spazio;
cantare è conquistare l’Anima.

L’uomo è un tempio. La donna il sacrario.
Dinanzi al tempio ci scopriamo;
davanti al sacrario ci inginocchiamo. Infine:
l’uomo si trova dove termina la terra,
la donna dove comincia il cielo.  



Renoir – Innamorati



CIAO DA TONY KOSPAN



LA PAGINA CHE TI AIUTA A COLORARE LE TUE ORE CON
CULTURA… PSICHE E SOGNO







Alessandro Manzoni – Breve ricordo del grande scrittore con alcuni aforismi e la nota poesia “Il 5 Maggio”   Leave a comment

 

Breve ricordo di Alessandro Manzoni,

il più grande scrittore italiano dell'800,

autore dei mitici “Promessi sposi”, ma non solo.



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Mi piace però ricordarlo ora con alcune sue citazioni

e con una sua mitica poesia dalle tante valenze…

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A F O R I S M I

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Il vero male non è quello che si soffre, ma quello che si fa.

La vita non deve essere una festa per alcuni e un peso per altri,

ma dev'essere un impegno per tutti.

Non sempre quello che viene dopo è progresso.

La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto

che ogni parte abbia soltanto dell'uno e dell'altra.

É men male l'agitarsi nel dubbio, che il riposar nell'errore.

Bisogna sempre dire francamente e chiaramente le cose al proprio avvocato:

sarà lui ad imbrogliarle.

Uno dei benefici dell'amicizia è di sapere a chi confidare un segreto.




IL CINQUE MAGGIO




 
 
 
Poesia che oltre ad esser nota a tutti perché ce la fanno studiare a scuola
è certamente storica… e non solo perché ci parla di Napoleone…
ed inoltre è densa di significati spirituali…
 
 
 
 
 

 
 
 
Il Manzoni, la scrisse quasi di getto (4 o 5 gg)
dopo aver saputo che Napoleone era morto
ma soprattutto perché commosso dal fatto
che si era convertito poco prima di morire…

 
 
 


 
 
 
Infatti il Manzoni,
quando il Bonaparte dominava l'Europa
non era stato tra i suoi ammiratori…,
per cui appare chiaro che questa poesia
in cui ne riconosce comunque la grandezza
(all'epoca Napoleone era amatissimo o odiatissimo)
ormai non poteva certo portargli vantaggi…


 
 
 

Questo il foglio su cui fu scritta

 

 


In realtà egli si astiene
da un preciso formale giudizio storico

limitandosi a dire… con i mitici versi…

“Fu vera Gloria?


Ai posteri l'ardua sentenza” (vv 31-32),
frase poi entrata a far parte del nostro comune dire…
 
 
 
 
 
 
 
 
La poesia fu censurata dalle Autorità Austriache
che governavano all'epoca la Lombardia
ma, grazie a Goethe, che la fece pubblicare
su una rivista tedesca,
ebbe un'eco immediata in tutta Europa
 
 
Ma ora leggiamola… rileggiamola…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL CINQUE MAGGIO
Alessandro Manzoni
 
 
 Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avvïò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trïonfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.


 
 
 
Alessandro Manzoni – Immagine giovanile
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 



UN MODO DIVERSO DI VIVERE
LA POESIA E LA CULTURA







Buon compleanno Charles Aznavour con breve biografia e la tua mitica canzone-poesia “La boheme”   Leave a comment

 


Il grande cantautore di origine armena,
definito anche il “Frank Sinatra francese”,
ha rappresentato il meglio della musica leggera
francese ed internazionale nel 2° '900,
ma, anche se ora ha più di 90 anni, canta ancora!
 

E' stato anche insignito della Legion d'Onore,
ed è stato  nominato ambasciatore dell'Armenia in Svizzera
dal 12 febbraio 2009.



Parigi 22 maggio 1924


Ha interpretato le sue canzoni, amate in tutto il mondo,
in ben 7 lingue ed ha venduto oltre 300 milioni di dischi.

Assecondando la sua attitudine fin da piccolo i suoi genitori,
scampati all'eccidio armeno e rifugiatisi in Francia,
gli fecero frequentare il mondo artistico e musicale parigino.






Ma le stelle lo baciarono il giorno (nel 1946) in cui fu notato
dalla mitica Edith Piaf che lo portò con sé in una tournée.


Diventò noto nel mondo musicale francese nel 1950…
ed in pochi anni… nel 1956…
era già diventato una star internazionale
soprattutto con la canzone “Sur ma vie“.



Il matrimonio di Aznavour con Ulla Thorsell



Da allora in poi il successo non si è mai interrotto.

Le sue canzoni sono state interpretate
anche da molti grandi cantanti italiani.

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Ha anche recitato in molti film.

Mi fa piacere ora festeggiarlo
con la sua mitica canzone “La boheme“.

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LA BOHEME
 
 

E’ una canzone del 1965 che, per testo poetico e musica,
è considerata tra le più belle di sempre…
 
 
 
 
 
 
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Ha un’aria… ed uno spirito interno…
grandissimo  e… senza tempo…,
ed inoltre il testo è, a mio parere, pura poesia
 
Il testo si collega perfettamente
anche al discorso che spesso affrontiamo
sullo scorrere inesorabile del tempo…

  


 
 
 
 
 

Ma ora ascoltiamola… 

cantata in italiano,

potendo anche leggere il poetico testo,
e lasciamoci prendere dalla sua irresistibile melodia.
 
 

 
 
  

 
  
 
 
 
Se poi la preferite cantata in lingua originale
eccola… sempre cantata da Aznavour… 
 
 
 
 
 
 
  



   
Augurissimi Charles e grazie di tutto…



 
 
 
 
TONY KOSPAN






 
 
 
 

 


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